La storia di Maurizio, che sogna di diventare meccanico di moto

Alessandro Luongo

Maurizio Ortiz, 42 anni, residente a Milano, le ha provate tutte per rimanere in Italia e gestire una piccola attività. Ma non ci è riuscito. Per colpa della recessione. In compenso sta imparando un mestiere che gli permetterà di cambiare vita in Ecuador, dove è nato e ha deciso di tornare, nel 2014. Diventerà meccanico di moto, il suo sogno da ragazzo. “Mi ha sempre affascinato la meccanica delle moto e delle auto in generale” racconta; “da piccolo costruivo macchinine a scoppio, aerei, elicotteri”. Nel 2002 arriva a Milano e sbarca il lunario come muratore, lavapiatti, cuoco; mette da parte un gruzzoletto e inizia a gestire un’edicola in Corso Buenos Aires; ma l’attività, con il crollo delle vendite dei giornali e la crisi, va a ramengo. La cede nel 2011. Dopo aver sgobbato anche per un’impresa di pulizia, diventa custode di un condominio in corso di Porta Romana, sempre nel capoluogo lombardo. Sua attuale professione. Ma dall’anno scorso ha programmato e deciso di tornare a casa, con sommo dispiacere, tuttavia. “Milano mi mancherà ma non ho futuro qui in Italia come portinaio. Avevo altri sogni. Tornerò a Quito per aprire un’officina di riparazione”. Ortiz è un esempio di dedizione e sacrificio. Dal 2012 segue un corso professionale serale riconosciuto dalla Regione Lombardia per essere abilitato come riparatore meccanico.

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Ma non l’ha ritenuto sufficiente in termini di ore dedicate alla pratica, e sta così integrando quel percorso formativo con un altro privato, sempre in città e a sue spese. Gianluca Gobbetti, 44 anni, nativo di Milano, ha lavorato per 14 anni come litografo in un’azienda grafica di San Giuliano Milanese (Milano), ma condivide con Ortiz la passione per la meccanica delle moto. E’ difatti uno dei tre soci della Bikestaff.com di Milano, officina autorizzata, che, fra l’altro organizza l’unico corso in Italia per imparare a riparare le moto.

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L’ex litografo ha amato il suo lavoro “finché si trattava di esprimere arti grafiche; poi è diventato seriale a discapito delle qualità; sono arrivati i turni di notte e mi sono ammalato”. Insomma, il metabolismo è andato a farsi benedire e gli incontri con la compagna da cui desiderava avere un bimbo (poi nato) erano sempre più rari. “Non sopporto inoltre chi comanda senza ragionare, e con il mio caporeparto mi scontravo spesso per questo motivo”. La “svolta” arriva di lì a poco. “Mi sono guardato attorno per cambiare e ho incontrato un amico del mio quartiere che mi ha suggerito di recarmi in un’officina di sua conoscenza”. Suggerimento accolto “perché da piccolo era appassionato di modellismo”. Gianluca presta gratuitamente il suo tempo per sei mesi alternandolo al lavoro nell’ormai odiata azienda grafica; quand’ecco che arriva, finalmente, la proposta di assunzione. “Lo stipendio era di almeno 200 o 300 euro inferiore a quello precedente ma la mia salute generale era però tutelata. Ero troppo contento”. Non basta. Quando c’è la passione si desidera la perfezione. “Cercavo però un corso professionale per specializzarmi e l’ho trovato presso la Bikestaff”.

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Dopo averlo frequentato Gianluca entra presto in sintonia con Marco Zacchetti, 45 anni, già in crisi con i suoi vecchi soci. Entra così a far parte della nuova compagine societaria”. Sono passati ben undici anni da allora, dal 2002, e il riparatore di moto è ormai gratificato. “Non tornerei mai indietro, anzi; se l’avessi saputo prima, avrei cambiato vita con grande anticipo”. Non è più faticoso riparare scooter e moto di grossa cilindrata che occuparsi della stampa di riviste e brochure? “Non è detto. Anche la carta pesava”. E Gianluca adora sporcarsi le mani nell’olio. Così come Maurizio Ortiz non vede l’ora di esercitarsi a riparare motocicli nel suo paese nativo.

www.bikestaff.com.