Lasciano l’Inghilterra per aprire un B&B in Umbria

Italiana lei, inglese lui, Giulia e Nathan mollano tutto per ricominciare dalla campagna umbra. Decisi a realizzare il loro sogno di gestire un B&B in un’atmosfera familiare, hanno abbandonato le loro professioni di infermiera e operaio per dar vita a un’avventura senza precedenti. Tra il ronzio delle api, il frusciare delle foglie e la compagnia di galline e caprette, hanno dato vita al Butterflies Rest, inaugurato con entusiasmo nel maggio del 2023. Ecco la loro storia!

Di Enza Petruzziello

Ricominciare dall’Italia. Più precisamente dalla campagna umbra. Giulia e Nathan sono una coppia italo inglese, che nel 2020 ha intrapreso un percorso di cambio vita, trasferendosi a Gubbio. Trentacinquenne di Bolzano lei, trentaseienne di Portsmouth lui, hanno lasciato i rispettivi lavori, da infermiera e operaio, per realizzare il loro sogno: aprire un B&B a gestione famigliare.

Dopo anni tra Inghilterra e Malta, decidono, infatti, di stabilirsi nella Frazione di Santa Maria di Burano, a circa 750 metri di altitudine, nelle verdissime colline umbro/marchigiane, e di ristrutturare un casale con terreno. A maggio del 2023 finalmente aprono il Butterflies Rest e danno vita ad una piccola attività agricola con api, galline e 2 caprette.

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Amanti della natura e degli animali, sposati da 2 anni, Nathan e Giulia stanno anche avviando una piccola coltivazione di lavanda e timo per la produzione di olio essenziale. Ecco la loro storia.

Butterflies Rest

Giulia, Nathan come vi siete conosciuti e innamorati?

«Ci siamo conosciuti per caso, io lavoravo in Inghilterra come infermiera, durante un’uscita tra amici. Abbiamo vissuto insieme in Inghilterra per 3 anni e poi ci siamo trasferiti a Malta. Siamo sposati da due anni».

Che cosa vi ha spinto ad un certo punto a cambiare vita e stabilirvi in Umbria?

«L’idea del cambio vita è iniziata quando eravamo ancora in Inghilterra. Insoddisfatti dei rispettivi lavori e del nostro stile di vita, abbiamo iniziato a cercare di capire cosa volevamo fare e rivalutare il tutto. Ci siamo trasferiti a Malta, continuando a lavorare nei rispettivi settori, io infermiera in una casa di riposo e Nathan in fabbrica. A Malta è arrivata la crisi, non erano il posto o le condizioni metereologiche (vedi meteo inglese..) il problema, ma un tipo di vita e routine che non ci rendevano felici e soddisfatti. Giorni passati a lavorare, turni di 12 ore stancanti e stressanti, per avere quell’unico giorno libero, in cui ci si sente obbligati a spendere soldi per stare bene con se stessi. Quel benessere, però, non arrivava e l’idea della felicità era limitata al “venerdì” o alle giornate prima delle ferie. Personalmente, le soddisfazioni e i ringraziamenti da parte dei miei pazienti, che potevo avere sul lavoro, non erano abbastanza per condurre una vita che non mi rendeva felice. Gli anni passavano e non riuscivamo a trovare una buona motivazione per non mollare tutto, nonostante il livello di rischio e la paura del fallimento che giustamente avevamo entrambi».

Che cosa è successo poi?

«Ci siamo messi a scrivere il nostro sogno su un pezzo di carta, in base a quello che ci piaceva e alle nostre passioni, da lì è nata l’idea di trovare una casa con terreno, per poter coltivare le nostre verdure, avere tanti animali e poter ospitare gente così da condividere con altri la nostra fortuna (Into the wild è uno dei miei film preferiti, “la felicità è reale solo quando è condivisa”).

Abbiamo iniziato a dare un’occhiata ai costi delle case con terreno in Italia, siamo capitati in Umbria, perché ricordavo di aver visitato Gubbio da piccola. Dopo aver visto diverse case, l’attuale è stata anch’essa una casualità, ma che incontrava tutti i nostri bisogni e quei sogni che avevamo scritto su carta».

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Dalle corsie degli ospedali, dalle catene di montaggio, alla campagna umbra: un bel cambiamento non c’è che dire. Come vi siete adattati alla nuova realtà e ai nuovi ritmi?

