“Non mollare mai”: la storia di Francesco

Una canzone italiana dice “Non mollare mai”, ed è proprio quello che fa ogni giorno Francesco Sciortino, da sempre appassionato di canto. Per Francesco la musica è essenza di vita, tramite essa riesce ad esternare tutte le emozioni e a trasmetterle alla gente. Purtroppo però, Francesco, nonostante tante gratificazioni e complimenti ricevuti, è costretto a vivere nella continua ricerca di un piccolo e meritato posto nel panorama della canzone italiana.

Francesco Sciortino, cantante non mollare

Francesco, raccontaci la tua storia…

“Attualmente vivo in Campania nell’Irpinia, a Monteforte Irpino, in provincia di Avellino. Ho cominciato ad amare il canto e la musica in generale, già dalla tenera età di 3 anni. Quando andavo all’asilo già cantavo “’O sole mio” e ricordo che le suore ed in particolare una, madre Romeo, rimanevano stupefatte nell’ascoltarmi. Nonostante questa mia passione innata per la musica, i miei genitori non hanno capito né tantomeno mi hanno consigliato di intraprendere gli studi musicali presso il conservatorio. Sono nato a Palermo, da papà palermitano e mamma napoletana ed ho vissuto lì per circa 15 anni, dove ho conseguito un attestato come elettricista polivalente. Successivamente ci trasferimmo a Casalnuovo di Napoli, dove cominciai a lavorare da elettricista, pur coltivando sempre la passione per il canto, tanto che mio padre decise di comprarmi la mia prima tastiera. Così cominciai a partecipare ai matrimoni, alle feste di piazza, nei pianobar, insomma a fare la classica gavetta e la gente che mi ascoltava cantare, rimaneva colpita dalla mia voce. A 18 anni partii per il servizio militare a Casale Monferrato ed anche lì, grazie alle mie doti canore, partecipai come cantante a varie manifestazioni. In quelle occasioni, ebbi modo d’incontrare alcuni maestri di canto e tenori che mi consigliarono di intraprendere lo studio del bel canto, giudicando la mia voce di prima qualità. Concluso il servizio di leva, incontrai il maestro Gianni Romano, che mi portò con sé ad Ischia per cantare in una taverna di prestigio: “La vecchia Napoli”, come cantante di punta di classici napoletani insieme ad altri quattro colleghi. In quell’occasione conobbi Mariano Apicella, il menestrello del cavaliere Silvio Berlusconi, con cui tuttora siamo amici. Dopo 3 anni cominciai a lavorare da solo, facendo pianobar in diversi locali, tra cui l’Hotel la Sirenella a Lacco Ameno, il rinomato caffè concerto la Dolce sosta ad Ischia in via Roma, l’Hotel Miramare, il Castello ad Ischia ponte, l’Hotel San Montano a Lacco Ameno, l’Hotel Hermitage e l’Hotel Royal Palace ad Ischia porto ed in molti locali come dancing, ristoranti, etc… Nel frattempo cominciai a prendere lezioni di canto dalla soprano Rosalba Colosimo, del conservatorio Domenico Cimarosa di Avellino, dove conseguii da privatista il diploma di terzo anno di canto.

Francesco Sciortino, cantante  non mollare

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Poi, fino a quando ho potuto, ho proseguito gli studi col maestro tenore del San Carlo di Napoli, Luigi Giordano Orsini. A causa della frana che ha colpito l’isola d’Ischia qualche anno fa, ho perso il lavoro, gli strumenti e la macchina e sono dovuto ritornare a mani vuote sulla terraferma. Da lì ha avuto inizio il mio calvario. Ho cercato invano di trovare lavoro come musicista ed ho ottenuto solo molte promesse e qualche partecipazione saltuaria a delle feste. Al momento sono in attesa di alcune risposte di lavoro per quanto riguarda la mia professione di cantante e sono attualmente disoccupato. Ho fatto anche qualche serata col bravo Sal Da Vinci, a cui è molto piaciuta la mia voce e con il bravo Luca Sepe, il quale mi ha detto una cosa che mi ha molto colpito: “Se non hai soldi o amicizie importanti, puoi essere Dio ma non vai da nessuna parte”. Ho lavorato ad Ischia, a Napoli, a Palermo, a Biel in Svizzera, ad Hamburg in Germania, ad Ovindoli, a Macerata, etc… Ho fatto anche due casting per la quinta e la sesta edizione di X-Factor ed il risultato è stato soddisfacente. Purtroppo però, una volta arrivati alla scrematura della prima fase di ammissione, sono sorti i soliti problemi: l’età (ho 37anni), i soldi e la bellezza! Tutte queste esperienze mi hanno portato alla consapevolezza che il mondo dei giovani talenti in Italia, sia penalizzato nel ramo artistico. All’estero invece, se hai delle qualità ti rispettano per quello che sei e per quello che vali, ti offrono la possibilità di esibirti e soprattutto, ti pagano e ti inquadrano come la legge comanda. Sono precisi e corretti, cosa che purtroppo non accade in Italia. Basti pensare a Milva, ad Albano e allo stesso Celentano…tutti hanno cominciato in Germania, per poi arrivare in Italia. Perciò sono fermamente convinto che emergere nel contesto musicale italiano è un miracolo piovuto dal cielo. In Italia, mi sono scontrato contro la falsità, l’odio, la rivalità, la gelosia, l’accattonaggio, la speculazione e con le persone dalle promesse facili. Insomma funziona così: o hai i soldi o hai le giuste amicizie o sei game over! Le innumerevoli persone che mi hanno ascoltato cantare negli alberghi, durante le cerimonie e nelle piazze, si commuovevano e addirittura si alzavano in piedi per applaudire, come ha fatto anche il paroliere Mimmo di Francia (che scrive testi per Peppino di Capri), come hanno fatto Marina Ripa di Meana, Renato Zero, Vincenzo Salemme e tanti altri. Tutti si sono complimentanti con me, ritenendomi un talento e augurandomi tanta fortuna. Ma alla fine, è proprio la fortuna che loro mi hanno augurato che mi manca. Il mio desiderio più grande, è quello di farmi ascoltare dai grandi maestri del panorama musicale e avere così la possibilità di poter cantare in tv sulle reti nazionali ed internazionali. In alternativa, se questo non dovesse accadere, mi accontenterò di cantare in splendide strutture eleganti a 5 stelle o nei caffè concerto di un certo livello e grandi eventi! Perché per me la musica è essenza di vita, tramite essa riesco ad esternare tutte le mie emozioni e a trasmetterle alla gente. Perché quando canto, sto bene con me stesso. “

Francesco Sciortino

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A cura di Nicole Cascione