Francesca: mi sono trasferita in Georgia

A cura di Maricla Pannocchia

Quando pensiamo alle mete in cui trasferirsi all’estero, solitamente ci vengono in mente Londra, le isole Canarie o magari la Thailandia, ma Francesca ha scelto un Paese ancora poco conosciuto, la Georgia. Nonostante le difficoltà del vivere in un Paese ancora ricco di contraddizioni, che sono aumentate con l’arrivo di moltissimi russi, Francesca ha trovato la sua dimensione vivendo a Tbilisi.

La sua routine è scandita dal lavoro, dalla piscina e dalle uscite con gli amici. Francesca sconsiglia un trasferimento in Georgia in questo periodo, proprio per via dell’arrivo di così tante persone dalla Russia, che ha portato con sé anche un aumento dei prezzi per quanto riguarda i prodotti alimentari e gli affitti, ma incoraggia tutti a scoprire di più su un Paese bellissimo, caratterizzato da un popolo accogliente e ancora lontano dal turismo di massa.

Italiani che vivono e lavorano in Georgia: Francesca Rossi si racconta

Ciao Francesca, raccontaci qualcosa di te…

Classe 1992, nata sotto il segno del Sagittario e viaggiatrice curiosa. Le Alpi ossolane e il Río de la Plata fanno parte del mio patrimonio genetico. Amo le chiacchierate con papà sorseggiando mate, le maschere di bellezza coreane e l’ospitalità centrasiatica. Grazie ad Albano e Romina Power sono riuscita a fare breccia nel cuore delle persone incontrate nei luoghi più impensabili al di là dell’ex Cortina di Ferro. Disciplinata, solare, osservatrice e sensibile viaggio da sola (non sempre, ma quasi) da quando avevo 18 anni.

Cosa ti ha spinta a lasciare l’Italia?

Ho deciso di lasciare l’Italia non per ragioni economiche o puramente lavorative, ma per un grande desiderio di vivere una quotidianità diversa e di sentirmi straniera in terra straniera.

Come mai hai deciso di trasferirti proprio in Georgia?

Per tutti gli amanti della geopolitica e dello spazio ex Sovietico, credo che la Georgia incarni in pieno questi due aspetti. La leggendaria ospitalità caucasica e l’ottimo cibo hanno rafforzato la mia idea di trasferirmi qui.

Dove abiti di preciso e di cosa di occupi?

Vivo nella capitale più frizzante del Caucaso ovvero Tbilisi. Lavoro come insegnante di lingue online e come segretaria part-time presso un istituto europeo.

Com’è la tua vita quotidiana?

Durante la settimana mi sveglio molto presto e mi concedo una ricca colazione prima di andare in piscina, dopodiché vado in ufficio, torno a casa per pranzo e poi mi collego con i miei studenti. Alla sera lavoro oppure incontro i miei amici.

Francesca Rossi Georgia

Come sei stata accolta dalla gente locale?

L’accoglienza caucasica è veramente unica e le persone ti fanno sentire parte di una grande famiglia. Qui ho trovato una seconda famiglia a migliaia di chilometri di distanza da casa. La gente della capitale è sicuramente meno calorosa rispetto alle persone incontrate nei villaggi o nei centri minori. Purtroppo negli ultimi mesi, a causa dello scoppio della guerra in Ucraina e dell’arrivo di centinaia di migliaia di russi, l’atmosfera è diventata tesa e sono stata mio malgrado coinvolta in un paio di spiacevoli episodi solamente per essermi rivolta a qualcuno in russo.

Avevi qualche paura specifica prima di partire?

L’unica paura che ho e non ho ancora superato è quella di volare 

Come valuteresti il rapporto costo/qualità della vita?

