Anna, una nomade digitale ora ad Oxford

A cura di Enza Petruzziello

Ha vissuto in una delle città più belle e romantiche del mondo, Parigi, per poi trasferirsi nella culla della cultura inglese, Oxford. Originaria del Piemonte, Anna ha cambiato più volte vita e Paese, ma mai la sua voglia di creare e divertirsi con l’arte. È infatti un’art organizer e una photoeditor.

Nata a Cerano, in provincia di Novara, un paese di 7mila abitanti, «uno di quelli con la nebbia in inverno e le zanzare in estate» come lei stessa dice, Anna, 35 anni, vive in Inghilterra dal 2019. Dopo gli studi umanistici, inizia a lavorare nel mondo della fotografia e dell’arte, lavoro che svolge oggi come nomade digitale.

Da free lance si occupa di progetti legati alla fotografia e all’arte: organizza mostre ed eventi, insegna storia della fotografia, scrive testi e recensioni.

È sposata con Luca da giugno 2019. Ecco cosa ci ha raccontato.

vivere ad oxford - anna

Da un piccolo paesino di campagna a una delle città inglesi culla della cultura e del sapere. Come è nata la decisione di trasferirti a Oxford e perché hai deciso di lasciare l’Italia?

«Non mi sono trasferita direttamente dal mio paese d’origine all’Inghilterra. Prima vivevamo a Parigi e quindi il salto dalla capitale francese, una città metropolitana con milioni di abitanti e centinaia di migliaia di turisti in ogni periodo dell’anno – a Oxford, che ha 150000 abitanti, è stato in realtà tranquillizzante. Sia a Parigi che qui, ho seguito il lavoro di mio marito, sempre decidendo insieme dove vivere. I trasferimenti hanno giovato anche al mio di lavoro».

Parigi è tra le città più care in Europa, ma anche tra le più belle e affascinanti. Come è stato vivere qui? Penso anche alla qualità della vita, ai servizi e all’accoglienza dei francesi.

«Parigi è una città veramente meravigliosa e viverla non da turista mi ha permesso di vederla in modo del tutto diverso e insolito. Certo, è la seconda città più cara al mondo e questo ha ovvie ripercussioni in chi la vive quotidianamente come cittadino e non come turista. Gli appartamenti sono molto vecchi, piccoli e non restaurati e spesso i condomini non hanno l’ascensore. La spesa, la palestra, il cinema (solo per fare tre esempi) sono molto più costosi rispetto all’Italia. La rete metropolitana e di autobus è capillare, noi non abbiamo mai sentito la necessità di un’auto (praticamente nessuno a Parigi ha l’auto, se non aziendale). Poi dipende da cosa si intende per “qualità della vita”: essendo una città enorme e multiculturale offre talmente tanto in ogni settore che è praticamente impossibile non trovare qualcosa di proprio gradimento, con un po’ di fortuna anche gratis mi riferisco a spettacoli, mostre ed eventi. Anche in termini di possibilità di carriera è più semplice rispetto all’Italia, anche se certamente non come in Inghilterra e in America, soprattutto se non si ha un ottimo francese. Dipende sempre dalle aspettative, formazione e capacità del singolo».

Torniamo a Oxford e alla tua nuova vita. Parlaci dei tuoi inizi: dalla ricerca di una casa all’ambientazione in questa nuova realtà.

«La ricerca della casa è stata più semplice del previsto. Avevamo scelto un appartamento su Airbnb come base per le prime settimane e ci è piaciuto così tanto che abbiamo proposto al proprietario di darcelo in affitto e siamo ancora qui. Devo dire che mi sono ambientata abbastanza in fretta, probabilmente perché ero già stata in Inghilterra diverse volte e il clima non l’ho trovato così diverso da Parigi o il Nord Italia, forse un po’ meno umido».

Conosciuta in tutto il mondo per ospitare una delle università più prestigiose, come si vive a Oxford?

«Premetto che Oxford e la seconda città più costosa nel Regno Unito. Dal mio punto di vista il costo della vita è proporzionato agli stipendi. Oxford non è una città enorme, si gira tranquillamente a piedi, in bici o in bus. La trovo anche una città molto meno inquinata di Parigi e di Milano, cosa che per me è assolutamente un plus».

