Marta Ajò: io giornalista e scrittrice

Se torno indietro nel tempo direi che mi è sempre piaciuto scrivere e raccontare ma non ho mai pensato al mio futuro come giornalista o scrittrice.

La vita mi ha fatto fare un percorso molto difficile e tortuoso sia dal punto di vista personale che lavorativo.

Anzi, direi che il mio sogno era fare la pittrice, la scenografa, ed ho coltivato molto questi interessi.

I miei genitori erano però contrari all’ambiente artistico ed hanno fatto di tutto per osteggiarmi facendomi fare un iter scolastico tipicamente femminile, più consono all’educazione delle “signorine”…ma per fortuna erano altri tempi e altra mentalità. L’unica cosa che mi hanno concesso fu un corso privato di arredamento dove si studiava molta storia dell’arte e ci davano un’infarinatura di architettura.

Purtroppo il fallimento economico dell’azienda di mio padre mi ha portato a confrontarmi con la vita molto prima di aver terminato gli studi (che però ho completato dopo, mentre lavoravo). Non mi sono mai abbattuta ed ho sempre cercato la dignità in ciò che facevo.

Mi sono improvvisata vetrinista (ed ho vinto due primi premi per la miglior vetrina), poi consulente d’arredo antico (grazie a quel corso…). In quel periodo i miei sogni sembravano spezzati ed andai un anno a Parigi per studiare alla Sorbona. Successivamente mio padre mi avvertì che in un centro di ricerche internazionali cercavano una segretaria che conoscesse le lingue straniere e siccome io ero pronta a raccogliere ogni occasione, ogni sfida che il destino mi avesse messo sulla strada, accettai e tornai.

Diciamo che il ruolo di segretaria mi stava stretto e dopo poco più che fare la segretaria collaboravo agli studi, mi appassionavo, leggevo pile di riviste, quotidiani stranieri da tutto il mondo…un mondo di conoscenze senza limiti ed avevo 21 anni. Quando mi chiamarono ad insegnare, capii che ormai avevo troppi interessi altrove. Continuai a studiare e lavorare. Quando mi sono sentita pronta ho scritto la mia prima ricerca e…apriti cielo! Cosa voleva o pretendeva quella ragazzina, per di più donna; come pensava di poter firmare un suo pezzo; come poteva pensare di fare ciò che facevano gli altri (tutti uomini)?

Sono stata boicottata in tutti i modi, ma non mi sono arresa e piano piano mi sono fatta spazio fino ad affrontare una delicata missione internazionale in un paese a rischio (mi ci hanno mandato solo perché nessuno aveva il coraggio di farlo ed io invece avevo il coraggio dell’incoscienza ) che conclusi brillantemente. La storia fece si che la rivista chiudesse e ricominciai in altro luogo il cammino, sempre partendo da un gradino più basso, sempre boicottata, stavolta da uomini e donne (più grandi) ma, potete scommetterci che ce l’ho messa tutta anche questa volta.

Il mio non era un lavoro proprio da giornalista, diciamo che era un lavoro impegnato nella politica, nel sociale ecc. e scrivevo per un quotidiano, l’Avanti! e collaboravo con altre testate. In tutto quel periodo mi sono impegnata molto nelle politiche per le donne e credo di avere fatto molte cose in quella direzione. Perciò mi sono dedicata a scrivere più che altro articoli e saggi inerenti queste tematiche.

Nello stesso periodo sono finalmente diventata giornalista. In quegli anni ho scritto alcuni libri:”Guida ai diritti delle donne immigrate”, ed. Il Ventaglio, 1995; “Donna, Immigrazione, Lavoro“, ed. Ventaglio, 1994; “Il lavoro nel mezzogiorno tra marginalità e risorse”, Ed.Ministero del Lavoro, 1987; “Donne e Lavoro“, Ed. Ministero del lavoro, 1986; “La donna nel socialismo Italiano”, Edizioni Lerici. 1979.

Essi andavano dunque sempre in una direzione, mentre dentro di me covava da tanto il desiderio di scrivere di altro. E’ vero che ho sempre scritto poesie e racconti ma non li ho mai portati a termine e spesso li ho gettati pensando di non essere all’altezza; inconsciamente rimandavo al momento in cui lo scrivere per me potesse diventare una priorità rispetto allo scrivere per altri. E ci sono riuscita, ma non è stato facile né indolore. Il tempo per me l’ho infatti trovato solo quando ho perso il lavoro a causa di eventi esterni alla mia persona, evento che mi ha lasciato come un pugile tramortito.

Il mio segno zodiacale è il Toro: forse quello mi ha aiutato, perché è un segno caparbio, che non si arrende!

Insieme ad altre colleghe che avevano gli stessi problemi, abbiamo fondato un’ agenzia d’informazione sul web ed è stato come buttarmi dalla finestra perché non conoscevo niente di internet, peggio: di word. Quindi, ancora una volta, mi sono cimentata ed ho studiato facendo pratica. Poi, mi sono gettata da vera kamikaze, in un’altra esperienza progettando e dirigendo il primo sito internet della Commissione Nazionale di Pari Opportunità presso la Presidenza del Consiglio, un sito pilota nella Pubblica Amministrazione che mi ha fatto conoscere come giornalista sul web e mi ha dato grandi soddisfazioni per otto anni; anni in cui ho continuato a coltivare il mio rapporto con il mondo delle donne e le loro istituzioni, sono stata inviata a molte conferenze, inviata all’estero…sicuramente un’esperienza molto positiva e dove ho incontrato anche alcune persone splendide.

Infine ho deciso di aprire un mio sito e nel 2005 ho creato: www.donneierioggiedomani.it

un portale d’informazione sempre in crescita che è diventato un vero lavoro. In internet ci sono tantissime donne in gamba, tantissime colleghe, donne straordinarie che fanno più o meno lo stesso mestiere, con le quali ci si incontra, confronta e si collabora.

Infine la mia totale passione: i romanzi!

Il primo è stato “Il trasloco” Pagine Editore, ed ora “Un tè al cimitero” Albatros & Il Filo Editore (lo si può ordinare in libreria o acquistare tramite IBS, o presso il bookshop del Filo on line). Ne ho almeno altri due nel cassetto che aspettano di essere amati e ne ho cominciato un altro, con cui ragiono ogni sera prima di dormire!

No, non è stato un percorso facile e se dovessi dire oltre il tempo è anche la storia che ho attraversato e mi ha attraversata che hanno lavorato per me; io sono uscita fuori solo quando entrambi, il tempo e la mente, sono stati maturi.

Marta Ajò

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Marta Ajo ha scritto di recente un romanzo: Un tè al Cimitero  Albatros & Il Filo Editore.

Un negozio di fiori vicino al cimitero non è cosa insolita. Lo è, però, la sua proprietaria. La fioraia incontra, ogni giorno, persone diverse che entrano nel suo esercizio portandosi dietro la loro vita, il loro passato, una strada già percorsa e una da percorrere. Offre loro un tè, fresco d’estate, caldo d’inverno, creando nel suo locale, un luogo dove si può raccontare se stessi e confrontarsi con il passato. Giulia, Lina, la Fioraia, il Commissario, il Siciliano, alcuni fra i protagonisti di un mondo, il mondo, che Marta Ajò ci regala descrivendolo con leggerezza e serenità, regalando a tutti il dolce-amaro che fa parte della vita di tutti i giorni.