Michael, da Hannover a Minorca passando per Milano

Salve mi chiamo Michael e ho 40 anni. Ho voluto scrivere la mia esperienza per farla conoscere a tutte quelle persone che hanno voglia di mettersi o rimettersi in gioco…nonostante tutto, qualunque sia l’età come motivo di incoraggiamento sia per me stesso che per gli altri, di non darsi mai per vinti e di ascoltarsi sempre ogni qualvolta ci sono voci di insoddisfazione dentro di noi. Sono nato a Milano da mamma berlinese e papà veneto. All’età di cinque anni io, mio fratello e mia madre ci trasferimmo ad Hannover, poiché i miei si separarono. Mi piaceva stare in Germania: è un paese pieno di natura, che tiene cura del benessere del cittadino, delle proprie bellezze e risorse ma il mio pensiero era rivolto sempre all’Italia. Probabilmente le vacanze che trascorrevo tra Milano, mare e montagne venete, mi mettevano sempre nella condizione di sentire nostalgia di questi posti così differenti da Hannover.

Cambio Vita e me ne vado dall'Italia hannover

Mentre il tempo passava, tra gli studi di fisioterapia e osteopatia e l’affermazione di queste professioni, decisi di trasferirmi a Milano. Nonostante mio padre abiti in questa città, era come se io fossi qui da solo….sembra irreale ma non mi ha mai dato una mano ne per trovare un lavoro e neanche per un alloggio (probabilmente la causa era dovuta dalla separazione con mia madre e anche dal fatto che lui ormai si era rifatto una nuova famiglia). Ripartii da zero iniziando a lavorare come commerciante-ambulante per quattro anni (rilevando la licenza di mia madre e con l’occasione imparavo l’italiano).

Furono anni duri sia perché era un’attività nuova per me, e sia perchè mio padre cercava in tutti i modi di boicottarmi (lui era sulla piazza della stazione centrale da tantissimi anni con la sua bancarella); la mia postazione dava fastidio, anche alla sua nuova famiglia (perché la licenza della mia bancarella era situata a pochi metri da lui), etichettandomi come concorrente per i loro affari. In più stavo conoscendo la dura realtà della burocrazia italiana, così complessa (anche per le situazioni più semplici)…nulla a che vedere con la realtà tedesca: dritti al sodo e documenti pronti entro un giorno. Nonostante tutto riuscii nella mia attività: con la mia forte determinazione avevo capito quali erano i prodotti giusti da vendere al banco, giorno per giorno mi conquistavo le simpatie dei clienti nuovi e abitudinari e gli affari cominciarono ad andar bene.

PURA VIDA  hannover

 

Al quarto anno di lavoro, cominciai a percepire che l’ondata orientale che stava prendendo sempre più il sopravvento in questo tipo di lavoro stava totalmente cambiando l’originalità del prodotto da vendere. Inoltre il comune di Milano decise di revocare tutte le licenze nell’ambito della stazione centrale, imputandone la causa che le bancarelle attiravano persone poco raccomandabili e che la stazione era un monumento che doveva essere tutelato (caspita: dopo 40 anni se ne sono accorti? La stranezza del caso è che dopo pochi mesi la Regione ha provveduto a destinare l’uso della piazza a postazioni delle bancarelle con costi di affitto esagerati).

Così ripartii nuovamente da zero inoltrando domande nei vari centri di riabilitazione. Dopo qualche mese mi arrivò l’offerta di collaborazione presso un centro e così cominciai a lavorare. All’inizio ero entusiasta della mia scelta, avevo un lavoro che mi piaceva, un appartamento ristrutturato secondo i miei gusti e inoltre scrissi insieme ad altri due, ora ex colleghi, un libro sulla ginnastica del pallone. Dopo qualche anno trovai la donna giusta (italiana), mi fidanzai e dopo solo un anno la sposai. Col passare del tempo però mi resi conto che l’immagine che mi ero creato dell’Italia non era più la stessa degli anni passati. O per un motivo o l’altro tutti i ricordi belli che avevo dell’Italia, ormai sono occupati da quotidianità tristi, da situazioni economico-politiche imbarazzanti, da bellezze archeologiche e naturalistiche rovinate e limitatamente risanate. (Anche mia moglie la pensa e l’ha sempre pensata così, anzi per dire la verità lei ha sempre avuto il pallino delle Isole Baleari, mi dice sempre che il suo sogno sarebbe di trasferirci lì un giorno, perché sono isole che cercano di mantenere il più possibile l’eco sistema, perché hanno una natura meravigliosa e fanno di tutto per mantenerla e la gente è sempre sorridente…).

MINORCA LIFE  hannover

Per quanto possa essere profondamente dispiaciuto della situazione in cui viviamo e non potendo più contare sulle nostre istituzioni che dovrebbero farci da modello e tutelarci, io e mia moglie stiamo prendendo in considerazione la possibilità di andare a vivere in un altro paese dove ci sia natura incontaminata e rilevanza nella semplicità dei veri valori…così abbiamo scelto Minorca…..cercando di realizzare il sogno di mia moglie. Ora non ci resta che organizzare il nostro futuro, trovandoci un nuovo lavoro, una nuova casa e…… nuove sfide che dovremo affrontare ma fa niente: d’altronde la vita è fatta per vivere….e…non è meglio lottare in un posto che più ci piace?

Michael

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