In giro per il mondo con Gabriele, dall’Italia fino a Bangkok

A cura di Maricla Pannocchia

Ha l’aria di un sognatore, Gabriele, ma di uno di quelli che sogna dopo aver visto che ciò che lo faceva trepidare, mentre viveva in un’Italia che non sentiva sua, è reale. Poco più che 18enne Gabriele, diventato tatuatore quasi per caso, lascia il suo Paese alla volta dell’Europa e degli Stati Uniti per arrivare sino al Sud America e all’Asia. Ed è proprio qui che trova la sua casa. La caotica, bellissima ed economica Bangkok gli permette di vivere una vita di lusso con un quarto della cifra che spenderebbe in occidente.

Ma non è solo quello ad aver conquistato il cuore nomade di Gabriele. Bangkok è la città in cui egli si sente più al sicuro e felice, mescolandosi fra la sorridente gente del posto. Gabriele, però, non ha riposto la valigia, tutt’altro. Basta pensare che, mentre tutto il mondo era chiuso in casa per via dei lockdown durante la pandemia da Covid-19, lui – fra mille tribolazioni – è riuscito a tornare a casa nella sua amata Thailandia…

Gabriele Comiotto

Ciao Gabriele, raccontaci qualcosa di te. Chi sei, da dove vieni…

Ciao a tutti, mi chiamo Gabriele, ho 30 anni e sono nato in Valle d’Aosta. Sono venuto al mondo fra le montagne ma sono cresciuto fra Milano e Reggio Emilia. Lì, però, non mi sono mai trovato bene. La realtà in cui vivevo mi è sempre andata stretta, per non parlare della scuola. La voglia di studiare non c’era, ma c’era quella di diventare grande! Ho frequentato il liceo artistico e sono diventato tatuatore. In realtà non era qualcosa che avevo programmato però ho aperto 3 studi a Milano e dintorni e uno studio anche in Germania.

Come mai proprio in Germania?

Avevo cominciato a viaggiare per l’Europa partecipando alle convention di tatuaggi. Grazie all’uso dei social media pian piano sono diventato sempre più conosciuto, tanto che sono approdato negli Stati Uniti, dove ho vissuto per 3 anni a Boston.

Che cosa ti ha spinto a lasciare l’Italia?

Come ho accennato, mi sono sempre sentito “stretto” in Italia. Penso che nel mio Paese d’origine non ci siano stimoli e che, specialmente per i giovani, non ci siano possibilità di avere un bel futuro. La gente, poi, è spesso invidiosa e non sa apprezzare il successo di chi lavora duro per costruirsi qualcosa a cui tiene. Grazie alle mie esperienze e ai miei viaggi in Europa ho capito che c’è un mondo intero al di fuori dei confini italiani e così ho deciso di scoprirlo e di costruire la mia strada professionale proprio in giro per il mondo.

Quali Paesi hai visitato e in quali hai vissuto?

A 18 anni sono andato a vivere da solo a Milano, dove ho aperto i miei studi come tatuatore. In seguito ho iniziato a viaggiare in Europa e negli Stati Uniti per arrivare anche in Asia. Ho 30 anni e ho già visitato più di 50 Paesi, quindi non posso elencarli tutti perché avrei bisogno di un bel po’ di spazio. Ho vissuto per un bel po’ di tempo in Italia, in Germania, in Spagna, in America Latina, negli Stati Uniti (a Los Angeles, Las Vegas, New York e Boston), in Cina (a Shangai) e in Thailandia (a Bangkok e Phuket). Ci sono alcuni luoghi, poi, in cui sono rimasto a vivere per circa 1 mese fra cui lo Sri Lanka, il Vietnam, Singapore, la Malesia, Dubai e molti Paesi europei.

Come mai, dopo aver visitato tutti questi posti e aver vissuto in diversi Paesi, hai deciso di stabilirti proprio a Bangkok?

Bangkok per me è la città perfetta e offre un ottimo rapporto fra la qualità e il costo della vita. A Bangkok posso vivere in un appartamento al 50esimo piano di un grattacielo nel bel mezzo di una metropoli, rifornito di tutti i lussi possibili e immaginabili fra cui una piscina e una palestra. Posso contare su un autista privato e sul servizio di consegna del cibo disponibile a tutte le ore. Posso godermi una vita del genere per circa 2.000 Euro il mese mentre, se volessi avere lo stesso stile di vita a New York, dovrei mettere in conto di spendere almeno 20.000 Euro il mese! A Milano, non riuscirei ad avere una vita simile a questa con meno di 8.000 Euro il mese.

