I soldi danno la felicità?

Lo spunto per l’articolo di questo mese arriva da uno dei tanti commenti che ho letto sulla pagina facebook di “voglio vivere così”.

C’è sempre qualcuno che dopo aver letto storie di cambiamenti di vita, sentenzia che la cosa fondamentale per riuscire è avere molti soldi. A parte che quasi tutte le storie raccontate dal nostro portale parlano di persone normali, nessun figlio di miliardario o petroliere pentito, io dissento profondamente da questa visione.

Non mi voglio nascondere dietro un dito, avere soldi aiuta molto più che non averne: ci mancherebbe! Ma non è una condizione necessaria per svoltare, né ci garantisce di raggiungere ciò che vogliamo.

Partiamo da un concetto a me caro, quello della fuga.. Se il cambiamento di vita che sogniamo è solo FUGA verso un posto al sole, palme, mare ed ozio…allora avere soldi è fondamentale. Ma raramente la fuga riesce poi a placare quei turbamenti che da dentro ci spingono alla fuga.

Le cronache sono purtroppo piene d’esempi dove il benessere acuisce spesso un senso d’insoddisfazione e mancata realizzazione fino a conclusioni davvero drammatiche.

Chi mi legge dall’inizio sa quanto io NON creda nella fuga. Quando parlo con le persone a proposito di cambiamento di vita, intendo cambiamenti prima dell’io e solo dopo del contesto in cui viviamo.

Lo sottolineo perché in quest’ottica l’aspetto denaro diventa secondario. Se accarezziamo l’idea di una vita nuova, che coinvolga nuovi comportamenti, abitudini, relazioni, luoghi in cui vivere, l’ideale è iniziare a pianificare nel dettaglio cosa vogliamo fare senza porci almeno all’inizio nessun vincolo, nemmeno quello dei soldi.

La nostra mente deve essere il più libera possibile.

Abbiamo chiaro in che modo vogliamo vivere? Abbiamo chiaro dove vogliamo vivere? Con chi vogliamo vivere? Che lavoro fare?

Spesso, quando faccio queste semplici domande a gente che dice di voler cambiare vita, non ottengo risposte; molte di quelle persone esprimono i propri obiettivi parlando in negativo.

“Voglio smettere di fare questo o quello”, “NON voglio più lavorare in questo posto”, “Non voglio più vivere in questo paese”, “Non riesco più a vivere con questa persona”, ma faticano moltissimo a declinare obiettivi e progetti in modo propositivo esprimendo cosa realmente vogliono.

Questo è un chiaro indizio di fuga: so cosa voglio lasciare, ma non dove andare.

cambio vita

Per l’esperienza che ho, la cosa fondamentale per cambiare vita è la chiarezza della direzione. Solo così è possibile iniziare a preparare il cambiamento, fare scelte coerenti, valorizzare le cose davvero importanti.

Decidere cosa tenere della propria vita (siamo sicuri sia tutto da buttare o c’è qualcosa da salvare), preparare con accortezza il proprio “zaino” evitando che sia troppo pesante e fastidioso da portare in giro.

Se stiamo pensando di costruirci una nuova vita lontana da dove siamo ora, bisogna che chiariamo a noi stessi, in modo oggettivo e con umiltà, di quanto tempo avremo bisogno. Dovremo prendere informazioni dettagliate del posto dove intendiamo andare a vivere (starci due settimane in vacanza non è come viverci per anni), ed essere consci di TUTTI gli aspetti reali del nuovo modo di vivere in cui saremo catapultati.

Fatto questo, arriva il momento di procurarsi un elemento che secondo me è davvero fondamentale per svoltare: non i soldi, ma le persone, le relazioni, quello che agli aperitivi chiamiamo il nostro network.

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Io credo che esistano due tipi di relazioni che dobbiamo costruire in quest’ottica.

La prima è quella dei “facilitatori”. Persone che conoscono altre persone, che a loro volta ne conoscono altre.