A causa dell’arrivo di centinaia di migliaia di russi (non si conoscono i numeri esatti, si parla di circa 300.000 persone) i prezzi dei prodotti alimentari e degli affitti sono triplicati, se non addirittura quadruplicati. Uno stipendio medio a Tbilisi si aggira intorno alle 400 Euro e le pensioni sono sui 100 Euro. Per i nostri canoni occidentali mangiare fuori e i trasporti restano decisamente a buon mercato. Una cosa a cui do molto valore è la sicurezza in questo Paese. Posso rientrare a casa tardi e nessuno mi dà alcun fastidio. La microcriminalità è praticamente inesistente.

I servizi per la vita quotidiana di tutti i giorni funzionano bene?

I mezzi di trasporto pubblici all’interno di Tbilisi (metropolitana e autobus) funzionano molto bene e sono sempre puntuali. Per raggiungere le altre località georgiane il mezzo più sicuro è il treno. I georgiani hanno una guida decisamente sopra le righe e spericolata, ove possibile evito di prendere le mtschrutke (minibus) e i taxi condividisi (il mese scorso sono stata coinvolta in un incidente stradale). Aprire un business qua in Georgia è molto semplice e la politica di migrazione consente di rimanere un anno con un visto turistico (ciò al momento gli si sta ritorcendo contro per quanto riguarda la questione russa). Siamo sempre in un Paese post-sovietico, dove non esiste un vero e proprio servizio al cliente che sia adeguato.

Francesca Rossi Georgia

Cosa si fa in Georgia per divertirsi?

Tbilisi è la capitale della musica techno e il locale più famoso al riguardo è il Bassiani. La vita notturna di Tbilisi è frizzante, con voglia di trasgressione e anche un po’ naif. I georgiani amano passare il tempo davanti a una tavola colma di cibo e circondati da persone care. Si fanno i celebri brindisi scanditi dal Tamada, ovvero colui che detta i tempi di qualsiasi cin cin.

Che consigli daresti a chi volesse trasferirsi lì?

Credo che non sia il momento adatto per trasferirsi in Georgia a causa del delicato periodo che stiamo attraversando. Comunque, consiglierei un periodo di prova qua, perché non è un Paese adatto a tutti. Suggerisco poi di essere aperti nei confronti di una società in fermento e piena di contraddizioni.

Consigli di viaggio…

La Georgia è un Paese ancora sconosciuto alla maggior parte degli italiani. Un piccolo Paese che presenta una grande varietà a livello di paesaggi, un’ottima e variegata cucina locale, una storia ricca e soprattutto un popolo accogliente. Bisogna sapersi adattare agli imprevisti e avere pazienza. Consiglierei di lasciare sempre una mancia nei ristoranti (i camerieri lavorano per lunghe ore e lo stipendio è decisamente misero). Essere rispettosi e ringraziare sempre.

Come hanno reagito parenti e amici davanti alla tua decisione?

I miei genitori ormai sono abituati ai miei spostamenti, mentre alcuni amici erano un po’ dubbiosi sulla situazione geopolitica dell’intera area.

Cos’hai imparato finora?

Ho imparato ad abbandonare le nostre ipocrisie da occidentali e a calarmi nella realtà del Paese. Ho appreso a non dare niente per scontato e ho capito quanto siamo fortunati noi ad avere una vita decisamente più facile rispetto alle persone di qua. Apprezzo la loro fame e voglia di apprendimento, in Occidente c’è un medioevo culturale abbastanza preoccupante. Qui si respira voglia di cambiamento, da noi è noia pura.

Ci sono luoghi poco conosciuti da visitare?

La Georgia è una meta decisamente insolita, quindi tutta da scoprire. Non saprei cosa consigliare, perché ognuno di noi ha gusti diversi (per esempio, io sono molto interessata alla storia del periodo sovietico). Una cittadina che mi sta molto a cuore è Gori e vorrei che le persone non la considerassero semplicemente come la città natale di Stalin, perché essa è molto di più.

Progetti per il futuro?

Continuare a fare ciò che faccio ed essere sempre serena. Mi piacerebbe scrivere un libro sulla Georgia, magari prima o poi questo progetto vedrà la luce.

Per seguire e contattare Francesca:

Facebook: Francesca Rossi

Instagram: @francisporelmundo

E-mail: francisxelmundo@gmail.com