Inoltre qui posso stare tranquillo perché il tasso di criminalità a Bangkok è davvero basso e non ci sono reali rischi che qualcuno possa entrare nella mia casa e derubarmi mentre non ci sono. Tutta la Thailandia è molto sicura, ma Bangkok in particolare è una città in cui, un po’ come in Italia, il tasso di criminalità di strada è molto basso. A Bangkok, inoltre, il cibo è buonissimo e anche le persone sono favolose.

Gabriele Comiotto

Cosa consiglieresti a chi vorrebbe trasferirsi in Thailandia?

Il mio consiglio è quello di avere già dei soldi da parte oppure di lavorare online. È anche importante seguire le regole burocratiche del Paese per quanto riguarda il visto perché finire in galera è più facile di quanto si possa pensare. Chi ha un qualsiasi lavoro online, non per forza particolarmente remunerativo (secondo gli standard italiani), può riuscire a vivere bene. Consiglio anche di soggiornare in zone turistiche di città come Bangkok perché è più facile conoscere gente che parla inglese e quindi integrarsi e fare amicizia.

In tutti questi anni di viaggi e periodi, spesso lunghi, in cui hai vissuto all’estero, ti sei mai sentito in pericolo?

Paradossalmente, mi sono sentito in pericolo nella “mia” Italia, e anche in Spagna. Non mi è mai successo nel resto del mondo. In Oriente, poi, mi sono sempre sentito al sicuro e continuo a sentirmi così. Questo è uno dei motivi per cui ho scelto di vivere in Asia e di costruire qui il mio futuro.

Quali sono state, invece, le esperienze più belle che hai vissuto?

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Ce ne sarebbero tantissime da raccontare ma posso racchiuderle nell’entrare in contatto con le persone dei vari Paesi in cui ho vissuto o che ho visitato e nel conoscere meglio le loro culture e tradizioni. Per me non c’è un’esperienza migliore delle altre, ognuna è unica. Ho vissuto nel lusso e nei grattacieli di città americane come New York o Los Angeles ma anche sulla spiaggia dello Sri Lanka oppure nelle città del Sud America e in quelle della Cina. È logico che ogni esperienza porta con sé le proprie caratteristiche ma è proprio questo a renderla unica e irripetibile.

Cosa significa, per te, viaggiare?

Viaggiare per me significa vivere. La nostra vita è talmente breve e penso che i viaggi siano l’unica cosa in grado di riempire un’esistenza che, altrimenti, sarebbe vuota. Io ho sempre viaggiato, non mi sono mai fermato neanche durante il periodo dei lockdown in seguito alla pandemia da Covid-19. Ricordo che continuavo a muovermi in giro per il mondo affrontando le varie quarantene e passando giornate chiuso a chiave nelle diverse camere d’hotel!

Come mai hai scelto di viaggiare anche in quel periodo di lockdown in cui la maggior parte della gente, viaggiatori incalliti inclusi, è stata costretta a fermarsi?

Ricordo che la mia regione italiana era in “zona rossa”, l’aeroporto era stato chiuso ed io mi sentivo come se stessi impazzendo. Allora, ho deciso che avrei continuato a viaggiare lo stesso organizzandomi fra mille tamponi, prenotazioni di hotel dove avrei dovuto trascorrere il periodo di quarantena, dei voli speciali… Ho deciso di tornare in Thailandia, sono partito a bordo di un aereo che contava solamente 8 passeggeri, con il Wi-Fi talmente veloce che mi ha permesso di fare una diretta Instagram mentre ero in volo! All’arrivo a Bangkok c’era una fila di medici e impiegati il cui scopo era controllare tutti i documenti di noi viaggiatori arrivati dall’Europa. Ricordo che queste persone erano coperte dalla testa ai piedi con le tute, i guanti, le mascherine e ci controllavano tutta la documentazione inerente il Covid… era una situazione surreale. Una volta superati questi controlli, non ero ancora libero. Non potevo lasciare l’aeroporto. Mi hanno preso in custodia e sono stato accompagnato nella stanza d’albergo dove avrei trascorso il periodo di quarantena. Un’ora dopo mi è stata consegnata la mia valigia, che era stata disinfettata con l’alcool. Ho trascorso 16 giorni in quella stanza, tanto che ora li chiamo scherzosamente “i miei giorni di carcere”. Avevo una bella camera con balcone, potevo usare Internet e i pasti mi venivano serviti 3 volte il giorno, ed erano pure abbondanti! Per passare il tempo mi sono inventato dei nuovi business online poi mi sono messo a disegnare e ricordo anche di aver parlato spesso con gli amici e i parenti al telefono. Il dottore, inoltre, chiamava 2 volte il giorno per chiedere la temperatura e ogni 4 giorni dovevo sottopormi a un tampone PCR. Un giorno, quando mi sono svegliato al mattino, ho visto degli operatori dell’albergo che bruciavano le lenzuola e gli asciugamani di qualcuno che penso fosse risultato positivo al Covid-19.

