Liala: amo Lanzarote perchè qui posso essere me stessa

A cura di Maricla Pannocchia

Forse da piccola Liala, originaria di Piombino, piccolo paese della Toscana, non si sarebbe mai immaginata in qualità di “madre” per tante creature in difficoltà.

Eppure, dopo essere andata in vacanza a Lanzarote con l’ex compagno, e una volta finita la storia d’amore, la donna si è resa conto di non voler lasciare quella meravigliosa isola.

Nonostante le difficoltà, prime fra tutte quelle causate dalla pandemia da Covid-19, che l’hanno lasciata senza lavoro, Liala non si è persa d’animo e, grazie alla piattaforma Workaway, che mette in contatto host e volontari, ha aperto le porte della sua casa a volontari da tutto il mondo che, in cambio di vitto e alloggio, l’aiutano a gestire il santuario.

Già, il santuario… è qui che gli animali in pericolo o gravemente feriti non solo trovano affetto, cibo e coccole ma spesso vengono letteralmente strappati alla morte.

Con una bontà d’animo fuori dal comune, Liala si rende conto che, quando viveva in Italia, “ero molto più schiava dell’immagine, di come dovevo vestirmi, eccetera” mentre adesso, nella sua Lanzarote, si sente libera come il vento.

LIALA MILIARDI LANZAROTE

Ciao Liala, raccontaci qualcosa di te. Chi sei, da dove vieni…

Ciao, sono Liala, ho 41 anni e vengo da un piccolo paese della Toscana, Piombino. Ho sempre lavorato nel turismo, principalmente nel settore degli hotel e direzione di hotel.

Cosa ti ha spinta a lasciare l’Italia?

Ho sempre amato viaggiare e, anche prima di arrivare qui a Lanzarote, ho vissuto e lavorato in molti Paesi. L’estero mi ha sempre offerto posti di lavoro migliori e più remunerati rispetto all’Italia.

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Come hanno reagito amici, parenti e conoscenti davanti a questa tua scelta?

Erano tutti abituati all’idea di vedermi viaggiare ma credo non si sarebbero mai aspettati che mi sarei stabilita a Lanzarote.

Come sei finita proprio a Lanzarote?

Questa é una storia lunga. Il mio ex compagno ed io venimmo a Lanzarote in vacanza quasi 20 anni fa e lui s’innamorò dell’isola. Una volta rientrati, lui era come ossessionato dal venire a vivere a Lanzarote. Io onestamente avrei preferito altre mete ma la sua voglia era così forte che mi lasciai trascinare. I primi anni non mi piaceva vivere qui ma quando la mia storia d’amore con lui è terminata mi sono accorta che amavo follemente quest’isola e decisi di rimanere.

Cosa ti ha conquistata del posto?

Lanzarote ha un clima invidiabile, dei paesaggi mozzafiato e una natura forte e selvaggia. Inoltre, amo la semplicità della vita di qua. Una semplicità che lascia la piena libertà di essere chi siamo, senza paura di giudizi o esclusioni.

https://www.isoladilanzarote.com/

Come sei stata accolta dai locali?

La prima accoglienza non é Stata delle migliori. Quando sono arrivata qui, 10 anni, i pregiudizi delle persone del posto verso gli italiani erano molto forti. Ad oggi ammetto che non vivo più questa differenza, anche perché l’isola é piccola e tutti sanno chi sono, come sono e che cosa faccio.

Cosa avresti voluto sapere prima del trasferimento?

Non ci sono delle cose che avrei voluto sapere prima della partenza. In fondo tutto é frutto delle esperienze personali e tutti noi abbiamo avuto un cammino diverso sull’isola. Forse oggi ci sono alcuni problemi che non esistevano al mio arrivo e che le persone che si vogliono trasferire qua dovrebbero sapere. Per esempio, gli affitti non sono né economici né facili da trovare.

Hai preso una casa nel deserto, in pessime condizioni, per restaurarla ma poi sono sorti dei problemi. Ce ne puoi parlare?

Ho preso la casa prima del periodo Covid-19. Era una casa in stato di abbandono in mezzo al deserto dove le reti dei servizi non arrivano. L’idea era ristrutturarla con i soldi del mio stipendio e creare un piccolo agriturismo. Dopo poco, è scoppiata la pandemia da Covid-19, che ha cambiato i miei piani. Ho perso il lavoro fisso in un hotel e mi sono ritrovata sola, senza entrate economiche e in mezzo al deserto con una casa dove dalle 19 non avevo più energia elettrica.