Sei un’art organizer e una photoeditor freelance. Una nomade digitale. Hai avuto difficoltà a trovare contatti di lavoro qui?

«Il mio lavoro, proprio perché sono una nomade digitale, è indipendente dal luogo in cui mi trovo, quindi ho continuato a lavorare con i miei clienti, che sono internazionali. Da un punto di vista artistico e fotografico, posso dire l’Inghilterra ha delle fiere e degli eventi importanti nel settore e che in generale è un ambiente stimolante».

Molti giovani come te scelgono di trasferirsi in Inghilterra per vivere e lavorare. Possibilità di carriera e meritocrazia tra i motivi di questa decisione. È davvero così? Ci sono realmente opportunità occupazionali e di crescita professionale?

«Anche qui devo fare un premessa: io non ho un’esperienza diretta del mondo del lavoro britannico, soprattutto di quello da dipendenti. Ho seguito, pero, la carriera di mio marito, che lavora in ambito scientifico e ha conosciuto sia il mondo accademico – come ricercatore – sia quello di dipendente in azienda. Posso affermare con certezza che non avrebbe minimamente ricevuto gli stessi riconoscimenti, anche a livello economico, se fosse rimasto in Italia. Il mercato del lavoro inglese è molto più flessibile e dinamico e, a livello fiscale e burocratico, decisamente più veloce. Quindi le premesse per una carriera in ascesa ci sono. Questo non significa, chiaramente, che basta trasferirsi in Inghilterra per trovare il lavoro dei propri sogni con uno stipendio d’oro. Bisogna partire con consapevolezza, con una formazione richiesta dal mercato e un buon livello di inglese».

➤ Scopri come fare per lavorare da casa: i vantaggi e svantaggi, che lavori svolgere e molto altro ➤➤➤

Trasferirsi oggi in Inghilterra è molto diverso da qualche anno fa. La Brexit pesa molto. Come stai vivendo questo momento da expat e quali sono le principali paure di un’uscita del Regno Unito dall’Europa?

«A livello burocratico io e mio marito siamo già regolarizzati: siamo ufficialmente residenti in Inghilterra, quindi non sento paure o timori. Umanamente mi dispiacerebbe perché la nostra cultura, la nostra storia, la nostra arte sono profondamente influenzate e hanno influenzato quella britannica ed europea, quindi una separazione così netta dal resto d’Europa mi dispiacerebbe. Per chi verrà in Uk in vacanza o per brevi periodi di studio non credo cambierà molto; il problema sarà per chi vuole venire a vivere qui “all’avventura”, senza un contratto. Questo probabilmente sarà più complesso».

Quali consigli o suggerimenti daresti a chi come te sta pensando di trasferirsi a Oxford per motivi di studio e di lavoro?

«Il mio consiglio a chi mi chiede è sempre il solito: prepararsi bene a ciò che si sta per affrontare, informarsi il più possibile, non dare nulla per scontato e migliorare il proprio livello di inglese. A livello umano, suggerisco di avere mente aperta e pochi pregiudizi, ma questo in generale è imprescindibile per essere un expat».

Come è cambiata la tua vita da quando vivi in Inghilterra?

«La mia vita è cambiata davvero quando sono andata a vivere a Parigi. In Inghilterra ho sentito già meno il distacco, perché la prima volta che si lascia l’Italia è sempre la più dura. Devo dire che qui ho sempre avuto una sensazione di “riconoscimento”, come se qui potessi trovare la mia dimensione».

Ti manca l’Italia e ci torneresti?

«Mi mancano la mia famiglia d’origine e i miei amici ma con Skype, Whatsapp e tutti gli strumenti che la tecnologia ci offre è molto semplice sentirli quando voglio. Per altro vivere all’estero ti permette di distinguere chi realmente è un amico dai conoscenti o persone che ci frequentano per puro interesse e questa è un aspetto che confermano tutti gli expat. Non credo che potrei mai più tornare a vivere in Italia».

Progetti o sogni per il futuro?

«Ne ho molti e per scaramanzia preferisco non rivelarli. In generale mi basta che la mia famiglia, mio marito e le persone a cui sono legata stiano bene».

Per contattare e seguire le avventure da expat di Anna questo è il suo account Instagram:

www.instagram.com/annestoppable__/