Daniele e Rosangela, in viaggio per il Sud America

Mi chiamo Daniele, ho 33 anni e sono un videomaker e fotografo di Roma. Rosangela ha 28 anni, di un paese in provincia di Foggia, ha studiato disegno grafico ed a Roma lavorava in un negozio di strumenti musicali. Tutti conoscono il momento difficile che sta passando il nostro paese, e la nostra situazione personale era come quella di molti altri: un senso perenne di instabilità e di stress, aggravato dai ritmi nevrotici della città. La nostra storia comincia nel gennaio 2015, quando in un giorno come tanti, imbottigliati nel traffico di Roma, tra i clacson, lo smog, e le grida degli automobilisti, mi giro verso Rosangela e le dico: “Io me ne vado, vieni con me?”.

viaggiando in sud america

Nessuna idea riguardo al dove.

Seguono giorni di ricerca spaesata, finchè Rosangela si ricorda di avere dei lontani parenti di origini siciliane a Maipu, una cittadina nel nord dell’Argentina.  Sua zia, ancora bambina, era fuggita in nave dall’Italia durante la seconda guerra mondiale. L’idea di attraversare l’oceano ed arrivare nell’estremo sud del mondo suonava folle ed affascinante. Ancora ricordo la sensazione di paura e adrenalina una volta acquistati i biglieti in internet: volo di 34 ore compresi scali con data 17 marzo. Solo per dirne una: non sapevamo nulla della lingua spagnola e ci imbarazzava l’idea di parlarla. Ma veniamo al viaggio.

Nei due mesi precedenti alla partenza avevo comprato in libreria “In Patagonia” di Bruce Chatwin, che racconta i viaggio dello scrittore in quelle terre di una bellezza desolata e struggente.

Cosi’ con il passare dei giorni mi si insinuava un dubbio:

“Andiamo in Argentina senza visitare la Patagonia, e senza arrivare alla fine del mondo?”

L’idea quindi era arrivare fino ad Ushuaia per poi risalire e stabilirsi a Maipu. Cosi’ si presentarono nuove incongite. Come percorrere questa regione senza grandi risorse economiche? Come si viaggia zaino in spalla? Ma soprattutto come si monta una tenda da campeggio? Carichi di interrogaivi arrivammo a Buenos Aires, fermandoci una settimana in casa di alcuni amici conosciuti in Couchsurfing.com. Dopo una settimana a Buenos Aires e una piccola sosta in Uruguay, cominciammo a scendere viaggiando in autostop. Avevamo letto molto su questo modo di viaggiare, ma eravamo pieni di riserve e paure. Invece fu la chiave di volta del viaggio.

viaggiando in sud america

Grazie all’aiuto della gente abbiamo raggiunto la fine del mondo, viaggiando a bordo di auto, camion di ogni tipo, trattori, furgoni, nel retro di camionette di campagna, chiacchierando con personaggi romanzeschi ed ascoltando tantissime storie. In Patagonia la gente ti apre la porta e se sei italiano te la spalanca. Basti pensare che in quei sei mesi abbiamo usato la tenda solo due volte.

Ma non e’ sempre stato tutto facile.

Nei luoghi maggiormente turistici, dove i prezzi erano proibitivi e non c’era modo di sistemarsi in modo alternativo, non ci e’ rimasto che adattarci: dormire in stazioni di servizio, nella veranda di un pub, nel patio di una chiesa, in una cascina. Era l’unico modo per visitare tanti posti senza spendere centinaia di euro. Questi sei mesi tra Argentina e Cile ci hanno presentato tante sfide e hanno rimesso in discussione cose che davamo per scontate. Arrivati a Maipu ci siamo accorti di aver cambiato totalmente esigenze e prospettiva di vita. Questa piccola citta’ ormai non era nient’altro che una tappa di passaggio per ricaricarsi e proseguire il cammino.

Ora il sogno era visitare il Sud America, o addirittura tutta l’America Latina.

viaggiando in sud america

Per viaggiare tanto a lungo era necessario lavorare, ed é allora che abbiamo cominciato a darci da fare: dall’improvvisare bancarelle di vestiti per strada, a vendere angurie alle auto di passaggio nei giorni di natale, dal dare ripetizioni di italiano, a vendere cibo italiano in strade e spiagge. Il lavorare sodo ed a volte anche duramente non ci ha impedito di sviluppare i nostri progetti, anzi ci ha dato grande motivazione. Abbiamo creato un’agenzia itinerante di produzioni audiovisuali che si chiama FLUX, realizzando uno spot per un’agenzia turistica in Cile, il quale ha ottenuto un buon riscontro www.youtube.com/watch?v=5hgH8onLojI

Sempre in Cile abbiamo curato la parte fotografica del nuovo sito Peugeot. In Argentina abbiamo realizzato uno spot per un’organizzazione che lavora con adolescenti vulnerabili, spot poi trasmesso dalla tv Argentina.  www.youtube.com/watch?v=1Fe12VeXPko

Ora, dopo aver percorso Bolivia e Peru siamo in Ecuador, e stanno nascendo nuovi progetti.

Ho recentemente aperto la pagina fb nella quale mostro le foto piu’ suggestive del viaggio www.facebook.com/DanieleStocchiFotografia/?fref=ts

E’ esattamente un anno che siamo lontani dal nosro paese, ma non ci siamo mai sentiti soli o spaesati, anzi abbiamo conosciuto centinaia di nuovi amici e nuove famiglie che ci scrivono sempre con affetto.  In Sud America siamo “LOS TANOS” (diminutivo di italianos).

sud america

Un piccolo consiglio che vorremmo dare a chi vorrebbe intraprendere un viaggio del genere è semplicemente di provare. E’ una sfida enorme, ti insegna cose di te stesso che non conosci, e per quanto ci riguarda ci ha insegnato che viviamo circondati da molti bisogni e cose che non necessitiamo. Uno zaino e la voglia di conoscere ti danno un bagaglio di conoscenze che che non si imparano a scuola o sui libri.

Il vivere in continuo cambiamento non significa sfuggire alle responsabilità ma allenarsi alla responsabilità ogni giorno.

[email protected]