Puoi raccontarci come sei riuscita ad affrontare queste difficoltà?

Nel primo periodo, sentendomi impotente e spaventata per via della pandemia, sono andata a Tenerife come volontaria a favore delle persone danneggiate dal virus. Pensavo che tutto si sarebbe risolto con i 15 giorni del lock-down e volevo dedicare questo tempo ai più sfortunati. Dopo un mese, mi sono resa conto che il problema sarebbe durato a lungo e che sicuramente non avrei più avuto il mio lavoro. Scoraggiata e impaurita sono rientrata in Italia con un volo Neos e ho fatto la stagione estiva in Italia. Ogni giorno la nostalgia di Lanzarote, di quel luogo che ormai chiamavo “casa”, era sempre più forte, fino a che ha preso il sopravvento. Allora, ho comprato un auto e ho cominciato il viaggio di ritorno. Una volta rientrata nella mia “casa” ho pensato di aver fatto una pazzia. Era venerdì 13 novembre e stavo pensando che tutti i miei sogni erano terminati. Decisi di sedermi sotto le stelle e mi misi a guardare la costruzione che sarebbe dovuta essere la mia casa e il mio progetto. Ho cominciato a immaginarla, ho visto i miei sogni prendere consistenza e mi ricordai di una piattaforma che mi avevano consigliato: Workaway. M’iscrissi e il 1 dicembre aprii le porte al mio primo volontario e cominciai a costruire “La casa de las estrellas”. Le camere ormai erano destinate ai volontari e quindi L’idea dell’agriturismo fu totalmente abbandonata. In cambio, cominciai a ricevere molte richieste di aiuto per animali in cattive condizioni. Il passo perché la casa diventasse un santuario per animali è stato breve.

LIALA MILIARDI LA CASA DE LAS ESTRELLAS LANZAROTE

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Hai mai pensato di mollare tutto?

Ho pensato di mollare tutto e effettivamente ho preso un volo della Neos e sono rientrata in Italia per qualche mese. Dopo un periodo, però, ho sentito il bisogno di rientrare a Lanzarote. Mi sono seduta sotto il cielo stellato a guardare la casa. É stato li che é nato il progetto.

Il cambiamento è avvenuto con la scoperta della piattaforma Workaway, di cosa si tratta?

La piattaforma Workaway é una pagina Internet dove da un lato s’iscrivono le persone che hanno un progetto e dall’altro s’iscrivono persone che desiderano viaggiare in modo differente, facendo volontariato In cambio di vitto e alloggio. I volontari lavorano al progetto e hanno l’opportunità di visitare e conoscere l’isola con occhi differenti rispetto a quelli di un semplice turista.

Cosa puoi raccontarci delle esperienze che hai avuto accogliendo i volontari che ti hanno aiutata a sistemare la casa?

Attualmente accolgo 5 persone meravigliose e le esperienze che ho avuto sono al 90% più che positive. É un metodo di crescita reciproco. Si formano dei legami che durano tutta la vita e molti di loro tornano per ripetere l’esperienza.

Qual è il procedimento da fare per chi volesse venire a fare volontariato con te?

Per fare volontariato da me occorre contattarmi attraverso la piattaforma Workaway o attraverso una simile, Worldpackers, e cominciare il processo di selezione. Non si richiedono grandi conoscenze o esperienza ma solo una grande empatia per tutti gli animali. Sono fermamente convinta che solo con l’amore si può fare questo tipo di volontariato ed é per questo che seleziono nei miei volontari. Lo spirito di adattamento é Inoltre fondamentale perché vivere nel deserto non é affatto semplice. Le persone che rispondono a questi criteri generalmente portano a casa un’esperienza unica. Passando del tempo insieme ci arricchiamo a vicenda e viviamo in armonia, come in una famiglia, dove i soldi non sono contemplati e dove gli unici valori sono amore e cooperazione.

LIALA MILIARDI LA CASA DE LAS ESTRELLAS LANZAROTE

Hai fondato un’associazione di protezione animali, come si chiama?

