Un’idea vincente che ha raccolto una media di 18.000 visitatori al mese, un progetto che punta all’internazionalità, a diventare un punto di incontro per tutti i giovani, a dare “voce” agli italiani sparsi nel mondo.

Stefano, come e quando nasce l’idea di creare una web radio?

L’idea nasce nel 2007 per dare spazio ad artisti che non trovavano spazio nei network radiofonici nazionali italiani. Tutto mantenendo lo spirito libero e punk che aveva contraddistinto la fine degli anni ‘70, non a caso, la radio prende il nome proprio dal The Great Complotto pordenonese, la nostra città di origine.

Ma soprattutto come è nata l’idea di creare una radio in grado di “Riunire giovani italiani emigrati all’estero e dare loro voce in radio” ?

L’idea di riunire giovani italiani emigrati all’estero nasce semplicemente dalla mia esperienza personale, perché, prima di cominciare questo nuovo palinsesto da febbraio 2013 con diversi programmi dall’estero, già trasmettevo da Stoccolma, la città dove vivo e lavoro, e quindi ci é venuto in mente di dare l’opportunità anche ad altri ragazzi, nella mia stessa situazione, di avere uno spazio proprio attraverso il quale condividere le loro esperienze.

Decisamente una bella idea! Perché il nome “the Great Complotto radio”?

“The Great Complotto” é un movimento artistico giovanile, per lo più musicale, nato a Pordenone, la città dove abbiamo concepito la nostra radio, dalla fine degli anni Settanta e per tutti gli anni Ottanta. L’unico vero movimento punk nato e sviluppatosi in Italia: un gruppo dei giovani di allora, che hanno respirato l’aria di cambiamento di quegli anni e ne hanno dato un’espressione attraverso la musica punk.

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Chi c’è oltre te dietro questo progetto?

C’è un fantastico gruppo di giovani che, da Pordenone, ha dato vita ed ha sviluppato l’idea di un sito (www.thegreatcomplottoradio.com), da cui non solo si può accedere all’ascolto di una radio libera e indipendente 24 ore al giorno, ma che è anche un blog in cui i ragazzi, che desiderano collaborare, possono scrivere e recensire di musica, di arte, di cinema, di libri, di mostre, di eventi: uno spazio d’opinione culturale al quale invitiamo tutti a partecipare attivamente.

Quali sono gli argomenti trattati nelle vostre trasmissioni?

Siamo molto variegati, perché diamo l’opportunità di esprimere liberamente la propria creatività a tutti coloro che desiderano parteciparvi: abbiamo una trasmissione che ci offre l’ascolto della musica underground di Londra, abbiamo una pianista professionista che spesso e volentieri ci propone musica classica, c’è l’assiduo lettore che tratta di letteratura, c’è chi parla di politica, chi di cinema, una trasmissione sulla musica indipendente nazionale ed internazionale, un’altra riguardo il genere swing anni Venti, un’altra ancora sulla musica elettronica ed infine, essendo una radio accessibile attraverso il web in tutto il mondo, abbiamo anche una trasmissione in lingua inglese.

Sono tutte trasmissioni dall’estero?

Al momento abbiamo sei trasmissioni dall’estero (Stoccolma, Londra, Madrid, Dublino, Parigi) e questa rosa si amplierà da ottobre con nuovi inserimenti dall’India, dal Giappone, dall’Australia e dalle Americhe. L’internazionalità è sicuramente una direzione verso la quale vogliamo spingerci. Tuttavia non é necessario vivere all’estero per partecipare alla nostra attività, anzi nel nostro palinsesto già ci sono diversi programmi che trasmettono dall’interno dei confini nazionali. In un’Italia dove, purtroppo e spesso, i giovani sono visti come degli immaturi perditempo, fannulloni e frivoli, noi vogliamo dare loro l’opportunità, un’ora alla settimana, attraverso uno spazio libero in radio, di proporre il meglio di sé, condividendo le proprie idee e le proprie passioni, in uno spazio autoprodotto ed autogestito.

the great complotto radio web radio

Da quando tutto ha avuto inizio ad ora, quali sono i riscontri ottenuti?

Non nascondiamo la nostra grande soddisfazione di avere saputo, nel giugno dell’anno scorso, di essere tra le web radio più seguite per contatti, una media di 18.000 visitatori al mese che ultimamente stiamo incrementando, grazie all’interesse di diversi media nazionali ed internazionali.

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Quali sono gli obiettivi che intendete raggiungere?

L’obiettivo principale è quello di diventare un network, un punto di incontro tra giovani, italiani e non italiani, in Italia e all’estero, al fine di condividere le proprie esperienze, le proprie passioni, parlare principalmente di musica, ma anche di arte, letteratura, cinema e di tutto quello che è legato all’ambito culturale.

I vostri ascoltatori a quale target appartengono?

E’ difficile fare un identikit preciso. Siamo molto sorpresi, per esempio, di vedere che il 30% dei nostri visitatori vive negli Stati Uniti e circa il 25% nel resto del mondo (il resto, ovviamente dall’Italia). Non abbiamo mai investito in pubblicità o fatto piani di marketing precisi. Il passaparola è la nostra arma vincente.

Riuscite a creare contatti con coloro che hanno deciso di lasciare l’Italia per trasferirsi altrove?

Direi che nascono spontaneamente nuove relazioni di amicizia tra coloro che partecipano alle attività di thegreatcomplottoradio.com e questo è qualcosa di bellissimo e di inaspettato per tutti, indipendentemente dal fatto di essere in Italia o all’estero.

Da quel che ci hai raccontato sono tanti i progetti realizzati e molti ancora quelli da realizzare, ma l’entusiasmo di certo non manca. E noi di Voglio Vivere Così non possiamo che fare a tutti voi di The Great Complotto Radio un grosso in bocca al lupo!

Per contattare Stefano:

vistodafuori.stefano@gmail.com

Intervista a cura di Nicole Cascione