Di qualsiasi cosa avremo bisogno, consigli, contatti, informazioni, riusciremo sempre ad avere qualcuno che ci possa aiutare. Riusciremo a raccogliere dati, ad accedere ad occasioni favorevoli (la casa che sogniamo su una spiaggia di Zanzibar) o il canale giusto per iniziare il nostro progetto di commercio d’oggettistica etnica vivendo in Africa. Sono i facilitatori che creano opportunità e che ti consentono di guadagnare.

I soldi come conseguenza, non come origine. Avere soldi e fare scelte sbagliate non ci darà la felicità che cerchiamo.

L’altra categoria di persone è quella che io chiamo gli “alleati”. Sono le persone che ci possono essere utili a livello emotivo nella delicata fase del cambiamento. Un partner che condivida le nostre idee, i nostri progetti e ci aiuti nel concretizzarli.

Altre persone, familiari ed amici, a cui stia a cuore la nostra felicità e che ci diano entusiasmo ed energia per non arrenderci e per programmare e realizzare i nostri progetti. Sembra scontato, ma non è così facile circondarsi di persone “alleate”: è fondamentale e ce n’accorgiamo quando dobbiamo lottare contro quelle che cercano di ostacolarci riflettendo su di noi i loro turbamenti o dubbi.

Quelle che cercano, chissà per quale motivo, di demotivarci e farci desistere. Circondarsi d’alleati avvicina al successo del nostro progetto.

Torniamo al discorso denaro. Attribuire a fattori esterni come la mancanza di soldi, la responsabilità del nostro immobilismo va contro a quello che di più importante abbiamo per raggiungere il successo nelle cose per noi importanti: la scelta di influire ed essere protagonisti nella nostra vita.

Stephen Covey, formatore di fama mondiale che v’invito a leggere, esprime questo concetto parlando di sfera di coinvolgimento e sfera d’influenza. In poche parole egli sostiene che le cose su cui non riusciamo ad avere un controllo diretto (la sfera di coinvolgimento: sono coinvolto, ma non controllo) non dovrebbero essere fonte di dispendio d’energie.

Molte persone, invece, concentrano i loro sforzi, cercando di cambiare questo tipo di cose, o preoccupandosene fino al punto di accumulare demotivazione e delusioni. Io faccio rientrare la mancanza di soldi in quest’area. Finché aspetto di accumulare soldi per muovermi, o mi deprimo perché non ne ho, non cambio la situazione e il tempo passa mentre lascio ad altri fattori il controllo della mia vita.

Che non è eterna…In questa situazione NON scelgo, ma reagisco solamente agli stimoli quotidiani.

La sfera d’influenza, invece, contiene tutti gli aspetti su cui possiamo esercitare un controllo diretto. Concentrando gli sforzi in quest’area possiamo iniziare ad operare scelte di cui noi siamo i responsabili (ne abbiamo il controllo), possiamo essere proattivi nelle cose che davvero sono determinanti nella nostra vita. E’ da qui che inizia il nostro cambiamento di vita.

Dalle decisioni che assumo com’espressione della volontà di realizzare il mio progetto. In quest’area faccio rientrare ad esempio l’idea di pianificare un nuovo lavoro, curare la formazione per essere in grado prima o poi di cambiare lavoro, creare una rete di persone “alleate” e “facilitanti”, operare cambiamenti reali nei comportamenti quotidiani per diventare più simile a ciò che voglio essere.

Lavorare solo sulla sfera d’influenza porta come risultato quella di espandere la sfera stessa a molti aspetti che in questo momento sono fuori dal nostro controllo.

Ciò che ho detto significa NON “reagire”, NON “darsi alla fuga”, ma AGIRE e DECIDERE.

I soldi servono, eccome, solo quando immaginiamo la fuga come unica alternativa al nostro essere quotidiano. Quando invece lavoriamo sulla nostra sfera d’influenza, sulle cose che possiamo cambiare davvero per SCELTA e non come fuga, allora il denaro diventa solo un piccolo ed apprezzato surplus che comunque è bello sapere di avere.

Ma la cui mancanza non sarà mai l’elemento determinante o frenante verso la nostra realizzazione e il nostro “voglio vivere così”.

Fabio Parietti

www.fabioparietti.it

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