Cristina ha lasciato l’Italia per le isole Canarie

A cura di Maricla Pannocchia

Chi non si è mai sentito preda di quella frenesia che caratterizza la società italiana e che ci obbliga a essere sempre perfetti, altamente performanti e costantemente di corsa? Bene, a un certo punto Cristina ha detto “basta” e, dopo essere stata in vacanza alle isole Canarie ed essersene innamorata, ha deciso di andare a vivere lì. Traduttrice ed esperta di social media marketing, la donna ha l’opportunità di lavorare da remoto da dovunque voglia: “Ogni mattina, zaino in spalla, vado a cercare un posto sull’isola in cui lavorare.”

La parola chiave della nuova vita di Cristina è “semplicità”, che non vuol dire abbandonare ogni aspirazione (lei, per esempio, ambisce ancora a una crescita professionale e alla libertà finanziaria) ma vivere la vita più lentamente ed entrare davvero in contatto con sé stessi.

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Cristina ha lasciato l’Italia per le isole Canarie

Ciao Cristina, raccontaci qualcosa di te. Chi sei, da dove vieni…

Ciao a tutti, sono Cristina, italiana, nata da genitori originari di Napoli ma nella mia vita mi sono trasferita così tante volte che non saprei dire a quale città italiana io appartenga veramente. Negli ultimi 4 anni ho vissuto a Roma, la città dei miei studi universitari e delle prime esperienze lavorative.

Cosa ti ha spinta a trasferirti alle Canarie?

Ho visitato le isole e me ne sono innamorata. Sole e mare tutto l’anno, clima da favola (perfetto per me che non sopporto il freddo) e ritmo di vita più lento.

Reputi fondamentale vivere vicino al mare, perché? Cosa ti dona questa vicinanza?

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Saranno i miei geni napoletani? Scherzi a parte, il mare mi dà un senso di apertura. Esso è l’elemento da cui hanno origine tutte le mie decisioni. Mi fa sentire viva e adoro sentirne l’odore mentre passeggio per strada. In più, l’acqua mi fa pensare alla purezza e alla pulizia, intesa anche in senso lato ovvero come liberazione da tutto ciò che non ci appartiene davvero e che ci fa stare male.

Quali sono, secondo te, i punti in comune e quali le differenze fra lo stile di vita italiano e quello alle Canarie?

La parola d’ordine alle Canarie è relax. Non è che qui non si lavori ma si sente molto meno la pressione di correre per tutto il giorno verso non si capisce cosa. L’atteggiamento delle persone qui mi ha insegnato a radicarmi nel presente e a vivere di più nel momento anziché pensare sempre al futuro.

Cristina ha lasciato l’Italia per le isole Canarie

Parli della “semplicità” che hai trovato alle isole Canarie. Cos’è per te la semplicità? E quali consigli daresti a chi non può trasferirsi all’estero, per svilupparla nella propria vita quotidiana?

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Per me si è trattato di lasciare tutto ciò che stavo inseguendo prima, il successo professionale, il denaro e un aspetto fisico che ritenevo migliore per riconnettermi con me stessa e chiedermi cosa volessi mantenere di tutte quelle cose. Ero insoddisfatta da un po’ e stare in un posto in cui a nessuno interessa se sei vestito bene, ben curato e quant’altro mi ha aiutata ad abbandonare tutte queste cose per un po’ e a capire cosa volevo veramente. Per chi non può trasferirsi qui e sperimentare tutto questo, consiglio comunque di venire qui per qualche giorno in vacanza o comunque, anche rimanendo in Italia, di prendersi dei momenti per staccare da tutto. Va bene anche solo passare un weekend in mezzo alla natura o trascorrere una settimana di stacco totale pur rimanendo nel posto in cui si vive. Lo scopo è capire cosa non ci soddisfa più, abbiamo bisogno di azzerare tutto e staccare completamente, altrimenti, non riusciamo a riconnetterci con noi stessi se siamo sempre di fretta e a pensare a come compiacere gli altri.

Il trasferimento alle Canarie ti ha spinta ad apportare modifiche anche ad altri aspetti della tua vita, principalmente quello lavorativo. Puoi parlarcene meglio?

Ho mollato tutte le collaborazioni che mi stavano stressando con orari di lavoro e ritmi che ormai per me erano diventati impossibili da mantenere. Non riuscivo più a stare dietro a tutte le cose e stavo togliendo tempo alla mia vita privata. Ho capito che volevo vivere e lavorare più lentamente, godendomi il viaggio e senza stressarmi per arrivare alla meta. Di solito si dice che non conta il punto di arrivo ma il viaggio e ho capito sempre di più che è così. Nel percorso verso un obiettivo ci trasformiamo e diventiamo più forti. Rispetto a quando sono arrivata qui alle Canarie, infatti, sono una persona nuova. In questi pochi mesi ho affrontato così tante cose da non poter più tornare indietro, semplicemente perché non sono più quella di prima.

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Hai deciso di “rallentare il ritmo”, puoi darci degli esempi pratici che possono essere di aiuto anche ad altri, a prescindere da dove vivono?