Sì, essa si chiama “La casa de las estrellas”, nome inspirato dal cielo che ogni notte ci accompagna.

Di cosa si occupa precisamente?

Ci occupiamo di aiutare animali in pessime condizioni, dal futuro già segnato. Animali malati o destinati al sacrificio.

È possibile sostenerla?

È possibile sostenerci in varie maniere, dalla più classica ovvero la donazione in denaro, alla donazione di oggetti e vestiti per I nostri mercatini, cibo per animali o asciugamani e coperte. Inoltre si può adottare a distanza un animale e, con una piccola quota mensile, aiutare uno degli abitanti del santuario. Abbiamo anche un piccolo negozio Facebook e organizziamo eventi e passeggiate con le capre. Adesso, per esempio, stiamo organizzando un brunch vegetariano con le capre per il 16 dicembre.

Ci sono delle storie di animali che hai aiutato che ti sono rimaste particolarmente nel cuore?

Ce ne sarebbero migliaia… al momento accogliamo più di 130 animali e, in 1 anno e mezzo, ne abbiamo salvati più di 300. Tuttavia, le due che potrei raccontarvi sono quelle di Betty ed Elizabeth. Betty era una capra anziana e malata. Ricevetti una telefonata a tarda sera. Una capra era stata abbandonata in mezzo al deserto in cattive condizioni fisiche e assetata. Localizzarla al buio in mezzo ai dirupi dei vulcani non fu semplice. Non riesco a descrivere a parole la sensazione di quando i nostri sguardi si sono incrociati al lume di una lanterna nell’oscurità della notte. Mi sono avvicinata, l’ho presa in braccio e lei si è abbandonata fiduciosa. I suoi giorni erano ormai arrivati al termine ma é stato un onore per me accompagnarla nell’ultimo tratto della sua vita per liberarla dalla paura, dalla fame e dalla sete.

L’altro caso ha ricevuto una certa attenzione mediatica. Il protagonista è un cucciolo di cane tirato nel bidone dell’immondizia nell’isola della Graziosa con il cordone ombelicale ancora attaccato. Elizabeth è arrivata a “La casa de las estrellas” disidratata e ipotermica. Grazie al nostro pronto intervento e a 10 giorni di turni per mantenerla in vita con la respirazione artificiale e con una somministrazione costante di latte in biberon oggi è una cagnolina felice e sana.

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LIALA MILIARDI LA CASA DE LAS ESTRELLAS LANZAROTE

Com’è la tua vita quotidiana?

La mia giornata é piena e con poco riposo. Mi alzo presto, organizzo il lavoro dei volontari, puliamo e diamo da mangiare agli animali. Molto spesso rispondo alle emergenze, mi reco dal veterinario e dedico tempo agli abitanti del santuario. Ritaglio momenti per raccogliere le donazioni e per organizzare i mercatini di seconda mano e gli eventi per raccogliere fondi. Tre volte a settimana esco in escursione con le nostre capre e I turisti che partecipano alla nostra esperienza del trekking tra I vulcani.

Quali sono, secondo te, le differenze, e quali i punti in comune, fra lo stile di vita a Lanzarote e quello in Italia?

Punti in comune onestamente non ne vedo molti. Quando vivevo in Italia mi sentivo molto più schiava dell’opinione sociale, del dovermi vestire in un certo modo, di dover far sempre caso all’apparenza e del dover prestare molta attenzione all’immagine di me. Qua sento di poter essere me stessa, mi sento libera di vivere secondo I miei valori e le mie priorità senza paura di essere esclusa o giudicata. Forse i punti in comune possono essere la buona cucina e le comodità tipiche delle nazioni europee.

Pensi di rimanere a vivere lì per sempre?

Per adesso non riesco a immaginare nient’altro che possa rendermi più felice quindi credo di sì.

Progetti per il futuro? Non mi piace fare progetti… la vita si é incaricata di insegnarmi che l’unico progetto che valga la pena é essere sempre aperti al cambiamento e alle opportunità.

Per contattare e seguire Liala, ma anche per supportare il suo santuario:

Instagram: https://www.instagram.com/la_casa_de_las_estrellas/

Facebook: https://www.facebook.com/casadelasestrellaslanzarote/

Sito web: https://www.casa-de-las-estrellas.org/

E-mail: casadelasestrellaslanzarote@gmail.com