Ricomincio in Salento con il mio B&B: la storia di Paola

Di Enza Petruzziello

Lasciare il nord per trasferirsi in Salento?

Si può, parola di Paola Cagnazzi. In un Paese che da sempre ha visto i giovani del sud trasferirsi al nord, la scelta di Paola può sembrare alquanto inusuale, certamente in controtendenza rispetto a ciò a cui siamo abituati. Ma il sud Italia lo sappiamo: conquista a prima vista. Mare, spiagge, gente accogliente e calorosa. Cosa volere di più? Non solo la decisione di cambiare completamente città e vita, ma anche di lasciare il posto fisso, quello tanto faticosamente conquistato dopo anni di precariato. Insomma una cosa è certa Paola ha stravolto la sua vita completamente.

Fino a poco tempo fa, infatti, lavorava come segretaria di direzione al Corriere della Sera, a Milano. Uno dei più importanti quotidiani del paese. Nell’estate del 2009, in modo del tutto casuale, scopre il Salento con una breve vacanza fuori programma. Dopo quella settimana, volata in un lampo, nulla per lei è più come prima. «Il Salento mi aveva mostrato i suoi colori, la natura, la cucina, la gente, il ritmo di vita e soprattutto le sue opportunità. Lentamente maturava in me l’idea di un cambiamento, di fare qualcosa laggiù, pensavo a una struttura turistica tutta mia. Per diverso tempo è stata solo un’idea e nulla più, ma rappresentava per me la libertà dalla routine», racconta Paola.

Così quasi per curiosità inizia a cercare qualche possibile soluzione tra vecchie masserie e pajare pericolanti, prendendo contatti e viaggiando verso Capo di Leuca anche solo per un giorno. Nel gennaio 2012, in uno di questi viaggi verso sud in giornata, trova quello che aveva cercato a lungo: un antico palazzo salentino, con soffitti a volte e camini in pietra leccese. «Avevo trovato il mio posto, o lì o in nessun altro luogo. L’idea era ormai diventata passione e la certezza di voler cambiar vita». Con molti sacrifici, acquista e ristruttura quello che sarebbe diventato Palazzo San Giovanni, il tutto mentre continua il suo lavoro di segretaria e la sua vita di sempre tra famiglia e amici. Finalmente, nell’aprile 2016, fa il grande salto: lascia il posto fisso e apre la sua Guest House a Morciano di Leuca.

Paola Cagnazzi

Paola dalla Lombardia al Salento, da segretaria full time ad autonoma stagionale. Un bel cambiamento il tuo. Che cosa non ti piaceva più della tua vecchia vita?

«La cosa bizzarra è che la mia vecchia vita mi piaceva e mi piaceva anche il mio impiego al Corriere della Sera. Però avevo un sogno nel cassetto e, soprattutto, pur amando il mio lavoro in ufficio, non riuscivo ad immaginarmi in quel ruolo fino alla pensione. Volevo maggiore autonomia, qualche sfida in più e fu così che il pensiero (fisso!) di realizzare un’attività nel Salento cominciò a diventare sempre più un progetto concreto».

Come è nata concretamente l’idea di aprire la tua Guest House e perché proprio in Salento?

«Ho sempre seguito il mondo del turismo per passione verso il settore in sé e verso i viaggi. Nel 2009 capitai per caso nel Salento, dove non ero mai stata e fu subito colpo di fulmine. Da quel momento cambiarono tutti i miei orizzonti: volevo aprire un’attività in quella terra stupenda e, colpita dalla bellezza dei numerosi palazzi salentini spesso lasciati in abbandono, decisi di trovarne uno per me e realizzarci una piccola struttura ricettiva. Così tornai nel Salento molte volte, anche per poche ore, con voli ad orari assurdi pur di incastrare il mio lavoro con questo progetto che ormai non riuscivo più ad accantonare nella mia testa: era diventato il cardine intorno al quale ruotava tutto il resto. Nessun programma per il mio futuro poteva ormai prescindere dalla mia attività nel Salento. Anche se era solo un’idea o poco più e, soprattutto, anche se mancavano i soldi per realizzarla. A dir la verità solo questo doveva bastare a farmi desistere ma, sinceramente, non mi frenava. Banche, finanziamenti, fondi e quant’altro poteva essere d’aiuto, io lo prendevo in considerazione e valutavo. Sapevo che prima o poi avrei trovato il posto dei miei sogni, adatto a diventare una struttura ricettiva, con il quale ideare un progetto e chiedere un finanziamento. E così è stato, anche se non fu per niente facile e, ahimè, corsi anche qualche rischio».

Nel 2016 fai il grande salto e molli il tuo lavoro. In un periodo storico in cui avere un posto fisso è considerato un privilegio, tu hai deciso di lasciarlo. Immagino che molti ti abbiano preso per matta a lasciare la tua vecchia vita per questa nuova impresa. C’è qualcuno che ti ha sostenuto o viceversa che ha tentato di ostacolarti?

