Aprire un Bed and Breakfast in Irlanda

A cura di Nicole Cascione

Laura e Claudio conobbero per la prima volta l’Irlanda nel 1989, quando, sotto consiglio di un amico, decisero di andarci in vacanza con la loro figlia Chiara, che all’epoca aveva 4 anni.

Fu amore a prima vista. “Siamo arrivati nel posto giusto”, questo è quel che si dissero appena arrivati sull’Isola di Smeraldo, tanto che, al rientro cominciarono seriamente a pensare ad un trasferimento definitivo. Cosa che si è avverata dopo diversi anni e dopo lunghi preparativi.

Ora Claudio e Laura gestiscono un B&B in Donegal.

Il loro consiglio? “Se qualcuno sta valutando un trasferimento, si informi, e poi…si butti, perchè bisogna buttarsi e rischiare perché gli anni volano e il treno passa”.

gestire un Bed and Breakfast in Irlanda

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Claudio, Laura, qual è stata la vostra prima impressione all’arrivo in Irlanda? Cosa vi ha catturato del posto tanto da indurvi ad un trasferimento definitivo?

Appena scesi dal traghetto a Rosslare, ad attenderci c’era una giornata con nuvole basse e forte pioggia. Arrivando da un caldo afoso, noi abitavamo in provincia di Verona, la pioggia ci ha fatto solo piacere. Avevamo prenotato un B&B poco lontano dal porto di Rosslare però, non essendoci segnaletiche di nessun genere, abbiamo chiesto informazioni ad una persona anziana che passeggiava tranquillamente sotto l’acquazzone. La prima cosa che abbiamo “annusato” appena abbassati i finestrini è stato un profumo che non è mai più sparito: il fumo della torba che bruciava nei camini delle case. Poi, questo signore gentilissimo che sotto la pioggia ci ha dato le indicazioni per raggiungere il B&B, la proprietaria che ci ha accolto con biscotti e tea, il camino acceso, la pioggia… Non so spiegare esattamente, ma è scattato qualcosa che ci ha fatto dire “siamo arrivati nel posto giusto”.

Così avete deciso di lasciare tutto e partire. Come vi siete preparati logisticamente ed emotivamente a questo trasferimento?

I preparativi sono stati lunghi. Molti anni fa volevamo già trasferirci con tutta la famiglia, nel frattempo era nato anche l’altro figlio Davide, poi per una serie di cose non ce l’abbiamo fatta. Successivamente, per molti anni, abbiamo visitato l’Irlanda portando con noi anche alcuni nostri amici e l’innamoramento per quella terra magnifica aumentava sempre più. A novembre 2016, a pochi anni dalla pensione, io (Claudio) ho perso il lavoro e, nonostante le difficoltà, siamo riusciti a venire qui un paio di volte l’anno e abbiamo iniziato a cercare casa in attesa della pensione.

Oggettivamente un trasferimento in terra straniera comporta sicuramente della difficoltà linguistiche e culturali. Come le avete affrontate?

La grossa difficoltà è stata, e in parte lo è ancora, la lingua inglese che comunque stiamo apprendendo giorno dopo giorno. Per quanto riguarda la cultura e le abitudini non abbiamo avuto nessuna difficoltà, ci sembrava di essere tornati agli anni ’60 nel nostro Paese, dove ci si conosce tutti, ci si saluta, c’è sempre un sorriso e non ci sono esigenze particolari.

Dalla casa acquistata avete realizzato un B&B. Raccontateci qualcosa a riguardo:

Prima di acquistare la casa in Donegal ne abbiamo viste molte altre anche in Connemara, dove abbiamo molti amici, ma noi volevamo avere casa proprio qui a Maghery perché durante una vacanza di una settimana, questo posto ci ha entusiasmato. Per l’acquisto della casa siamo stati abbastanza fortunati perché c’erano molte persone interessate, ma fortunatamente gli unici ad avere i contanti eravamo noi (avevamo già venduto la nostra casa in Italia). La casa era adatta per aprire un piccolo B&B familiare e, piano piano, prima con una camera e adesso con due, abbiamo cercato di farci conoscere e portare ospiti, in prevalenza italiani, a visitare questa parte dimenticata, ma meravigliosa, del Donegal. Avendo visitato l’Irlanda in lungo e in largo, specialmente in anni dove non c’era tutto questo turismo, con i nostri racconti abbiamo convinto molti amici e conoscenti alla scoperta di questa stupenda isola. Da qui è venuta l’idea del B&B, non solo per fare business, ma per condividere con gli ospiti il nostro amore per l’Irlanda.

