Monica Lasaponara: professione “Escaper”, esperta di fughe

“Quando sono diventata dirigente, nonostante l’ottimo stipendio e tutti gli annessi benefits, mi sono resa conto che, al di là del prestigio e della fortuna che avevo, banalmente non ero felice. Ed è lì che ho deciso di riprendere in mano la mia vita e darmi da fare per capire quale fosse lo stile di vita che realmente desideravo”. Una consapevolezza che ha portato Monica Lasaponara a cambiare vita, Ora Monica a distanza di tre anni è una escaper, un’esperta di fughe e aiuta chi la contatta a ritrovare uno stile di vita che corrisponda maggiormente al proprio modo di essere.

Monica, sei una escaper, esperta di fughe. Ti andrebbe di spiegare meglio ai nostri lettori di cosa ti occupi?

Tre anni fa ho lasciato il mio lavoro in azienda e da allora molte persone hanno cominciato a chiedermi consigli su come avessi fatto e su come riuscissi a vivere senza avere più uno stipendio fisso. Mi sono accorta di come la mia esperienza rispetto a ciò che avevo vissuto e stavo vivendo, alle scoperte che facevo via via nelle mia nuova vita “fuori dall’ufficio”, riuscisse ad aiutarli a mettere in discussione anche la propria vita e a chiedermi una mano per capire cosa fare e come pianificare la propria “fuga”. Così dopo essermi dedicata alla mia formazione, pur continuando ovviamente a fare altri lavori per poter vivere, ho iniziato a collaborare con Escape the City Londra per poi diventare la prima Escape Coach italiana. Oggi offro percorsi di consulenza personalizzata (di persona o via Skype) e organizzo workshop ed eventi (anche gratuiti, come gli Monday) per aiutare chi lavora, ma sente di non essere al proprio posto, chi non ne può più della vita d’ufficio, di capi, colleghi, orari e modalità che non combaciano con i propri interessi, a trovare la propria strada verso un lavoro, e dunque uno stile di vita, maggiormente nelle loro corde.

Di cosa ti occupavi nella tua “vita precedente”?

Ho lavorato per 15 anni per le principali aziende multinazionali del settore televisivo, occupandomi di marketing e comunicazione.

Monica Lasaponara

Quando hai sentito la necessità di cambiare radicalmente vita?

Pur facendo indubbiamente un bel lavoro, nella mia testa c’era sempre un tarlo. Un tarlo che mi portava a chiedermi quale fosse il senso di quello che stavo facendo: dovermi svegliare tutti i giorni alla stessa ora, passare il tempo prima nel traffico e poi in un cubicolo, dare retta a persone che non avevo scelto, fare cose che andavano fatte esclusivamente in un certo modo, con scadenze assurde o procedure senza significato. Mi sentivo soffocare, tra riunioni interminabili, pranzi mal digeriti e un costante senso di spaesamento rispetto all’impatto che tutto questo poteva avere nel mondo. Quando sono diventata dirigente, nonostante l’ottimo stipendio e tutti gli annessi benefits, mi sono resa conto che, al di là del prestigio e della fortuna che avevo, banalmente non ero felice. Ed è lì che ho deciso di riprendere in mano la mia vita e darmi da fare per capire quale fosse lo stile di vita che realmente desideravo.

Praticamente quali sono i passi da compiere per evadere dalla propria routine?

Il primo passo è decidere di buttarsi, che non vuol dire mollare il lavoro e basta, ma adottare un atteggiamento mentale aperto a mettersi in discussione e, di conseguenza, tenere conto anche di possibili fallimenti. Ogni “fuga” infatti va accuratamente pianificata, in base alle proprie risorse economiche, a chi siamo, e soprattutto allo stile di vita che vorremmo. Non si lascia un lavoro con leggerezza, soprattutto di questi tempi, dunque serve progettare, avere pazienza e soprattutto bisogna uscire dal solito loop del “mi lamento ma non faccio nulla” e iniziare almeno a provarci.

In che modo cerchi di aiutare coloro che ti si rivolgono?

