L’esperienza di Nicola a Gran Canaria

A cura di Maricla Pannocchia

Quando Nicola e la sua (adesso ex) moglie hanno cominciato a pensare a un Paese in cui vivere per allontanarsi dalla realtà italiana, dove si sentivano insoddisfatti, la prima scelta è caduta sulla Costa Rica ma poi, per motivi di vicinanza e anche per mantenere la stessa moneta, la coppia è finita a Gran Canaria.

E Nicola, che appena arrivato sull’isola ha provato delle vibrazioni mai sentite prima, abita ancora lì (e adesso ha una fidanzata del posto).

Il consiglio principale di Nicola agli aspiranti che sognano di trasferirsi a Gran Canaria è quello di pensarci bene e non dare per scontato che trovare lavoro sia semplice. “Molti pensano che vivere qui sia come essere in un film dove apri un bar sulla spiaggia e vivi senza problemi ma la realtà è diversa” racconta Nicola, “Se, per trovare lavoro, pensi di saper fare un po’ di tutto e che troverai qualcosa, rischi di dover tornare in Italia a mani vuote. Gran Canaria offre possibilità a chi ha idee e sa come realizzarle”.

La sua storia personale e professionale, infatti, parla proprio di cambiamenti e trasformazioni, “ma sempre sapendo dove si sta andando”. Gran Canaria, inoltre, offre un ottimo rapporto qualità prezzo, “anche se, per via dei fatti che stanno accadendo nel mondo e di cui sappiamo benissimo tutti, il prezzo di alcune cose adesso è salito”.

Nonostante questo, è possibile vivere serenamente a Gran Canaria con 1.000 Euro il mese (affitto escluso).

La prima cosa da fare è farsi assegnare il NID (simile al nostro codice fiscale) e, prima di trasferirsi, andare in avanscoperta. Mal che vada, vi sarete fatti una bella vacanza, “cercate di stare lontani dalle zone turistiche del Sud, la vera Gran Canaria si trova altrove ed io, dopo 5 anni di vita qui, ancora ne scopro angoli nascosti”.

L'esperienza di Nicola a Gran Canaria

Ciao Nicola, raccontaci qualcosa di te. Chi sei, da dove vieni…

Mi chiamo Nicola Lomartire e sono nato a Taranto (Puglia) nel… secolo scorso 

Cosa ti ha spinto a lasciare l’Italia?

Essenzialmente mi sentivo insoddisfatto, anche se avevo un lavoro, avevo tante idee e voglia di fare, ma la burocrazia era impossibile per me. Per poter aprire una partita IVA in Italia, avrei dovuto disporre di una discreta somma da preventivare tra INPS, IRPEF, IRAP, eccetera.

Qui a Gran Canaria sono obbligato a pagare circa 336 Euro al mese alla “Seguridad Social” (come fosse l’INPS in Italia) e circa il 20%-23% su quel che ricavo (quindi posso detrarre tutti i costi d’impresa, e mi tassano solo su quel che resta); sicuramente è molto meglio, e anche più facile ai fini finanziari, il sistema che hanno qui in Spagna, rispetto a quello che ho lasciato.

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Come sei finito proprio a Gran Canaria?

È una storia lunga: sin dal 2010 la mia (ex)moglie ed io cercavamo un posto dove andare per poterci trasferire e dopo tante ricerche la scelta era caduta sulla Costa Rica, così decidemmo d’iscriverci a un corso di spagnolo per non arrivare completamente impreparati.

Purtroppo i casi della vita ci hanno rallentato nei nostri progetti (lutti e malattie, però anche la nascita di nostra figlia nel 2013).

Sempre con il pallino della partenza in testa, nell’agosto 2015 avevamo ridotto la prospettiva dalla Costa Rica alle Canarie per ragioni di vicinanza, lingua e anche per avere la stessa moneta… Così abbiamo approfittato delle vacanze agostane per passare una paio di settimane tra Tenerife e Gran Canaria. Se è vero che la maggior parte del tempo (una settimana circa) lo abbiamo passato a Tenerife, quando ho messo piede a Gran Canaria ho sentito una vibrazione diversa, come se un’entità (o la stessa Isola) mi stesse chiamando e volesse che io mi mettessi in connessione.

