Giusy Anceschi, la voce di Palermo che ha conquistato il mondo
“La musica è la mia vita”
di Enza Petruzziello
C’è chi inizia a sognare da bambino e non smette mai. Giusy Anceschi è una di queste persone. Nata a Palermo il 27 aprile 1989, sale sul palco per la prima volta a soli quattro anni e da allora non si è più fermata.
Una carriera lunga quasi trent’anni, costruita passo dopo passo tra premi nazionali e internazionali, televisione, radio, teatro e palchi dall’Italia a New York. Una voce che ha duettato con Tony Colombo, che ha calcato il palco dell'”Arena Flegrea” di Napoli, che ha attraversato l’Atlantico per portare la musica italiana nel cuore di Manhattan.
Tre dischi all’attivo, riconoscimenti come la “Pigna d’Argento”, l'”Universo Donna”, il “Liola”, e nel 2023 l'”Oscar del Mediterraneo” per la musica leggera — un premio che racconta meglio di qualsiasi altra parola il percorso di una donna che ha fatto della musica non solo una passione, ma una scelta di vita.
I suoi prossimi obiettivi? Ce li racconta lei stessa.
Giusy, hai iniziato giovanissima — già nel ’96 alle selezioni dello Zecchino d’Oro. Come è nata la passione per il canto? Chi ti ha spinto a credere in te?
«In realtà tutto comincia a 4 anni e mezzo, partecipando al primo concorso canoro organizzato in chiesa, la Gancia, nel mio quartiere, Piazza Kalza, a Palermo. In quell’occasione vinsi la prima medaglia. I miei genitori mi raccontano che già all’età di due anni mi mettevo vicino alla radio di casa mia e cantavo con una spazzola nelle mani. Sono stati loro a seguirmi da sempre e sono i miei primi fan».
A 8 anni vinci “Miss Baby Talento” a Roma. Così piccola, per te deve essere stato emozionante. Cosa ricordi di quell’esperienza?
«Ricordo che ero a Fregene, a Roma, ed ero molto emozionata perché vinsi nella categoria canto in mezzo a tanti bambini provenienti da tutta Italia. Fui premiata da Alberto Castagna con la fascia di Miss Baby Talento e posai per diverse riviste come Cioè e Il Messaggero. Dopo questa esperienza mi chiamarono come ospite d’onore per cantare al venticinquesimo anniversario di matrimonio di Remo Girone. Cantai “My Heart Will Go On” ed ero circondata da tantissimi artisti italiani».
Tra il 1998 e il 2001 hai collezionato una serie impressionante di premi nazionali e internazionali. C’è un riconoscimento a cui sei particolarmente legata?
«In quegli anni ho avuto l’onore di ricevere tantissimi premi nazionali e internazionali come la Pigna d’Argento, Universo Donna, Liola, I Viceré, Etna Viva e Arte e Cultura. Ho anche ricevuto una medaglia d’argento simbolo di Palermo dal Presidente dell’Assemblea. Il premio al quale sono più legata è la Pigna d’Argento, perché ricordo di averlo dedicato ai miei genitori per tutto quello che hanno fatto per me».
Nel 2000 hai partecipato a “Bravo Bravissimo” con Mike Bongiorno su Rete 4. Come fu l’impatto con la televisione nazionale?
«Per cinque anni di fila feci i provini per Bravo Bravissimo, trasmissione ai tempi famosa su Rete 4, ma ricordo che alla quinta volta mio padre mi disse che quella sarebbe stata l’ultima volta che ci provavamo. Al quinto provino mi ascoltò Ciro Tortorella — era lui il presidente di giuria — e fu lui che mi scelse per andare in TV. Fu un’esperienza emozionante e stare con Mike Bongiorno e Mirjana Trevisan mi ha dato tanto a livello professionale e umano. Mi classificai prima tra i nazionali e seconda tra gli internazionali. Poi, nello stesso anno, Mike Bongiorno mi chiamò per partecipare a “Bravo Bravissimo Club”, un programma pomeridiano su Rete 4 nel quale mi fecero una bella intervista raccontando la mia vittoria».
Il tuo primo CD professionale nasce nel 2001, sponsorizzato dal Comune di Palermo. Come descriveresti quello stile musicale rispetto a quello che fai oggi?
«Nel 2001 il Comune di Palermo mi sponsorizzò un disco di 10 cover interamente registrato e preparato a Roma da una grande casa discografica. Lo stile che facevo allora è lo stesso stile che faccio adesso».
Hai pubblicato tre dischi con Flash Music di Palermo. Cosa ti ha lasciato ogni progetto discografico?
«Sì, ho realizzato tre dischi di canzoni inedite alla Flash Music di Palermo. In ogni disco ho messo tutta me stessa, il mio impegno e i miei sacrifici».
