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	<title>Voglio Vivere Così Magazine </title>
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	<description>Mollo tutto e cambio vita!</description>
	<lastBuildDate>Fri, 07 Aug 2026 16:28:06 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Ibiza in famiglia: Le spiagge più sicure e i piani migliori per viaggiare con i bambini</title>
		<link>https://www.voglioviverecosi.com/ibiza-in-famiglia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Castagna]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Aug 2026 16:10:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Viaggiare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ibiza in famiglia: Le spiagge più sicure e i piani migliori per viaggiare con i bambini Quando si pensa a Ibiza, l&#8217;immaginario corre subito ai beach club, alla movida e alle notti che sembrano non finire mai. Eppure, l&#8217;isola delle Baleari nasconde un&#8217;anima molto più tranquilla, fatta di calette riparate, acque cristalline e paesaggi mediterranei [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2><b>Ibiza in famiglia: Le spiagge più sicure e i piani migliori per viaggiare con i bambini</b></h2>
<p>Quando si pensa a <b>Ibiza</b>, l&#8217;immaginario corre subito ai beach club, alla movida e alle notti che sembrano non finire mai. Eppure, l&#8217;isola delle Baleari nasconde un&#8217;anima molto più tranquilla, fatta di calette riparate, acque cristalline e paesaggi mediterranei che la rendono una meta ideale anche per chi viaggia con i bambini.<a name="section"></a></p>
<p>Scegliendo le zone giuste e programmando il soggiorno nei periodi meno affollati, è possibile vivere una vacanza rilassante tra spiagge sicure, borghi sul mare e attività all&#8217;aria aperta. Le dimensioni contenute dell&#8217;isola permettono inoltre di spostarsi facilmente da una località all&#8217;altra, rendendo semplice esplorare alcune delle baie più belle senza affrontare lunghi tragitti in auto.</p>
<p>In questa guida scopriamo <b>le migliori spiagge di Ibiza per famiglie</b>, le aree più adatte dove soggiornare con i bambini e qualche idea per rendere la vacanza ancora più piacevole, tra natura, mare ed escursioni.</p>
<h2><a name="le-spiagge-di-ibiza-più-adatte-alle-famiglie"></a> <b>Le spiagge di Ibiza più adatte alle famiglie</b></h2>
<p>Tra i punti di forza dell&#8217;isola ci sono le numerose baie protette, caratterizzate da <b>fondali bassi</b>, <b>acque calme</b> e <b>sabbia soffice</b>, perfette per chi viaggia con bambini.</p>
<h3><a name="cala-llonga"></a><b>Cala Llonga</b></h3>
<p>Situata tra Ibiza Città e <b>Santa Eulària des Riu</b>, <b>Cala Llonga</b> è una delle <a href="https://www.voglioviverecosi.com/spiagge-di-ibiza.html">spiagge più belle di Ibiza</a> e una delle più apprezzate dalle famiglie. La baia è ampia e ben riparata, mentre il fondale degrada dolcemente, permettendo anche ai più piccoli di fare il bagno in sicurezza.</p>
<p>A pochi passi dalla spiaggia si trovano ristoranti, supermercati, aree gioco e numerose strutture ricettive. Chi sceglie questa zona può soggiornare a <b>Santa Eulària</b>, una delle località più family friendly dell&#8217;isola, perfetta anche per raggiungere facilmente <b>Es Canar</b>, <b>Cala Nova</b> e altre spiagge della costa orientale.</p>
<h3><a name="es-canar-e-cala-nova"></a><b>Es Canar e Cala Nova</b></h3>
<p>A pochi minuti da Santa Eulària si trovano <b>Es Canar</b> e <b>Cala Nova</b>, due spiagge molto apprezzate da chi viaggia con bambini.</p>
<p>Es Canar offre tutti i principali servizi e un fondale che degrada lentamente, mentre Cala Nova, più ampia e immersa nella natura, alterna zone tranquille ad altre più ventilate, amate anche dagli appassionati di sport acquatici.</p>
<p>Soggiornare in quest&#8217;area permette di esplorare facilmente diverse spiagge senza affrontare lunghi spostamenti, mantenendo sempre un&#8217;atmosfera rilassata e adatta alle famiglie.</p>
<h3><a name="cala-vadella"></a><b>Cala Vadella</b></h3>
<p>Sulla costa occidentale, <b>Cala Vadella</b> è una baia raccolta e protetta dalle colline circostanti. La sabbia fine e le acque cristalline la rendono perfetta per trascorrere una giornata in famiglia, alternando bagni, giochi sulla spiaggia e una pausa nei ristoranti affacciati sul mare.</p>
<p>È una buona scelta anche per chi desidera soggiornare nella parte sud-occidentale dell&#8217;isola, lontano dalla movida ma vicino a splendide calette come <b>Cala Carbó</b> e <b>Cala d&#8217;Hort</b>.</p>
<h3><a name="portinatx"></a><b>Portinatx</b></h3>
<p>Nel nord dell&#8217;isola, <b>Portinatx</b> è una delle località più rilassate di Ibiza.</p>
<p>Le sue tre spiagge, con fondali bassi e mare trasparente, sono ideali per i bambini e per chi ama fare snorkeling. Rispetto ad altre aree dell&#8217;isola è meno affollata anche in alta stagione.</p>
<p>Soggiornare qui significa avere a portata di mano alcune delle baie più suggestive del versante settentrionale, perfette per chi cerca tranquillità e natura.</p>
<h3><a name="cala-bassa"></a><b>Cala Bassa</b></h3>
<p>Tra le spiagge più famose di Ibiza, <b>Cala Bassa</b> conquista per il mare turchese, la sabbia dorata e i fondali bassi.</p>
<p>Arrivando nelle prime ore del mattino è possibile godersi questo angolo di costa con maggiore tranquillità. Chi soggiorna nei dintorni di <b>Sant Antoni de Portmany</b>, preferibilmente nelle zone più tranquille lontane dal centro, può raggiungere facilmente sia Cala Bassa sia la vicina <b>Cala Comte</b>, celebre per le sue acque dai colori caraibici.</p>
<h3><a name="es-figueral-e-cala-blanca"></a><b>Es Figueral e Cala Blanca</b></h3>
<p>Chi preferisce le zone meno battute dovrebbe dirigersi verso <b>Es Figueral</b>, sulla costa nord-orientale dell&#8217;isola. Qui il paesaggio è più selvaggio e rilassato, con spiagge come <b>Cala Blanca</b> e la vicina <b>Aigües Blanques</b>, ideali per chi cerca acque limpide e un&#8217;atmosfera tranquilla.</p>
<p>È anche una delle aree migliori dove soggiornare con i bambini, grazie ai ritmi lenti e alla vicinanza di numerose spiagge facilmente raggiungibili in auto.</p>
<p>Per chi desidera una struttura direttamente sul mare, l&#8217;<a href="https://www.invisahoteles.com/it/hotel-ibiza/hotel-cala-blanca-es-figueral/"><b>Invisa Hotel Club Cala Blanca</b></a> rappresenta una soluzione particolarmente indicata per le famiglie, grazie alle piscine dedicate, ai programmi di animazione e alla posizione privilegiata sulla spiaggia di Es Figueral.</p>
<h2><a name="qualche-idea-oltre-la-spiaggia"></a><b>Qualche idea oltre la spiaggia</b></h2>
<p>Anche se il mare resta il protagonista di una vacanza a Ibiza, l&#8217;isola offre diverse attività pensate anche per le famiglie. Una passeggiata tra i vicoli di <b>Dalt Vila</b>, il centro storico dichiarato Patrimonio UNESCO, permette di scoprire bastioni, piazzette e scorci panoramici che incuriosiscono anche i più piccoli.</p>
<p>Chi ama la natura può trascorrere qualche ora nel <b>Parco Naturale di Ses Salines</b>, dove, in alcuni periodi dell&#8217;anno, è possibile osservare i fenicotteri nelle saline, oppure percorrere uno dei facili sentieri costieri che conducono a punti panoramici e calette meno conosciute.</p>
<p>Per i bambini più curiosi, meritano una visita anche l&#8217;<b>Acquario Cap Blanc</b>, ricavato all&#8217;interno di una grotta naturale e dedicato alla fauna marina del Mediterraneo, e il <b>Mercatino Hippy di Punta Arabí</b>, a Es Canar, dove tra bancarelle, musica dal vivo e laboratori artigianali si respira l&#8217;anima più autentica dell&#8217;isola.</p>
<p>Infine, una breve escursione in barca lungo la costa rappresenta un&#8217;esperienza che mette d&#8217;accordo tutta la famiglia: permette di raggiungere baie accessibili solo via mare, fare snorkeling nelle acque più limpide e ammirare Ibiza da una prospettiva diversa.</p>
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		<item>
		<title>Vivere a Dublino: la Fáilte Ireland lancia la Corporate Strategy 2026-2029</title>
		<link>https://www.voglioviverecosi.com/vivere-a-dublino-la-failte-ireland-lancia-la-corporate-strategy-2026-2029.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bagaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 08:37:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tracking: Curiosità dal Mondo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Fáilte Ireland, l’ente nazionale responsabile dello sviluppo del turismo nella Repubblica d&#8217;Irlanda, ha presentato una nuova strategia che guiderà il settore turistico nei prossimi tre anni. Anche se la Corporate Strategy 2026-2029 riguarda tutto il Paese, Dublino rimane la principale porta d’accesso e beneficerà degli obiettivi della strategia quali la crescita sostenibile, lo sviluppo del [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><i><b>Fáilte Ireland</b></i>, l’ente nazionale responsabile dello sviluppo del turismo nella Repubblica d&#8217;Irlanda, ha presentato <b>una nuova strategia che guiderà il settore turistico nei prossimi tre anni.</b></p>
<p>Anche se la <i>Corporate Strategy 2026-2029</i> riguarda tutto il Paese, <b>Dublino rimane la principale porta d’accesso</b> e <b>beneficerà degli obiettivi della strategia</b> quali la crescita sostenibile, lo sviluppo del turismo gastronomico e di quello <i>outdoor</i> nonché una maggiore attenzione alla tecnologia.</p>
