Sabrina: in America puoi ricominciare da zero a qualsiasi età

A cura di Maricla Pannocchia

Trasferirsi all’estero e vivere negli Stati Uniti non sono mai stati gli obiettivi di Sabrina ma quando ha ritrovato un vecchio amore su Facebook, finendo per sposarlo, la donna ha capito di doversi trasferire con la figlia quasi 16enne, Paola. Il marito, infatti, ha una ditta di costruzioni negli Stati Uniti e così Sabrina e la figlia sono andate a vivere in Massachusetts. Nonostante la nostalgia per le persone lasciate in Italia e le difficoltà con la lingua – “a scuola c’insegnano l’inglese britannico, mentre qui parlano quello americano” – Sabrina è conscia delle opportunità che vivere in America le dà. Certo, non è tutto rose e fiori, ma sia lei sia Paola sono state accolte benissimo dalla gente del posto e “se è vero che anche in America si lavora tanto, qui non solo si arriva a fine mese, ma è possibile togliersi alcuni sfizi”. E, nonostante l’obiettivo sia quello di rimanere in America per raggiungere i proprio obiettivi, Sabrina vuole anche viaggiare il più possibile e il suo sogno nel cassetto è il cammino di Santiago.

Sabrina Baldassarre Massachusetts

Ciao Sabrina, raccontaci qualcosa di te. Chi sei, da dove vieni…

Ciao, mi chiamo Sabrina, ho quasi 46 anni e vengo da Roma, dov’ero proprietaria di un piccolo bar. Mia figlia Paola ed io ci siamo trasferite negli Stati Uniti da poco più di tre anni e mezzo. Paola ha quasi 16 anni.

Adesso abiti in Massachusetts. Cosa ti ha portata lì?

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Il mio attuale marito (italiano anche lui) che da oltre 20 anni ha una ditta di costruzioni qui negli Stati Uniti. L’ho ritrovato su Facebook dopo oltre 15 anni dall’ultima volta in cui ci siamo visti di persona. Ci siamo scambiati appena un bacio quando eravamo poco più che ventenni e poi ognuno è andato per la sua strada, perdendosi di vista. Quando, a distanza di tanti anni, ci siamo risentiti attraverso Facebook, abbiamo scoperto che ci stavamo entrambi separando dai nostri rispettivi coniugi.

Quando hai capito che era arrivato il momento di lasciare l’Italia?

In parte lo avevo capito già all’inizio della nostra relazione, nonostante io non avessi mai avuto il sogno americano e nonostante il pensiero di vivere negli Stati Uniti non mi fosse mai passato per la testa. L’unico modo per stare insieme era che mia figlia ed io ci trasferissimo in America e questo è accaduto dopo oltre 5 anni di relazione a distanza con mio marito. Purtroppo non è stato un percorso facile: io avevo delle questioni personali molto importanti da risolvere in Italia, che hanno richiesto dei tempi molto più lunghi del previsto.

Dove vivi precisamente e di cosa ti occupi?

Vivo a circa 30 miglia a Sud di Boston. Purtroppo anche l’attesa per la tanto agognata Green Card è stata più lunga del previsto e quindi sono stata impossibilitata a lavorare e a rientrare in Italia fino a un anno fa. Nel frattempo, insieme a mia figlia, ho aperto una pagina Facebook, che oggi conta oltre 65mila followers, dove racconto il nostro quotidiano e i nostri viaggi negli Stati Uniti. Negli ultimi mesi ho iniziato a occuparmi anche di qualcos’altro ma è ancora presto per parlarne quindi, per scaramanzia al momento lo tengo per me.

È facile trovare alloggio? Quali sono i costi medi?

Il prezzo di un monolocale a Boston non va al di sotto dei 2.200 dollari. Il mercato immobiliare è comunque sempre in movimento. Gli americani sono abituati a cambiare spesso casa in base alla scuola dei figli o ai differenti posti di lavoro. Sono meno legati alle proprie radici e ai propri ricordi rispetto a noi italiani. Il clima del Massachusetts è molto rigido e molte persone, quando vanno in pensione, decidono di lasciare il freddo del New England per spostarsi a Sud e godere del clima della Florida.

Sabrina Baldassarre Massachusetts

E per quanto riguarda il lavoro? È semplice, per un italiano, trovare lavoro oppure avviare un’impresa lì?

Ovviamente dipende dalle circostanze e dalla specializzazione, ma posso dire che sicuramente è molto più facile trovare lavoro qui piuttosto che in Italia e, soprattutto, è possibile ricominciare e rivoluzionare tutto a qualsiasi età. Non è mai tardi per reinventarsi e i meriti vengono sempre premiati. Questo fa sì che ci si senta gratificati del proprio operato, con il costante stimolo a fare meglio e con gioia.

Che consigli daresti, anche dal punto di vista burocratico, a chi sogna di vivere e lavorare negli Stati Uniti?

Purtroppo non è facile trasferirsi qui, ma non è neanche impossibile. Lo scoglio più grande è l’ottenimento del visto che ti permette di restare a vivere e a lavorare sul suolo statunitense. Il mio unico consiglio è comunque quello di rivolgersi sempre ad avvocati esperti d’immigrazione per non incappare in situazioni spiacevoli.

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Com’è la tua vita quotidiana?