Nel 2016 non potemmo permetterci un’altra vacanza, ma nell’agosto 2017 partimmo un’altra volta per Gran Canaria, questa volta con la precisa intenzione di fare di tutto per trasferirci quanto prima.

Ti sei trasferito con la tua (ex) moglie e vostra figlia, quali sono i passi per organizzare un trasferimento con la famiglia?

Tanti. Il primo passo è visitare l’isola in cui vorresti stabilirti (o, se ne hai diverse in mente, di visitarle tutte) e cercare di guardarla con occhi non da turista (anche se non è facile), poi capire che documenti ti servono per stare da residente.

Poi bisogna farsi concedere il NIE (Número Identificación Extranjero) che è un numero, appunto, che ti identifica univocamente agli occhi dello Stato spagnolo, come se fosse il codice fiscale che si usa in Italia. A chi ha la cittadinanza spagnola assegnano il DNI alla nascita.

Fatto questo, e trovato un posto dove andare a stare i primi giorni di trasferimento, siamo tornati in Italia e abbiamo cominciato a fare i conti di quanto disponevamo e, soprattutto, a cercare come pazzi una casa in affitto (dall’Italia!) e un traslocatore che potesse portare tutto quello che avevamo in casa a Gran Canaria.

Nel frattempo, come pazzi sconsiderati, avevamo prenotato il biglietto di sola andata per il 18/10/2017 per darci un limite e non lasciar perdere quest’occasione.

Tra litigi, risa, urla e incomprensioni (dovute allo stress, sicuramente) alla fine il 18/10/2017 abbiamo preso il volo da Bari che ci ha portato nella nostra nuova “casa”, ovviamente dopo aver visto partire il container con tutta la nostra “vita” dentro con direzione Gran Canaria.

Che consigli daresti a chi vorrebbe fare un’esperienza simile?

Il mio consiglio è quello di pensarci bene. È necessario guardare bene dentro di sé e sapere che si sta partendo per un’avventura nel senso etimologico del termine: abbiamo un’idea del piano generale e non sappiamo se e quali inconvenienti incontreremo. Non dico che sia necessaria una forte motivazione, o una forza d’animo da guerrieri, ma mettere in conto la possibilità di tornare sui propri passi. Sono molto bravo a predicare bene e razzolare male, visto che di fatto noi ci siamo tagliati molti ponti alle spalle e pensare di tornare indietro era difficilissimo, se non impossibile.

L'esperienza di Nicola a Gran Canaria

Se potessi tornare indietro, faresti qualcosa diversamente?

Forse no, la forza di volontà veniva anche dall’energia che ci dava la curiosità e la speranza di un futuro migliore di quello che avevamo in Italia al momento.

Di cosa ti occupi e com’è la tua vita quotidiana?

Ultimamente dico, scherzando, che lavoro per Seguridad Social e Hacienda (il Ministero delle Finanze), visto che la crisi dovuta ai noti fatti mondiali ha depresso molto il mercato e riesco appena a stare sulle spese.

Quando ci siamo trasferiti avevo intenzione di mettere in piedi un’attività la cui idea mi solleticava da parecchio stando in Italia: un’agenzia web. E con questo ho cominciato, facendo da solo tutta la documentazione necessaria, per “aprire la partita IVA”, anche se uso il NIE che mi diedero all’epoca.

Con vari trascorsi, ho pian piano cambiato ambito commerciale, sempre restando “dietro a un computer”, addirittura in piena pandemia (settembre 2020) ho deciso di aprire un negozio d’informatica per cercare di captare più clienti. Per una serie di ragioni ho dovuto chiudere il negozio a marzo 2021.

Nel frattempo avevo noleggiato una stampante da ufficio e avevo iniziato a mettere in campo le mie capacità di grafico per inserirmi nel settore della stampa digitale su carta (biglietti da visita, volantini, ecc.) e su vinilo in collaborazione con una persona che ho conosciuto qui (un tedesco).

