Davide Bombana, coreografo

di Matteo Melani

Quando la passione è forte, gli ostacoli si superano con più forza e si diventa più consapevoli. Lo sa bene Davide Bombana, coreografo, che è diventato un vero e proprio ambasciatore della danza italiana nel mondo.

Da ballerino ha calcato palcoscenici come la Scala di Milano e Monaco e da coreografo ha diretto fra le altre tre edizioni del ballo di Capodanno di Vienna, tra cui l’ultima.

Davide Bombana coreografo

Nato a Milano, si innamora da subito del ballo e, dopo quattro anni in una compagnia di danza, diventa primo ballerino alla Scala di Milano. Nonostante sia molto giovane, cresce in lui la voglia di affermarsi anche oltre i confini nazionali e a 18 anni con la ballerina Paola Cantalupo partecipa Concorso internazionale di danza a Jackson Mississippi dove vince la medaglia di bronzo.

Di lì a poco viene notato dalla critica americana e la strada per il successo è ormai spianata. A 21 anni decide di stabilirsi negli Stati Uniti, dove va in scena anche 5 o sei volte a settimana e diventa primo ballerino al Pennsylvania Ballet (Philadelphia).

Dall’Europa arrivano chiamate importanti da luoghi sacri per la danza che Davide Bombana non si lascia sfuggire. Infatti partecipa a festival di assoluto valore come lo Scottish Ballet (Glasgow) e il London Festival Ballet (Londra). Si stabilisce a Monaco di Baviera per fare il primo ballerino nella compagnia Bayerische Staatsballett.

Oltre che per il prestigio del ruolo, Monaco diventa per Bombana una città spartiacque fra il presente e il futuro.“Un incidente mi ha costretto per un certo periodo a stare lontano dalla danza”, ricorda Davide Bombana.

Davide Bombana coreografo

“La coreografia-continua- è sempre stata nella mia mente, ma da ballerino non ho mai avuto tempo per dedicarmi a pieno”. Così un evento che all’inizio ha portato sofferenze e dolore d’un tratto diventa il primo mattone di una grande carriera, tanto che dal 1995 in media ogni anno produce uno spettacolo. Nel 1998 diventa direttore della compagnia Maggio Danza che ogni anno si riunisce per danzare nella rassegna del Maggio fiorentino.

Da quell’anno Firenze è ormai diventata casa sua e c’è da capirlo, dato che nella città vivono tante arti: quella pittorica e scultorea degli Uffizi; quella orafa delle botteghe di Ponte Vecchio; quella musicale nei festival e nei teatri.

E c’è posto anche per l’arte della danza. Nel 2012 arriva la chiamata per dirigere i balletti del Concerto della Filarmonica di Vienna, un appunto che dal 1939 si svolge ogni capodanno. “Quando mi hanno chiamato è stata una sorpresa”, ricorda Bombana.

“Guardavo il concerto fin da bambino-ricorda- e non mi sarei mai aspettato questa chiamata. Mi sono sentito davvero onorato”. Il concerto, sponsorizzato dalla Rolex, viene trasmesso sulle televisioni di 90 paesi del mondo e da noi su Rai due.

Un’esperienza dal grande prestigio e dai compiti di responsabilità che, come tale, porta sia emozione che stress. La magia si ripete nel 2015 e nell’ultima edizione, quella del 2018 che ha visto la presenza di un altro italiano fra i protagonisti: il direttore d’orchestra Riccardo Muti.

Se all’estero riscuote grande successo grazie alle sue produzioni, l’Italia rimane il posto dove ha portato di più in scena. “Monaco è una città che porto nel cuore perché ho iniziato la mia carriera di coreografo e ho conosciuto gente speciale.

Poi Firenze e Vienna”, afferma il coreografo. Anche sul fronte professionale il Belpaese rimane un porto sicuro per le sue esibizioni. Infatti ha lavorato molto con Eleonora Abbagnato e Cristina Bozzolini (originaria di Firenze), realizzando il suo sogno.

“Il teatro della Scala resta il primo per i suoi elementi e la sua Storia”, dice. “ Dal pubblico italiano-continua- ho sempre sentito tanto calore, ma per funzionare meglio la danza meriterebbe più attenzione da parte delle istituzioni. Lo scorso settembre ha portato un suo spettacolo a Marsiglia e i suoi impegni proseguiranno con otto spettacoli a Vienna.