Il quinto giorno un americano è andato davanti al terrazzo e, usando una bomboletta spray rossa, ha disegnato un cuore enorme con la scritta “I love you”. Sua moglie era in quell’albergo, dove aveva trascorso il periodo di quarantena, e stava per uscirne. Ricordo che potevamo salutare le persone fuori solo affacciandoci dai balconi. Finalmente sono arrivato all’ultimo giorno e ho ottenuto la lettera di rilascio. A quel punto, ho potuto ricominciare a vivere. Non mi sono pentito di aver vissuto quelle giornate nell’hotel dove ho dovuto trascorrere il periodo di quarantena, anche se sono state quasi irreali, perché poi sono stato ripagato dall’aver trascorso un anno in Thailandia, dove tutto era aperto e tranquillo (molti Paesi del mondo, invece, avevano chiuso tutto), senza la calca di turisti. Un’esperienza bellissima!

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Mi piacerebbe avere una moglie e un figlio o due (anche se non sono “obbligatori”) con cui continuare a viaggiare. Di conseguenza, vorrei avere anche una grande entrata economica per mantenere la mia famiglia in viaggio. Ciò mi permetterebbe d’insegnare tutto ai mie figli proprio partendo da una vita basata sul viaggio, permettendo loro di conoscere le persone dei vari Paesi e di stare a contatto con le varie culture.

Che consigli daresti a chi, come hai fatto tu, vorrebbe lasciare l’Italia, girare il mondo e magari scoprire il proprio “posto del cuore”, come per te lo è Bangkok?

Molte persone pensano che, per viaggiare, bisogna avere necessariamente tanti soldi, ma non è sempre così. È possibile viaggiare anche spendendo poco, molto dipende dalla meta e dallo stile di viaggio. La Thailandia, logicamente, è molto più economica di un Paese dell’Europa del Nord. Il mio consiglio è quello di lavorare mentre si è in viaggio, optando per un lavoro da fare con un cellulare o un computer o vivendo di entrate passive. In questo caso, diventa quasi un non-lavoro perché guadagni anche mentre sei in spiaggia, in giro o stai dormendo.

Io sono un tatuatore, sono diventato artista online e property manager. Mi occupo, quindi, anche della gestione di appartamenti turistici online e questo mi permette d’incassare quasi senza lavorare, o comunque lavorando solo con un telefono in mano.

In tanti sono ancora scettici riguardo alla possibilità di cambiare vita, reinventarsi e mantenersi grazie a dei lavori online. Cosa diresti loro?

Io posso parlare partendo dalla mia esperienza e vi dico: funziona! Il problema è che la maggior parte della gente non ha il coraggio di fare quel primo passo necessario a cambiare veramente le cose. Se non si è formati, formiamoci. Se non sappiamo neanche usare il computer per bene, frequentiamo un corso. Se non sappiamo di che cosa potremmo occuparci, passiamo in rassegna i nostri talenti e le nostre competenze… Il problema principale è che in Italia c’insegnano a seguire una strada già tracciata, che non contempla il vivere ad ampio raggio e il mantenersi con quelli che ancora vengono considerati “lavori non tradizionali” o poco più che passatempi.

Il mio consiglio, dunque, è quello di buttarsi. A chiunque sogna di esplorare il mondo, di vivere all’estero e di mantenersi mentre è in viaggio dico di compiere quel famoso primo passo che darà inizio all’intero viaggio. Avere paura è normale ma è necessario superarla e buttarsi. Questo è quello che consiglio sempre ai miei amici ma anche a chi mi segue su Instagram. Non rimanete come paralizzati nella vostra vita attuale, se questa non vi piace e non vi rende felici. Non abbiate paura e buttatevi! Questa, secondo me, è sempre la scelta migliore.

Copyright delle foto: Gabriele Comiotto

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