Fiorlisa: consiglio a tutti di adattarsi a un nuovo Paese
A cura di Maricla Pannocchia
La piccola Fiorlisa guardava il paesaggio al di là della finestra della sua cameretta. Cresciuta in un paesino di montagna in Piemonte, sin da bambina Fiorlisa è stata avvolta nel patriottismo. Il padre era stato prigioniero politico nel campo di concentramento di Dachau e, anche se ne parlava raramente, la sua esperienza ha installato in lei e nella sorella un profondo amore per la patria.
Anche lo zio, il fratello della mamma, era stato molto attivo in politica e, durante la Seconda Guerra Mondiale, è stato comandate partigiano. Fiorlisa ha trascorso gran parte dell’infanzia in solitudine, perché non c’erano molte altre bambine dalle sue parti. In più, i genitori non erano particolarmente propensi a farla uscire per giocare con le altre, quindi, la sorella è diventata la sua più cara amica. Le due bambine giocavano assieme in cortile e, spesso, anche i maschietti del vicinato si univano a loro.
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Nonostante siano nate e cresciute in montagna, Fiorlisa e la sorella amavano il mare, che potevano vivere ogni anno, d’estate, dagli zii a Chiavari (in Liguria). Una volta, le due bambine sono andate in colonia con un programma statale che si teneva a Sestri Ponente, sempre in Liguria. Crescendo e vedendo i genitori gestire il loro banco mobile al mercato, Fiorlisa ha iniziato a sviluppare un certo interesse per l’imprenditorialità e, sotto consiglio del padre, ha deciso di iscriversi all’istituto di ragioneria. In realtà, il suo sogno era quello di diventare avvocato o giornalista e d’imparare le lingue straniere.
Ottenuto il diploma, Fiorlisa si è resa conto che il suo desiderio di viaggiare non si era sopito, tutt’altro. Nel 1982, dopo la morte del papà, Fiorlisa si è trasferita in un piccolo paese in Germania, Durach, a due ore da Monaco di Baviera, in veste di ragazza alla pari. Quell’esperienza le ha permesso di trascorrere 14 mesi con una famiglia tedesca, imparando la lingua e occupandosi dei bambini.
L’anno successivo, Fiorlisa ha deciso di andare negli Stati Uniti per imparare l’inglese. Non appena ha messo piede sul suolo statunitense, la ragazza ha capito che il suo futuro sarebbe stato proprio lì. Anche il fato ha giocato la sua parte, facendole conoscere “per caso” il suo futuro sponsor per la Green Card, mentre era a Manhattan da un’amica.
È passato molto tempo da allora e Fiorlisa ormai vive negli Stati Uniti da 42 anni. La donna ha abitato a Greenwich, CT, per circa 20 anni, per poi acquistare un appartamento a Stratford, sempre in Connecticut, e poi un altro a Thomaston. Fiorlisa ha vissuto anche una parentesi di due anni a Brooklyn ma ha scoperto che la vita in città non fa per lei e che preferisce i villaggi o le cittadine, in cui la quotidianità è semplice e fare amicizia è più facile. Quando ha vissuto a Los Angeles, per esempio, Fiorlisa non era felice. In altre cittadine della California, come Fresno, invece, la vita era più a misura d’uomo.
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Dopo 15 anni trascorsi a lavorare a New York, quindi, la donna ha accolto con piacere il cambio di vita datole dal trasferimento in Connecticut. Da qualche mese, Fiorlisa vive a Naugatuck.
Il cambio di vita affrontato da Fiorlisa non è stato facile. Quando ha deciso di partire per gli Stati Uniti, la famiglia non ha preso molto bene la notizia, soprattutto la sorella, alla quale era molto legata. Questa era già sposata con un pugliese che, al tempo, era molto abusivo e le impediva di mantenersi in contatto con lei, dicendole che il telefono costava troppo. La mamma conosceva le ragioni dietro il trasferimento di Fiorlisa, date dal bisogno di vivere in un modo che, in Italia, non sarebbe stato possibile per una giovane donna come lei. Gli amici e le amiche l’hanno incoraggiata molto e, al giorno d’oggi, Fiorlisa è molto legata a tre amiche di quei tempi. Quando va in Italia, le incontra e passano dei bei momenti insieme.
