Susanna: la liberà di scegliere è un dono prezioso

Riceviamo in redazione e con grande piacere pubblichiamo questa bella lettera di Susanna.

Salve a tutti!
Mi chiamo Susanna, sono nata in una piccola città del Piemonte in Italia, ho 22 anni e sono un’ eterna sognatrice. Nel 2009, insoddisfatta della mia vita (anche se così giovane), del mio lavoro, delle amicizie e stufa del senso di vuoto che provavo ogni giorno svegliandomi, ho deciso di andare a vivere a Parigi per un pò di tempo, facevo la ragazza alla pari (au pair) in una famiglia benestante, con una grande e bella casa…lavoravo ogni giorno e venivo pagata 40 euro a settimana (fate voi i conti). Parigi è meravigliosa, sfarzosa, non c’è nulla che non appaia maestoso in quella città così romantica, ma il senso di vuoto persisteva, era ancora lì e non aveva intenzione di lasciarmi tranquilla. Quindi tornai in Italia speranzosa di trovare un bel lavoro avendo appreso la lingua francese, ma ovviamente lo stato italiano richiede un diploma, non ti ritiene abbastanza capace, abbastanza competente senza; e io ho abbandonato la scuola a 14 anni per andare a lavorare e cercare di crearmi una mia indipendenza.

La libertà di scegliere libertà

Non sapevo davvero più come affrontare questo problema che avevo con me stessa, non riuscivo a relazionarmi adeguatamente con i miei coetanei, trovavo lontani i loro desideri dai miei, i loro interessi erano futili per me, il loro lamentarsi continuo senza far nulla per cambiare le cose.

2 anni fa ho fatto l’ ultima prova (provare a star bene in Italia), sono andata a vivere da sola, i primi mesi sono andati benissimo, ero super contenta di avere la mia totale indipendenza, di avere le mie responsabilità e di essermi allontanata dalla mia famiglia quel tanto da non farmi più sentir schiava del loro affetto. Ma andando avanti tiravo sempre più la cighia, le apprendiste commesse non prendono molto di stipendio, quei mille euro mensili non mi bastavano per tutto…affitto, bollette, auto, rata mensile dell’ auto (ma sono cose che si sanno, quanti le vivono?).

Ad un certo punto mi sono ritrovata di nuovo sul ciglio di quel burrone senza fine e una mattina in particolare (me la ricorderò sempre) mi sono svegliata con un solo pensiero in mente “Devo cambiare qualcosa, e non basta cambiarla qua”…il problema non è l’ Italia, ha dei paesaggi spettacolari, posti in cui vivere da sogno, montagne che racchiudono una saggezza immensa…il problema è lo Stato italiano, non ne vale la pena lavorare lì per gente che fa un lavoro mediocre come facevo io. Il mio unico pensiero quando predevo lo stipendio era “guardalo tutto intero ora, perchè fra due orette pagherai quel che hai da pagare e non resterà nemmeno la metà”. Non mi sentivo appagata nè in quel che facevo nè per CHI lo facevo, perchè attenzione, non si lavora solo per se stessi, magari fosse così, lo stato pretende…ma non importa se il popolo pretende dei servizi?!

La libertà di scegliere libertà

Fatto sta che quella mattina mi sono svegliata piena di emozioni contrastanti. Ci ho messo un pò ad organizzare il tutto, si sa quanto sono lunghe queste cose, licenziamento, disdetta dell’ alloggio, ma desideravo talmente tanto un cambiamento drastico nella mia vita che ora vedo lontani tutti quei primi avvenimenti di questa decisione. Ora sono in Francia, nel fantastico Ardeche, abito in un camper con il mio compagno di viaggi, i suoi due cani e lavoro come stagionale nei campi; non posso descrivere cosa provo realmente, forse la parola più adatta è soddisfazione, nell’ essere riuscita ad adattarmi ad una vita naturale, nell’ essermi allontanata da molte comodità, dalle convenzioni che distruggono l’ essere di ogni persona. Le prime due settimane sono state davvero dure, abituarsi ad un’ altra temperatura, lavarsi con l’ acqua fredda o farsi il fuoco per scaldarsene un pò nella pentola, cercare di capire questo francese dialettale…ma ora sono serena come non lo sono mai stata prima e di una cosa sono sicura, noi del primo mondo abbiamo un dono gigantesco nelle mani, la libertà di scegliere, ed è un dono davvero prezioso che va difeso fino alla fine e riconquistato  nel caso qualcuno ce lo vuole portar via.

Esiste un altro modo di vivere, ne esistono moltissimi, è la paura del giudizio degli altri che frena questi desideri…ma quando arriverà il momento di fare i conti con se stessi non ci sarà nessun’ altro lì vicino a noi per difenderci, solo noi dobbiamo capire cosa ne  abbiamo fatto della nostra vita…e io voglio arrivare a quel punto e dire “Ne ho fatto un viaggio unico ed emozionante”. Non so cosa farò finita la stagione qua in Francia, probabilmente mi comprerò un mezzo su cui vivere e migrerò al caldo quest’ inverno con i soldi guadagnati e sudati ora…oppure andrò ad imparare bene l’ inglese in Irlanda o chissà dove.

Non lo so, e col sorriso dico che non m’ importa. Bisogna essere il più reattivi possibili ai cambiamenti, non bisogna aver paura di mettersi in gioco, è la sensazione più bella che ci sia, la sensazione di libertà. Ho voluto scrivere questa lettera per dare la mia testimonianza e per ricordare a tutti quanti che siamo cittadini del mondo!

Un abbraccio a tutti i viaggiatori!

Susy

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