Il tuo talento non può essere relegato ai confini della Sicilia. E così, nel 2014 voli a New York, cantando all’Iguana di Manhattan. Come è stato portare la tua musica oltreoceano? Ti ha cambiata come artista?
«Partire per New York e portare la mia voce oltreoceano mi ha fatto crescere tantissimo. È stata un’esperienza bellissima vedere che anche gli americani apprezzavano la mia voce e mi facevano tantissimi complimenti. Gli americani sono un popolo straordinario. Non mi ha cambiata come persona, ma mi ha fatto crescere tantissimo, quello sì».
Nel 2015 hai partecipato al festival “Oltreoceano” al Madison Theater. Che atmosfera c’era tra gli italiani all’estero?
«Devo dire che alcuni artisti li conoscevo già perché erano italiani come me. Non c’era competizione. Anzi, ci apprezzavamo tra di noi».
Nella tua vita professionale non sono mancati i talent show: Amici, X-Factor, The Voice of Italy, Italia’s Got Talent… Cosa cerchi in queste esperienze? Cosa pensi dei talent in generale?
«Sì, ho partecipato a tantissimi provini. Cerco quello che pensano tutti i giovani che vi partecipano: visibilità, perché sono programmi che ti portano alla popolarità in poco tempo. Ti avvicinano a un vasto pubblico e se hai un po’ di fortuna puoi diventare un cantante da grandi numeri».
A “The Talent” nel 2013 sei arrivata prima nella prima fase — com’è andata? Hai rimpianti?
«No, non ho rimpianti. Ogni percorso mi ha fatto crescere, insegnandomi a non mollare mai, anche ricevendo dei no o delle critiche che ti permettono di migliorarti».
Hai studiato solfeggio e pianoforte al Conservatorio di Palermo e recitato con il Teatro Zappalà. Quanto conta per te la formazione classica?
«Ho studiato per tre anni al Conservatorio pianoforte e solfeggio, e poi per un anno al Teatro Zappalà di Palermo. Non ho mai studiato canto: tutto quello che so fare nasce da un dono di natura che mi ha regalato il Buon Dio e di questo gliene sono grata. Lo studio conta molto; nel mio caso mi ha aiutata a perfezionarmi sempre di più».
Nel 2018 sei stata a Napoli per un tour con cantanti partenopei. Che rapporto hai con la musica napoletana?
«Nel 2018 mi sono trasferita per un anno a Napoli ed è stata una bellissima esperienza. La musica napoletana mi è sempre piaciuta, soprattutto quella classica che io stessa canto e di cui ho inciso diverse cover. Poi, ovunque vai nel mondo, la musica napoletana è apprezzata da tutti».
Due anni fa hai riempito il Royal di Palermo per San Valentino con 500 persone. Come hai vissuto quella serata?
«È stata una grande serata: 500 persone tutte lì per me, per il mio concerto. Di quella serata ricordo tanta emozione e soddisfazione. L’organizzazione è stata merito di una persona in particolare: mio marito. Voglio ringraziarlo qui, perché mi segue da vent’anni ormai e mi sta vicino con amore e sacrificio. Non l’ho mai ringraziato abbastanza, ma su questo articolo mi sento di farlo».
Tra i tanti premi vinti, c’è anche l’“Oscar del Mediterraneo” per la musica leggera — un bel riconoscimento dopo tanti anni di carriera. Cosa significa per te?
«Tutti i premi che ho ricevuto fino ad oggi sono segno di gratitudine, di impegno e di orgoglio. Oggi sono 33 anni che canto e sono andata sempre avanti senza fermarmi mai. Anche quando le cose andavano in modo diverso, ho sempre fatto una cosa sola: rimboccarmi le maniche per migliorare. Ringrazio la mia famiglia che mi sostiene — anche i miei figli sono i miei primi fan —, i miei genitori che sin da piccola mi hanno sempre portato ovunque con sacrificio e dedizione, e ringrazio me stessa, che nel mio piccolo sono soddisfatta per quello che ho fatto fino ad oggi».
Dove vuoi arrivare? Quali sono i tuoi sogni ancora nel cassetto?
«Dal 2025 sto girando diversi teatri con artisti partenopei. Continuo a cantare sempre con passione, ma nel mio cuore c’è sempre la speranza che questo sogno di una vita un giorno mi porti in vetta alle classifiche. Di sogni nel cassetto ne ho ancora tanti: sto per compiere i 37 anni, ma porto nel mio cuore un sogno grande che spero si realizzi presto… ma non te lo dico, altrimenti non si avvera! Se si avvererà, faremo un’altra intervista».
Molto volentieri! A presto allora, per i tuoi nuovi e grandi successi.
Per contattare Giusy ecco i suoi recapiti:
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TitTok: @giusyanceschi
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Email: giuseppa.anceschi@libero.it
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