Luca e il Project Kasi

A cura di Nicole Cascione

Project Kasi è un’organizzazione senza scopo di lucro fondata a Città del Capo, in Sudafrica, che ha come mission quella di dare ai giovani l’opportunità di espandere le proprie abilità sociali e sviluppare talenti attraverso lo skateboard e lo sport.

L’organizzazione è stata fondata da Theo Poswayo, un residente di Nyanga, e il progetto Kasi si avvale della collaborazione di 4 persone con competenze differenti, con un solido background nello sviluppo sociale e nello sport.

Tutte con un obiettivo comune: far crescere questo progetto e raggiungere il maggior numero possibile di bambini.

Luca Pantani, uno dei componenti del progetto, ce ne parla nella seguente testimonianza.

Luca Pantani e il suo Project Kasi

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Sono originario di Savignano sul Rubicone, ma gli ultimi dieci anni (In Italia) ho vissuto a Cesenatico, dove lavoravo nel campo della ristorazione. Avevo un locale chiamato Caffè Live, preparavo colazioni, feste, aperitivi e tanto altro. Sicuramente una vita appagante dal punto di vista professionale, ma altrettanto stressante.

Tra le mie passioni più grandi c’era il kitesurf, così un anno decisi di andare in Sudafrica per una vacanza e in quell’occasione scoprii il paradiso in terra: c’era vento per il kitesurf e si poteva fare surf da onda tutti i giorni, in più Cape Town aveva le caratteristiche di una bellissima città europea. Così maturai la decisione di trasferirmi sul posto.

Attorno al 2013 vendetti tutto e mi trasferii da solo a Città del Capo, dove incontrai altri ragazzi di Cesenatico, assieme ai quali cominciai a gestire una trattoria romagnola che si chiama “Trattoria The Cousins”, dove viene servita pasta fatta a mano.

Un cambio di vita notevole. Facevo il lavoro che amavo e contestualmente coltivavo le mie passioni, potevo quindi ritenermi più che soddisfatto di come stava andando la mia vita. Nonostante le difficoltà affrontate, finalmente era andata nella direzione che volevo e di questo ne ero molto felice.

Nel 2018 conobbi mia moglie, sudafricana, una storyteller professionista che aiuta la gente a raccontare le proprie storie di vita. Lavorava con alcune associazioni di beneficenza e in un’occasione mi presentò Theo, che insegnava ad alcuni bambini a fare skate in un parcheggio.

Mi innamorai subito di questa persona dal cuore enorme che aveva l’obiettivo di salvare più bambini possibili dai rischi delle strade, dalle gang e da un futuro che li avrebbe portati inevitabilmente alla criminalità o addirittura anche a perdere la vita.

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Luca Pantani e il suo Project Kasi

Un bellissimo progetto che mi catturò immediatamente e che decisi di condividere. La vita mi stava dando tanto ed io volevo ricambiare, offrendo il mio aiuto a chi ne aveva più bisogno.

Così, insieme ad altre quattro persone, abbiamo deciso di portare avanti Project Kasi, la cui mission è quella di tenere i bambini dai 4 fino a 10/12 anni, lontani dalle baraccopoli sudafricane e dai pericoli ai quali giornalmente sono esposti, con l’insegnamento dello skateboard.

La maggior parte di questi ragazzi, infatti, ha famiglie inesistenti. Tra i casi più disparati, parliamo di abusi o genitori con dipendenze, sicuramente figure deboli nella loro vita. Così il nostro progetto cerca di diventare per loro un punto di riferimento. Noi con i nostri istruttori siamo lì per ascoltarli e farli divertire.

Durante le nostre lezioni, che si svolgono giornalmente in diversi centri, parliamo con i ragazzi, li invitiamo ad aprirsi, a condividere le loro emozioni, a raccontare i problemi che affrontano ogni giorno, poi si fa skate. Si allenano, si esercitano e perfezionano le loro manovre.

Lo skate è uno strumento fantastico perchè, per poter chiudere una manovra, i bambini devono provarci e riprovarci, cadere e rialzarsi, fino a quando non riescono a chiudere la manovra sognata.

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Luca Pantani e il suo Project Kasi

Per loro diventa un obiettivo da raggiungere, la disegnano nei compiti, diventa quasi un’ossessione che arriva a distrarli da tutti gli altri problemi, li aiuta a pulire la mente. Le scuole che ci hanno contattato sono molto contente dei risultati ottenuti dai nostri ragazzi e ci spingono a continuare.

Sono passati due anni dal giorno in cui tutto ha avuto inizio, due anni in cui siamo cresciuti notevolmente.

In Project Kasi io rappresento la comunità italiana e mi piacerebbe che questo nostro progetto venga condiviso e abbracciato da più persone, così da poter salvare sempre più bambini da una vita disastrata.

Per poter aderire e soprattutto per poter fare una donazione, consultate il nostro sito internet www.projectkasi.com o scriveteci una mail a info@projectkasi.com