Amicizie all’estero

Dott.ssa Anna Agati, Psicologa

 

Quando si decide di cambiare vita all’estero, un aspetto fondamentale e imprescindibile sono le relazioni sociali e le amicizie.

Farsi nuovi amici e mantenerli è una grande sfida per chi vive all’estero, e una delle paure più diffuse è proprio quella della solitudine.

Spesso è difficile incontrare velocemente dei buoni amici, costruirsi una rete di contatti solida e di fiducia nel breve tempo: secondo gli studiosi, il processo di adattamento nel nuovo contesto dura generalmente all’incirca un anno, ed è proprio in questo periodo di tempo che si costruirebbero le solide radici per l’integrazione positiva della persona nella nuova realtà.

E qui sorge il dubbio…meglio cercare amici italiani oppure del nuovo paese?

E’ effettivamente un dilemma che si pongono in molti, vediamone quindi vantaggi e svantaggi.

Da un lato stare con i propri connazionali ha indubbi vantaggi, possiamo parlare la nostra lingua in tranquillità , condividere temi di interesse, abitudini alimentari uguali o simili, e via dicendo.

In linea generale, possiamo confidare le nostre paure in modo libero, soprattutto se riguardano grandi cambiamenti di tipo culturale, perchè il nostro interlocutore li capirà e probabilmente sta vivendo o ha già vissuto le stesse emozioni.

A lungo termine l’amicizia esclusiva con connazioali potrebbe però non riverlarsi una scelta vincente, perchè si rischia di rimanere chiusi in una dimensione un po’ limitata, che non corrisponde al vero tessuto sociale.

Scegliere di creare contatti duraturi con le persone del luogo spaventa in molti, soprattutto all’inizio,

Potremmo per esempio sentirci imbarazzati perchè non parliamo bene la lingua, oppure non avere particolare propensione per un’uscita a cena per provare piatti tipici del luogo.

I vantaggi di farsi amici i locali sono tuttavia molti: innanzitutto, siamo indotti ad imparare la lingua di arrivo con molta pù facilità, praticandola con grande frequenza.

cambio vita

Si tratterà di una esperienza curiosa, che se presa anche con un pizzico di ironia, ci aiuterà estremamente con l’integrazione e il senso di appartenenza con il nuovo paese in cui abbiamo scelto per vivere.

Certo la lingua è importante, ma ancora di più è l’atteggiamento non verbale: mostrarci persone sorridenti, aperte all’ascolto, e considerare tutto il contesto che ci sta attorno è la prima arma vincente per farci nuovi amici.

D’altronde, difficilmente gli altri saranno portati ad entrare in contatto con una persona che si dimostra poco comunicativa, che evita il contatto oculare o che appare sempre imbronciata o triste.

Ha aiutato molto il fatto che abbia sempre fatto del mio meglio per imparare la lingua, la cultura, la storia e la politica dei luoghi in cui ho vissuto” (Marco)

Quindi ben venga al lanciarsi in esperienze di volontariato o comunitarie, conoscere nuove persone sul web (Gruppi Facebook, MeetUp, CouchSurfing, Internations..), appoggiarsi a contatti iniziali che già possediamo per crearsi un rete di supporto (ad esempio, cominciando dagli amici in comune).

Se sei un expat “a lungo termine” (ovvero intendi restare nel nuovo paese per un progetto di media-lunga durata), un ulteriore vantaggio di fare amicizia con i locali è che c’è più probabilità che il rapporto duri nel tempo, rispetto ad amicizie con connazionali o di altre nazionalità che si trovano nel paese per un termine breve o medio.

E voi? Qual’è la vostra esperienza in merito?

Avete più amici connazionali oppure del luogo?

In conclusione….

La vera chiave è l’equilibrio: non si intende quindi scoraggiare belle amicizie tra connazionali nate all’estero, ma si mette in luce l’importanza di creare una rete eterogenea di contatti per favorire un completo adattamento della persona nel contesto.

Se la sensazione di non sentirsi integrato è forte, impedisce di svolgere le attività del quotidiano o se sono presenti sentimenti di ansia o di tristezza, rivolgiti ad uno specialista.

Dott.ssa Anna Agati, Psicologa

Training and Psychology

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