Sono argomenti noiosi e non credo di particolare interesse. In sintesi lo status di “senza fissa dimora” non è mai stato un buon biglietto da visita per nessuno ed è utilizzato, nella maggior parte dei casi, dai senzatetto, dai nomadi zingari non certo ben visti dalla comunità, e dai giostrai. Questa opzione prevede un’iscrizione anagrafica presso il comune di nascita o presso un comune che possa essere considerato un centro d’interesse, legato appunto agli interessi personali, lavorativi o familiari. Sui documenti d’identità viene messa una ipotetica o reale via del comune a caso (quindi non verrebbe posta la scritta s.f.d) e i diritti anagrafici verrebbero preservati, considerata la reperibilità presso il comune stesso o presso un’altro soggetto dove si possa eleggere il proprio domicilio o recapito.

Da verificare il tutto alla luce del prossimo censimento previsto per l’anno 2011. In poche parole il consiglio degli addetti ai lavori è stato: trovatevi la possibilità di iscrivere la vostra residenza presso un amico o un parente, è la soluzione migliore per non rischiare alcun tipo di piccole grandi complicazioni. Negli ultimi tempi abbiamo conosciuto una persona che da anni vive in un camper lavorando per tutta l’Italia, mantenendo lo status di senza fissa dimora: ci ha confermato di non avere mai avuto grandi problemi in proposito. Tuttavia, nel limite del possibile, Sara ed io (visto anche la sua condizione di cittadina extracomunitaria che non rende mai la vita più facile) cercheremo di praticare la seconda ipotesi: quella di avere una residenza regolare per non essere “perseguitati” in alcun modo dalle leggi che pare ignorino quasi del tutto le possibilità offerte dalla nuova tecnologia (e-mail, sms, telefonia cellulare) che purtroppo o per fortuna ci fa vivere nell’era della reperibilità assoluta. Questa ipotesi di residenza regolare tra l’altro è regolare fino a un certo punto: il codice civile definisce residenza il luogo di dimora abituale. Figuriamoci se così potrà essere per noi nomadi gentiluomini…!

Ci siamo 23 ottobre 2010

La casa è in fase di smantellamento: abbiamo venduto per una modica cifra quasi tutto l’arredamento a una coppia di lituani, che hanno accolto la notizia con grandi sorrisi e gioia nel cuore. Peccato che il costo del trasporto, dello smontaggio e del montaggio costerà loro quasi la metà del valore dei mobili acquistati. C’è ancora gente che, per pagarsi un trasloco, con il salario che si ritrova deve lavorare un mese o due.

Sara ed io stiamo stringendo i denti: le cose da fare, organizzare e seguire sono molte ma tutto in questo grande “puzzle” sta andando per il verso giusto fino a questo momento.

Nei prossimi giorni accadranno molte cose per cui abbiamo lavorato con impegno nelle ultime settimane. Vendita e consegna della casa, dei mobili e trasporto degli stessi a casa dei ragazzi lituani; vita in casa senza mobili per qualche giorno fino al ritiro del camper all’inizio di Novembre; allestimento e “trasloco” nella nostra nuova casa viaggiante che chiameremo “The Wanderer” (doveroso omaggio!); cambio di residenza, e molte altre piccole grandi cose burocratiche che ci sono intorno a tutto ciò e che se non le vivete non le immaginate nemmeno.

Ma è la strada verso un pezzo di libertà.

Si può 1 novembre 2010

Si può vivere anche in una casa senza cucina, senza lavabo in bagno ma con bidet e doccia, senza mobili del soggiorno e senza divano ma con il letto, senza lavatrice e senza armadi ma con tanti scatoloni in cui mettere vestiti e cose e su cui appoggiare tutto. In aggiunta un tavolino da campeggio, qualche sedia che porteremo anche in viaggio e ancora qualche punto luce qua e là. Sembra strano ma i disagi non sono poi molti. In verità forse siamo circondati da più cose superflue che necessarie.

Ancora qualche giorno e poi arriva The Wanderer, la nostra futura casa a quattro ruote e il progetto Gentleman Gipsy sarà finalmente “on the road”!

E’ arrivato! 10 novembre 2010

“The Wanderer”, la nostra casa viaggiante è arrivata!

Ultimi giorni di fuoco nell'”accampamento della casa stanziale” ormai ridotto a un cumulo di scatoloni pronti per essere trasferiti sul camper.

