“In Australia ho trovato la mia casa”: Christina e il suo B&B “ispirazionale”

Scoprire nuovi posti per provare nuove emozioni. Perché il viaggio non è solo una meta, ma un mondo fatto di luoghi, sensazioni, persone da cui prendere spunto per arricchirsi e crescere. Lo sa bene il tour operator on-line Destinazione Umana che in pochi anni ha ribaltato il concetto di viaggio, introducendo i “viaggi ispirazionali”, un modo nuovo di concepire il turismo. La domanda non è più: dove vuoi andare, ma chi vuoi conoscere. Il portale ci invita a muoverci in giro per il mondo seguendo l’istinto, per capire cosa vogliamo e scegliere dove desideriamo andare, per reinventarci o, magari, decidere di mollare tutto prendendo ispirazione da chi ha avuto il coraggio di farlo.

Sono tanti oggi gli associati alla grande community di Destinazione Umana. In ogni struttura il viaggiatore viene accolto e non semplicemente ospitato. Il gestore che diventa partner della piattaforma, infatti, si caratterizza per il suo spirito di accoglienza, che è diverso dal senso di ospitalità: l’accoglienza è un’apertura, della propria porta di casa ma anche di se stessi. Non solo in Italia, ma in tutto il mondo. Ecco perché il tour operator ha deciso di sbarcare all’estero. La prima Destinazione Umana fuori dai confini italici si chiama Christina, che in Australia ha trovato l’amore e la possibilità di sviluppare la sua passione per la natura e l’agricoltura nel suo B&B “Christina’s Treat House – Inspiration and Food”. Originaria di Monaco di Baviera, in Germania, Christina ha 54 anni e negli ultimi 20 ha vissuto in tanti posti diversi: Sud Africa, Spagna e Italia. La sua prima volta in Australia è nel 2010. Per sei mesi gira in lungo e largo: Sydney, Melbourne e Byron Bay. Nel suo itinerario non è previsto il sud del Paese, ma complice un film decide di visitare Adelaide e sulla spiaggia di Willunga capisce – dopo tanto girovagare – che questa è la sua casa. Due anni dopo, poi, l’incontro inaspettato con Peter, suo attuale marito, che la porta definitivamente a mollare tutto e ricominciare una nuova vita nella terra dei canguri.

christina australia

Christina, quando e perché hai deciso di trasferirti in Australia?

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«Sono venuta in Australia la prima volta nel 2010. Ci sono rimasta 6 mesi durante i quali ho visitato Sydney, Melbourne e l’area di Byron Bay. Non rientrava tra i miei programmi andare nel sud dell’Australia, ma una serie di circostanze strane mi ha portato ad Adelaide. Una sera stavo guardando il film “The Boys Are Back” e sono rimasta subito affascinata dalla Penisola di Fleurieu (ora la mia nuova casa) dove il film è stato prodotto. Dovevo andare lì ad ogni costo! Ricordo vivamente il giorno in cui ho scoperto la spiaggia di Willunga, rimanendo stupita dalla bellezza e dalla sensazione di “risonanza” che avevo con il posto, come se fossi da sempre appartenuta a questo pezzo di terra. Ero finalmente arrivata a casa. Negli ultimi 20 anni ho cercato il mio posto nel mondo, vivendo in Sudafrica, in Spagna, in Italia e, nel mezzo, in Germania. Avevo quasi rinunciato alla mia ricerca finché non ho avuto l’illuminazione quel pomeriggio sulla spiaggia. Tornando in Europa mi sono sentita completamente fuori luogo, così ho guadagnato velocemente i soldi sufficienti per tornare in Australia del Sud solo 6 mesi dopo. Nel marzo 2012 ho incontrato Peter durante una festa di luna piena. Abbiamo iniziato a frequentarci e indovinate? Peter viveva in una casa proprio a Port Willunga. Il resto è storia».

Di cosa ti occupavi prima di trasferirti in Australia?

