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Century 21


IL VIAGGIO (VIAGGIARE APRE LA MENTE)

31/1/2011



Viaggio, dal latino viaticum che stava ad indicare ciò che era necessario portarsi dietro per mettersi in cammino. Il rapporto dell'uomo con il viaggio è qualcosa che ha riempito milioni di pagine di libri, racconti, diari. Mettendo in luce significati diversi legati ad esso: la scoperta, la conoscenza di altri popoli e di se stessi, una prova richiesta dagli dei. Paura, gioia, timore, curiosità; quante emozioni legate al viaggio, quante sollecitazioni ad aprirsi all'ignoto. "Fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza". Dante, nella Divina Commedia dona al viaggio tutta la sua portata di apertura mentale, di abbandono, per poco o tanto tempo, di abitudini e chiusure al nuovo.

E poi London, Stevenson, Salgari, Conrad per citare solo alcuni autori che hanno fatto del viaggio una materia di memorabili sogni ad occhi aperti per tanti di noi. A volte anche per loro stessi. Salgari scrisse i suoi libri sulla Malesia senza muoversi dalla sua stanza testimoniando così un bisogno profondo di andare altrove, anche quando non lo si può assecondare fisicamente.

Viaggiare apre la mente

Viaggiare è spostarsi nel tempo oltre che nello spazio, è scoprire luoghi fermi a epoche quasi remote, è vedere vestigia di tempi lontanissimi, è ammirare spazi naturali su cui il tempo ha disegnato mutamenti profondi. Forse per questo Cabrera Infante diceva che: "La geografia è più importante della storia perché la contiene".

Oggi viaggiare è diventato molto più facile, spesso portando a confondere il viaggio con lo spostamento. Ma se il primo contiene e presuppone il secondo, non è detto che avvenga l'inverso. Il viaggio cambia qualcosa. Proust diceva: "Il vero viaggio di scoperta non consiste nel trovare nuove terre ma nel trovare nuovi occhi". E questo dice molto sul viaggio come apertura mentale, come possibilità che ci si da di svestirsi dei soliti modi di pensare.

Viaggiare apre la mente

Oggi il poter fare viaggi è diventata un'esperienza più democratica, alla portata di molte più persone anche grazie ai costi più contenuti degli spostamenti aerei per esempio. Compagnie come Easyjet o Ryanair dando vita al fenomeno del così detto low cost, hanno reso possibili tariffe sempre più invitanti. Via via altre compagnie aeree si sono aggiunte dando al turista e al viaggiatore un'offerta sempre più ampia e variegata. Anche la nostra Alitalia e le altre compagnie tradizionali si sono dovute adeguare per competere con i voli low cost delle compagnie a basso costo. Ai voli si sono poi aggiunti pacchetti più articolati che includevano i pernottamenti e il noleggio di macchine. Si potrà obiettare che tutto ciò ha dato anche vita al turismo di massa, con le ricadute che conosciamo. Vero, però è altrettanto vero che tutto ciò ha dato la possibilità di viaggiare a persone che, diversamente, non lo avrebbero mai potuto fare. Come poi una persona affronta il viaggio, che bagaglio umano ne riporta a casa è un altro discorso. È però innegabile che la facilità e l'economicità degli spostamenti abbia dato a molte persone la possibilità di diventare viaggiatori. Che poi lo siano diventati è cosa che non dipende da chi si occupa di turismo.

Viaggiare apre la mente

Il viaggio comincia con la preparazione di esso, anzi ancora prima; con l'idea del viaggio. Vagliare le possibili destinazioni, sceglierne una, consultare le guide della meta prescelta, sdraiarsi sul pavimento di casa con la cartina per studiare un possibile itinerario; tutto ciò è già il viaggio. Perché proprio quella meta? Cosa risuona in noi, cosa ci ricorda, che aspettative mette in gioco? E siamo già in movimento con la testa. E con le dita. Sulla tastiera di un computer. La rete ha dato un ulteriore impulso al viaggiare. La possibilità di raccogliere centinaia di informazioni in pochi minuti sugli aspetti logistici del viaggio, di sbrigare in poco tempo le operazioni più prosaiche, ha trasformato quasi in un gioco quegli aspetti pratici non sempre seguiti con piacere da chi si mette in viaggio: scegliere l'itinerario, trovare gli orari di aerei e treni, dove dormire, a quanto? Adesso è tutto più semplice e quasi divertente.

Che si viaggi per piacere, per lavoro, per amore, per inseguire un sogno o perché un sogno si è infranto, è sempre qualcosa che introduce nella mente il cambiamento e il movimento. Bisogno, desiderio o necessità è bello pensare di darsi la possibilità di sorprendersi, di aprirsi a percezioni nuove, di perdersi e, perché no, di confondersi e mescolare le carte. Quando la mente viaggia i ricordi si mettono a giocare sbarazzini, le immagini si sbizzarriscono per non sbiadire e noi ci sentiamo più recettivi. E il bello del viaggio è ricostruirlo poi nella mente come preferiamo, senza una logica apparente e senza sentirci costretti a riviverlo nell'esatto ordine in cui lo abbiamo fatto. Perché, come scriveva Benjamin Disraeli: "Come tutti i viaggiatori ho visto più di quanto ricordo e ricordo più di quanto ho visto."

A cura di Geraldine Meyer







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