<p>Lo scopo della <i>Corporate Strategy 2026-2029</i> non è semplicemente quello di aumentare il numero di visitatori ma di <b>puntare alla destagionalizzazione</b>, migliorando la loro esperienza e distribuendo i flussi turistici in varie zone del Paese.</p>
<p>La capitale irlandese vuole <b>rafforzare la propria offerta gastronomica</b> valorizzando i prodotti locali, i mercati, le esperienze culinarie autentiche e le collaborazioni tra chef, produttori e operatori turistici. Questo nuovo tipo di offerta può aumentare la durata della permanenza dei visitatori a Dublino, sostenere i piccoli produttori irlandesi e <b>differenziare la città da altre capitali europee.</b></p>
<p>Sulla stessa scia, <b>le esperienze </b><i><b>outdoor</b></i>, ovvero quelle all’aria aperta, ambiscono a far diventare parte dell’offerta turistica attività come le camminate lungo la baia di Dublino, i grandi parchi urbani e i collegamenti con le aree naturali nelle vicinanze. Il programma punta a <b>favorire un turismo più sostenibile</b>, distribuendo meglio i visitatori durante l’anno e <b>creando nuove opportunità per gli operatori e le imprese locali.</b></p>
<p>Grande attenzione viene data, inoltre, alla <b>tecnologia</b>.</p>
<p><b>Dublino è il principale polo tecnologico irlandese</b> e come tale sarà al centro della trasformazione digitale del settore. La strategia prevede <b>un maggior utilizzo dell’Intelligenza Artificiale</b>, un marketing digitale più efficace, la digitalizzazione delle imprese turistiche e l’uso di strumenti pensati per analizzare i dati sui visitatori.</p>
<p>Lo scopo è far sì che, entro il 2030, <b>il 90% delle imprese turistiche irlandesi utilizzi strumenti digitali avanzati </b>e almeno il 25% di queste realtà faccia uso dell’Intelligenza Artificiale. Questi cambiamenti permetteranno di <b>comprendere meglio i trend turistici</b>, di distribuirli nelle aree del Paese meno congestionate, di <b>migliorare l’efficienza delle imprese</b> e di far crescere la competività nazionale.</p>
<p>La <i>Corporate Strategy 2026-2029</i> firmata <i>Fáilte Ireland</i>, quindi, ha l’obiettivo di <b>aumentare la qualità del turismo nel Paese</b> in generale e a Dublino in particolare. La maggior parte dei visitatori, infatti, entra in Irlanda attraverso la sua capitale e molte persone si fermano solo lì. Trasformare Dublino in <b>una città in grado di attirare turisti anche nei mesi di bassa stagione</b> significa favorire la più forte porta d’ingresso per il resto dell’Irlanda e la capitale stessa diventerà <b>una città più moderna, sostenibile e resiliente </b>capace di richiamare visitatori con <b>un’offerta multisfaccettata</b> che spalma i flussi turisitici su tutto l’anno.</p>
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		<item>
		<title>Vivere a Dubai: partnership strategica fra Dubai DET e Amadeus per la tecnologia nel turismo</title>
		<link>https://www.voglioviverecosi.com/vivere-a-dubai-partnership-strategica-fra-dubai-det-e-amadeus-per-la-tecnologia-nel-turismo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bagaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 07:48:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tracking: Curiosità dal Mondo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’accordo fra il Dubai Department of Economy and Tourism (DET), ente che gestisce la strategia turistica ed economica di Dubai, e Amadeus, azienda globale specializzata in tecnologie per il settore dei viaggi, formalizzato attraverso un’intesa strategica che definisce le aree della futura collaborazione, ha lo scopo principale di creare un ecosistema dedicato allo sviluppo della [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’accordo fra il <i><b>Dubai Department of Economy and Tourism (DET)</b></i>, ente che gestisce la strategia turistica ed economica di Dubai, e <b>Amadeus</b>, azienda globale specializzata in tecnologie per il settore dei viaggi, formalizzato attraverso un’intesa strategica che definisce le aree della futura collaborazione, ha lo scopo principale di <b>creare un ecosistema dedicato allo sviluppo della </b><i><b>travel technology</b></i><b> a Dubai.</b></p>
<p>Questo riguarda le tecnologie applicate al settore dei viaggi, i cui obiettivi sono:</p>
<ul>
<li>Accelerare lo sviluppo di nuove soluzioni digitali per il turismo;</li>
<li>Usare dati e tecnologie avanzate per far sì che il settore turistico sia più efficiente;</li>
<li>Migliorare l’esperienza dei visitatori;</li>
<li>Rafforzare il ruolo di Dubai come centro per l’innovazione nel settore dei viaggi.</li>
</ul>
<p>La città emiratina, inoltre, è una delle più visitate al mondo. <b>Nel 2025 Dubai ha accolto 19,59 milioni di visitatori internazionali</b> e ogni anno attrae <b>investitori</b> provenienti da ogni parte del globo grazie a benefici a loro riservati, come la <b>fiscalità agevolata.</b></p>
<p>Nonostante il recente periodo in cui Dubai si è ritrovata protagonista indiretta del conflitto che ha interessato la regione, la città non solo è rimasta in piedi ma è tornata velocemente allo stile di vita e al progresso che l’hanno sempre caratterizzata. In quello scenario <b>Daniele Pescara, l’interlocutore d’eccellenza per l’informazione nazionale a Dubai, quale imprenditore italiano residente a Dubai, è stato una voce autorevole che ha parlato agli italiani </b>in città e a quelli in patria utilizzando esclusivamente notizie provenienti da fonti affidabili.</p>
<p>La partnership strategica fra il <i>Dubai Department of Economy and Tourism (DET)</i> e Amadeus è particolarmente importante perché unisce <b>turismo, tecnologia, sostenibilità ed efficienza</b>. Le principali aree di collaborazione includono:</p>
<ul>
<li><i><b>Travel technology e innovazione digitale</b></i>. L’obiettivo è sviluppare e sperimentare nuove tecnologie per il turismo, sfruttando l’AI per analizzare grandi dati turistici, prevedere le tendenze di viaggio e migliorare la personalizzazione dei servizi.</li>
<li><b>Miglioramento dell’esperienza del turista.</b> Questo ramo include tutta la fase di viaggio della persona, dalla pianificazione ai servizi in loco. Lo scopo è usare la tecnologia per creare un’esperienza fluida.</li>
<li><b>Biometria.</b> La biometria rende possibile l’utilizzo di caratteristiche personali, come il riconoscimento facciale, per semplificare alcune procedure. Applicata al turismo, la biometria può facilitare l’identificazione, la riduzione dei tempi di controllo e gli accessi digitalizzati.</li>
<li><b>Ottimizzazione dell’esperienza aeroportuale</b>. L’aeroporto è il primo punto di incontro fra il visitatore e una città. Per questo, la partnership ambisce a usare la tecnologia per gestire i flussi di passeggeri, organizzare i servizi aeroportuali e l’efficienza delle operazioni. Questo punto è cruciale per Dubai dato che il suo aeroporto internazionale è uno dei più trafficati al mondo.</li>
<li><i><b>Access management</b></i><b> e pagamenti digitali.</b> Si tratta della gestione digitale degli ingressi alle strutture e ai servizi mentre i pagamenti senza contatto (<i>touchless payments</i>) portano maggiore velocità, più comodità e riduzione delle procedure fisiche.</li>
</ul>
<p>L’efficienza digitale dell’accordo abbraccia anche la <b>sostenibilità</b>, argomento particolarmente caro a Dubai, attraverso la gestione tecnologica dei dati come strumento per far diventare la città sempre più efficiente. Ancora, la partnership è collegata alla <i><b>Dubai Economic Agenda D33</b></i> i cui obiettivi principali includono la crescita economica, lo sviluppo di settori innovativi, l’attrazione d’investimenti e il <b>rafforzamento della posizione di Dubai come città globale</b>.</p>
<p>La partnership DET–Amadeus è anche un segnale di come Dubai richiami <b>investitori nel ramo dell’economia dell’innovazione</b>. La città, infatti, non punta più semplicemente al turismo generico ma a quello “intelligente”, attirando aziende che lavorano sull’Intelligenza Artificiale applicata al turismo, sulla gestione dei dati, sull’automazione, sui servizi digitali e sulla <i>smart mobility</i>, di modo da aumentare l’efficacia della città stessa per rispondere al crescente numero di visitatori</p>
<p><b>Se stai pensando di investire a Dubai, il primo passo da fare è contattare</b> <b>la <a href="https://danielepescaraconsultancy.com/" target="_blank" rel="noopener">Daniele Pescara Consultancy</a></b>, <b>studio multidisciplinare leader nel </b><i><b>company set-up</b></i>. La Daniele Pescara Consultancy, diretta da Daniele Pescara, vanta anni di esperienza nel settore e mette a tua disposizione <b>60 professionisti</b> – fra cui fiscalisti internazionali, avvocati e commercialisti – <b>che ti guideranno lungo il percorso. </b></p>
<p><b>Per raggiungere la Daniele Pescara Consultancy dall’Italia puoi chiamare il Numero Verde</b> <b>800 180 690.</b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.voglioviverecosi.com/vivere-a-dubai-partnership-strategica-fra-dubai-det-e-amadeus-per-la-tecnologia-nel-turismo.html">Vivere a Dubai: partnership strategica fra Dubai DET e Amadeus per la tecnologia nel turismo</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.voglioviverecosi.com">Voglio Vivere Così Magazine </a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Crema viso antirughe: quando iniziare davvero e quali benefici offre</title>