«Lavoravo per un broadcast bavarese, un lavoro molto sicuro e ben pagato. Sapevo però che sarebbe arrivato il momento di smettere, anche se non avevo idea di cosa fare. Allora ho cominciato a pormi la domanda “Qual è il mio vero scopo nella vita?”. Ho dovuto seguire la stella senza sapere il nome della stella (la mia filosofia in quel momento). Così ho lasciato il mio lavoro per fare un salto nell’ignoto, viaggiando e avendo molte occupazioni diverse. Per qualche anno la mia vita sembrava viaggiare su delle montagne russe, una sorta di avventura che mi ha regalato però molta “sicurezza interna”. Dei tanti lavori ho continuato a fare quelli che amavo di più: lavorando come chef e coltivando la mia passione per la nutrizione e il massaggio. Qui in Australia ho iniziato la mia attività alimentare da casa, specializzandomi nella creazione di pietanze per persone sensibili alla salute e con intolleranze alimentari, tutte creazioni organiche e molto gustose. Organizzo eventi come i festival di sostenibilità (greenlightfestivalwillunga.weebly.com) ‘Love your local farmer’, e coordino il mercato biologico settimanale (FB Green Light Organic Market Willunga)».

Nella Penisola di Fleurieu, dove attualmente vivi, hai anche trovato l’amore – tuo marito Peter – e la possibilità di sviluppare la tua passione per la natura e l’agricoltura nel tuo B&B Christina’s Treat House. Come è nata l’idea del Bed&Breakfast?

«Da molti anni avevo il sogno di aprire un mio Bed&Breakfast bio perché combina la mia passione per l’ospitalità con il piacere di preparare cibo per i miei ospiti. Io e Peter abbiamo iniziato a coltivare il nostro terreno: raccogliere i nostri frutti freschi biologici e le nostre verdure è davvero gratificante».

Parlaci del Christina’s Treat House: come si compone, dove è situata, i servizi che offrite agli ospiti.

«Il B&B è a pochi passi dalla spiaggia di Port Willunga, circa 7 minuti. È composto dalla casa principale in tipico stile beach, dove gli ospiti possono gustare la loro colazione, e la cena con noi, sulla veranda con vista sull’oceano. Gli ospiti hanno la propria privacy nella nostra “garden house” completa di bagno e di una piccola veranda. Tutte le lenzuola e gli asciugamani sono in cotone biologico. I nostri prodotti per la pulizia sono earth friendly. Gli ospiti sensibili agli EMF (campi elettromagnetici) possono spegnere completamente l’elettricità durante la notte. Tutto il cibo che serviamo è biologico: senza glutine, senza zucchero, e vegano su richiesta. Molti dei prodotti sono coltivati nel nostro giardino».

Tra le attività che si possono praticare nel tuo B&B ci sono percorsi enogastronomici, social eating e wine tasting. In cosa consistono?

«Le attività che offriamo sono molte e spaziano dall’imparare a produrre kefir d’acqua alla preparazione di verdure fermentate, pane di pasta acida o vegan e crudi (dolce e salato). Gli ospiti possono godere di un massaggio rilassante, di una passeggiata intorno al nostro giardino che intendiamo trasformare in una “Food Forest”. Io e mio marito stiamo ancora perfezionando alcune tecniche, ma possiamo consigliare diversi metodi su come sviluppare un terreno sano e farlo crescere in modo organico. Abbiamo una biblioteca in cui leggere libri ed espandere la mente. Offriamo una cena condivisa perché socializzare durante i pasti è una gioia. Ogni sabato c’è il mercato biologico che coordino e che gli ospiti possono visitare. Possiamo anche consigliare i vigneti biologici per degustazioni di vini ed è possibile fare un giro organizzato in un mini bus molto comodo se non si vuole guidare».

Christina’s Threat House è la prima human destination in Australia nata dalla collaborazione con “Destinazione Umana”, tour operator che si occupa di viaggi ispirazionali. Come hai conosciuto Destination Umana e perché hai deciso di unirti a loro?

