Scopri la Cambogia

La maggior parte delle persone che sogna un viaggio in Cambogia sa per certo di voler vedere i meravigliosi templi di Angkor. Per il resto, spesso le idee sono un po’ confuse perché non ci sono ancora moltissime informazioni, su Internet, sulle altre città da visitare.

In questo articolo, non solo ti suggeriamo 5 città da inserire nell’itinerario del tuo primo viaggio in Cambogia, ma anche cosa fare e vedere in ognuna di queste, dai luoghi più iconici a quelli meno conosciuti.

Siem Reap

Porta di accesso al complesso archeologico di Angkor (Patrimonio dell’Umanità UNESCO), Siem Reap è la cittadina in cui tutti i viaggiatori fanno base per esplorare i templi del celebre complesso.

Siem Reap, però, ha molto altro da offrire. Il consiglio è quello di soggiornare in centro ma non troppo vicino a Pub Street, perché quell’area è pensata per i visitatori e il rischio, specialmente per chi si ferma in città solo qualche giorno per visitare Angkor, è quello di percepirla come una “città troppo turistica” quando in realtà Siem Reap e i suoi dintorni offrono anche esperienze autentiche, molte solidali.

Fai tappa al centro visitatori della ONG “APOPO” per vedere al lavoro gli Hero Rats (ratti eroi), addestrati per individuare le mine antiuomo e salvare vita umane. Ancora, visita il giardino botanico, assisti a uno spettacolo serale di Phare – the Cambodian Circus (si tratta di shows di circo acrobatico, senza animali e a sfondo solidale), passeggia nel Kendal Village, visita gallerie d’arte come The River Gallery, esplora pagode come Wat Bo e Wat Damnak, prendi la moto o un tuc tuc e parti alla scoperta dalla campagna e dei villaggi circostanti.

Siem Reap è una città da scoprire grattando oltre la superficie. Non fermarti solo ai mercati turistici, come l’Old Market o il Night Market, a Pub Street o alle strade centrali ma goditi delle passeggiate lungo il fiume, arriva ai Royal Independence Gardens, prendi parte ai vari workshops solidali (come quelli di In My Name o AMMO), noleggia una bicicletta e approfitta della pista ciclabile per pedalare sino ad Angkor.

Phnom Penh

La capitale del Paese è spesso snobbata dai visitatori o a malapena sfiorata in direzione delle isole. Phnom Penh è più sporca, caotica e leggermente più pericolosa di Siem Reap (dove i rischi sono davvero rari) ma vale comunque un soggiorno di almeno due notti per esplorarne i luoghi principali e anche alcuni di quelli meno noti.

Una visita a Phnom Penh ti permette d’imparare di più sul tragico passato del Paese. Qui potrai visitare il Tuol Sleng Genocide Museum (S 21), ex scuola superiore che, durante il regime dei Khmer Rouge (1975-1979), fu trasformata in prigione e centro per le torture, e i Choeung Ek – Killing Fields, campi di uccisione dove sono state ammazzate molte delle vittime dei Khmer Rouge. Sono visite emotivamente impattanti e, dato il tema e la presenza di resti umani, sconsigliate a famiglie con bambini piccoli.

Non perdere poi una visita al Palazzo Reale, con la sua Silver Pagoda, che potrai raggiungere con una piacevole passeggiata lungo il fiume. Durante le sere del fine settimana, la zona del lungofiume diventa pedonale e punteggiata di bancarelle, offrendo un’ottima occasione per mescolarsi alle persone del posto. Vicino al Palazzo Reale si trova il National Museum of Cambodia, che ospita sculture, ceramiche e altri reperti dell’era Angkoriana.

Se ami i mercati, non perderti il Phsar Toul Tom Poung (conosciuto anche come Russian Market) o il Central Market. Visita templi come Wat Langka, uno dei più antichi in città, o Wat Phnom, vicino al lungofiume e famoso per le piacevoli viste che offre.

Se vuoi fare una gita giornaliera dalla città, esplora la vicina Silk Island, raggiungibile con un viaggio di pochi minuti su un traghetto locale, per scoprire di più sulla lavorazione della seta e la vita nei villaggi dell’isola, oppure esplora Udong, con le sue colline e i suoi templi, lontano dalle zone più frequentate dai turisti.

Kampot

Questa cittadina, raggiungibile in tre ore di autobus da Phnom Penh, merita almeno qualche giorno per poterla scoprire. In città, fai una passeggiata lungo il fiume (la sera, puoi fare una crociera per vedere le lucciole) e ammira la famosa statua del durian (un frutto tropicale). Non perderti il mercato centrale (Kampot Market).