«Avevo tutti contro, tutti tranne mio marito che, insieme a me, nel 2009 scoprì e apprezzò il Salento e che ha condiviso il sogno, l’idea e il progetto. A parte lui, nessun altro. Un paio di amiche mi appoggiarono ma, in generale, ero vista come una pazza: stavo lasciando un ottimo posto fisso, in una grande azienda dove mi trovavo benissimo e dove tanti giovani farebbero di tutto per entrarci. Ma ero considerata pazza anche per l’investimento che avevo fatto, in una zona così lontana da casa, dove non sarei stata sempre presente. Un investimento che era chiaramente al di sopra delle mie possibilità e aveva dei rischi che toglievano il sonno. Ma io ero decisa! Devo però ammettere che non fu facile mandare avanti tutto, negli anni di progettazione e di recupero del palazzo che avevo acquistato, sapendo di non avere l’appoggio, nemmeno morale, di nessuno. I miei genitori non ne volevano sentire parlare; il mio povero papà, che ora non c’è più, andò su tutte le furie quando gli annunciai questo progetto. Un paio d’anni dopo la struttura era finita e pronta e lui, pur gravemente malato, prese un aereo e venne a Morciano a vedere cosa avevo realizzato. Ne fu molto felice. Aveva cambiato idea: bisogna rischiare nella vita e provare a realizzare un sogno».

In che modo ti sei preparata a questa nuova avventura di vita e professionale?

«Con tanto tanto studio, dall’idea al progetto e ancora oggi non ho mai smesso di studiare. Ogni fase ha avuto esigenze di preparazione da parte mia sempre diverse. La finanza agevolata, poi le leggi regionali che normano il settore turistico, i regolamenti comunali, e poi tutto il discorso della contabilità perché, ovviamente, ho aperto un’attività e quindi c’è anche tutto l’aspetto imprenditoriale da seguire. La burocrazia è tanta ed è sfinente, ma si può sopravvivere anche se non si deve mai abbassare la guardia. Non è uno scherzo, non bisogna mai calare l’attenzione, l’attività non va avanti da sola e, per stare sul mercato, bisogna essere dei professionisti».

Con molta fatica, anche economica, acquisti e ristrutturi un antico palazzo salentino nel cuore del centro storico di Morciano di Leuca che in breve diventa un B&B. Parlaci un po’ della struttura. Come si compone? Che stile ha? Quante camere ci sono? Quali sono i servizi che offri ai tuoi ospiti?

«Palazzo San Giovanni è il classico palazzotto salentino, risale al XVII secolo e – sarò di parte – ma è bellissimo! È chiuso intorno a una corte centrale ed è ricco di testimonianze architettoniche antiche. Ci sono camini di fine ‘600 nelle camere, ci sono soffitti altissimi con volte a stella e a botte, c’è una splendida terrazza a cui si accede da una particolare e autentica scaletta, scavata nella profondità di un muro, e che un tempo era utilizzata per seccare le foglie di tabacco. Ci sono però anche tutti i comfort indispensabili per trascorrere una vacanza piacevole, immersi nel Salento più autentico. Il palazzo è protetto dalla Soprintendenza alle Belle Arti di Lecce e quindi ha richiesto una ristrutturazione conservativa piuttosto difficile ma che ha dato ottimi risultati. La struttura ha 2 appartamenti con cucina indipendente, 4 camere e un’affascinante sala colazione che è la stanza più bella e che dà il buongiorno agli ospiti nel bianco candido della sua volta e nella grande luce che l’avvolge».

salento B&B

A chi ti rivolge e chi si rivolge a te? C’è una clientela tipo?

«Palazzo San Giovanni viene scelto principalmente da turisti che non cercano un semplice posto per dormire, ma desiderano scoprire un posto speciale, lontano dal caos delle marine ma, allo stesso tempo, vicinissimo sia alle meravigliose spiagge dello Ionio, sia alla rocciosa costa adriatica. Viene scelto anche da chi non cerca solo il mare: si trova infatti in un punto molto comodo per raggiungere tutte le principali attrazioni sia del Capo di Leuca che di tutto il Salento».

Tante sono le recensioni positive di chi ha alloggiato nel tuo B&B: dalla cucina alla grande ospitalità. Come è il rapporto con i clienti?