«Adattarsi alla vita in campagna è stato semplice e stranamente naturale per entrambi, siamo sempre stati amanti dei nostri spazi e della solitudine. Silenzio e natura sono stati una manna dal cielo dopo anni vissuti in affitto in città trafficate e rumorose. Ai ritmi dobbiamo ancora abituarci, stiamo imparando a seguire la natura, e a lavorare in base ai suoi di ritmi, spesso però corriamo dietro a lavori o decidiamo di farne altri senza darci le giuste priorità. I giorni di riposo sono pochi, quando sei il capo di te stesso, e soprattutto i primi anni che non avevamo molte entrate economiche, fermarsi e riposarsi senza avere un minimo di senso di colpa era impossibile».

Butterflies Rest

A maggio avete inaugurato il vostro B&B, il “Butterflies Rest”, e dato vita ad una piccola attività agricola con api, galline e 2 caprette. Come è nata l’idea?

«Abbiamo seguito il nostro sogno, poi abbiamo cercato di concretizzarlo con un piano di Business, volevamo vivere della ricchezza che questo luogo e la casa ci aveva offerto e ci siamo rimboccati le maniche per trasformarlo in realtà. Nathan ha scoperto un passione per l’apicoltura e quest’anno abbiamo avuto una buona produzione di miele, io, da ex viaggiatrice sto riscoprendo la bellezza di condividere la nostra casa e la nostra vita con ospiti italiani e stranieri, e conoscere ogni volta storie di vita, persone e realtà diverse che arricchiscono entrambi».

Come mai avete scelto questo nome?

«Le motivazioni del nome sono diverse, io sono da sempre amante delle farfalle, quando ci siamo trasferiti la casa era piena zeppa di farfalle che svolazzavano da una camera all’altra, e soprattutto per quanto riguarda l’attività agricola, volevamo seguire un metodo di agricoltura il più naturale possibile che non le allontanasse, ma permettesse loro di continuare a posarsi sul nostro terreno indisturbate dalla presenza umana»

In che modo vi siete preparati a questa nuova avventura di vita e professionale?

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«Internet è stato il nostro supporto principale, dalle basi dell’agricoltura, all’apicoltura per Nathan fino alla cura di anatre e galline, tanto studio e ricerca, da quando abbiamo deciso di cambiare vita fino ad oggi».

Dal punto di vista economico il B&B è costato tanto?

«La ristrutturazione della casa ha avuto un costo non indifferente, abbiamo usato risparmi, siamo stati supportati dalle nostre famiglie, e qualcosina dagli aiuti statali».

Parlateci un po’ del Butterflies Rest. Come si compone? Che stile ha? Quante camere ci sono? Quali sono i servizi che offrite ai vostri ospiti?

«Le camere si trovano al primo piano, si affacciano sul lungo terrazzo con vista sulle colline umbre. Al momento abbiamo due Suite, con camera da letto, soggiorno con divano letto, zona caffè e tisane e zona libri e bagno, un totale di 5 posti letto, speriamo nei prossimi mesi di riuscire a completare i lavori e aggiungere due cucinette nei soggiorni, in modo da trasformarle in piccoli appartamenti. In futuro ne avremo una terza. Offriamo pernottamento e colazione con prodotti freschi fatti in casa. Lo stile è semplice ed elegante, le camere riprendono i colori delle due farfalle che abbiamo in zona, Vanessa ed Eros blu. Quello che le caratterizza è sicuramente la nostra mano, dalla pittura, fino alle piastrelle e alla testiera in legno del letto, abbiamo cercato di fare il più possibile da soli, è stato faticoso ma ora ne siamo molto orgogliosi».

Butterflies Rest

Tra i progetti che state portando avanti c’è anche quello del Giardino forestale, vi va di parlarcene?

«La food forest, o foresta commestibile è un processo in divenire. Abbiamo deciso di dedicare circa 3000 metri quadri del nostro terreno ad un sistema di agricoltura che rientra nella permacultura. Trapiantando una trentina di alberi e cespugli, per lo più commestibili, con galline che razzolano libere contribuendo ad una concimazione naturale, una parte è invece protetta e dedicata alle orticole annuali. L’idea è che nel corso degli anni si raggiunga un equilibrio e biodiversità tali da permetterci di cibarci principalmente con quello che ci offre il nostro terreno, tra cui erbe spontanee, frutti, orticole, aromatiche e funghi. Interveniamo solo quando ce ne è bisogno, senza utilizzare sostanze chimiche o arature profonde del terreno, semplicemente aggiungendo materia organica e compost».

