Menfi: vino di qualità e turismo sostenibile

Di Alessandro Luongo

Vuole raddoppiare la redditività dei viticoltori puntando sulle nuove generazioni che raccolgono l’eredità dei padri. Entro il 2018. Vito Varvaro, 59 anni, di cui 30 trascorsi alla Procter&Gamble come manager, è il presidente delle Cantine Settesoli, sorta a Menfi (Agrigento) nel 1958 per iniziativa di un gruppo di agricoltori.

Vito Varvaro, Cantina Settesoli menfi

E che oggi rappresenta la maggiore azienda vitivinicola siciliana, con 6000 ettari di terreni vitati. In altre parole, il vigneto più grande d’Europa e più importante della regione. Soprattutto una grande fonte di occupazione. I soci di Settesole sono 2000 (quattro stabilimenti; una capacità lavorativa di circa 500.000 quintali di uve l’anno; 22 milioni di bottiglie di vino prodotte e grande attenzione ai temi ambientali e sociali), e nella zona di Menfi (compreso Montevago e Santa Margherita Belice) sono coinvolte a vario titolo nell’attività dell’azienda il 70 per cento delle 5000 famiglie presenti. Varvaro vuole cambiare la vita dei coltivatori. Come? Con un modello integrato di sviluppo agricolo e turistico. L’obiettivo è legato in particolare allo sviluppo delle potenzialità del brand di punta di Settesoli: Mandrarossa, vero fiore all’occhiello, distribuito nel canale Horeca (Settesoli va nella grande distribuzione).

Mandrarossa, Settesoli menfi

“La sfida, partita cinque anni fa” racconta Varvaro, “con Settesoli che, al supermercato, dopo Corvo è il vino più venduto fra quelli siciliani (ma che a differenza del primo non è in mani locali ma di proprietà dell’Illva di Saronno, della famiglia Reina), è far impennare il fatturato attuale di Mandrarossa, dai 3 attuali a 15 milioni l’anno”. Non solo. La redditività dei coltivatori (che oggi possiedono in media 3 ettari di vigneto a testa) è di circa 4.000 euro l’anno. “Non basta per gratificarli e spingere i loro figli a non abbandonare la terra” racconta il presidente che siede anche nel Cda della Tod’s di Della Valle e in quello della Piaggio. “Deve almeno raddoppiare entro i prossimi cinque anni”. Tutto questo è possibile con un modello di sviluppo integrato, e soprattutto, con un gioco di squadra. Facendo sì che i giovani abbiano almeno un appezzamento di cinque ettari di vigneto e una piccola struttura ricettiva da realizzare ex novo o ristrutturando parte del patrimonio immobiliare esistente. In definitiva, almeno 50 famiglie potrebbero cambiare vita a Menfi e dintorni “incassando 15-20mila euro netti l’anno dalla coltivazione di ortaggi e dal vino, e altri 50-100mila dai proventi dell’attività turistica”. Varvaro calcola in circa un milione di euro l’investimento iniziale. Di cui almeno la metà proveniente dai Fondi europei.

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Cantina Settesoli menfi

Uno scenario davvero interessante in un angolo di Paradiso fra mare cristallino e dolci colline fertili, che si appresta a ospitare il Vineyard Tour 2013. Evento in programma dal 4 all’8 settembre a Menfi. E che prevede, fra l’altro, una visita alle case di campagna dei vignaioli per degustare i vini Mandrarossa abbinati ai piatti semplici e genuini della tradizione contadina preparati dalla Brigata di Cucina Mandrarossa (25 signore che sfornano 100 ricette dell’antichità rielaborate in chiave moderna). “Di sicuro non vogliamo un’altra piccola Costa Smeralda dalle nostre parti” termina Varvaro. “E nemmeno una piccola Pantelleria con i turisti che si richiudono nei villaggi e non partecipano alla vita della comunità. Settesoli punta invece allo sviluppo culturale del territorio”. http://vineyardtour.it/