Felice Infante e la sua 107esima maratona

Una vita sempre di corsa quella di Felice Infante, nato a Foggia 65 anni fa, che ne ha dedicati ben 45 allo sport. Ha partecipato ad oltre 1600 gare, tra cui 106 maratone e diverse gare di mezzofondo, ottenendo numerosi riconoscimenti in più occasioni. Organizzatore di manifestazioni sportive, corrispondente di riviste specializzate nazionali come “Correre”, tecnico, giudice di gara e dirigente FIDAL, Felice è inarrestabile ed ora, a 65 anni, si prepara a correre la sua 107esima maratona.

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“La mia carriera sportiva ha avuto inizio i primi mesi degli anni ‘70. Inizialmente mi dedicavo a questo sport a livello agonistico. Successivamente ho dedicato la maggior parte del mio tempo alla promozione di questo sport e il tempo che rimaneva lo dedicavo a me stesso. Ho corso maratone in tutto il mondo e in diverse occasioni mi è capitato di incontrare i miei connazionali residenti all’estero e di essere ricevuto da alcune autorità del luogo. Più volte ho avuto anche il piacere di organizzare eventi a scopo benefico per aiutare persone in difficoltà o ragazzi diversamente abili. I Paesi a cui sono rimasto più legato sono gli Usa e la Spagna, dove ho partecipato alla Barcellona-Sevilla-Madrid e dove, il prossimo 16 novembre, parteciperò alla 34esima Maraton Valencia Trinidad Alfonso, a Valencia. Nei mesi scorsi, ho partecipato alla maratone di Gerusalemme a marzo, e a quella di Helsinki ad agosto.

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Non mi fermo mai, sono inarrestabile, sono sempre pronto ad affrontare nuove sfide, sfide per cui occorre una buona preparazione. Personalmente mi alleno abitualmente correndo due ore al giorno, perché per affrontare una maratona, bisogna prima di tutto allenarsi con estrema tranquillità, secondo le proprie possibilità e, soprattutto, essere pronti mentalmente ad affrontare molti, molti chilometri. Tra le diverse maratone, non c’è una che mi ha particolarmente emozionato più dell’altra, tutte le 106 maratone corse sono state emozionanti allo stesso modo, perché tagliare il traguardo nelle città più belle del mondo, regala emozioni indescrivibili. La maratona di Valencia per me sarà la 107esima, una nuova sfida mi aspetta ed intendo affrontarla con la massima tranquillità e preparazione. Aver affrontato tutte queste gare, senza mai ritirarmi, in una disciplina così dura come questa e, per giunta ad un’età non più giovane, è fonte di grande soddisfazione per me. Al mondo sono una decina i corridori che hanno raggiunto simili risultati. Un’attività fisica così intensa all’età di 65 anni non è cosa da poco. Bisogna avere una storia sportiva alquanto solida. Bisogna aver vissuto una vita da atleta priva di quegli eccessi che molte volte siamo portati a fare, ma soprattutto, è molto importante riconoscere i propri limiti e quindi capire quando fermarsi, per il resto bisogna anche divertirsi in quello che si fa. Sono del parere che per stare bene bisognerebbe fare sempre attività fisica, anche in piccole dosi, perché fare sport fa stare bene sia psicologicamente che fisicamente. Se poi ci si vuole avvicinare alla maratona, in quel caso sicuramente bisognerebbe farlo per gradi e con l’aiuto di un esperto.

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La corsa mi ha regalato una vita ricca di soddisfazioni. In più di 40 anni ho conseguito degli ottimi risultati agonistici, ho trasmesso la mia passione ovunque andassi (in Italia, sul lavoro, nella mia regione, nella mia città, nel mio quartiere) e sono riuscito a far correre anche i sedentari più incalliti di questo mondo. Ma la cosa più bella è che questo sport mi ha offerto l’occasione di avere amici sparsi in tutto il mondo. In questa attività ho messo e continuo a metterci tutto il mio impegno e l’ho sempre fatto senza mai alcuno scopo di lucro, solo per passione, affiancato anche dalla mia famiglia che mi è stata sempre vicino in un cammino di vita per me eccezionale. Mi sento una persona molto fortunata, perché nel mio piccolo ho reso felice tanta gente”.

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