		<link>https://www.voglioviverecosi.com/crema-viso-antirughe-quando-iniziare-davvero-e-quali-benefici-offre.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Castagna]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Jul 2026 07:46:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute e Benessere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Crema viso antirughe: quando iniziare davvero e quali benefici offre La crema antirughe è spesso associata a un’idea molto rigida di età: si pensa che debba comparire nella routine solo quando i segni sono già evidenti, oppure, al contrario, che sia necessario iniziare prestissimo per “prevenire tutto”. In realtà l’approccio più corretto è meno [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.voglioviverecosi.com/crema-viso-antirughe-quando-iniziare-davvero-e-quali-benefici-offre.html">Crema viso antirughe: quando iniziare davvero e quali benefici offre</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.voglioviverecosi.com">Voglio Vivere Così Magazine </a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<h2><strong><a name="_heading=h.xq428osoebhd"></a>Crema viso antirughe: quando iniziare davvero e quali benefici offre</strong></h2>
<p>La crema antirughe è spesso associata a un’idea molto rigida di età: si pensa che debba comparire nella routine solo quando i segni sono già evidenti, oppure, al contrario, che sia necessario iniziare prestissimo per “prevenire tutto”. In realtà l’approccio più corretto è meno schematico e più legato alle caratteristiche della pelle. <b>Le rughe, le linee sottili e la perdita di elasticità non compaiono nello stesso momento per tutti, perché dipendono da fattori diversi</b>: predisposizione individuale, esposizione al sole, stile di vita, qualità del sonno, stress, detersione, idratazione e continuità della protezione solare.</p>
<p>Parlare di <a href="https://www.loreal-paris.it/cura-del-viso/revitalift"><b>crema viso antirughe</b></a> significa quindi parlare di un trattamento cosmetico da inserire con consapevolezza, non di un passaggio obbligatorio legato a una soglia anagrafica precisa. A vent’anni la priorità è spesso mantenere una barriera cutanea in equilibrio, idratare bene e proteggere la pelle dai raggi UV. Intorno ai trenta, quando possono comparire le prime linee di espressione più visibili, può diventare utile <b>scegliere texture e attivi che aiutino a mantenere la pelle dall’aspetto elastico, levigato e luminoso</b>. Dopo i quaranta e oltre, la routine può diventare più strutturata, con formule pensate per accompagnare i cambiamenti cutanei legati al tempo.</p>
<h2><a name="_heading=h.x0vcdky245uo"></a>L’età conta, ma conta di più il bisogno della pelle</h2>
<p>Una pelle giovane non ha necessariamente bisogno di prodotti ricchi o molto intensivi. Se la pelle è mista o grassa, una crema troppo corposa può risultare poco piacevole e portare a usare il prodotto con poca costanza. Al contrario, una pelle secca o disidratata può trarre beneficio da una texture più nutriente anche prima che i segni siano marcati. <b>La scelta dovrebbe partire sempre dall’osservazione</b>: la pelle tira dopo la detersione? Appare spenta? Le linee sono più evidenti quando manca idratazione? Il colorito è meno uniforme? Sono questi dettagli a guidare la routine.</p>
<p>Nei primi approcci antiage, spesso è sufficiente puntare su idratazione, sieri con attivi antiossidanti e protezione solare quotidiana. L’obiettivo è aiutare la pelle a mantenere un aspetto sano, fresco e uniforme. Con il passare degli anni possono entrare in gioco formule più mirate, ad esempio con ingredienti noti in cosmetica per supportare la sensazione di compattezza,<b> migliorare la luminosità o rendere la superficie cutanea più levigata</b>. L’importante è evitare l’idea che un solo prodotto possa fare tutto: la crema funziona meglio quando è inserita in una routine coerente.</p>
<h2><a name="_heading=h.sla30edbg4qj"></a>Come inserire la crema antirughe nella routine</h2>
<p>Il momento ideale per applicare la crema è <b>dopo la detersione</b> e, se presente, dopo il siero. La pelle dovrebbe essere pulita e pronta a ricevere il trattamento. La quantità non deve essere eccessiva: una dose adeguata, distribuita su viso e collo, permette alla texture di assorbirsi meglio e di risultare più confortevole. Il massaggio può essere delicato, dal centro del viso verso l’esterno, senza tirare la pelle e senza trasformare l’applicazione in un gesto ‘stressante’.</p>
<p>Al mattino la crema dovrebbe dialogare con la protezione solare, soprattutto quando si parla di prevenzione dell’invecchiamento cutaneo precoce. L’esposizione UV è uno dei fattori che più influenzano l’aspetto della pelle nel tempo, quindi una routine antiage senza fotoprotezione rischia di essere incompleta. La sera, invece, si può scegliere una texture più avvolgente o un trattamento più ricco, soprattutto se la pelle tende a disidratarsi durante la giornata.</p>
<h2><a name="_heading=h.puys6ooljvr9"></a>Formulazioni diverse per momenti diversi</h2>
<p>A trent’anni può essere interessante una crema leggera ma idratante, che lavori su luminosità e prime linee sottili. A quaranta, <b>la pelle può richiedere una maggiore attenzione alla compattezza e alla continuità della routine</b>. A cinquanta e oltre, spesso cambia anche la percezione del comfort: la pelle può apparire più secca, meno elastica, più bisognosa di texture morbide e restitutive. Non esiste però una regola universale, perché una pelle matura può essere ancora mista e una pelle giovane può essere molto secca.</p>
<p><b>Il punto centrale è scegliere una crema che si usa volentieri</b>. La migliore formula, se resta nel cassetto perché unge, tira o non si combina bene con il make-up, non potrà dare continuità alla routine. Una buona crema antirughe dovrebbe inserirsi nella vita quotidiana con naturalezza, migliorando la sensazione della pelle e accompagnandone i cambiamenti. L’antiage moderno non è più una corsa contro i segni del tempo, ma un modo per sostenere una pelle dall’aspetto equilibrato e coerente con ogni fase della vita.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.voglioviverecosi.com/crema-viso-antirughe-quando-iniziare-davvero-e-quali-benefici-offre.html">Crema viso antirughe: quando iniziare davvero e quali benefici offre</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.voglioviverecosi.com">Voglio Vivere Così Magazine </a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Men&#8217;s grooming: la cura di sé maschile è cambiata davvero</title>
		<link>https://www.voglioviverecosi.com/mens-grooming-la-cura-di-se-maschile-e-cambiata-davvero.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Castagna]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Jul 2026 07:43:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute e Benessere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Men&#8217;s grooming: la cura di sé maschile è cambiata davvero Il grooming maschile non è più un territorio fatto solo di rasatura, dopobarba e profumo. Negli ultimi anni la cura del viso maschile è diventata più consapevole, più personalizzata e decisamente meno legata agli stereotipi. Oggi un uomo può desiderare una pelle dall’aspetto fresco, una [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2><strong><a name="_heading=h.k1hbplkx0vuf"></a>Men&#8217;s grooming: la cura di sé maschile è cambiata davvero</strong></h2>
<p>Il grooming maschile non è più un territorio fatto solo di rasatura, dopobarba e profumo. Negli ultimi anni la cura del viso maschile è diventata più consapevole, più personalizzata e decisamente meno legata agli stereotipi. Oggi un uomo può desiderare una pelle dall’aspetto fresco, una barba ordinata, un contorno occhi meno segnato o una routine semplice ma efficace senza che questo venga percepito come qualcosa di complicato.</p>
<p><b>Il cambiamento nasce anche da una nuova idea di benessere quotidiano</b>. La skincare non è più vista come un rituale lungo o esclusivamente femminile, ma come un modo pratico per sentirsi a posto, migliorare il comfort della pelle e affrontare la giornata con più sicurezza. La differenza sta nel trovare prodotti e passaggi coerenti con il proprio stile di vita: pochi, chiari e facili da usare.</p>
<h2><a name="_heading=h.gdkuas2c4p8"></a>La pelle maschile ha esigenze specifiche</h2>
<p>La pelle dell’uomo può presentare caratteristiche particolari, come una maggiore tendenza alla produzione di sebo, pori più visibili o una texture più spessa. A questo si aggiunge la rasatura, che può influire sulla sensazione di comfort e rendere alcune zone del viso più sensibili. Per questo una routine maschile dovrebbe essere essenziale, ma non improvvisata.</p>
<p><b>Il primo passaggio resta la detersione</b>. Un detergente viso adatto aiuta a rimuovere impurità, sudore e sebo in eccesso, lasciando la pelle pronta ai trattamenti successivi. Dopo la detersione, una crema idratante leggera può offrire comfort senza appesantire. Chi si rade spesso può preferire texture che aiutano a lasciare la pelle morbida e piacevole al tatto, mentre chi porta la barba può concentrarsi sulle aree scoperte del viso e sul contorno occhi.</p>