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Ora invece parlateci di Donegal, quali sono i pro e i contro del viverci?

Il Donegal è sempre stata, insieme al Connemara e Mayo, una delle regioni più povere dell’Irlanda. Poi essendo la più a Nord e con strade di comunicazione abbastanza strette (solo da un paio di anni sono in corso grossi lavori di sistemazione), è una regione fuori mano e non facile da raggiungere. Se escludiamo Letterkenny, a circa 28 km da Derry, non ci sono altre cittadine dove ci sono molti siti industriali. Per un giovane è difficile, dopo la scuola, rimanere a vivere in Donegal. Difatti da quello che vedo e sento, molti ragazzi espatriano in Canada, Australia, Stati Uniti e Gran Bretagna. Però qui la natura la fa da padrona, la qualità dell’aria che si respira è ottima, niente a che fare con la nostra Pianura Padana. Poi la cosa che ci ha colpito di più è stata la popolazione, almeno qui dove abitiamo, sempre pronta ad aiutarti senza volere niente in cambio.

Per quel che riguarda il costo e la qualità della vita?

Non ci sono molte differenze sul prezzo del cibo, il carburante costa € 0,10/0,20 in meno che in Italia, l’elettricità anche (qui abbiamo tutto a corrente, fornello, forno, lavastoviglie, asciugatrice ecc. e spendiamo meno di quando eravamo in Italia), l’acqua non si paga.

Un discorso a parte il bollo dell’auto, se hai una macchina più vecchia di 10 anni devi pagare una supertassa ecologica, noi abbiamo una Toyota Avensis del 2016 e paghiamo € 710 (qualche amico ci ha detto che in questa tassa è compreso il costo dell’acqua potabile). L’assicurazione dopo i primi due/tre anni è al livello delle nostre in Italia. Invece per la qualità della vita, ovviamente in base alla nostra esperienza, è ottima, anche per quanto riguarda l’aria che respiriamo, la gente non è stressata e prende la vita con molta filosofia. Per la sanità al momento siamo contenti perché nella vicina Dungloe c’è un piccolo ospedale dove ci sono ambulatori medici con dottori molto preparati e personale ospedaliero molto cortese. Per gli ospedali non possiamo dire molto, abbiamo visto il grande ospedale di Letterkenny dove era ricoverata una nostra amica irlandese e ci è sembrato molto pulito. Speriamo di non averne mai bisogno però!

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Come e in cosa è cambiata la vostra vita da quando vi siete trasferiti?

Ovviamente prima di trasferirci definitivamente abbiamo fatto un periodo di prova, perché lasciare i figli, i nipoti, la mamma (di Claudio), gli amici in Italia non è stato proprio facile. Però qui ci siamo fatti molti amici, sia irlandesi che di altre nazioni, e con Skype, anche se non è proprio la stessa cosa, contattiamo i nostri cari e ci parliamo quasi giornalmente. Poi, con la compagnia Ryanair riusciamo un paio di volte l’anno a tornare in Italia o a far venire i nostri cari qui in Irlanda. La nostra vita non è cambiata più di tanto, siamo più rilassati, non abbiamo necessità di andare per centri commerciali e non abbiamo l’ansia di metterci alla guida dell’auto e rimanere fermi in colonna.

Dopo quasi 30 anni siete riusciti a realizzare il vostro sogno. Un consiglio a tutti coloro che vorrebbero seguire le vostre orme, ma sono frenati da mille paure:

Leggo di tanti giovani che vorrebbero venire in Irlanda e chiedono informazioni. In Irlanda, a meno che non si vada a Dublino, Cork o Galway, è difficile trovare lavoro. Nelle città che ho nominato la qualità della vita non è proprio il massimo, traffico, smog, sono sempre piene di gente e sono anche molto care, però il lavoro si trova, anche magari partendo dal basso. Se qualcuno sta valutando un trasferimento, si informi, viva qui un periodo di prova, e poi…..si butti, perchè bisogna buttarsi e rischiare perché gli anni volano e il treno passa.

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