Stavo vivendo le mie giornate a tutta velocità, sempre di corsa e sempre con il fiato sospeso perché passavo da un’attività all’altra senza nemmeno darmi il tempo di staccare. Avevo sempre mille cose da fare, sentivo di dover essere sempre perfetta, curata e inappuntabile. Arrivata qui, mi sono chiesta che senso avesse tutto quello. Viviamo in un mondo che ci dice che dobbiamo essere sempre più ricchi, professionali, magri, belli e chi più ne ha più ne metta. Quindi, per prima cosa ho lasciato perdere tutte queste cose e sono stata per un mese chiusa nel mio guscio perché avevo bisogno di riconnettermi con me stessa, poi ho cominciato a chiedermi quali delle cose che perseguivo prima m’interessava mantenere nella mia vita. Adesso sento che voglio ancora aspirare al successo professionale e alla libertà finanziaria ma ho smesso di seguire sui social tutte le pagine dedicate a questi argomenti perché voglio farlo a modo mio. Non credo più nella performance sfrenata, nella vita frenetica o nel negarsi la gioventù per poter vivere meglio la maturità e la vecchiaia. Ho scelto di rallentare per godermi tutto ciò che c’è di buono in ogni fase della vita. E poi perché credo che se, desideriamo fortemente qualcosa, l’universo ci mette davanti alle occasioni più giuste per noi e ci aiuterà ad avere ciò a cui aspiriamo.

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Cristina Canarie

Di che cosa ti occupi?

Attualmente mi occupo di traduzioni dall’inglese e dallo spagnolo verso l’italiano e di social media marketing. Avevo abbandonato la mia passione per le lingue per altre attività che non mi soddisfacevano davvero. E, dopo aver affrontato la sfiducia in me stessa verso altre passioni che stavano emergendo, ho affiancato all’attività di traduttrice quella del social media marketing e della creazione di strategie social. Il tutto completamente da remoto e lavorando praticamente quando e dove voglio. La mattina prendo il mio pc e, zaino in spalla, mi sposto in luoghi diversi dell’isola. Ho anche comprato un wi-fi portatile per essere sicura di avere connessione sempre e dovunque. Ho scoperto quanto è bello lavorare su un tavolino mentre guardi il mare davanti a te.

Com’è la tua vita quotidiana alle Canarie?

Ogni mattina vado a correre sul lungo mare, con l’odore dell’acqua salata che mi arriva grazie al vento. Torno a casa, faccio colazione e, con lo zaino in spalla, vado alla ricerca di posti in cui posso sedermi e lavorare. Sono riuscita a realizzare il mio ideale di non lavorare per più di 6 ore il giorno, per cui ho tanto tempo libero per letture, passeggiate e altre attività.

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Quali sono, secondo te, i luoghi più belli da visitare?

Vi consiglio di non fermarvi ai luoghi promossi su tutte le guide turistiche. Se come me adorate il trekking, le Canarie sono piene di sentieri di montagna, rocce e parchi vulcanici. Per questo vi consiglio il sentiero che porta al Roque Nublo, una delle rocce più alte di Gran Canaria e una delle più belle passeggiate di montagna. E poi di uscire dalle città più turistiche per addentrarvi verso i paesini in cui trovate delle Canarie più autentiche. Teror, Firgas, Moya, sono solo alcuni tra i posti che consiglio di visitare.

Come sei stata accolta dalla popolazione locale?

Finora penso di essere riuscita a inserirmi abbastanza bene, non ho incontrato la tipica diffidenza che c’è verso gli stranieri e sono riuscita in pochi mesi a capire come muovermi sull’isola. Qui in generale c’è un’atmosfera di leggerezza e un vivere sempre nel presente che ti aiutano a inserirti più facilmente, specie se, come me, cerchi un cambio di rotta rispetto al passato.

CRISTINA COLELLA

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Che opportunità ci sono, in ambito lavorativo, per chi vorrebbe trasferirsi lì?

Qui tutto ruota attorno al settore turistico quindi alberghi, ristorazione, ecc. Chi si trasferisce qui di solito ha business o lavori online e fa tutto completamente da remoto, per cui ha attività in altri luoghi del mondo facendo base alle Canarie. Anche io ho scelto quest’ultima soluzione perché la sentivo più affine al mio modo di essere.

Che consigli daresti a chi vorrebbe visitare le Canarie?

Il mio consiglio è di lasciarsi completamente trasportare dall’energia del posto e di godersi pienamente ogni momento, senza pensare a quello che si è lasciato a casa.

E quali a chi, invece, vorrebbe venirci a vivere?

Qui si fa una vita molto semplice e priva di tutte le cose che normalmente inseguiamo in Italia. Qui le classiche preoccupazioni di dover essere più professionali, meglio vestiti, più truccati e curati, più veloci e sempre di corsa non ci sono. Tutto ciò ti fa riconnettere con te stesso e fa emergere ciò che non ti sta più bene e che vorresti cambiare. Quindi, consiglio di prepararsi a stravolgere la propria vita.

Libertà per te è…

Fare ciò che voglio quando io sento che è arrivato il momento giusto di farlo, senza più seguire i dettami della società che ci dice cosa fare e quando farlo e ci dipinge un quadro catastrofico per spiegarci cosa succede se non agiamo in un certo modo e in un dato momento.

Progetti per il futuro?

Come dicevo prima, aspiro alla libertà finanziaria e a raggiungerla a modo mio. In più, la mia idea è di iniziare a girare il mondo avendo casa alle Canarie, così da avere la possibilità di visitare e vivere nuovi posti lavorando da dove voglio.

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