Maristella Faccio: come ho realizzato il sogno americano

Di Enza Petruzziello

«Fissa gli obiettivi e inizia a lavorarci: è il primo passo per trasformare un sogno in realtà». Ne è convinta Maristella Faccio, veronese da nove anni expat a San Diego, in California. Sposata, suo marito fa il pendolare tra l’Italia e la California, Maristella è impegnata nel settore dell’hospitality food industry.

Dopo alcuni anni trascorsi negli Stati Uniti decide di dare libero sfogo a un’altra sua grande passione: la scrittura. Si cimenta così nella stesura di un romanzo, “Sulla stella giusta” che racconta una parte della sua avventura americana. Il suo scopo è incoraggiare altre persone che, come lei, hanno il desidero di cambiare vita.

Maristella Faccio

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Maristella, raccontaci un po’ di te: cosa facevi a Verona, perché a un certo punto hai sentito l’esigenza di partire?

«Quando abitavo a Verona ho lavorato per parecchi anni come impiegata commerciale in diverse aziende. Mi sono trasferita a San Diego nel 2010, inizialmente ho frequentato una scuola internazionale per fare un corso d’inglese e migliorarlo, per poi specializzarmi attraverso un corso di business-english. Il lavoro che facevo in Italia non mi soddisfaceva molto, specialmente negli ultimi anni. L’ambiente, le persone che mi circondavano erano sempre malcontente, stressate e lamentose. In quel periodo lavoravo con un contratto a termine, ero sempre alla ricerca di qualcosa di stabile, cosa che alla mia età non più giovanissima era quasi impossibile da trovare. La crisi avanzava sempre di più, ai pochi colloqui mi rivolgevano le solite domande: quanti anni hai, sei sposata, hai figli ecc. Insomma non avevo molte prospettive».

La scelta di lasciare Verona

Come mai la scelta di lasciare Verona per gli Stati Uniti? Che cosa non ti piaceva più dell’Italia?

«La mia passione è viaggiare, ho avuto la fortuna di visitare molti paesi, la mia curiosità di conoscere culture diverse mi entusiasma molto, è un arricchimento della mente e del cuore, scopri gente favolosa. L’Italia, in particolare la mia città Verona, mi stava stretta, vedevo le persone chiuse, rimaste indietro nel tempo, e da qui la decisione che dovevo cambiare qualcosa. Sapevo dove volevo andare, certo una scelta difficile da prendere specialmente perché avrei dovuto lasciare mio marito a Verona e partire da sola. Mi ha aiutato il mio carattere forte e determinato e, perché no, anche tanto coraggio e ottimismo».

Che cosa speravi potesse darti l’America? Conoscevi già San Diego o sei partita all’avventura?

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«Ho scelto gli USA perché è il paese delle opportunità e della libertà, e quest’ultima parola mi piace molto, non c’è discriminazione, non ti chiedono quanti anni hai al colloquio di lavoro, nemmeno sul CV devi mettere la data di nascita, se sei sposata, ecc. Qui vali come persona, non come dati anagrafici. San Diego la conoscevo bene perché ero stata in vacanza e per studio negli anni passati, e mi è da subito piaciuta molto: una città tranquilla, sicura e non caotica».

VERONESI NEL MONDO FACCIO MARISTELLA

Una veronese in California, non deve essere stato facile mollare tutto per una terra sconosciuta. Come sono stati gli inizi qui? Penso a come sei riuscita a trovare una sistemazione, ambientarti, trovare un’occupazione, se c’è stato qualcuno ad aiutarti.

«Chiaramente all’inizio non è stato facile fare tutto da zero e da sola. L’unico punto di riferimento per cercare un alloggio è stato un mio amico americano che conobbi anni fa. Per me è stata una sfida su tutti i fronti. Appena arrivata a San Diego ho incominciato a frequentare una scuola, così ho fatto richiesta del visto da studente, che ho ottenuto facilmente. Da qui ho iniziato a prendere informazioni su cosa potevo fare al passo successivo, per capire che tipo di business volevo aprire. Questo era il mio obiettivo. L’idea di cimentarmi nella ristorazione mi piaceva molto, ho fatto parecchi sopralluoghi e finalmente dopo varie ricerche ho aperto il mio ristorante italiano. Negli USA è molto diverso dall’Italia, tutto è più semplice burocraticamente parlando».