Ognuno arriva da me a un punto diverso della propria vita lavorativa, quindi i passi da fare dipendono da questo. C’è chi non ha risorse economiche, chi ha famiglia e un affitto/mutuo da pagare, chi invece i soldi li ha ma ha paura, chi ha già un’idea di cosa fare e chi invece non sa da dove iniziare. Innanzitutto, dunque, cerco di capire chi ho di fronte. All’inizio il percorso è improntato per assurdo a riacquistare la propria leggerezza, che anni di vita in ufficio e lotta per la sopravvivenza in azienda ci tolgono. Sembrerà strano, ma a volte facciamo fatica a ricordarci cosa accenda davvero la nostra curiosità, quali delle cose che sappiamo fare abbiamo davvero voglia di continuare a fare o meno, di cosa vorremmo fosse piena la nostra vita. Molti si vergognano ad esempio, pensando di non avere il diritto di fare ciò che davvero li fa sentire bene. Sentono il peso del giudizio, la gabbia del ruolo e dello status. Paradossalmente dunque, per scoprire cosa potremmo fare, dobbiamo prima fare un reset della nostra carriera. Da lì poi si inizia a lavorare insieme per trovare la propria idea e renderla reale. Nel mezzo, qualcuno capisce anche di non essere tagliato per il cambiamento. Ma, dall’altra parte, non c’è invece niente di più bello di quando qualcuno mi dice “Grazie, ce l’ho fatta. Ora sono io”.

Cambiare vita è possibile. In che modo?

Partendo dal presupposto che per cambiare bisogna essere pronti a rinunciare a molte cose. Ma anche a scoprire che alla fine nessuna busta paga sicura (e magari conseguente shopping compulsivo) può ripagare la sensazione di libertà che deriva dall’essere padroni del proprio tempo e delle proprie decisioni.

Ti andrebbe di raccontare la storia di un escaper che ti ha colpito di più?

Di persone in questi mesi ne ho incontrate tantissime e ogni storia ha qualcosa di potente e ispirante. Una delle più recenti di cui mi sono innamorata è quella di una giovane donna napoletana, che ha lasciato un ruolo istituzionale di prestigio nel settore pubblico per inseguire la sua passione della barca a vela e farne un lavoro. Oppure l’ex avvocato di un importante studio londinese che ha trasformato la sua passione per gli scacchi in un lavoro redditizio.

Monica Lasaponara

Quali sono i tuoi sogni nel cassetto?

Dal punto di vista lavorativo, mi piacerebbe far sì che sempre più persone possano fare il lavoro che desiderano e secondo le modalità a loro più congeniali. Credo infatti che tutte queste persone messe insieme potrebbero davvero essere in grado di cambiare qualcosa nel mondo e facilitare l’abbandono di modelli lavorativi che imbruttiscono l’animo umano.

Dal punto di vista personale, il mio sogno nel cassetto è invece quello di rendermi del tutto location-independent, ossia poter fare il mio lavoro in qualunque posto nel mondo (preferibilmente vista mare). Per fortuna sono già socia di Impact Hub Roma, uno spazio di co-working – con focus sull’innovazione sociale – che fa parte di una rete presente in oltre 80 città nel mondo. Posso dire dunque di avere già un ufficio pronto, ovunque la mia libertà voglia portarmi!

Prossimi eventi:

Escape Monday Milano 28 novembre:

https://escapemondaymilan28novembre2016.eventbrite.co.uk

[evento gratuito]

Escape Workshop “Come progettare il tuo piano di fuga dall’ufficio”:

Milano, 29 novembre

https://escapeworkshopmilano.eventbrite.it

Roma, 3 dicembre

https://escapeworkshoproma.eventbrite.it

[workshop a pagamento, durata tre ore]

Per contattare Monica

Mail: [email protected]

www.monicalasaponara.it

www.facebook.com/monica.lasaponara

https://medium.com/@monicalsp

A cura di Nicole Cascione

Monica Lasaponara - ESCAPER