«Il rapporto con i clienti è decisamente buono! Ormai mi appresto alla mia quinta stagione, ho incontrato tantissime persone e con alcune di queste ci sentiamo ancora dopo anni. Curo e servo personalmente la prima colazione perché desidero interagire con i miei ospiti, chiedere loro come sta andando la vacanza, aiutarli se non sanno che spiaggia scegliere, capire le loro esigenze e suggerirgli luoghi o esperienze che possano rendere speciale la loro vacanza. Devo dire che riesco in queste operazioni con un certo successo, perché intuisco bene le esigenze di chi ho di fronte e conosco il territorio dove lavoro, quindi posso indirizzare al meglio gli ospiti affinché siano soddisfatti. Ogni ospite è diverso e sta anche a me consigliarlo per il meglio».

Sono sempre più numerose le persone che partono per trovare lavoro al nord oppure per aprire la loro attività all’estero grazie a regimi fiscali vantaggiosi e burocrazia più snella. Tu in controtendenza hai deciso non solo di rimanere in Italia ma di investire al sud. Quanto è difficile nel nostro Paese portare avanti e mantenere un’attività del genere?

«È difficile aprire e portare avanti un’attività. Non ci si rende conto di tante assurde difficoltà finché non ci si sbatte la testa. E non è solo un problema di tasse elevate e burocrazia opprimente, è anche un problema di legalità perché il settore dell’ospitalità soffre tantissimo la piaga dell’abusivismo. Servono interventi dall’alto e su vasta scala, i singoli operatori possono fare poco. Da nord a sud e non viceversa: a dir la verità questo l’ho trovato vantaggioso perché in certe zone del sud ci sono ancora tante opportunità che, al nord, spesso sono già state colte e messe a frutto. Questo mi colpì quando arrivai nel Capo di Leuca: un posto così bello, ma ancora con pochi servizi. C’era grande margine di crescita ed effettivamente molto è cambiato negli ultimi anni. Ma credo ci sia ancora spazio per i giovani che si vogliono mettere in gioco e vogliono dare sfogo ai loro talenti e passioni. La sfida ora è la destagionalizzazione che permetterebbe di lavorare più a lungo, creando nuovi posti di lavoro e nuove opportunità. Sono fiduciosa per il futuro e arriveremo anche a questo!».

Come è cambiata la tua vita da quando hai aperto “Palazzo San Giovanni”?

«È cambiata in meglio! L’attività mi dà sempre molta carica e soddisfazione. Da quando mi sono licenziata dal mio lavoro d’ufficio mi dedico al turismo e a Palazzo san Giovanni tutto l’anno, anche se poi l’apertura per ora è solo stagionale. Mi fa piacere rimanere aggiornata e seguire tutte le novità del settore. Quindi partecipo a fiere ed eventi che mi possono interessare o insegnare qualcosa. Ho molto più tempo libero durante l’autunno e l’inverno, ma poi quando inizia la stagione non ci si ferma un giorno! In generale riesco a dedicarmi molto al mio bambino e, già solo questo, mi basta per dirmi più che soddisfatta della mia scelta».

Palazzo San Giovanni

Che consigli daresti a chi come te sta pensando di lasciarsi tutto alle spalle e buttarsi in una nuova impresa, che sia di vita o lavorativa?

«Il mio personale consiglio è di credere sempre nei propri sogni, ma occorre renderli anche concreti con una progettualità pratica, tecnica e contabile. Pianificare e ripianificare, avvalersi se necessario di professionisti che siano d’aiuto negli aspetti più tecnici, trovare alternative agli ostacoli che si presentano, guardare dritti all’obiettivo e soprattutto avere tanta, tanta pazienza. Studiare e informarsi il più possibile. Non escludere nulla a priori e tenersi sempre a portata di mano un piano B. Non è detto che funzioni al primo colpo, magari occorre aggiustare il tiro o cambiare strategia. Ci vuole tanta costanza! E non mettetevi tutti contro come ho fatto io…».

I tuoi progetti di vita futura?

«I miei progetti, personali e professionali, non possono più prescindere da Palazzo San Giovanni e dalla mia presenza necessaria per diversi mesi nel Salento. Ho molte idee ma non tutte sono realizzabili, almeno nell’immediato. Sicuramente ho in cantiere alcuni eventi culturali e artistici con cui vorrei arricchire il mio palazzo e la vacanza dei miei ospiti. Per la prossima stagione sto infatti pianificando una mostra di pittura, alcune presentazioni di libri e spero anche altro. Vorrei poi implementare la fruizione da parte degli ospiti della terrazza del palazzo che è un luogo apprezzatissimo per il suo panorama, per il suo vento fresco e per le splendide serate che offre. La mia idea di struttura ricettiva non è mai stata solo un posto per dormire, ma un posto da ricordare sempre il sorriso. E quindi continuo a lavorare con questo obiettivo».

Per contattare Paola potete scriverle a questo indirizzo:

[email protected]

Questo il sito di Palazzo San Giovanni:

www.palazzosangiovanni.com/.

Questa la pagina Fb: @palazzosangiovanni; mentre l’account Instagram è

palazzo_san_giovanni

Cell. e whatsapp +39 333 6116273