Ecco, inizialmente sei entrata negli Stati Uniti con un visto da studente. Dal punto di vista burocratico e dei permessi di soggiorno quali sono i passaggi da seguire?

«Da studente ho cambiato visto, anche questo senza difficoltà, e non è affatto vero che bisogna investire tantissimo per ottenere il visto. È necessario avvalersi di un bravo avvocato. Fortunatamente il ristorante è partito bene, lavorando sodo e conoscendo il mondo americano non è una cosa impossibile avviare un business di successo. Dopo quattro anni ho deciso di venderlo, era il momento di cambiare qualcosa, i suoi frutti li aveva dati, quindi volevo cambiare rotta».

La mia nuova vita a San Diego

Di che cosa ti occupi oggi a San Diego?

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«Dopo la vendita del ristorante ho voluto lavorare da dipendente con un orario flessibile per avere più tempo libero e coltivare i miei interessi personali, tra cui la scrittura. Lavoro in un hotel sempre nel settore ristorazione perché mi piace molto. È un lavoro che mi dà molte soddisfazioni, conosco sempre gente nuova e non mi annoio mai. Non farei più l’impiegata di sicuro».

Meta di turisti da tutto il mondo, San Diego è conosciuta per le sue spiagge e la sua vivacità. Ma come si vive a San Diego da residente?

«San Diego è una città dove il costo della vita è caro, d’altronde parliamo di California, ma il lavoro non manca quindi si può affrontare questo tenore di vita, chiaramente dipende cosa si cerca e cosa si fa. I servizi sono ottimi, la burocrazia è snella e veloce. Opportunità di lavoro ce ne sono tantissime e in tutti i settori. Si gode di un clima eccezionale tutto l’anno».

Il mio libro

Oltre alla tua professione, negli ultimi anni ti sei dedicata molto alla scrittura e hai appena pubblicato il tuo primo romanzo “Sulla stella giusta”. Di che cosa parla il tuo libro?

«Avendo del tempo libero finalmente ho avuto il tempo di scrivere il mio primo libro, dove parlo della mia avventura californiana. Un racconto divertente in cui figurano le tante persone che ho incontrato durante questi anni, dove parlo del mio ristorante con vari aneddoti curiosi. Il messaggio che voglio dare attraverso questo racconto? È per tutti gli over40 come me che sono insoddisfatti di stare in Italia, che hanno la voglia e il coraggio di rifarsi una nuova vita da qualche altra parte del mondo. Non mi stancherò mai di dire: FATELO! Il sogno non deve rimanere nel cassetto, dovete aprirlo come ho fatto io, l’America mi ha dato molto ed è ancora il paese che offre mille opportunità. Certo bisogna crederci e avere tanta pazienza, ma alla fini si arriva al mitico traguardo. Qui vale la persona e come lavora».

Sulla stella giusta MARISTELLA FACCIO

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Come è cambiata la tua vita da quando sei negli Stati Uniti?

«Da quando vivo a San Diego la mia mente si è aperta moltissimo, le mie debolezze si sono fortificate. Essere da sola e affrontare tutto in un paese completamente diverso dall’Italia non è stato facile, rimettermi in gioco è stata una grande sfida, però ho raggiunto i miei obiettivi. I miei sogni non sono finiti e ho tantissimi altri progetti».

Ti manca l’Italia e ci ritorneresti stabilmente?

«L’Italia mi manca per la mia famiglia e gli amici di una vita, poi per il resto no: ci torno una volta all’anno o appena posso. Ogni volta che torno in Italia vedo sempre peggiorare tutto, e mi sento un po’ fuori luogo. Continuo a vedere tante persone lamentarsi di qualsiasi cosa, ma non fanno niente per cambiare la loro vita. Dico sempre che se non si è contenti del proprio paese, del lavoro e dello stile di vita, fate qualcosa e cambiate. Io sono un esempio. Fortuna, caso? Può darsi. Sicuramente ho avuto tanta voglia di cambiare e tanta volontà di ricominciare una seconda vita oltreoceano. Ritornare stabilmente in Italia? Non lo so, per ora è una cosa lontana, ho altri progetti per il futuro».

Contatti Maristella Faccio

Per mettersi in contatto con Maristella questa è la sua email:

stellamarina339@gmail.com

Facebook: mari stella

Instagram: maristella3302