A cura di Nicole Cascione

Francia, Spagna, Portogallo e Gibilterra. Questi sono i Paesi attraversati da Enrico Gasparri, rigorosamente in bicicletta. A soli 22 anni Enrico, da sempre appassionato di ciclismo, ha caricato il suo zaino ed è partito per la sua grande avventura. Un’esperienza che gli ha permesso di riscoprire se stesso e di capire i propri limiti.

Enrico Gasparri, rigorosamente in bicicletta

Enrico, quando è nato in te il desiderio di attraversare l’Europa in bici?

Di preciso non so quando sia nato in me il desiderio di attraversare l’Europa in bici. Probabilmente risale a quando avevo 14 anni. Mi fidanzai con una ragazza spagnola e spesso, guardando la cartina, pensavo che la Spagna alla fine non fosse poi così lontana e che ci sarei potuto anche arrivare in bici.

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In che modo ti sei preparato ad affrontare il viaggio?

A dire il vero, dal punto di vista dell’allenamento fisico, non mi sono preparato affatto per il viaggio. Non ne ho avuto il tempo. Terminata la stagione estiva, nel giro di dieci giorni ero in sella per la mia prima tappa. Anche se potrei sembrarlo, non sono del tutto un folle sprovveduto perché la bicicletta è una delle mie passioni e per un periodo l’ho anche praticata a livello agonistico, quindi ho saputo gestire le mie energie, evitando in tal modo problemi fisici. Anche dal punto di vista organizzativo ho preferito non organizzare nulla, a parte la direzione da prendere. Il tempo non mi mancava e, soprattutto, volevo sentirmi completamente libero di poter cambiare i miei piani come e quando avrei voluto.

Quali Paesi hai attraversato?

Francia, Spagna, Portogallo e Gibilterra.

Sicuramente durante il tuo lungo viaggio avrai fatto mille incontri. La persona che più ti ha colpito?

Penso che questa sia la domanda più difficile che tutti mi fanno e alla quale non so mai come rispondere. Di persone che mi hanno colpito ce ne sono tante e ognuna con la sua tipicità, probabilmente tra le tante spicca Steven, l’uomo che mi ha ospitato a casa sua attraverso l’applicazione Couchsurfing. Appena arrivato mi ha dato le chiavi di casa, lasciandomi libero di fare quello che volevo. Ecco lui è la persona che più mi ha colpito per la fiducia che ha dato a un perfetto sconosciuto. Non so se riuscirei a fare lo stesso.

Il momento più magico che hai vissuto:

Quando ho oltrepassato la frontiera tra Francia e Spagna. Fino a due settimane prima questo viaggio era solo un sogno, al valico della frontiera è diventato realtà.

Enrico Gasparri, rigorosamente in bicicletta

Come sei riuscito a sostenerti economicamente?

Non è stato un viaggio molto dispendioso dal punto di vista economico, anche perché di benzina non ne ho usata! A parte gli scherzi non ho speso tanto, perché per lo più sono stato ospitato da persone generose attraverso l’applicazione Couchsurfing, ho dormito anche in tenda e qualche volta in ostelli economici.

Cosa può insegnare a livello personale un’esperienza come quella che hai vissuto?

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A livello personale un’esperienza come questa può insegnare un sacco di cose. Innanzitutto a stare con se stessi, ad imparare ad ascoltare il proprio corpo e a non trascurarlo. A me personalmente ha insegnato quanto il nostro corpo sia forte e instancabile: una macchina perfetta di cui noi non riusciamo neanche a immaginare le potenzialità.

Qual è stata la prima cosa che hai fatto una volta tornato a casa?

La prima cosa che ho fatto una volta tornato a casa? Un bagno caldo!

Chi era Enrico prima di partire e chi è Enrico ora:

Enrico prima di partire era un ragazzo alla ricerca di se stesso che pensava a cosa sarebbe voluto diventare “da grande”. Enrico ora è un ragazzo con una pedalata più avanti nella sua ricerca, con la consapevolezza che l’importante è essere felici. La felicità è la chiave di tutto.

Quali sono i tuoi sogni nel cassetto e i tuoi progetti futuri?

Uno dei miei più grandi sogni nel cassetto è quello di arrivare fino in Asia in sella alla mia bici. Per quello che riguarda i miei progetti futuri, sono diversi e dei più svariati, ma uno che vorrei portare subito a termine è quello di farmi un viaggetto in bici con la mia ragazza perché, come disse Chris McCandless (il protagonista della storia da cui è tratto il film Into the wild): “La felicità è reale solo quando è condivisa”… e chissà se mai mi ritroverò in Asia con lei in sella ad una bici!

Email di Enrico: gasparri_enrico@libero.it

Profilo Facebook:

www.facebook.com/enricomagua.gasparri