Enrica Rocca, cuoca giramondo

Ribelle e globetrotter, Enrica Rocca, 52 anni, nata a Venezia, sta mollando di nuovo la presa sull’Italia per tornare a Londra, “dove almeno ti lasciano lavorare, senza metterti i bastoni fra le ruote”.

Di recente ha pubblicato per la Marsilio editore “Venezia nel piatto. Ma che piatto!”. In un loft ricavato dalle antiche lavanderie del palazzo, ha creato la sua scuola di cucina a Venezia nel 2009, dove si radunano gli ospiti (perlopiù stranieri, da Stati Uniti, Gran Bretagna, Australia) per imparare a cucinare un risotto o a preparare un buon brodo.

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E’ diventata cuoca sul campo, in realtà ha studiato in una delle migliori scuole di formazione manageriale alberghiera del mondo, a Losanna, e ha cambiato vita diverse volte.

“Da piccola ho avuto una relazione affettiva molto tormentata con mia madre, che mi ha portato a essere ribelle e vivace”. Prima di frequentare il liceo linguistico, su consiglio del padre, è stata letteralmente cacciata dal collegio delle Marcelline a Foggia perché “facevo i comizi pro-aborto e divorzio”.

E’ difatti cugina di secondo grado di Antonio Baslini, deputato del Pli, deceduto nel 1995, considerato il “padre” del divorzio. A 19 anni va a Losanna a frequentare la scuola alberghiera top (“mi ritengo fortunata”) e quando torna in laguna, decide di dedicarsi al volontariato per quattro mesi in Sudan, dopo una breve esperienza come direttore di un ristorante cinese a Neuchâtel, in Svizzera. Nel 1990 si sposa e diventa madre di Charlotte (23), e Claire (22).

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Enrica Rocca cuoca

“Una coppia d’investitori mi chiede in quel periodo di aprire un ristorante a Capetown, in Sudafrica, ’L’entrecote’, ma dopo un anno, mi rendo conto che era un paese troppo giovane e immaturo per apprezzare il mio concept”.

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Enrica apre così la prima scuola di cucina, a casa sua, a Capetown, in un ampio spazio, ideale per ricevere gli allievi. “I miei clienti affezionati mi spingono a questo punto ad aprire un ristorante, che lancio nel 1996 nella zona di Wyneberg”.

La manager ammette di non essere una cuoca professionista per formazione, dunque, “cerco di compensare questa mia lacuna con una idea adeguata. Con la formula menù fisso più buffet di antipasti”. In tutto 50 coperti.

Il successo è garantito, al punto che ogni sera c’è la coda per entrare; “qualcuno si portava addirittura da casa il tavolino pieghevole pur di gustare le mie specialità”. Ma nel 2001 Enrica decide di dare un’educazione europea alle figlie, “e sviluppare il mio talento culinario altrove giacché là ero limitata dalla scarsa varietà degli ingredienti”. Molla tutto e ritorna a Venezia (nel frattempo si è risposata), dopo il padre sta morendo.

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Ma non si ferma un attimo.

È indecisa se aprire un ristorante a Londra o una scuola di cucina. “Avrei dovuto preferire la prima scelta” rivela, “perché i primi tre anni, fino al 2004 con la scuola è stata durissima, malgrado avessi ingaggiato due brave Pr”.

Ma il servizio sul Financial Times, finalmente, le cambia la vita. I residenti affollano i suoi corsi culinari, ma Enrica presto si stanca di viaggiare Oltre Manica e riporta il modello di scuola a Venezia, nel suo loft moderno e accogliente a Dorsoduro. Una casa-atelier-cucina dove la giornata inizia alle dieci del mattino con la spesa al mercato a Rialto, prosegue con uno spritz in un bacaro (caratteristiche taverne senza fronzoli), e in un’enoteca, con spiegazione dei vini tipici del Veneto.

Si rientra verso le 12.30 per la lezione finale, che vede la padrona di casa impegnata ai fornelli con i suoi allievi e sull’ampio tavolo di acero. “Ma l’Italia è un paese senza speranza” sospira, e anche se ha affittato la casa di Londra, non si dà per vinta. Presto organizzerà dei corsi di cucina nello showroom della Smallbone, brand del lusso delle cucine.

www.enricarocca.com.

Alessandro Luongo