Cerco di seguire molto mia figlia, con cui ho uno splendido rapporto, e, ovviamente, mi occupo della gestione della casa. La pagina Facebook m’impegna molto tempo tra la realizzazione dei video, il loro editing, la ricerca/pubblicazione di altri contenuti e il cercare d’interagire il più possibile con coloro che ci seguono, rispondendo a messaggi e commenti. Partecipo a lezioni settimanali d’inglese e infine mi sto occupando anche di qualcos’altro di cui parlerò sulla nostra pagina nelle prossime settimane.

Come sei stata accolta dalla gente del posto?

Devo ammettere di essere stata molto fortunata. Sia io sia mia figlia abbiamo trovato una meravigliosa comunità, sempre pronta e disposta ad aiutarci e a supportarci, soprattutto con la lingua. Nessuno ci ha mai messo in difficoltà, anzi, chiunque, lungo il nostro percorso, ha sempre cercato di metterci a nostro agio.

Ci sono delle abitudini dei locali che ancora fatichi a comprendere e/o a fare tue?

Inizialmente facevo fatica con la gestione degli orari. Qui la giornata tipo inizia e finisce molto prima rispetto all’Italia. Mia figlia entra a scuola alle 7.30 del mattino, quindi la sveglia suona presto. Molte attività extrascolastiche o di altro tipo si svolgono negli orari che per noi sarebbero quelli della cena ovvero intorno alle 20, proprio perché qui il pasto serale è anticipato, intorno alle 18. Da quando sono qui ho iniziato ad andare a dormire alle 21 per reggere i ritmi.

Quali sono i pregi del vivere lì?

La sensazione più bella è la consapevolezza che puoi avere davvero il futuro nelle tue mani. Alla mia età è come se la vita mi avesse dato una seconda possibilità per ricominciare e per reinventarmi. In Italia, se hai la fortuna di avere un lavoro, devi comunque fare i sacrifici per arrivare a fine mese e magari non riesci nemmeno a coprire sempre tutte le spese. Qui in America si lavora tanto ma almeno, non solo hai la certezza di arrivare a fine mese, ma hai anche la possibilità di toglierti qualche sfizio.

Che consigli daresti a chi sta pianificando un viaggio negli Stati Uniti? Suggeriresti d’includere anche una tappa in Massachusetts?

Decisamente sì! Il Massachusetts è pieno di storia e, in fondo, l’esistenza degli Stati Uniti è iniziata proprio da qui. La prima colonia del New England risale al 1620, quando i coloni inglesi sbarcarono a Plymouth ed è qui che venne celebrato il primo Giorno del Ringraziamento. Boston è la culla della rivoluzione americana, nonché una delle città più antiche degli Stati Uniti. E poi, tra i tanti luoghi importanti da visitare, c’è anche Salem, la famosa città tristemente nota per il processo alle streghe e che viene presa d’assalto nel periodo di Halloween. Comunque, gli Stati Uniti sono un territorio estremamente vasto e ogni luogo ha le proprie ed esclusive caratteristiche, c’è davvero tanto da vedere.

Come hai affrontato le difficoltà?

Le difficoltà maggiori per me sono state un po’ la lingua, nonostante io avessi già alcune basi di inglese, e poi la mancanza delle persone care lasciate in Italia. Per quanto riguarda la lingua, in Italia siamo soliti imparare l’inglese British mentre qui è American, quindi non sempre le parole sono le stesse, per non parlare della difficoltà di capire, a volte, le diverse pronunce delle persone, anche a causa della velocità con cui parlano. Per quanto riguarda invece la mancanza dei propri cari, a quello purtroppo non c’è rimedio. Vivo tra alti e bassi, con il cuore perennemente diviso a metà.

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Ti sei mai pentita della scelta fatta?

No, soprattutto per mia figlia. Con lei sono stata molto fortunata poiché, nonostante la sua giovane età, ha sempre compreso sin da subito l’opportunità che le era stata offerta. Sapeva benissimo che era un treno da non dover perdere e ormai è sempre più convinta di voler restare qui per riuscire a realizzare i sogni per i quali sta lavorando. Nonostante spesso sentiamo la mancanza dell’Italia, siamo anche consapevoli che, purtroppo, i soli sentimenti non sono sufficienti per poter mangiare.

Come valuteresti i servizi come la sanità, i trasporti pubblici e la burocrazia?

Per certi versi molto efficienti ma a volte con qualche pecca. Potrei rispondere dicendo che anche qui ci sono pro e contro e che, in fondo, per certe cose “tutto il mondo è paese”.

Che cos’hai imparato, finora, vivendo lì?

L’entusiasmo di poter ricominciare a qualsiasi età, sviluppando anche la sensazione di poter essere cittadina del mondo. A volte mi chiedo a quale luogo io appartenga e mi rendo conto di non avere più la risposta. Da una parte questa cosa mi fa sentire persa, ma allo stesso tempo anche più forte perché ho imparato che devo trovare le certezze dentro me stessa.

Progetti futuri?

Se Dio vorrà, mi piacerebbe poter viaggiare il più possibile. Questa esperienza di vita all’estero mi ha permesso di conoscere altre culture oltre che luoghi, e questo lo trovo molto stimolante. Il mio sogno nel cassetto è quello di poter, un giorno, percorrere il Cammino di Santiago.

Per seguire e contattare Sabrina:

Facebook: https://www.facebook.com/dodoemimiallascopertadellamerica?mibextid=ZbWKwL

Sabrina Baldassarre Massachusetts