Vivere a Cipro aprendo un’attività commerciale

MariaTeresa Murgia vive a Cipro dal 2009; suo marito già lavorava sul posto ed era stanco dei continui spostamenti, così quando la loro figlia ha terminato la scuola elementare, hanno colto l’occasione e hanno deciso di trasferirsi definitivamente sull’isola.

Attualmente Maria Teresa si occupa di importare vini italiani e nel 2014, ha aperto un ristorante pizzeria italiano.

MariaTeresa Murgia vive a Cipro dal 2009

Maria Teresa, ormai sono otto anni che vivi a Cipro. Quali sono gli aspetti positivi e quali quelli negativi del luogo in cui vivi?

Tra gli aspetti positivi c’è senza dubbio una migliore qualità di vita. Riesco facilmente ad organizzare la mia vita, educare i figli e gestire il lavoro e tutto il resto. Tra gli aspetti negativi c’è senza dubbio la dimensione dell’isola. Cipro infatti è molto piccola e la scarsità degli eventi culturali organizzati e promossi.

Di cosa ti occupavi in Italia?

In Italia facevo l’avvocato, qui importo vini italiani di piccoli produttori e ho aperto nel 2014, all’interno del mercato coperto di Ayios Antonios, un ristorante pizzeria italiano. Importiamo dall’Italia, oltre al vino, anche parecchi ingredienti per preparare le pizze. Offriamo quindi prodotti di eccellenza alla nostra clientela. Non ho riscontrato grandi difficoltà da un punto di vista burocratico nell’avvio della nostra attività, al contrario è stato tutto molto più snello e semplice rispetto all’Italia.

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Cipro per molti o per pochi?

Dipende molto da cosa uno cerca. Può offrire molto anche da un punto di vista lavorativo, ma dipende sempre dal campo in cui si vuole investire. Potrebbe essere più semplice per i pensionati, perchè pare che sia più vantaggioso vivere qui per le tasse molto basse.

Quali sono le principali differenze che hai riscontrato tra l’Italia e Cipro?

In Italia la cultura è un bene diffuso; qui assolutamente no. La mentalità italiana è molto più aperta, anche se devo dire i ciprioti riescono a risolvere i problemi più velocemente perchè più pratici.

Quello che manca parecchio è la professionalità nel fare le cose, nel volersi migliorare, questo lo riscontro ogni giorno soprattutto sul posto di lavoro.

A Cipro poi conta solo il prezzo e non la qualità; l’opposto di quanto avviene in Italia, dove ogni giorno, specie nel mio campo, si lavora su questo: la qualità prima di tutto. Qui c’è un’invasione di Burger restaurant, a discapito, ad esempio, delle tradizionali taverne greche, che sono diventate molto difficili da trovare. Inoltre, stiamo vivendo un’invasione di Ocean basket, Mc Donald’s e KFC, che vanno a snaturare l’impronta dell’isola.

In quali condizioni versa il mercato del lavoro sull’isola?

Molti giovani sono andati via. Personalmente non ho una gran fiducia nel futuro immediato. Aprono una marea di negozi, wine-bar, ristoranti e dopo pochi mesi chiudono: insomma, s’improvvisano imprenditori, pagandone poi le conseguenze.

Qual è il bilancio di questi 8 anni di permanenza sul posto?

Positivo da un lato, soprattutto per quel che riguarda l’organizzazione della vita familiare; ma negativo dall’altro: pensavo che con gli anni ci sarebbero stati miglioramenti a tutti i livelli, ma così non è stato, almeno fino ad oggi.

Quali sono i tuoi progetti futuri?

Tornare per lunghi periodi nella mia amatissima Bologna per occuparmi di cose a cui tengo molto, la mia casa e i miei amatissimi amici.

mariatere.murgia@gmail.com

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A cura di Nicole Cascione