Chiuso il negozio ho trovato un accordo con il tedesco e mi sono trasferito in subaffitto nel suo laboratorio, abbiamo affittato una stampante professionale e proseguito con la stampa digitale.

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Per una serie di ragioni, ci siamo disfatti della stampante ad aprile 2022, e ho iniziato a subappaltare i lavori di stampa.

Ho continuato a cercare altri settori e adesso sono lanciato in un freschissimo progetto: “vendere scatole” per farsi la nube privata.

La vita scorre tranquilla tra il caffè del mattino, il lavoro nel laboratorio (o a casa se si tratta solo di disegno grafico), il pranzo, le visite ai clienti, la consegna (o montaggio) del lavoro, cena e tv.

La cosa che più m’incanta del posto è la temperatura più o meno sempre stabile, anche se io preferisco le giornate torride, avendo qui un clima abbastanza secco, ed essendo spazzati dagli Alisei.

Pensi che il rapporto costo-qualità della vita sia buono?

Ottimo, direi! Giusto oggi (26/12/2022) ho fatto benzina pagandola a 0,789 € al litro, non abbiamo il riscaldamento in casa, e davvero si spende pochissimo (rispetto all’Italia) per la vita quotidiana. Ovviamente se vuoi fare la bella vita, andando a cenare tutte le sere in zone turistiche… non ci sono stipendi che bastino.

In più io parlo da (quasi) privilegiato, avendo avuto la possibilità di comprare una casa e quindi non ho spese di affitto. Dal “dopo-pandemia” alcuni costi si sono tremendamente alzati: in primis gli affitti, ma anche le auto usate sono salite tantissimo di prezzo, così come alcuni generi alimentari. Però, facendo attenzione a cosa e dove si compra, si può vivere agiatamente con 1000 Euro il mese (affitto escluso).

Parlaci delle spese da mettere in conto per la vita quotidiana: cibo, divertimenti, spostamenti eccetera…

Come dicevo, per il cibo ci sono varie opzioni. Io mi trovo benissimo con gli ingredienti e i piatti locali, non rinuncio a farmi un bel sugo e spaghetti, ogni tanto, o a comprare una scamorza da un casaro (pugliese) che le produce in zona da latte di vacca canario, o una pizza (in qualche ristorante di quelli “turistici” che le fa bene); per la maggior parte mi sono adattato immediatamente ai sapori canari, e devo dire che mi piacciono moltissimo!

Per gli spostamenti dipende dal lavoro che fai e dalla zona in cui vivi; conosco gente che vive nella capitale (Las Palmas de Gran Canaria) che non possiede auto e si sposta solo coi bus. Anche io, prima della pandemia, mi spostavo spessissimo con l’autobus che costa relativamente poco, ti porta in tutta l’isola ed è abbastanza puntuale alle fermate.

Per il divertimento, l’unico limite è la capienza del portafoglio, c’è di tutto: la parte prettamente turistica al Sud dell’isola, ma anche una serie di concerti, opera o spettacoli teatrali nella capitale. Alla fin fine non ci si annoia.

È facile, per gli italiani, trovare lavoro lì?

No. E lo dico per onestà intellettuale. Soprattutto perché in Italia si pensa che qui sia come vivere in un film, vieni, apri il bar sulla spiaggia con il tetto di foglie di palma e ti passi la vita bevendo mojito. Non è per niente così.

È un posto in cui ci sono tutti i tipi di servizi e in cui devi mettere a frutto quella che è la tua esperienza. Per chi lavora nella ristorazione è molto facile trovare un lavoro, però niente cade dal cielo, si tratta di lasciare curricula, girare e farsi conoscere. Direi che un pizzaiolo mediamente bravo, ad esempio, trova lavoro in un paio di mesi.

Un mio amico elettricista, che è venuto in “avanscoperta” nel febbraio del 2019, ha trovato lavoro praticamente due giorni dopo, visto che ho potuto presentarlo al tipo (canario) che mi stava facendo i lavori in casa e lo ha preso a lavorare il lunedì successivo (al venerdì in cui ci siamo incontrati).