Sto lavorando giorno e notte a questo progetto che è partito solamente meno di due mesi fa: se penso a tutto quello che ha comportato, comporta e comporterà a livello organizzativo, gestionale, pratico, burocratico, affettivo, familiare c’è da non dormirci di notte…e non saprei se consigliarvelo! E’ un’esperienza stupenda ma da settimane non sto dormendo più di tre/quattro ore per notte e Sara, che pur dormirebbe volentieri a lungo, viene spesso disturbata dai miei movimenti e lavori notturni.

La sua pazienza e il suo amore sono ammirevoli: pochi saprebbero sopportare la mia iper-attività di questo periodo! Quando sono concentrato nella fase progettuale-organizzativa di un viaggio divento una macchina da guerra…

Prima notte a bordo del Wanderer 12 novembre 2010

Questa sera sto scrivendo dalla nostra nuova casa viaggiante e, nonostante la grande fatica, il sonno e l’enorme sforzo organizzativo degli ultimi due mesi, Sara ed io ci sentiamo felici.

Anche questa notte non dormirò più di qualche ora perché, oltre alle molte cose da seguire e aggiornare, voglio assaporare ogni attimo di questi momenti, accompagnato da alcune riflessioni che faccio con un sorriso lieve che sento sul mio viso.

In meno di due mesi abbiamo ribaltato completamente le nostre vite. La nostra sorte, che ultimamente sembrava essere quella di tanti mezzi-occupati (o mezzi-disoccupati lavoratori precari dell’era moderna) più o meno sottopagati, con un po’ di fantasia, spirito di avventura, slancio organizzativo, rinuncia alla stabile sicurezza tradizionale, è diventata una chance di apertura verso il nuovo, l’ignoto, il cambiamento e la speranza di qualcosa di migliore. A molti potrà sembrare solo un rischioso salto nel vuoto, un azzardo ma in realtà è una meravigliosa e vivificante avventura nel vivere il presente, lontana dai rimpianti e i rimorsi del passato e dalle ansie e paure del futuro. Apparteniamo a una cultura che vive troppo spesso sbilanciata in questi due poli.

Eppure la vita è essenzialmente il presente.

E il nostro presente è questa meravigliosa notte stellata di novembre a bordo del nostro Wanderer caldo e accogliente.

Una settimana da gentlemen gipsy 18 novembre 2010

Una settimana è passata. Questa sarà la settima notte che trascorriamo a bordo del Wanderer e ormai già lo viviamo come una casa piccola e confortevole a cui siamo già affezionati. Non ci manca nulla. Solo un po’ di sole in questi giorni di pioggia intensa, ma il clima è sempre perfetto, non si può cambiarlo!

Siamo ancora dalle nostre parti per i soliti motivi burocratici: cambio residenza, rinnovo carta di soggiorno per Sara, ecc.ecc. e purtroppo temiamo ci vorranno ancora alcune settimane prima di poter partire veramente verso le nostre mete che per ora non vi sveliamo…

Siamo felici per l’affetto con cui molti ci seguono e che ci fa sentire meno soli a combattere con le scartoffie e le procedure anagrafiche che sono sempre sgradevoli ma necessarie.

Il Wanderer si sta comportando molto bene, anche se crediamo sia sovraccarico per il momento e provvederemo ad alleggerirlo non appena possibile.

La mitica Vespa “ali sotto i piedi” è tornata dal suo primo tagliando più in forma che mai e non vede l’ora di trovare un suo spazio (e giornate di tiepido sole magari a latitudini più favorevoli) nell’ampio gavone garage, ormai già stipato di cose da risistemare meglio.

Sono stati due mesi di fuoco e la lista di cose da fare, preparare, sistemare, riordinare, seguire, controllare, attendere e verificare è ancora lunga. Ma tutto procede bene e desideriamo rassicurare tutti gli amici che ci hanno chiesto nuove notizie: stiamo benissimo!

Qualcuno ci esprime la sua simpatia dando per scontato che noi ci siamo liberati da qualcosa o che forse scappiamo da una realtà che non ci piace più. E’ vero solo in minima parte: crediamo che sia sempre meglio andare verso qualcosa che scappare da qualcosa. Sono due atteggiamenti psicologici molto diversi: il primo è gioiosa esplorazione del pianeta, il secondo è fuga, e noi non stiamo fuggendo da niente e da nessuno.

A tutti voi la possibilità, se vi va, di partecipare ancor di più e attivamente con le vostre considerazioni e/o commenti ai post (sia nel blog che in Facebook).