<h2><a name="_heading=h.j5f5cgrce62u"></a>Contorno occhi: il dettaglio che cambia la percezione del viso</h2>
<p>Tra le nuove attenzioni del grooming maschile, la zona occhi è una delle più interessanti. È spesso il punto in cui si notano per prime stanchezza, notti brevi, giornate intense e ore passate davanti allo schermo. Per questo inserire una <a href="https://www.kiehls.it/uomo/contorno-occhi-uomo/"><b>crema anti occhiaie da uomo</b></a> può essere un gesto semplice ma molto utile nella routine quotidiana, soprattutto se si cerca uno sguardo dall’aspetto più fresco e riposato.</p>
<p>Le occhiaie possono dipendere da diversi fattori: genetica, conformazione del viso, stile di vita, riposo, idratazione e pigmentazione naturale della zona. Un trattamento occhi non cancella ogni segno, ma può aiutare la pelle del contorno occhi ad apparire più idratata, confortevole e luminosa. La costanza, in questo caso, conta più dell’applicazione occasionale prima di un evento.</p>
<h2><a name="_heading=h.mwonc7fe6acp"></a>Una routine maschile efficace non deve essere lunga</h2>
<p>Uno dei motivi per cui molti uomini abbandonano la skincare è la percezione che richieda troppi passaggi. In realtà, una routine maschile può essere costruita in modo molto essenziale. Al mattino bastano detersione, trattamento occhi se previsto, crema idratante e protezione solare. La sera si può ripetere la detersione, applicare il contorno occhi e concludere con una crema adatta alla propria tipologia di pelle.</p>
<p>La chiave è scegliere texture piacevoli. Prodotti che si assorbono rapidamente, non lasciano una sensazione pesante e non interferiscono con barba o rasatura sono più facili da usare ogni giorno. Anche il packaging e la semplicità di applicazione possono fare la differenza: se un prodotto è intuitivo, diventa parte della routine senza sforzo.</p>
<h2><a name="_heading=h.gbgg6ibbhtbm"></a>Barba, rasatura e comfort della pelle</h2>
<p>Il grooming oggi non separa più skincare e barba. Chi si rade regolarmente dovrebbe prestare attenzione alla fase post-rasatura, quando la pelle può apparire più sensibile o meno confortevole. Formule idratanti e lenitive possono aiutare a rendere il gesto più piacevole, evitando di trattare il viso solo quando si avverte fastidio.</p>
<p>Chi porta la barba, invece, può avere esigenze diverse. La pelle sotto la barba non va dimenticata, perché può risentire di secchezza o impurità. <b>Una detersione accurata e una buona idratazione nelle zone visibili, come guance alte, fronte, naso e contorno occhi, aiutano a mantenere un aspetto ordinato</b>. Il risultato non deve essere perfetto o artificiale: deve comunicare cura, freschezza e attenzione.</p>
<h3><a name="_heading=h.h8gvmr94lbwp"></a>La nuova cura di sé maschile è pratica e naturale</h3>
<p>Il grande merito del grooming contemporaneo è aver reso la skincare maschile più normale, meno carica di pregiudizi e più vicina alle esigenze reali. Non serve trasformare il bagno in un laboratorio di trattamenti: basta capire cosa serve alla propria pelle e scegliere prodotti coerenti.</p>
<p>Una routine ben costruita può aiutare il viso ad apparire più fresco, uniforme e luminoso, migliorando anche la resa della rasatura e la sensazione di comfort durante la giornata. Il contorno occhi, in particolare, è un passaggio piccolo ma strategico, perché incide molto sulla percezione dello sguardo. In fondo, la cura di sé maschile oggi è proprio questo: un insieme di gesti semplici, concreti e quotidiani, capaci di accompagnare il viso senza complicarsi la vita.</p>
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		<title>Holding Malta-Dubai: investire con un carico fiscale del 5%</title>
		<link>https://www.voglioviverecosi.com/holding-malta-dubai-investire-con-un-carico-fiscale-del-5.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bagaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jul 2026 09:16:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Investire e Aprire un'Attività all'Estero]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Investire all&#8217;estero Per chi guarda al mondo con gli occhi dell&#8217;imprenditore internazionale, una certezza emerge con chiarezza: la fiscalità non è un ostacolo da subire, ma una variabile da gestire. In questo scenario, la combinazione Malta-Dubai rappresenta uno dei meccanismi più sofisticati e, soprattutto, legali di ottimizzazione fiscale internazionale disponibili oggi. Non è finzione, non [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.voglioviverecosi.com/holding-malta-dubai-investire-con-un-carico-fiscale-del-5.html">Holding Malta-Dubai: investire con un carico fiscale del 5%</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.voglioviverecosi.com">Voglio Vivere Così Magazine </a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>Investire all&#8217;estero</strong></h2>
<p>Per chi guarda al mondo con gli occhi dell&#8217;imprenditore internazionale, una certezza emerge con chiarezza: la fiscalità non è un ostacolo da subire, ma una variabile da gestire. In questo scenario, la combinazione <b>Malta-Dubai </b>rappresenta uno dei meccanismi più sofisticati e, soprattutto, legali di ottimizzazione fiscale internazionale disponibili oggi. Non è finzione, non è evasione: è <b>pianificazione strutturata</b> su fondamenta normative solide.</p>
<p><b>Il carico fiscale complessivo?</b> 5%. Non su carta, ma in realtà operativa. In questo articolo vi illustriamo tutto ciò che c’è da sapere sulla holding Malta-Dubai e come investire con un carico fiscale del 5%.</p>
<h2><strong>Come funziona: il meccanismo in cinque passaggi</strong></h2>
<p>La struttura di una holding Malta-Dubai con un carico fiscale del 5% segue una logica elegante nella sua semplicità di design. Al centro ci sono due società: un&#8217;operativa a Malta e una holding negli Emirati Arabi Uniti. La prima genera gli utili europei. La seconda li incassa, trasformando l&#8217;aliquota effettiva in una cifra che farebbe impallidire molti imprenditori italiani alle prese col fisco domestico.</p>
<p>I<b> cinque passaggi </b>che costituiscono il meccanismo sono i seguenti:</p>
<ol>
<li>La <b>società maltese</b> opera regolarmente nel mercato europeo, iscritta al VIES, con fatturazione verso clienti UE. Non è una scatola vuota, ma un&#8217;impresa vera.</li>
<li>Malta applica l&#8217;<b>aliquota societaria nominale del 35% sugli utili.</b> Sembra alto? È il primo elemento della strategia. Questa tassazione nominale è fondamentale per il passo successivo.</li>
<li>L&#8217;operativa maltese distribuisce l&#8217;utile netto sotto forma di dividendi alla holding emiratina.</li>
<li>Qui accade la magia tecnica. Malta applica un sistema di full imputation che restituisce all&#8217;azionista non residente 6/7 dell&#8217;imposta versata. Il rimborso scende dalle 4 alle 8 settimane, ma il risultato è che il carico effettivo passa dal 35% al 5%.</li>
<li>La <b>holding emiratina</b> riceve dividendi e rimborso fiscale, entrambi esenti da tassazione emiratina grazie alla participation exemption sui dividendi in entrata.</li>
</ol>
<p>Il denaro viaggia da La Valletta a Dubai senza trattenute intermedie. Un flusso pulito, documentato, controllabile dalle autorità fiscali di entrambi i paesi.</p>
<h2><strong>Perché Malta funziona (e altre giurisdizioni no)</strong></h2>
<p>Un dettaglio tecnico che separa questa struttura dalle scorciatoie: il subject to tax test richiesto dagli Emirati per concedere la participation exemption.</p>
<p>La holding emiratina può escludere dalla tassazione i dividendi ricevuti dalla controllata maltese soltanto se la controllata è sottoposta nel proprio Paese a un&#8217;imposta societaria con aliquota nominale almeno del 9%. Malta, con il suo 35% statutario, supera agevolmente il test.</p>
<p>Cosa accadrebbe con una giurisdizione a zero imposte? Non funzionerebbe. Le autorità emiratine non concederebbero l&#8217;esenzione, e l&#8217;intera struttura crollerebbe.</p>
<p>Ecco perché <a href="https://www.voglioviverecosi.com/societa-malta.html">investire a </a><a href="https://www.voglioviverecosi.com/societa-malta.html"><b>Malta</b></a><b> è una scelta intelligente</b>: non è un paradiso fiscale puro, ma una giurisdizione che combina aliquote nominali elevate con meccanismi di rimborso sofisticati, creando una combinazione che le normative internazionali riconoscono e permettono.</p>
<h2><strong>La sostanza economica: non è carta, deve essere reale</strong></h2>
<p>Qualsiasi struttura internazionale è fragile se costruita solo su carta. La società maltese deve avere una sostanza economica verificabile:</p>
<p>Un ufficio fisico operativo sull&#8217;isola, con contratto di locazione registrato. Una casella postale non passa nessun controllo.</p>
<p>Personale locale con poteri decisionali: almeno un dipendente o un direttore residente a Malta che firmi contratti, gestisca fornitori, presieda riunioni documentate del consiglio di amministrazione.</p>
<p>Un conto bancario maltese con movimentazione coerente all&#8217;attività dichiarata. Non basta aprirlo, deve essere usato.</p>