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Butterflies Rest” si trova nella Frazione di Santa Maria di Burano, a pochi chilometri da Gubbio e a circa 750 metri di altitudine, nelle verdissime colline umbro/marchigiane. Come è vivere qui? Penso alla qualità della vita, ai costi, ai servizi, ai divertimenti, allo stile di vita ecc

«La frazione in cui viviamo è composta da un gruppo di case sparse, non ci sono negozi o alimentari. La qualità della vita è sicuramente migliore delle grandi città, soprattutto per quanto riguarda l’inquinamento atmosferico e sonoro. Si deve imparare ad organizzarsi, Gubbio è la città più vicina, ad una mezz’ora di macchina, in genere cerchiamo di scendere una volta alla settimana per risparmiare sulla benzina. Non siamo amanti della vita notturna e dei divertimenti, quindi non ci mancano locali o ristoranti. Il Buranese è una zona con un’incredibile biodiversità, durante le passeggiate nei boschi si possono incontrare cerbiatti, porcospini, lepri e cinghiali. La nostra prima notte stellata ci ha lasciato senza fiato. Cosa ci manca?».

Beh, direi nulla. Prima di trasferirvi avete vissuto molti anni tra Inghilterra e Malta. Come è stato vivere lì e quali sono le principali differenze che avete notato rispetto all’Italia?

«Lavorando in entrambe le nazioni come dipendenti fatico a trovare differenze eclatanti. Sicuramente non ci aspettavamo la montagna di burocrazia che ci ha accolto in Italia, tempi lunghissimi e in alcuni casi poca elasticità mentale».

In un momento storico in cui tanti partono per aprire la loro attività all’estero grazie a regimi fiscali vantaggiosi e burocrazia più snella, voi avete deciso di rimanere in Italia. Quanto è difficile nel nostro Paese portare avanti e mantenere un’attività del genere?

«Non è facile, soprattutto per le piccole attività che puntano sulla diversità invece che sulla quantità, si parla tanto del ritorno dei giovani in agricoltura, ma in pratica gli aiuti sono pochi. Noi abbiamo una quantità di terreno limitata che non ci permette di accedere a molti fondi, quindi tutto quello che vogliamo fare dobbiamo farlo da soli e un po’ alla volta. Serve tanta motivazione, coraggio e testardaggine o si rischia di essere ignorati. Molti sacrifici e cercare di essere il più indipendenti possibili penso sia la soluzione».

Che consigli dareste a chi come te sta pensando di lasciarsi tutto alle spalle e buttarsi in una nuova impresa, che sia di vita o lavorativa?

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«Di iniziare come noi a pensare in grande, scrivere sogni ed obiettivi. La fase successiva è quella di valutare le proprie risorse, capire in pratica come attuare anche il più piccolo dei propri sogni. Poi, in base al tipo di cambio vita in cui ci si vuole buttare, è importante condurre una ricerca di mercato e avere un confronto con chi ha fatto lo stesso passo. La vita è una sola, chiedersi se sia più forte la paura del cambiamento o il sentimento di insoddisfazione della vita che si sta vivendo attualmente».

Cosa significa ricominciare in Italia dopo anni trascorsi all’estero? Quali sono state le paure, ma anche gli aspetti positivi della vostra scelta?

«Per quanto mi riguarda gli ostacoli più grandi sono legati all’inizio di una attività in proprio, non avendo esperienza le paure sono state tante, la burocrazia infinita in primis… gli aspetti positivi inaspettati sono stati nelle persone, il supporto di vicini e conoscenti che ci ha dato la forza di continuare».

Come è cambiata la vostra vita da quando vi siete trasferiti e avete aperto il “Butterflies Rest”?

«Ci siamo creati un piccolo universo felice tra natura e animali, non abbiamo orari, i tempi sono stabiliti principalmente dai cambi stagione, dall’arrivo degli ospiti o dalle necessità di galline, capre, api e cani. Non nascondo che lo stress legato ai soldi c’è stato, ma la maggior parte del tempo siamo felici, sereni, più responsabili e consapevoli riguardo ai temi ambientali e strettamente connessi con la natura e i suoi cambiamenti».

I vostri progetti di vita futura?

«A parte allargare il b&b con un appartamentino in più, vogliamo incrementare la produzione di aromatiche, e in un futuro produrre olii essenziali, cercare di essere il più autonomi possibile soprattutto per quanto riguarda l’alimentazione e la cura di disturbi e malattie, con l’aiuto della naturopatia, mia passione da anni».

Per contattare Giulia e Nathan ecco i loro recapiti:

Sito web: https://www.gubbiobnbnatura.it/

Facebook: https://www.facebook.com/ButterfliesRest/

Instagram: thebutterfliesrest_gubbio

Mail: thebutterfliesrest@gmail.com