Osvaldo: la mia compagna ed io giriamo le Canarie in camper

A cura di Maricla Pannocchia

Osvaldo e Marilena sognavano di lasciare l’Italia già da un po’ ma, quando hanno saputo dell’arrivo del loro figlio, Leonida, hanno deciso di trasformare quel sogno in realtà. Adesso la famiglia vive in camper, anzi, come specifica Osvaldo, “viaggiamo in camper. Se dovessimo vivere in camper stando sempre nello stesso posto, avremmo scelto una casa, per via del bambino”. Bambino che, nonostante l’età, si gode al massimo questa esperienza.

“Il piccolo ha entrambi i genitori sempre con lui, un tesoro raro al giorno d’oggi”, racconta Osvaldo, “ed è facilissimo nella natura. Semmai, si sente stretto quando siamo in città e viviamo in appartamento.” Fra i progetti futuri della famiglia c’è quello di viaggiare in Portogallo e nel Nord della Spagna ma, più che altro, quello di godersi i momenti semplici e il “qui e ora”, senza pensare al passato e senza concentrarsi troppo sul futuro perché, come dice Osvaldo, “penso che sia questo il segreto della felicità”.

Osvaldo: la mia compagna ed io giriamo le Canarie in camper

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Ciao Osvaldo, raccontateci qualcosa di te. Chi sei, da dove vieni…

Ciao, sono Osvaldo, ho 48 anni e sono di Napoli. Sono tatuatore da 30 anni e attualmente anche gestore di una casa vacanza. La mia seconda casa è il Cilento, con precisione Acciaroli (Sa), dove ho trascorso gran parte della mia vita. Da aprile fino a ottobre stavo li e per qualche anno ho anche gestito un pub insieme a mio fratello, oltre ad organizzare eventi in discoteche del posto. Per anni mi sono diviso tra lo studio tattoo a Napoli e il lavoro ad Acciaroli. Nel Cilento ho conosciuto la mia compagna Marilena, di 39 anni, che lavorava in uno studio come commercialista.

Siamo innamorati da 7 anni e insieme a noi nasce l’amore per le Canarie e per i viaggi. Da quando stiamo insieme abbiamo sempre avuto questo sogno di mollare tutto e andare via, ma volevamo farlo rimanendo con i piedi per terra. Invece di pensare ad auto nuove, vestiti alla moda e cellulari all’ultimo grido abbiamo dato priorità ai viaggi. Ad Aprile 2017 siamo venuti per la prima volta a Tenerife per una vacanza di dieci giorni e l’isola ci ha incantati, tanto da ritornarci ogni anno per 4 mesi (Marilena, essendo commercialista, poteva continuare il suo lavoro in smart working, ed io gestivo i miei appuntamenti).

Cosa vi ha spinto a voler cambiare vita e come vi siete mossi, anche dal punto di vista pratico, per realizzare questo sogno?

La svolta è avvenuta nel 2020, quando abbiamo scoperto dell’arrivo del nostro piccolo Leonida. Ci siamo resi conto che il tempo era la cosa più preziosa che potevamo regalare a nostro figlio e, in pieno lockdown, abbiamo deciso di comprare il nostro “Big”, un Elnagh del 2001, così da poterci godere il nostro piccolino viaggiando. Quando Leonida aveva 14 giorni abbiamo fatto il nostro primo viaggio in camper in Italia, cercando di attrezzarlo al meglio a misura di bebè. Triplo serbatoio dell’acqua, impianto fotovoltaico con batteria a litio, fasciatoio all’interno, spondina con riduttore per creare culla al bebè e tutte le comodità per rendere agevole il nostro viaggio. A dicembre, quando Leonida aveva 4 mesi, siamo partiti da Civitavecchia ed è iniziato il nostro viaggio per le Canarie attraversando l’Andalusia e fermandoci in posti fantastici. Da quel giorno giriamo le isole Canarie in camper e ci siamo resi conto che oramai l’Italia non è più la dimensione adatta a noi, ci sentivamo schiavi di un sistema che ci rendeva infelici. Al momento ci torniamo 4 mesi l’anno per gestire gli interessi lavorativi e stare in famiglia.

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Come mai proprio la scelta di vivere in camper?

Al momento viviamo alle Canarie 7/8 mesi l’anno e in questo tempo il bambino in camper è felicissimo, perché è in costante contatto con la natura. Notiamo la differenza quando rientriamo in città dove, per assurdo, l’appartamento gli sta stretto. In camper possiamo goderci ogni angolo dell’isola, anche perché permette di sostare facilmente in libera, cambiando scenario quando ci va e scegliendo posti comodi per il nostro piccolo. Ovviamente con il camper le spese sono ridotte, visto che ci accontentiamo della semplicità. Qui alle Canarie abbiamo sempre il sole. Ci sono parchi attrezzatissimi dove il bambino può giocare, passare lunghe giornate in spiaggia in sicurezza e pulizia.

Che consigli daresti a chi vorrebbe vivere in camper?