Il vero motivo per inserire Kampot nel tuo itinerario, però, sono i suoi dintorni. La zona che circonda la città è caratterizzata dalle saline tradizionali e dalle piantagioni di pepe, visitabili per scoprire come avviene la coltivazione e per assaggiare ed eventualmente acquistare il pepe più celebre di tutta la Cambogia.

Dedica una giornata intera all’esplorazione del Phnom Bokor National Park, caratterizzato da templi, costruzioni abbandonate e colline panoramiche. Ancora, noleggia una moto o una bici e vai alla scoperta dei villaggi rurali, visita le grotte intorno alla città o fai una gita giornaliera fino alla vicina Kep, per esplorare il suo mercato del granchio o passare qualche ora in spiaggia.

Kratie

Cittadina ubicata a circa 6 ore di autobus dalla capitale, Kratie è famosa perché offre l’opportunità di avvistare i delfini d’acqua dolce del Mekong. La cittadina non è molto frequentata dai visitatori internazionali e le compagnie di autobus pensate per i turisti non la raggiungono. Tutto ciò la rende un’occasione perfetta per scegliere minivan o autobus locali e immergerti in una Cambogia più autentica.

Cominciamo dall’attività più popolare nei dintorni di Kratie, ovvero, l’avvistamento dei delfini d’acqua dolce del Mekong (specie in via di estinzione). Dal centro città, prendi la moto o un tuc tuc e recati nel tratto fra Koh Trong e Kampi, per poi salire su una barca locale e cercare di avvistarli (il periodo consigliato è la stagione secca, indicativamente da dicembre ad aprile).

Questi delfini, a differenza di quelli del Mediterraneo, non fanno salti fuori dall’acqua e puoi aspettarti di vederne solo degli scorci ma l’atmosfera merita comunque, soprattutto se ci andrai al tramonto.

Altre attività da fare sono una visita all’isola di Koh Trong, raggiungibile dal centro di Kratie con un traghetto locale, una passeggiata lungo il fiume (nella stagione secca, Kratie offre alcuni dei tramonti più belli della Cambogia) e la visita a due dei templi più famosi della città, Wat Roka Kandal e Wat Sorsor Mouy Roy.

Battambang

Cittadina situata a circa 3 ore di bus o minivan da Siem Reap, raggiungibile anche con un lungo ma scenico viaggio su una barca tradizionale (periodo consigliato: la fine della stagione delle piogge ovvero ottobre/novembre), Battambang merita un soggiorno di almeno 2-3 notti.

Qui il tempo sembra essersi fermato. Tutto si muove al rallentatore e il modo migliore per scoprire la città è attraverso lente e consapevoli passeggiate lungo il fiume e fra le vie, per esplorare pagode, musei ed edifici coloniali, come ex scuole francesi o ex banche.

L’attività più famosa è il Bamboo Train, che non è un treno vero e proprio ma una piattaforma di bambù che viaggia sui binari, offrendo gradevoli viste della campagna. Da non perdere la visita a Wat Ek Phnom e Wat Banan, due dei templi più noti fra quelli nei dintorni della città, e alla Phnom Sampeau, una collina famosa per le Bat Caves da cui, all’ora del tramonto, potrai ammirare milioni di pipistrelli che escono dalla grotta per cacciare, e per le Killing Caves.

In queste grotte, durante gli anni del regime dei Khmer Rouge, sono state uccise numerose persone e oggi sono un luogo di memoria. Poiché sono presenti resti umani, la visita non è consigliabile alle famiglie con bambini piccoli. Puoi salire sino alle Killing Caves e in cima alla collina guidando una moto ma, se arriverai con il tuc tuc, questo ti lascerà alla base e poi potrai salire a piedi (piuttosto faticoso, dato che la strada è ripida), in jeep o in moto con una persona del posto. Oltre alle Killing Caves, la collina offre anche statue, pagode e begli scorci sulla zona circostante.

Infine, se guidi la moto, parti alla scoperta dei dintorni di Battambang. Puoi anche scegliere un tuc tuc con autista e chiedergli di portarti in giro per le campagne, per i mercati tradizionali e a visitare templi meno gettonati fra i turisti occidentali, come Prasat Baset.

Questo articolo è stato scritto da Maricla Pannocchia, italiana residente in Cambogia. Per saperne di più sulla Cambogia e sul sud-est asiatico o per organizzare un viaggio lì: https://www.mariclapannocchiascrive.it/