La vita negli Stati Uniti è sempre stata diversa da quella del paesino in Italia in cui Fiorlisa è nata e cresciuta. Lì è possibile esprimere le proprie opinioni e vivere il cosiddetto “sogno americano”. Il cambiamento più grande, per Fiorlisa, è stato l’arrivo della tecnologia che ha portato più solitudine, la manipolazione delle notizie da parte dei giornalisti che cercano d’influenzare il pubblico, il calo morale dei programmi televisivi, l’aumento degli episodi di bullismo… Negli ultimi anni, Fiorlisa ha sentito molti pregiudizi che, quando è arrivata (e la tecnologia non c’era), erano meno evidenti o proprio non esistevano.
Un momento molto importante nella vita di Fiorlisa è stato quando, nel 1996, ha avuto un’esperienza personale con Dio, che l’ha spinta a diventare evangelica. Nel 2009, poi, è diventata missionaria con un’organizzazione non-denominational, che si chiama YWAM. Questo l’ha portata a viaggiare molto, spesso con i giovani.
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Il costo della vita negli Stati Uniti è aumentato molto da quando Fiorlisa vi è arrivata più di 40 anni fa. In passato, era facile comprare direttamente dalle fattorie mentre ora i consumatori sono molto più limitati nelle loro scelte sugli acquisti diretti. I mercati locali esistono ancora ma i centri commerciali sono molto più diffusi. Di conseguenza, i produttori locali sono costretti ad alzare i prezzi. Nonostante questo, Fiorlisa ha speranza per il futuro perché vede sempre più giovani che vogliono imparare a svolgere attività manuali.
La vita negli Stati Uniti ha insegnato molto a Fiorlisa, per esempio, che la libertà ha un prezzo ma va difesa a ogni costo. Ancora, la donna ha appreso che, se essere accettati è importante, accettare per primi la cultura di un nuovo Paese lo è ancora di più. Ci sono anche degli aspetti difficili della vita negli Stati Uniti, come quelli riguardanti la sanità. Fiorlisa è con Medicare e lo paragona all’esperienza di essere in Italia con la mutua. Inoltre, la donna vede diversi problemi nel sistema welfare, sostenendo che il permettere a un immigrante illegale di andare negli Stati Uniti e avere un figlio che diventa automaticamente cittadino americano ha creato un debito enorme e un sacco di problemi agli immigrati che, come lei, hanno scelto le vie legali.
Fiorlisa ricorda di aver fatto la gavetta per poter poi ottenere la Green Card, ha imparato l’inglese e si è sottomessa alle leggi federali e statali. Pur amando la cultura italiana, Fiorlisa ha imparato che la vita negli Stati Uniti è diversa da quella nel suo Paese di origine e lo ha accettato. Molti italiani negli USA, invece, si lamentano di tutto perché vorrebbero che ogni cosa fosse come in Italia. Per questo, Fiorlisa consiglia, a chi sogna un trasferimento negli Stati Uniti, di cominciare sin da subito ad adattarsi alla vita nel Paese. Se una persona vuole mantenere il mindset italiano, allora Fiorlisa le suggerisce di rimanere in Italia e cercare di migliorare la situazione lì. Con questo, la donna non vuole dire di dimenticare l’italiano o la propria cultura ma, semplicemente, di inglobare anche gli aspetti della vita negli Stati Uniti.
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Un altro suggerimento che Fiorlisa si sente di dare a chi aspira a trasferirsi negli USA è di cominciare a cercare un alloggio il prima possibile. Ai turisti invece Fiorlisa consiglia di esplorare Manhattan, che ha molto da offrire, ma di spostarsi poi anche nei paesini e nelle cittadine intorno a New York. Altri luoghi interessanti sono la California – che non è solo Los Angeles o San Francisco -, il Nevada e l’Arizona.
Guardando al passato, Fiorlisa è soddisfatta della sua vita ma cambierebbe una cosa: si arruolerebbe nell’esercito americano (nella Marina). Quello è un ottimo modo per imparare diversi mestieri e anche per studiare. In seguito, aprirebbe una propria impresa.
In realtà, adesso Fiorlisa ha una ditta di pulizie tutta sua e quando, fra due anni, andrà in pensione, desidera dedicarsi di più ai suoi progetti artistici, come la decorazione e creazione di oggetti con il peyote stitch che ha imparato dagli indiani aborigeni americani. Un altro obiettivo è quello di esplorare sempre di più gli Stati Uniti.
Per seguire e contattare Fiorlisa:
Instagram: gigia1960
E-mail: Fiorlisa.bracco107.23@gmail.com
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