Più che vivere in camper noi viaggiamo in camper, siamo dell’idea che se dovessimo stare fermi in un posto in camper a questo punto, con un bambino, avremmo scelto una casa. La bellezza del camper è poter esplorare, cambiare ogni giorno posto in cui stare. Alla fine non so se si può parlare di “consiglio” per un camper… il camper è una filosofia di vita, devi averla nel cuore.

Quali sono le comodità che vi dà una vita in camper?

La comodità è quella di avere sempre casa con te e con il piccolo è una gran cosa. Quando sei in spiaggia ed è ora della pappa sali in camper e hai tutto, ugualmente quando deve riposare, per poi riscendere in spiaggia. Altro lato positivo è potersi godere un posto che ti piace senza limiti di tempo.

Quali sono le difficoltà principali del viaggiare con un bambino così piccolo?

Le difficoltà le abbiamo avute nelle giornate di pioggia perché effettivamente diventa difficile intrattenerlo in spazi limitati. Per fortuna qui alle Canarie piove molto poco. Il bambino ha bisogno di continui stimoli da parte nostra, non avendo distrazioni all’interno del camper, a parte noi. Quindi a volte, soprattutto per la mamma, ci vuole il doppio dell’energia.

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Di cosa ti occupi?

Principalmente della mia famiglia poi, è ovvio, il tatuaggio fa parte della mia vita… sono un artista e mi piace pensare di lasciare un segno nella vita delle persone che incontro. Ho la fortuna di avere un lavoro che mi segue ovunque vado. La mia compagna invece ha la capacità di reinventarsi e al momento sta studiando la lingua spagnola per convalidare i suoi titoli in Spagna.

Quando il bambino sarà più grande, pensi che lascerete il camper per uno stile di vita più “tradizionale”?

Al momento ci godiamo il nostro bambino e i nostri programmi sono in continua evoluzione senza però pensare troppo in avanti. Quando arriverà il momento della scuola valuteremo quello che sarà più giusto per lui. Per il momento gli stiamo regalando serenità e sorrisi con una finestra verso il mondo ma, soprattutto, la costante presenza di entrambi i genitori, che è una ricchezza al giorno d’oggi.

Siete mai stati criticati per questa vostra scelta di vita? Se sì, come avete reagito?

Certo, le critiche sono costanti, ma su una bilancia sono più le persone che si sono complimentate per la nostra scelta. Abbiamo stampato sul nostro camper questa frase di Troisi: “La vita è nù viaggio che prima o dopo finisce… Sorridi spesso… Magnete e sold quandoo ‘e tien… Fa semb tutt chell ccà t’è piac e nu pensa’ a nisciun”… che dice tutto!!!”

Come sei stato accolto dalla gente del posto? Un incontro (con un local, con un altro viaggiatore…) che ti è rimasto nel cuore…

Tenerife è famiglia. Ne abbiamo conosciuti tanti di amici che sono nel nostro cuore, è difficile parlare solo di uno… sono davvero tanti. Siamo stati accolti da subito come se vivessimo qui da sempre sia dalla comunità d’italiani sia da tanti canari. Nonostante siamo arrivati in tanti con prepotenza su questa isola, loro accolgono sempre con il sorriso.

Che consigli daresti alle famiglie che sognano di lasciare l’Italia?

Volere è potere. A volte le soluzioni sono davanti a noi ma non le vediamo. Siamo presi dalla nostra vita frenetica. Bisognerebbe fermarci e chiederci se siamo davvero felici. Sicuramente un mio consiglio non è quello di mollare tutto su due piedi ma di programmare nel tempo quello che occorre fare per realizzare i propri sogni. Se ci si pone un obiettivo, lo si raggiunge nei tempi giusti.

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Suggerisci dei luoghi poco frequentati dai turisti che, secondo te, bisognerebbe visitare almeno una volta alle Canarie…

Il faro Punta de Teno… luogo paradisiaco. Punta de Hidalgo con le sue onde e i suoi tramonti fantastici. E, infine, Abades, un villaggio che a noi piace molto, con una bella passeggiata fino al faro del Poris.

Qual è, nella tua opinione, un itinerario consigliato per chi, invece, visiterà le Canarie per la prima volta?

Alloggerei nella zona di Costa Adeje, così da avere sulla sinistra Las Americas e Los Cristianos con le loro belle spiagge. Sulla destra, invece, La Caleta, Alcala’, Playa San Juan e Los Gigantes con le loro piscine naturali. Non può mancare una visita a Masca, il luogo che merita tutto il viaggio. E, infine il maestoso Teide, dalla cui vetta si vede un panorama da perdere il fiato.

Progetti futuri?

Fare un bel giro del Portogallo e della Spagna del Nord. Ci piacerebbe passare un po’ di tempo in Galizia e Asturia. Per il resto, ci godiamo le piccole cose nel “qui e ora”, senza farci condizionare dal passato e senza pensare troppo al futuro. Penso sia questo il segreto della felicità.

Per contattare e seguire Osvaldo:

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E-mail: babyleoincamper@gmail.com

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