Navigare: mollo tutto e ricomincio dalla mia barca

Gianfranco Del Signore è un arrabbiato e combattivo italiano che, per una serie di disavventure fiscali, sta per iniziare una nuova impresa in barca. Quando parliamo di disavventure, sia ben chiaro, non intendiamo qualcosa di illegale. Gianfranco è rimasto vittima, è il caso di dirlo, di una serie di cartelle pazze con cui l’Ufficio delle entrate lo ha quasi messo in ginocchio.

Avevo una società di allestimento luci per discoteche e spettacoli – racconta Gianfranco – che andava molto bene. Nel 1996 ho iniziato ad avere problemi con lo Stato. Ho cominciato a ricevere cartelle esattoriali per importi altissimi; sanzioni Inps e Irpef. Sapendo di non avere nulla da rimproverarmi ho fatto vari ricorsi. Alcune di queste cartelle, stabilito che si trattava di errori, mi sono state stornate. Ma per altre non c’è stato nulla da fare. Il tempo passava e aumentavano le cifre e le sanzioni. Mi sembrava una situazione kafkiana. Sono arrivati a pignorarmi la casa.

Mollo tutto e vado ai Caraibi un Barca navigare 

E quindi cosa hai dovuto fare?

Dopo vari tentativi e tanta rabbia ho ceduto la mia attività. E per nove anni ho lavorato giorno e notte per pagare soldi non dovuti alla Stato. Era l’unico modo per riscattare la casa. Cosa che sono riuscito a fare.

E poi?

A quel punto ho venduto la casa e mi sono comprato una barca. Ho sempre avuto la passione per il mare, sono anche istruttore subacqueo. Così ho iniziato a lavorare nel turismo visto che vivevo in Liguria. Ma anche questa non si è rivelata una bella esperienza. O almeno non lo è stata per colpa della politica di questa regione nei confronti di un’attività che dovrebbe essere aiutata in ogni modo. E invece non lo è.

Si direbbe che non sei stato molto fortunato dal punto di vista imprenditoriale

Quello che mi ha esasperato e che mi ha fatto passare ogni entusiasmo è stata la burocrazia, la cattiva, per non dire assente, politica di incentivi e sostegno ad una attività, quella turistica, che in un paese come il nostro dovrebbe essere portata in palmo di mano.

Ti sento molto arrabbiato.

E vorrei vedere. Ti racconto un’altra cosa. Io, come istruttore subacqueo, ogni anno dovevo fare una visita medica per stabilire la mia idoneità a questa attività. Passata la visita dovevo versare un’iscrizione all’ufficio regionale degli operatori turistici. Dall’anno scorso questo ufficio non esiste più. In questa regione nell’ambito turistico quindi è diventato tutto un far west.

Un disastro su tutta la linea quindi?

Direi di sì. La cosa che più mi ha disgustato è stato capire che se fai l’imprenditore hai un socio, lo stato, che ti fa investire soldi tuoi, te ne prende più della metà e, non rischiando nulla di suo spera anche che tu fallisca o sbagli per portarti via tutto. Sì, un socio che fa il tifo perché le cose ti vadano male.

Quindi ora, a 58 anni, ti sei messo l’animo in pace?

Assolutamente no. Mi sono liberato di tutto ciò di cui potevo liberarmi e salpo per Santo Domingo. Mollo tutto e ricomincio dalla mia barca. Tanto non ho neanche una famiglia; sai, quando ci sono disastri economici come quello che ho subito io grazie allo Stato, succede che anche le famiglie si sfascino. Quindi salpo.

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Racconta un po’

Con un equipaggio di quattro animatori e un clown partiamo a fine maggio dalla Florida, facciamo rotta su Cuba. Poi verso est per arrivare alle Bahamas e poi Santo Domingo, dove inizieremo ad accogliere turisti sulla nostra barca e fare animazione, giri, lezioni di subacquea, con tanto divertimento e buona cucina. Una barca che potrebbe ospitare più di trenta persone. Ma noi non ne imbarcheremo più di dieci o quindici. Voglio assolutamente che si crei un clima particolare, intimo e amichevole. E con gruppi troppo numerosi non è possibile. Alla mia età non smetto di lavorare ma lo faccio lontano dall’Italia e dalle sue pastoie e tassazioni su ogni cosa.

Tornerai in Italia?

Certo. Ma sai perché? Per ritirare ogni tanto la pensione. Sì, continuo a mantenere la residenza in Italia per prendermi quello che mi spetta. Si sono presi tutti i miei soldi ma io, almeno quelli della pensione voglio continuare a prenderli. E, nel frattempo, lavoro in un paradiso. Voglio rimettermi in gioco facendo tesoro delle mie precedenti esperienze professionali. Ho preparato seriamente questa nuova avventura e sono certo che, in altre condizioni, sarà possibile lavorare bene. Quello che mi amareggia è pensare che certe cose io ho tentato di farle anche in Italia.

Per scrivere a Gianfranco:

[email protected]

A cura di Geraldine Meyer