<p>Il criterio guida è la direzione effettiva: le decisioni strategiche devono essere effettivamente prese a Malta, non in Italia. Se l&#8217;Agenzia delle Entrate scopre che tutto è controllato da Roma, la società rischia di essere considerata fiscalmente residente italiana, con recupero integrale delle imposte, sanzioni dal 120% al 240% e possibili profili penali.</p>
<p>Non è una minaccia teorica, ma una realtà operativa che molti hanno sperimentato sulla loro pelle per aver sottovalutato questo aspetto.</p>
<h2><strong>La holding emiratina: requisiti più leggeri</strong></h2>
<p>Una holding pura, che si limita a detenere partecipazioni e incassare dividendi, ha requisiti di sostanza negli Emirati significativamente ridotti rispetto a un&#8217;operativa. Deve comunque avere:</p>
<p>Una sede legale registrata nella <a href="https://www.voglioviverecosi.com/dubai-free-zone-guida.html">Free Zone</a> scelta (spesso IFZA o DMCC fornisce il servizio).</p>
<p>Gli adempimenti annuali standard: rinnovo della licenza, contabilità, dichiarazione Corporate Tax (che risulterà a zero per effetto dell&#8217;esenzione).</p>
<p>Un conto bancario emiratino per ricevere dividendi e rimborso maltese. L&#8217;apertura richiede dalle 4 alle 12 settimane e richiede la presenza fisica del beneficiario effettivo per il KYC.</p>
<p>Attenzione a un equivoco frequente: requisiti leggeri a Dubai non significano requisiti leggeri dal punto di vista italiano. Se il beneficiario rimane residente in Italia, la struttura deve superare gli ostacoli della normativa CFC italiana, come vedremo.</p>
<h2><strong>Free Zone vs. Offshore: quale scegliere</strong></h2>
<p>La decisione è semplice, ma le conseguenze sono importanti.</p>
<p>Scegliere una Free Zone (IFZA, DMCC) significa investire qualche migliaio di euro l&#8217;anno in costi di setup e mantenimento. In cambio, si ottiene un conto bancario emiratino con apertura agevole, fondamentale per ricevere dividendi e rimborsi. Inoltre, la Free Zone consente di ottenere un visto di residenza per investitori e manager, elemento cruciale se il beneficiario finale intende trasferirsi effettivamente negli Emirati.</p>
<p>Scegliere una società offshore (JAFZA) è più economico inizialmente, ma l&#8217;apertura di un conto bancario emiratino diventa praticamente impossibile. Servirà una banca estera, complicando l&#8217;intera operatività.</p>
<p>Per la struttura Malta-Dubai, la scelta ricade quasi sempre sulla Free Zone.</p>
<h2><strong>Il nodo italiano: la normativa CFC</strong></h2>
<p>Chi mantiene la residenza fiscale in Italia deve confrontarsi con un ostacolo significativo: la disciplina CFC (Controlled Foreign Company), articolo 167 del Testo Unico Imposte sul Reddito.</p>
<p>La normativa consente all&#8217;Agenzia delle Entrate di attrarre a tassazione italiana gli utili della holding emiratina anche senza distribuzione, qualora ricorrano due condizioni simultaneamente:</p>
<p>La tassazione effettiva estera è inferiore alla metà di quella italiana virtuale.</p>
<p>Oltre un terzo dei proventi sono di natura passiva (dividendi, interessi, royalties): il caso tipico di una holding pura.</p>
<p>Una holding di Dubai che incassa dividendi maltesi rientra con altissima probabilità in entrambe le condizioni. Le vie di uscita sono essenzialmente due:</p>
<ol>
<li>Dimostrazione di attività economica effettiva: operare con personale, attrezzature e locali reali. È difficilissimo per una holding pura.</li>
<li>Trasferimento della residenza fiscale: uscire dall&#8217;Italia con <a href="https://www.voglioviverecosi.com/iscrizione-allaire-vantaggi-e-svantaggi.html">iscrizione AIRE</a>, trasferendosi effettivamente a Dubai o Malta, con documentazione del centro degli interessi vitali. È la soluzione che azzera il problema alla radice.</li>
</ol>
<p>C&#8217;è, inoltre, il tema della tassazione dei dividendi: gli Emirati figurano tra le giurisdizioni monitorate e i dividendi potrebbero subire tassazione integrale IRPEF del 43% anziché l&#8217;imposta sostitutiva agevolata del 26%. Per chi resta in Italia, la struttura richiede una <b>pianificazione professionale accurata</b> e, spesso, un interpello preventivo all&#8217;Agenzia delle Entrate.</p>
<h2><strong>La valutazione professionale: non è fai-da-te</strong></h2>
<p>Una struttura di questo tipo è elegante e legale, ma richiede di saper navigare normative cross-border italiane, maltesi ed emiratine contemporaneamente.</p>
<p>La valutazione iniziale deve considerare:</p>
<ul>
<li>Il profilo personale: è il beneficiario residente in Italia o intenzionato a trasferirsi?</li>
<li>La natura dell&#8217;attività: genera redditi attivi sufficienti per evitare il threshold passivo della CFC?</li>
<li>L&#8217;orizzonte temporale: è un progetto di breve termine o di lungo periodo?</li>
<li>La rischiosità accettata: quanto margine di incertezza verso l&#8217;interpretazione dell&#8217;Agenzia delle Entrate è tollerabile?</li>
</ul>
<p>Una struttura non costruita su misura può essere legale sulla carta ma fragile in sede di controllo. Una struttura costruita con attenzione ai dettagli, supportata da documentazione solida e consulenza qualificata, diventa uno strumento durevole di ottimizzazione patrimoniale internazionale.</p>
<h2><strong>Per chi guarda al mondo con gli occhi aperti</strong></h2>
<p>Malta-Dubai non è uno schema per improvvisatori, ma uno strumento per chi ha capito che il mondo offre opportunità che vanno oltre i confini nazionali, e che la fiscalità può essere gestita con intelligenza e legalità.</p>
<p>Il 5% di carico fiscale complessivo non è una promessa pubblicitaria: è il risultato di una progettazione rigorosa, di una struttura fondata su normative internazionali consolidate e di una gestione attenta ai dettagli operativi.</p>
<p>Per chi sa come funziona e lo implementa correttamente, Malta-Dubai è rimasta negli ultimi anni uno dei meccanismi di pianificazione fiscale internazionale più efficienti disponibili.</p>
<p>Per chi desidera investire a Dubai oggi, la consulenza di professionisti radicati sul territorio come la <a href="https://danielepescaraconsultancy.com/" target="_blank" rel="noopener"><b>Daniele Pescara Consultancy</b></a><b> </b> non è un lusso, ma una necessità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Vivere a Miami: la città si conferma come hub globale di startup, tecnologia e sostenibilità</title>
		<link>https://www.voglioviverecosi.com/vivere-a-miami-la-citta-si-conferma-come-hub-globale-di-startup-tecnologia-e-sostenibilita.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bagaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jul 2026 08:40:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tracking: Curiosità dal Mondo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Miami lavora da tempo per passare da semplice destinazione balneare a hub globale per il commercio, la logistica, la finanza e l&#8217;innovazione. Anche i numeri confermano questo cambio di traiettoria. Miami, infatti, si è classificata 25ª al mondo tra gli ecosistemi startup nel Global Startup Ecosystem Report (GSER) 2026 e 11ª negli Stati Uniti tra [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Miami lavora da tempo per passare da semplice destinazione balneare a <i><b>hub</b></i><b> globale</b> per il commercio, la logistica, la finanza e l&#8217;innovazione.</p>
<p>Anche i numeri confermano questo cambio di traiettoria. Miami, infatti, <b>si è classificata 25ª al mondo tra gli ecosistemi </b><i><b>startup</b></i><b> nel </b><i><b>Global Startup Ecosystem Report (GSER) 2026</b></i> e <b>11ª negli Stati Uniti tra gli ecosistemi </b><i><b>startup</b></i><b> americani.</b></p>
<p><b>I settori trainanti dell’ecosistema tecnologico di Miami sono:</b></p>
<ul>
<li><b>Intelligenza Artificiale</b>. L’AI sta influenzando quasi tutti i settori delle <i>startup </i>presenti in città ed è vista come una tecnologia trasversale in grado di trasformare diversi comparti dell’economia.</li>
<li><i><b>Fintech.</b></i> La tecnologia finanziaria negli ultimi anni è diventata d’importanza fondamentale per le aziende che operano in settori come <i>blockchain</i>, pagamenti digitali e servizi finanziari innovativi.</li>
<li><i><b>Climate Tech</b></i><b> e sostenibilità.</b> Questo settore fornisce possibili soluzioni per fronteggiare il rischio delle alluvioni, l’innalzamento del livello del mare e altre problematiche ambientali.</li>
<li><i><b>Health Tech.</b></i> Miami vanta un importante ecosistema sanitario per via della presenza di istituzioni mediche e universitarie. L’<i>Healt Tech </i>riguarda la salute digitale, la telemedicina, gli strumenti diagnositici e la medicina personalizzata.</li>
<li><i><b>Deep Tech</b></i> <b>e innovazione avanzata</b>. Settori come la robotica, le nuove tecnologie industriali, la <i>cybersecurity</i> e i sistemi avanzati trasformano Miami in una città sempre più orientata verso l’innovazione, la tecnologia e le nuove imprese.</li>
</ul>
<p>Ognuno di questi settori contribuisce in modo fondamentale alla trasformazione della struttura economica della città. Miami non è più solo una località in cui andare in vacanza ma sta diventando <b>una realtà in cui tecnologia, sostenibilità e turismo si intrecciano</b>.</p>
