Alle radici del cambiamento

Cuore, corpo, mente. Il cambiamento, per essere definito tale e per poter durare negli anni deve radicarsi dentro di noi e nelle nostre emozioni.

Alcune delle ultime scoperte che ci arrivano dalle neuroscienze aprono ambiti di ricerca importanti sul cambiamento. Per iniziare è necessario metterci d’accordo sulla definizione: bisogna sicuramente fare un distinguo tra un cambiamento positivo (che va contro l’entropia e che è quindi migliorativo per la persona) e uno che va nella direzione opposta.

Il cambiamento migliorativo deve portare una maggior efficacia o benessere: il giudice di questo è la persona stessa.

Barbara Pescetto per Voglio Vivere Cosi cambiamento

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La prima importante considerazione é che tutti i cambiamenti avvengono esclusivamente nell’incontro con l’altro ….(l’uomo non è un’isola) in quanto avvengono dentro la comunicazione e nella relazione. Non si può considerare possibile un cambiamento strutturale in una prospettiva puramente individuale e avulsa dal qualsiasi contesto.

Il cambiamento poi non é solo psicologico ma è un ” sistema” basato su tre momenti: emotivo, fisico ed cognitivo.

C’è sicuramente anche un versante razionale ma i cambiamenti di vita e di lavoro si compiono non tanto o non solo con la testa ma anche e soprattutto con le emozioni. Le emozioni sono la ” benzina” per innescare il cambiamento e renderlo operante. La parte razionale poi lo ” fissa”.

Per farvi un esempio posso imparare qualcosa che non mi interessa e questo resterà sempre a livello cognitivo, ma non verrà diciamo ” filtrato” col cuore, con il lato emotivo e dunque non si radicherà mai nel profondo e tenderà a decadere dopo un certo periodo o, peggio, divenire fonte di frustrazione (come a volte accade nel lavoro).

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Teniamo poi presente che quando siamo in un momento di cambiamento, ci dovremmo attivare per aggiungere nuovi spunti, allargare la prospettiva ad altre emozioni che ci permettono di mettere in atto un comportamento nuovo e diverso.

Tenetelo presente se siete nel pieno di un cambiamento professionale. Concentrarsi solo ed esclusivamente sulle competenze e sul saper fare non paga e non è la soluzione (anche se è la modalità più nota e rimane il sentiero più battuto): fondamentale diventa focalizzarci sulle nostre attitudini e sul nostro saper essere.

I casi di successo professionale cui mi capita di assistere grazie al lavoro che faccio sono la prova del fatto che senza “benzina”, senza sintonizzazione sul lato emotivo, sugli aspetti che regalano piacevolezza e benessere non c’è la vera realizzazione professionale.

Barbara Pescetto