E’ successo a Martina De Ridder, 59 anni, belga, una mamma « chioccia », che ha saputo strappare dalla routine della vita di casalinga il segreto per diventare scrittrice. E scrittrice di favole e racconti per bambini.

« All’inizio- racconta Martina, nata a Moerzeke, un comune tranquillo nelle Fiandre, nella parte settentrionale del Belgio- è stata dura, da sola con tre bambini. Però, è stato grazie a loro Peter (1974), Bart (1976) e Joke (1980), ora autonomi, che sono riuscita a conoscere le mie potenzialità, scoprire la bellezza della scrittura e permettere ai miei piccoli lettori di riconoscere i sentimenti autentici».

Oggi Martina vive a Dormelletto, una realtà a sud del Lago Maggiore, in provincia di Novara. Da quattro anni si sposta di continuo. Prima è stata in Canada e in Francia.

La redazione di Voglio Vivere l’ha intervistata.

Ci racconta come è riuscita a scoprire la vena artistica che era in lei tra pannolini, biberon e peluches ?Non sarà stato semplice, dal momento che prima lei si occupava di altro!

Sì. Ero segretaria di uno studio medico in un ospedale. Prima ho pensato di lavorare part time, ma non era possibile. Poi una scintilla.

E cioè ?

Sa com’è, vivere tutti i santi giorni con i bambini, conoscere le loro fantasie, le loro gioie e i loro grandi e piccoli dolori, leggere favole insieme, inventare nuove racconti per loro ti offre tanto materiale per fantasticare.

Ma come ha iniziato ?

Un giorno stavo leggendo su una rivista un articolo sul programma tv per bambini ‘Liegebeest’(animale che mente sempre). Era una serie bizzarra, ma grandiosa. C’erano tanti burattini stravaganti, che piacevano molto a miei bambini e – a dire il vero – anche a me. I creatori di questo programma cercavano nuovi autori per scrivere sceneggiature. Mi venne subito un’idea e chiamai per chiedere informazioni. Mi dissi : Perché non provare? Senza perdere tempo buttai giù una storia, la inviai e dopo due settimane ebbi la riposta. Era positiva. Mi chiesero nuove storie per l’ultimo anno di Liegebeest.

Che tipo di fiabe scrive?

Come ho detto, ho cominciato a scrivere sceneggiature per un programma tv. Ma poi ho scritto storie realistiche e i miei personaggi sono diventati i bambini di oggi. I miei bambini e i loro amici. Ma pesco anche dalla mia infanzia. Dal 2002 al 2004 ho collaborato con una immigrante russa per tradurre e riscrivere fiabe russe.

Dunque, anche i suoi ricordi sono fonte d’ispirazione !

Una volta ho tratto spunto dalla timidezza. Da piccola ero molto timida. E anche i miei figli lo erano. In un altro libro, ambientato in un ospedale, la storia gira intorno ad un comodino messo accanto ad un letto di un bimbo malato. Lavorando in un ospedale avevo capito quanto fosse sacro un comodino per i bambini. In « Bas e Bajo » ho scelto come scenario il circo per far vedere quanto differenti siano il modo di vivere, la cultura dei bimbi africani che arrivano in Belgio.

Servono ancora le fiabe?

Sì. Le fiabe contengono molta filosofia di vita.

Quali gli scrittori per ragazzi che le piacciono di piu?

Le scrittrici olandesi per ragazzi Annie M.G.Schmidt e Joke Van Leeuwen. Amo il loro stile semplice, ma bello e pieno di humor. Anche lo stile poetico dello scrittore belga per ragazzi Bart Moeyart ammiro. E ho sempre letto con molto piacere racconti di viaggi.

Quali i messaggi dei suoi racconti ?

Non voglio mandare messaggi. Spero sempre che i bambini si identifichino nei personaggi che invento e riconoscano i sentimenti.

Il piu importante per lei ?

Senza dubbio, l’amicizia.

Dunque, rimanere a casa è diventato molto più gratificante.

Nel 1990 ho trovato un editore molto in gamba: Clavis. Era un editore relativamente giovane e pubblicava solo libri per ragazzi. Ho ricevuto tanto aiuto dalla sua casa editrice.

Quanti libri ha scritto?

Quindici. Di questi, sette sono ricchi di illustrazioni e sono per bambini di età compresa tra i cinque e i sette anni. Cinque per ragazzi tra gli otto e i nove anni e due per ragazzi che hanno piu di dodici anni. Nello stesso tempo ho lavorato come free-lance per alcuni settimanali informativi destinati a ragazzi, proponendo storie, articoli, interviste.

Ma non solo libri per bambini, vero?

Nel 2008 ho realizzato un libro per adulti sugli immigranti Belgi nel sud dell’ Ontario (Canada), dove abbiamo abitato dal 2005 al 2006. Dal 2000 scrivo (come free-lance) e faccio viaggi per il mensile turistico ‘Pasar’.

Cosa avrebbe perso senza questa esperienza?

La gioia di creare e vedere nascere i libri. Oltre all’amicizia sincera di qualche collega. Ho capito che scegliere di percorrere nuove strade può essere molto interessante.

Sta scrivendo qualcosa ora?

Ho tradotto un libro informativo per bambini (dal francese all’olandese).

Sogni ?

Mi piacerebbe scrivere articoli o guide turistiche su regioni italiane non molto conosciute in Belgio.

Martina De Ridder racconti per bambini

Intervista a cura diCinzia Ficco

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