<p>La tecnologia permette di pagare in maniera digitale e <b>sfrutta l’Intelligenza Artificiale per analizzare i dati, sviluppare servizi pubblici intelligenti e nuove piattaforme digitali</b>. Inoltre, Miami è conscia dell’<b>importanza del mare</b>, sia a livello turistico sia dal punto di vista ambientale. Per questo, la tecnologia diventa uno strumento usato anche per proteggere una delle principali risorse della città.</p>
<p>Nel campo della sostenibilità, l’essere una <i><b>Smart City</b></i> fa sì che Miami possa utilizzare l’Intelligenza Artificiale, i sensori e i dati in tempo reale per <b>migliorare la mobilità</b> e <b>ridurre i consumi energetici</b>.</p>
<p><b>Anche il turismo beneficia di questi cambiamenti</b>. Il turista del futuro, infatti, non cercherà più solo spiagge o crociere. Già oggi molti visitatori che si recano a Miami lo fanno per <b>esplorare quartieri innovativi, vivere la cultura locale e provare esperienze autentiche.</b></p>
<p>Miami, inoltre, è <b>una delle città di maggior richiamo turistico al mondo</b>, con ben <b>28,3 milioni di turisti</b> accolti nell’area di <i>Greater Miami/Miami-Dade</i> nel 2025.</p>
<p>Una città con un forte ecosistema di<i> startup</i> attira <b>conferenze tecnologiche, eventi internazionali </b>e <b>un numero crescente di investitori e imprenditori.</b> In più, queste persone riempiono alberghi e ristoranti e sfruttano gli altri servizi di Miami.</p>
<p>La crescita dell’ecosistema di <i>startup</i> a Miami, quindi, racconta una storia più ampia di quella che può sembrare a prima vista. <b>Miami sta costruendo una nuova identità</b>, che continua ad affermare con le posizioni raggiunte nel <i>Global Startup Ecosystem Report (GSER) 2026</i>, <b>in cui innovazione, turismo, tecnologia e capacità di attirare talenti globali </b>creano <b>un palcoscenico unico per visitatori, residenti e investitori. </b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.voglioviverecosi.com/vivere-a-miami-la-citta-si-conferma-come-hub-globale-di-startup-tecnologia-e-sostenibilita.html">Vivere a Miami: la città si conferma come hub globale di startup, tecnologia e sostenibilità</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.voglioviverecosi.com">Voglio Vivere Così Magazine </a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Vivere a Dubai: è attiva la #DubaiDestinations Summer Campaign, per promuovere la città anche in estate</title>
		<link>https://www.voglioviverecosi.com/vivere-a-dubai-e-attiva-la-dubaidestinations-summer-campaign-per-promuovere-la-citta-anche-in-estate.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bagaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jul 2026 08:12:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tracking: Curiosità dal Mondo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.voglioviverecosi.com/?p=61364</guid>

					<description><![CDATA[<p>Dubai, destinazione di lusso in grado di richiamare investitori da ogni parte del globo, anche per via dei benefici a loro riservati, come la fiscalità agevolata, ha recentemente lanciato il progetto #DubaiDestinations Summer Campaign – attivo dal 7 luglio al 31 agosto – per enfatizzare la città nei mesi estivi. La campagna, lanciata nel 2021 [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.voglioviverecosi.com/vivere-a-dubai-e-attiva-la-dubaidestinations-summer-campaign-per-promuovere-la-citta-anche-in-estate.html">Vivere a Dubai: è attiva la #DubaiDestinations Summer Campaign, per promuovere la città anche in estate</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.voglioviverecosi.com">Voglio Vivere Così Magazine </a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dubai, destinazione di lusso in grado di richiamare <b>investitori da ogni parte del globo</b>, anche per via dei benefici a loro riservati, come la <b>fiscalità agevolata</b>, ha recentemente lanciato <b>il progetto </b><i><b>#DubaiDestinations Summer Campaign</b></i> – attivo dal 7 luglio al 31 agosto – per <b>enfatizzare la città nei mesi estivi.</b></p>
<p>La campagna, lanciata nel 2021 sotto la direzione dello sceicco Ahmed bin Mohammed bin Rashid Al Maktoum, presidente del <i>Dubai Media Council</i>, viene riproposta ogni anno e prevede il <b>coinvolgimento di enti pubblici, hotel, aeroporti, attrazioni, centri commerciali e compagnie aree, abbinati a creator digitali e aziende locali</b>.</p>
<p>Lo scopo è promuovere la città come <b>destinazione visitabile anche nei mesi estivi</b>.</p>
<p>Dubai, con i suoi numeri turistici da record, è abitutata ad accogliere milioni di visitatori ogni anno e questa campagna fa <b>parte di una strategia istituzionale</b> volta a far vivere ai visitatori esperienze di qualità anche in estate.</p>
<p>Nei recenti mesi, inoltre, Dubai è stata protagonista indiretta del conflitto che ha coinvolto la regione. La città si è ormai rialzata dal periodo più difficile ed è tornata a brillare continuando a offrire un <b>mix di lusso, cultura ed eventi di grande richiamo internazionale</b>. Gli investitori, inoltre, continuano a sceglierla come <i><b>hub </b></i><b>globale</b> in grado di fornire <b>accesso anche ad altri mercati</b>.</p>
<p>Durante il periodo clou del conflitto nella regione, <b>Daniele Pescara, l’interlocutore d’eccellenza per l’informazione nazionale a Dubai, quale imprenditore italiano residente a Dubai</b>, è stato il <b>portavoce per i connazionali</b> in città e per quelli in patria.</p>
<p>Pescara, forte di <b>un’esperienza pluriennale a Dubai</b> e nel guidare gli investitori nell’aprire le loro società lì, si è rivelato una continua <b>fonte di notizie reali e aggiornate</b> e ha contribuito a mantenere vivi gli aggiornamenti fra la città emiratina e gli italiani in maniera consapevole, rispettosa e verificata.</p>
<p>Dubai non è certo una città che si lascia mettere i piedi in testa facilmente e la la <i>#DubaiDestinations Summer Campaign</i>, che s’incastra nella <i>Dubai Economic Agenda D33</i>, ne è la prova. Il progetto è un esempio ben riuscito di <b>marketing integrato</b> in cui promozione turistica, eventi, <i>retail</i>, ospitalità, sostegno alle imprese locali, innovazione tecnologica, obiettivi economici di lungo periodo e comunicazione digitale si prendono per mano.</p>
<p>Grande attenzione è data proprio alla <b>comunicazione digitale</b> con la presenza di influencers, content creators, fotografi, videomakers, illustratori e media digitali che danno voce all’iniziativa.</p>
<p>I risultati della campagna 2025 parlano chiaro con <b>più di 6.500 contenuti pubblicati e oltre 19 milioni di visualizzazioni per i video</b>. L’anno scorso, inoltre, ha visto l’arrivo di ben <b>19,59 milioni di visitatori internazionali</b> e il 2026 va nella stessa direzione.</p>
<p>La <i>#DubaiDestinations Summer Campaign</i> promuove <b>una crescita più equilibrata del turismo</b>, riducendo la pressione sui periodi di picco e garantendo una domanda più costante alle imprese.</p>
<p>Il progetto prevede anche <b>mini-guide tematiche digitali</b> create da <i>Brand Dubai</i> (il braccio creativo del <i>Government of Dubai Media Office</i>), che permettono ai visitatori e ai residenti di <b>scoprire esperienze e attività da fare in estate</b>. Suddivise per tematiche – come le attrazioni al chiuso o idee per organizzare il fine settimana in città – le guide sono <b>disponibili online</b>, in inglese e arabo.</p>
<p>In questo scenario, Dubai si conferma ancora una volta come città in grado di <b>combinare sapientemente turismo, tecnologia e sostenibilit</b>à, grande polo di attrazione per gli investitori da tutto il mondo.</p>
<p><b>Se stai pensando di trasferirti a Dubai o di aprire una società lì, il tuo punto di riferimento è la <a href="https://danielepescaraconsultancy.com/" target="_blank" rel="noopener">Daniele Pescara Consultancy</a></b>, <b>studio multidisciplinare leader nel </b><i><b>company set-up</b></i>. La Daniele Pescara Consultancy, diretta da Daniele Pescara, vanta anni di esperienza nel settore e mette a tua disposizione <b>40 professionisti</b> – fra cui fiscalisti internazionali, avvocati e commercialisti – <b>che ti guideranno lungo il percorso. </b></p>
<p><b>Per raggiungere la Daniele Pescara Consultancy dall’Italia puoi chiamare il Numero Verde</b> <b>800 180 690.</b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.voglioviverecosi.com/vivere-a-dubai-e-attiva-la-dubaidestinations-summer-campaign-per-promuovere-la-citta-anche-in-estate.html">Vivere a Dubai: è attiva la #DubaiDestinations Summer Campaign, per promuovere la città anche in estate</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.voglioviverecosi.com">Voglio Vivere Così Magazine </a>.</p>
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		<title>Vivere a Miami – finanziamento per NetZero, il programma di sostenibilità di PortMiami</title>