Un consiglio che mi diede una persona che conobbi sull’isola nell’agosto del 2017: se vieni qui con la mentalità del “so fare un po’ di tutto, qualcosa da fare lo trovo”, fai prima a farti la tua vacanza e tornare in Italia di corsa, hai già finito prima ancora di cominciare. Se, invece, hai un’idea da sviluppare e pensi di sapere come metterla in pratica, allora sì, è relativamente facile trovare lavoro.

Quali sono i settori in cui ci sono più possibilità di trovare un impiego?

Come dicevo, il settore della ristorazione e dell’hosteleria in generale (essendo legati al turismo) vanno molto forte, e si trova impiego in svariati settori. Dipende anche dalle abilità e dalla voglia di rimboccarsi le maniche che uno ha.

Che consigli daresti a chi, invece, vorrebbe avviare un’attività propria?

Consiglirei semplicemente di farlo. Contare di avere le “spalle coperte” per almeno un anno, diciamo che, vivendo senza grandi pretese, avere almeno un budget di 20.000 € per sopravvivere il primo anno.

Ci sono una serie di passi burocratici da fare per arrivare a “essere imprenditore”, ma non è niente che non si possa sbrigare in una mattinata (volendo fare tutto di fretta, io ci ho messo tre giorni perché me la sono presa comoda).

Quali sono, secondo te, i passi da per vivere e lavorare a Gran Canaria?

Ottenere il NIE è la base per tutto. Poi cercare casa e lavoro. Una volta avuti questi capisaldi ci dev’essere un’idea sottostante da sviluppare. Come vedete dal mio percorso ci sono margini di manovra e miglioramento, però sempre avendo le idee molto chiare su dove si sta andando.

Abiti lì dal 2017, in tutti questi anni hai visto dei cambiamenti (sia positivi sia negativi)?

Purtroppo, ma penso che sia comune a molti posti del mondo, c’è uno spartiacque che sono stati il 2020 e il 2021 con i noti fatti accaduti in tutto il mondo.

Dicevano che “ne saremmo usciti migliori”, ma in questo ho notato una specie di peggioramento. Adesso che la pressione dovuta alla pandemia sta finalmente scemando la gente torna a essere cordiale e calorosa, c’è stato un periodo in cui c’era meno “lato umano” e vedevo la gente impaurita e spaventata, più che semplicemente arrabbiata.

Gran Canaria attira molti turisti. Dai qualche consiglio ai nostri lettori per visitare posti che reputi molto belli ma non ancora scoperti dal turismo di massa…

Forse non tutti sanno che il centro dell’isola è pieno di sentieri ed è il Paradiso del senderista. Ancora oggi, dopo cinque anni di vita sull’isola, ci sono angolini nascosti che scopro meravigliandomi, e zone che non ho visitato. Certamente i posti migliori sono nel centro dell’isola e assolutamente fuori dalle zone turistiche del Sud.

Come sei stato accolto dalla gente del posto?

Benissimo! Data la connessione che sento con questa terra, ho sempre avuto un certo timore reverenziale nei confronti dei locali e molte volte mi sono ritrovato a desiderare di “essere uno di loro”.

Inoltre, dopo il divorzio ho conosciuto una donna del posto (“autoctona” come dice lei) con cui sono felicemente fidanzato da anni e che mi ha introdotto ancora di più nel tessuto sociale canario.

È anche vero che qui alle Canarie si fa molto la vita “come al Sud Italia” (o almeno come al Nord pensano che sia la vita al Sud Italia), quindi il passaggio è stato quasi inavvertito.

Ti piacerebbe rimanere a vivere a Gran Canaria “per sempre”?

L’intenzione è quella: aspetto il 2027 per poter richiedere la cittadinanza spagnola, se ci fosse quella canaria la chiederei!

Condividi un detto popolare di Gran Canaria che per te ha un significato importante…

Non ha un significato importante in sé però mi piace l’espressione “se me fue el baifo”, che corrisponde abbastanza al detto italiano “mi è uscito di mente”. Essendo una persona che sta dietro a molte cose contemporaneamente, ho detto spesso nella mia vita “scusa, mi è uscito di mente”, e qui posso fare lo stesso.

Per seguire o contattare Nicola:

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E-mail: evanmac@taller42.org