«Lo scorso anno io e Peter abbiamo viaggiato in Italia, soggiornando in Calabria (Civita) ospiti della meravigliosa Stefania. Ci ha raccontato di Destinazione Umana, la rete di cui fa parte. Così abbiamo trascorso il resto del nostro viaggio nei luoghi di Destinazione Umana, incontrando persone incredibili che sono diventate nostre amiche come Eliana a Matera, e Josef e Jasmine sulle colline dell’Abruzzo. Sono rimasta colpita dal concetto di Destinazione Umana così tanto da contattare la fondatrice Silvia Salmeri. Le ho inviato una e-mail scrivendole di quanto abbiamo amato questo nuovo modo di viaggiare e congratulandomi con lei per aver avviato il suo network. Sono seguite diverse chiacchierate via Skype. Nel frattempo ho iniziato a immaginare una rete simile in Australia. Così è nata l’idea e, in pochi mesi, abbiamo iniziato a rinnovare la nostra garden house per aprire “Christina’s Treat House”.

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Quali sono le emozioni che provano i viaggiatori una volta arrivati qui?

«Lascio la parola ai miei ospiti, Juergen e Christine dalla Germania, che sul nostro libro ospiti hanno scritto: “Il cottage è un alloggio veramente fantastico che emana una buona energia!!! Christina e Peter sono persone molto amichevoli e belle. Con loro abbiamo avuto conversazioni piacevoli sulla vita e sul mondo. E ultimo, ma non meno importante: il cibo biologico è davvero incredibile, ricco di varietà e molto creativo. Lo abbiamo chiamato ‘cibo d’amore’. Il loro spirito di vita è speciale e contagioso”».

Il tuo B&B è immerso nella natura, a pochi passi da Port Willunga Beach caratterizzata da una costa mozzafiato dove è possibile alle volte intravedere la fauna marittima locale, tra cui delfini e foche. Come è vivere qui?

«Amo vivere così vicina al mare. L’oceano è in costante cambiamento, i profumi, i colori. Non mi stanco mai di camminare e correre sulla “mia spiaggia” di cui sono diventata guardiana, raccogliendo i rifiuti che possono danneggiare la nostra vita marina. Nel momento in cui ti rendi conto che tutto è collegato diventi custode della terra e inizi a preoccupartene profondamente. Gli australiani sono genuini, amichevoli e divertenti. Hanno una libertà di mente che li rende spensierati e liberi allo stesso tempo. Aiuterebbero chiunque ne abbia bisogno. Sono sfacciati e possono ridere di se stessi senza prendersi troppo sul serio. Vivono la vita piuttosto che limitarsi a guardarla. C’è un detto: “Have a go Mate”, che significa prova le cose anche se non hai le abilità. Quando si proviene da un paese straniero, come me, è tutto molto diverso. Amo il modo di vivere qui».

In che modo è cambiata la tua vita?

«La mia vita è cambiata totalmente. Ho ancora dei momenti in cui mi sento come se fossi in un film, in una sorta di magia. Merito di tutte le bellezze che mi circondano, ma anche di tutte le cose che posso fare qui. Sento che posso ampliare i miei orizzonti, essere più creativa. Credo dipenda da tutto lo spazio che abbiamo in Australia, che ti permette di crescere come essere umano. Abbiamo una certa libertà qui che non ho trovato altrove nel mondo».

Ti manca la tua vecchia vita?

«In realtà no. Ho nostalgia dei miei cari in Europa e mi manca parlare la mia lingua madre».

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

«Peter e io siamo in procinto di avviare un grande progetto. Un centro agricolo di formazione e ricerca, con spazi comunitari come cinema, laboratori, impianti wwoofing, nonché un fattoria di agricoltura biologica e un asilo nido. Vogliamo creare una rete di partners “ispirazionali” qui in Australia per poi viaggiare e visitarli tutti».

Per informazioni e per conoscere meglio Christina e il suo B&B questo è il suo sito:

www.christinastreathouse.com.au

Di Enza Petruzziello