		<link>https://www.voglioviverecosi.com/vivere-miami-finanziamento-netzero-portmiami.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bagaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 08:09:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tracking: Curiosità dal Mondo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un finanziamento da 16 milioni di dollari per contribuire a NetZero, il programma di sostenibilità di PortMiami Il programma federale RAISE (Rebuilding American Infrastructure with Sustainability and Equity) del Dipartimento dei Trasporti degli Stati Uniti ha elargito un finanziamento da 16 milioni di dollari per sostenere alcune infrastrutture considerate strategiche per il Paese. Fra queste [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.voglioviverecosi.com/vivere-miami-finanziamento-netzero-portmiami.html">Vivere a Miami – finanziamento per NetZero, il programma di sostenibilità di PortMiami</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.voglioviverecosi.com">Voglio Vivere Così Magazine </a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>Un finanziamento da 16 milioni di dollari per contribuire a NetZero, il programma di sostenibilità di PortMiami</strong></h2>
<p><b>Il programma federale </b><i><b>RAISE</b></i><i> (Rebuilding American Infrastructure with Sustainability and Equity)</i> del Dipartimento dei Trasporti degli Stati Uniti <b>ha elargito un finanziamento da 16 milioni di dollari </b>per <b>sostenere alcune infrastrutture considerate strategiche per il Paese</b>.</p>
<p>Fra queste c’è anche <i><b>NetZero</b></i><b>, il programma di sostenibilità di PortMiami</b>, uno dei motori economici della Florida. PortMiami, infatti, è <b>il porto crocieristico più trafficato al mondo</b> e funge anche da <b>porto cargo</b> spostando <b>milioni di container carichi di merci ogni anno, </b>collegando gli Stati Uniti con altre zone del mondo fra cui l’America Latina e l’Europa.</p>
<p><i>NetZero</i> è il piano attraverso il quale PortMiami ambisce a migliorare sempre di più la sua sostenibilità <b>riducendo il più possibile le emissioni prodotte e compensando quelle inevitabili</b>, di modo che <b>il bilancio finale sia pari a zero.</b></p>
<p>Per raggiungere questo obiettivo, fra le altre cose, <b>è necessario</b>:</p>
<ul>
<li><b>Utilizzare macchinari elettrici</b> invece di quelli diesel;</li>
<li><b>Ridurre il traffico dei camion</b>;</li>
<li><b>Consumare meno energia;</b></li>
<li><b>Diminuire i tempi di attesa;</b></li>
<li><b>Migliorare l’efficenza delle operazioni.</b></li>
</ul>
<p>Il finaziamento, dunque, sostiene una parte del programma, rendendo il porto più efficiente e sostenibile attraverso diversi interventi. Il primo si concetra sul <b>trasporto ferroviario</b> e vede la costruzione di nuovi binari all’interno del porto così da favorire lo spostamento delle merci riducendo il numero di camion lungo le strade, il traffico, il consumo di carburante e le emissioni.</p>
<p>Il progetto prevede anche <b>un accesso più facile per i camion</b> per evitare che debbano rimanere in coda con il motore acceso. Per far questo l’idea è di costruire nuovi percorsi, ridurre la gestione del traffico e i tempi di attesa.</p>
<p>Ci sono poi <b>nuove gru completamente elettriche</b> che sostituiscono quelle con motori diesel riducendo le emissioni, il rumore, i costi di gestione e la manutenzione necessaria. Tutto questo porta a una maggiore efficienza.</p>
<p><b>Il nuovo sistema di drenaggio</b>, invece, si focalizza sui rischi ambientali. Miami è una delle città più esposte all’innalzamento del livello del mare. Questa fase del progetto si concentra, quindi, sulla <b>resilienza climatica</b> evitando che forti piogge o maree eccezionali possano causare allagamenti.</p>
<p>Infine, dato che <b>il porto è attivo 24 ore su 24</b>, particolare attenzione viene data all’<b>illuminazione LED</b>, che va a sostituire l’attuale funzionamento di numerosi punti di luce per ridurre il consumo di energia, diminuire i costi operativi e abbassare le emissioni indirette.</p>
<p><b>Il valore del progetto si estende oltre il porto</b> contribuendo a mantenere Miami in una posizione di <i><b>hub </b></i><b>logistico internazionale</b>, rafforzando la sua <b>leadership nel settore delle crociere</b> e migliorando la qualità dell’aria in città.</p>
<p>Del resto, il programma <i>NetZero</i> non è l’unico modo in cui la celebre città della Florida dimostra il proprio impegno nel settore della sostenibilità. Questo si incastra in <b>un piano più ampio</b> che vede diversi interventi, che si sono svolti nel corso degli anni, fra cui:</p>
<ul>
<li><i><b>Shore Power.</b></i> Questo programma permette alle navi da crociera di spegnere i motori, aggacciandosi alla rete elettrica mentre sono in porto. In questo modo, c’è una riduzione di emissioni e rumore.</li>
<li><b>Digitalizzazione del porto.</b> Questo aspetto sfrutta la tecnologia per ottimizzare il traffico merci e quello dei passeggeri.</li>
</ul>
<p>Inoltre, <b>Miami è una città che raggiunge numeri turistici da record</b>. Il <b>2024</b> ha visto l’arrivo di <b>oltre 28,2 milioni di visitatori</b> mentre il <b>2025</b> ha creato un nuovo successo con l’accoglienza di <b>28,3 milioni di viaggiatori</b> e <b>il 2026 si prospetta destinato a un ulteriore crescita</b> grazie anche a eventi di grande richiamo internazionale, come la <i>FIFA World Cup 2026</i>.</p>
<p><b>Anche i turisti beneficiano di un porto più efficiente e sostenibile</b> con meno congestione stradale intorno ai terminal, una migliore qualità dell’aria, infastrutture più resilienti e tempi di accesso più rapidi.</p>
<p>Il programma sostenuto dal finanziamento da 16 milioni di dollari si rivela, quindi, un’altra prova del <b>costante lavoro che Miami dedica al miglioramento dei propri servizi e alla tutela dell’ambiente</b>, confermandosi come <b>una delle destinazioni più visitate al mondo</b> e, allo stesso tempo, come <b>una città che abbraccia tecnologia e sostenibilità per un futuro migliore per tutti</b>.</p>
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		<title>Vivere a Dubai: Arabian Travel Market (ATM), la fiera B2B del turismo</title>
		<link>https://www.voglioviverecosi.com/vivere-a-dubai-in-arrivo-larabian-travel-market-atm-una-delle-principali-fiere-b2b-del-turismo-a-livello-globale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bagaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 08:05:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tracking: Curiosità dal Mondo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In arrivo l’Arabian Travel Market (ATM), una delle principali fiere B2B del turismo a livello globale Dubai, nota per il lusso, gli eventi e le opportunità per gli investitori, inclusi benefici come la fiscalità agevolata, dal 14 al 17 settembre 2026 ospiterà l’Arabian Travel Market (ATM), la più importante fiera B2B dedicata al turismo in [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>In arrivo l’Arabian Travel Market (ATM), una delle principali fiere B2B del turismo a livello globale</strong></h2>
<p>Dubai, nota per il lusso, gli eventi <b>e le opportunità per gli investitori</b>, inclusi benefici come la <b>fiscalità agevolata</b>, dal 14 al 17 settembre 2026<b> ospiterà l’</b><i><b>Arabian Travel Market (ATM)</b></i><i>, </i>la più importante fiera B2B dedicata al turismo in Medio Oriente, nonché una delle più conosciute su scala mondiale.</p>
<p>L’evento si terrà presso il <i>Dubai World Trade Centre (DWTC)</i>, uno dei più grandi poli fieristici del Medio Oriente, e sarà <b>aperto a professionisti del settore </b>fra cui enti del turismo regionali e nazionali, hotel, resort, compagnie aeree e agenzie di viaggio.</p>
<p>Dubai sta confermando ancora una volta il proprio ruolo di <i><b>hub</b></i><b> globale</b> sia per quanto riguarda gli eventi sia come mercato per gli investitori.</p>
<p>In questo scenario, <b>Daniele Pescara, l’interlocutore d’eccellenza per l’informazione nazionale a Dubai, quale imprenditore italiano residente a Dubai</b>, continua l’impegno iniziato durante i recenti mesi in cui la città emiratina si è ritrovata protagonista indiretta nel conflitto che ha coinvolto la regione.</p>
<p>In quell’occasione, <b>Pescara è stato la voce di riferimento per gli italiani a Dubai</b> e per quelli in patria in cerca di notizie aggiornate e veritiere e adesso continua a informare i connazionali e a <b>guidare gli investitori lungo il percorso che li porterà ad aprire una società a Dubai</b>.</p>
<p>Iniziative come l’<i>Arabian Travel Market (ATM) </i>dimostrano l’importanza di Dubai e al contempo generano <b>un enorme impatto economico sulla città</b>. Questa ospiterà per 4 giorni decine di migliaia di professionisti del settore turistico, investitori, giornalisti, <i>buyers</i> e rappresentanti governativi.</p>
<p>Ciò si traduce in alberghi con le camere tutto esaurito, un grande uso dei mezzi, forte afflusso nei ristoranti ma anche nella nascita di eventi collaterali e di nuovi contratti commerciali.</p>
<p>Del resto, la scelta di Dubai come città in cui svolgere l’<i>Arabian Travel Market (ATM) </i>non è casuale. <b>L’evento ben si incastra nel panorama della città</b> che da anni <b>investe sia nella tecnologia sia nella sostenibilità.</b></p>
<p>Per quanto riguarda la tecnologia, Dubai ha avviato una strategia molto chiara per <b>diventare una delle città più avanzate al mondo</b> che, fra le altre cose, comprende:</p>
<ul>
<li>Diffusione dei servizi governativi digitali;</li>
<li>Trasporti intelligenti;</li>
<li>Utilizzo dell’Intelligenza Artificiale nella pubblica amministrazione.</li>
</ul>
<p>Lo scopo è quello di <b>rafforzare la propria posizione come </b><i><b>smart city</b></i>. Allo stesso tempo, nonostante la modernità che la contraddistingue, la città emiratina non lascia indietro <b>l’attenzione alla sostenibilità. </b></p>