Acqua dal cielo 21 novembre 2010

Il ticchettio della pioggia sul tetto del Wanderer: una musica con cui risvegliarsi in attesa di qualche raggio di sole. Il Wanderer comincia a sentirsi come l’Arca di Noè se la pioggia continuerà così a lungo…! Ma si è montato la testa: non è una barca ma solo un camper che poggia saldamente sulle sue quattro ruote, anche per il peso in eccesso che dovremo provvedere a ridurre per quanto possibile.

In verità non è il Wanderer che fa confusione tra mare e terra: sono io. Questi primi giorni di vita a bordo della nostra casa itinerante (internamente così simile a una barca a vela) mi riportano alla mente i ricordi dei mesi passati nell’Oceano Pacifico nel 2007 a bordo di un catamarano Katana. Claudio ed io, partiti da Panama solamente in due con il pilota automatico guasto e i motori in panne, facemmo un piccola impresa dalle Galapagos alle Isole Marchesi e poi fino a Tahiti veleggiando come i velieri del ‘700. Bei ricordi.

In questi giorni non siamo circondati dall’acqua dell’Oceano Pacifico, ma l’acqua che scende dal cielo non è in minor quantità!

Neve e gelo 27 novembre 2010

Il Wanderer e il suo equipaggio affrontano condizioni climatiche di tutto rispetto senza batter ciglio. Tutto funziona a meraviglia, tranne l’inverter che è saltato e verrà sostituito (speriamo nel giro di pochi giorni) ancora in garanzia. Nel frattempo usufruiamo delle connessioni Wireless gratuite che ci sono in un’ottimo risto-self service di un centro commerciale dove ci piace mangiare in questo periodo. E la barba si fa come una volta con lametta e schiuma.

Per il resto la burocrazia và a rilento e siamo ancora in alto mare per conferma nuova residenza e rinnovo permesso di soggiorno per Sara, ma confidiamo che nel giro di 10/15 giorno il più sarà sistemato. In quel momento potremo dirigerci verso Sud dove le temperature in questi giorni sono ancora miti a confronto di quelle nordiche e i cieli più spesso soleggiati.

La neve tuttavia è sempre bellissima e avvolge il paesaggio di soffice poesia, a dispetto di che ne vede soltanto il disagio.

Siamo agli sgoccioli 30 novembre 2010

Ormai è questione di 10, 15 giorni al massimo, si spera. La burocrazia può essere intricata e imprevedibile ma ultimamente a noi sembra andare tutto abbastanza bene in questo periodo positivo: sul nostro cammino incontriamo anche simpatiche e amichevoli funzionarie comunali.

Avete mai avuto la sensazione di essere nel vostro piccolo come Re Mida? E accorgervi che tutto quello che toccate diventa d’oro? A noi è capitato e capita in questo periodo: ciò aiuta a dimenticare quei sempre troppo lunghi periodi della vita in cui invece tutto ciò che tocchi diventa nero petrolio…

Cicli e ricicli dopotutto, quindi cavalchiamo l’onda perfetta fin quando c’è.

Ultimi giorni di spola tra Comuni, Questure e pratiche varie per cambio di residenza, carta di soggiorno per Sara e rinnovo della patente per me.

Se tutto va bene tra non molti giorni si parte verso il Sud dell’Italia in attesa della carta di soggiorno definitiva che ci permetterà di uscire dall’Italia e puntare probabilmente verso la Spagna del Sud e il Marocco, luoghi dove il sole regala più generosamente la sua luce e dove concludere l’inverno può essere più gradevole.

Nel frattempo la Sicilia e dintorni saranno un’ottima alternativa.

Come il capitano Cook 1 dicembre 2010

La neve e la pioggia di questi giorni sono inesorabili. Con tanta acqua intorno mi sento come il capitano Cook, il grande navigatore e esploratore di mezzo pianeta della fine del ‘700 di cui sto leggendo un’affascinante biografia. Alla guida del Wandere mi sento come un marinaio che regola il timone con qualche colpo di mano per tenere la barca dritta nel vento, sorridendo per la sua maneggevolezza: mi sento in armonia con questa mia barca così come dovrebbe ogni marinaio, o come un cavaliere con un bel cavallo perfettamente controllato e sensibile ad ogni mia minima sollecitazione.

Dopo 20 giorni di vita a bordo del Wanderer ci sentiamo ormai a casa a tutti gli effetti: il conto alla rovescia prevede ormai solo pochi giorni alla partenza.

Eliseo Oberti

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