<p>Tra i suoi obiettivi in questo senso ci sono:</p>
<ul>
<li>L’aumento delle energie rinnovabili;</li>
<li>La mobilità elettrica;</li>
<li>La riduzione delle emissioni.</li>
</ul>
<p>Poiché sia la tecnologia sia la sostenibilità sono dei grandi temi all’interno del programma dell’<i>Arabian Travel Market (ATM)</i>,<i> </i>Dubai ben si presta come palcoscenico in cui determinare il futuro del mondo dei viaggi.</p>
<p>L’evento inoltre dimostra che <b>Dubai continua ad attirare investimenti internazionali</b>, con migliaia di imprese che vi sviluppano nuovi affari o vi fanno <i>networking</i>.</p>
<p>La scelta di Dubai come location in cui tenere l’<i>Arabian Travel Market (ATM) </i>conferma ancora una volta <b>la dinamicità dell’ambiente economico della città.</b></p>
<p>Se stai pensando di <b>investire o aprire una società a Dubai</b>, questo è <b>uno dei momenti migliori per farlo. </b></p>
<p><b>Il tuo punto di riferimento</b> <b>è Daniele Pescara, presidente di FenImprese Dubai e fondatore dello studio multidisciplinare <a href="https://danielepescaraconsultancy.com/" target="_blank" rel="noopener">Daniele Pescara Consultancy</a>, leader nel </b><i><b>company set-up</b></i><b> a Dubai</b>.</p>
<p>Lo studio multidisciplinare mette a tua disposizione <b>40 professionisti</b> – fra cui commercialisti, avvocati e fiscalisti internazionali – pronti a seguirti nel percorso che ti condurrà a Dubai.</p>
<p><b>Per raggiungere la Daniele Pescara Consultancy dall’Italia puoi chiamare il Numero Verde</b> <b>800 180 690.</b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.voglioviverecosi.com/vivere-a-dubai-in-arrivo-larabian-travel-market-atm-una-delle-principali-fiere-b2b-del-turismo-a-livello-globale.html">Vivere a Dubai: Arabian Travel Market (ATM), la fiera B2B del turismo</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.voglioviverecosi.com">Voglio Vivere Così Magazine </a>.</p>
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		<title>Vivere a Miami – aperte le iscrizioni al World Travel Exhibition (WTE) 2026</title>
		<link>https://www.voglioviverecosi.com/vivere-a-miami-world-travel-exhibition-wte-2026.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bagaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 09:34:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tracking: Curiosità dal Mondo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il World Travel Exhibition (WTE) Miami 2026, che si terrà il 27 e 28 ottobre al Miami Beach Convention Center, è un evento B2B, quindi aperto solo agli addetti ai lavori, dedicato al mondo dei viaggi. L’iniziativa attira enti del turismo, Convention Bureau, organizzazioni che operano nel ramo e quelle del settore privato come hotel, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><b>Il </b><i><b>World Travel Exhibition (WTE) Miami 2026</b></i>, che si terrà il 27 e 28 ottobre al Miami Beach Convention Center, è <b>un evento B2B</b>, quindi aperto solo agli addetti ai lavori, <b>dedicato al mondo dei viaggi.</b></p>
<p>L’iniziativa attira <b>enti del turismo, </b><i><b>Convention Bureau</b></i><b>, organizzazioni che operano nel ramo</b> <b>e quelle del settore privato</b> come hotel, resort, compagnie aeree, DMC, tour operator e molte altre.</p>
<p>Il <i>World Travel Exhibition (WTE) Miami 2026</i> porta in città <b>rappresentanti di grandi aziende</b> come Hyatt Hotels, Iberia, Juniper Travel Technology e Royal Jordanian e, fra i partecipanti già annunciati, ci sono vari enti del turismo. Fra questi segnaliamo quelli del Belize, dell’Honduras, della Cina e del Sud Africa.</p>
<p><a name="Bookmark1"></a>Il tema centrale del <i>World Travel Exhibition (WTE) Miami 2026</i> è <i><b>&#8220;Travel Advisor of the Future&#8221;.</b></i> L’intera conferenza, quindi, <b>ruota attorno al ruolo del consulente di viaggio</b> con il <b>focus sulla tecnologia</b> e su <b>come questa sta cambiando il modo in cui le persone scoprono, pianificano e acquistano i viaggi</b>.</p>
<p><b>La sostenibilità sarà un altro tema importante</b> seppur trasversale.</p>
<p><b>I riflettori si accenderanno in particolar modo sui seguenti argomenti:</b></p>
<ul>
<li>Intelligenza Artificiale</li>
<li><i>customer engagement</i></li>
<li><i>destination marketing </i></li>
<li>social media</li>
<li><i>creator economy </i></li>
<li><i>travel distribution </i></li>
<li><i>data driven marketing </i></li>
<li>comportamento dei viaggiatori statunitensi</li>
</ul>
<ul>
<li><i>outbound travel</i></li>
<li>nuove strategie di vendita</li>
</ul>
<p><b>La scelta di Miami</b> come palcoscenico su cui si svolgerà il <i>World Travel Exhibition (WTE) 2026</i> <b>non è casuale</b>. La città è <b>uno dei principali </b><i><b>hub</b></i><b> turistici a livello mondiale</b> con una posizione geografica che collega il Nord America, l’America Latina, i Caraibi e l’Europa.</p>
<p>Miami, inoltre, ha <b>uno degli aeroporti internazionali più importanti di tutti gli Stati Uniti</b> e questi vedono oltre 2.3 miliardi di viaggi domestici ogni anno, con quasi 100 milioni di partenze annue. Per gli espositori, questi dati confermano <b>l’accesso al più grande mercato turistico su scala globale.</b></p>
<p>Miami in particolare <b>nel 2025 ha registrato il numero record di 28.3 milioni di visitatori</b>, con una loro <b>spesa diretta di 22.7 miliardi di dollari</b>. La città, inoltre, sta vivendo <b>una forte fase di crescita</b> in cui si allontana sempre di più dall’immagine che la riduceva semplicemente a regina delle crociere o a destinazione balneare. Oggi Miami dà continua prova di<b> un’offerta diversificata </b>che include <b>grandi eventi</b> in grado di richiamare persone da ogni parte del mondo, che vanno di pari passo con <b>il lusso, il </b><i><b>lifestyle</b></i><b>, l’arte e la cultura.</b></p>
<p><a name="Bookmark2"></a>Il <i><b>World Travel Exhibition (WTE) Miami 2026</b></i><b> si incastra bene in questo scenario di crescita costante.</b> La conferenza, come accennato, abbraccia anche il tema della <b>sostenibilità</b>, con attenzione data alla crescita sostenibile delle destinazioni, alla gestione intelligente dei flussi, all’innovazione nella distrubuzione, alle partnership di lungo periodo e all’uso dei dati per migliorare il turismo.</p>
<p>Il <i>World Travel Exhibition (WTE) Miami 2026</i> conferma ancora una volta la crescita di Miami come <b>destinazione che sta andando sempre di più verso la destagionalizzazione</b>, attirando visitatori anche nei periodi che finora sono stati percepiti come di bassa stagione.</p>
<p>L’iniziativa contribuisce alla <b>crescita del settore degli eventi di grande richiamo mondiale</b>, che spaziano da quelli sportivi a quelli congressuali.</p>
<p>Il <i>World Travel Exhibition (WTE) Miami 2026</i>, quindi, non è una semplice fiera turistica per gli addetti ai lavori ma <b>l’ennesima prova dell’inarrestabile crescita di Miami</b>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.voglioviverecosi.com/vivere-a-miami-world-travel-exhibition-wte-2026.html">Vivere a Miami – aperte le iscrizioni al World Travel Exhibition (WTE) 2026</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.voglioviverecosi.com">Voglio Vivere Così Magazine </a>.</p>
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		<item>
		<title>Vivere a Dubai: gli Smart Gates cambiano il modo di gestire gli arrivi negli aeroporti della città</title>
		<link>https://www.voglioviverecosi.com/vivere-a-dubai-smart-gates.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bagaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 08:23:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tracking: Curiosità dal Mondo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dubai, famosa in tutto il mondo per il suo mix di lusso e opportunità di investimento, con benefici come la fiscalità agevolata riservati proprio agli investitori, negli ultimi 6 mesi ha dato un’ulteriore prova del suo inarrestabile progresso. L’ecosistema Smart Travel, di cui fanno parte anche i Dubai Smart Gates, tra gennaio e giugno 2026 [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dubai, famosa in tutto il mondo per il suo <b>mix di lusso e opportunità di investimento</b>, con benefici come la <b>fiscalità agevolata</b> riservati proprio agli investitori, negli ultimi 6 mesi ha dato un’ulteriore prova del suo inarrestabile progresso.</p>
<p><b>L’ecosistema </b><i><b>Smart Travel</b></i>, di cui fanno parte anche i <i>Dubai Smart Gates</i>, <b>tra gennaio e giugno 2026 ha visto ben 9.464.057 passeggeri</b> che hanno beneficiato di <b>controlli più rapidi e automatizzati alla frontiera.</b></p>
<p>Negli ultimi mesi Dubai si è ritrovata protagonista indiretta del conflitto che ha interessato la regione e quella è stata anche un’occasione per la città di dare prova della propria capacità organizzativa e della propria resilienza.</p>
<p><b>Daniele Pescara, l’interlocutore d’eccellenza per l’informazione nazionale a Dubai, quale imprenditore italiano residente a Dubai</b>, è stata <b>una delle voci simbolo della città</b>, aggiornando i connazionali a Dubai e quelli in patria con <b>notizie verificate e attendibili</b>.</p>
<p><b>Ancora oggi Pescara continua a essere una delle voci da Dubai più impattanti in assoluto</b>, raccontando una città che continua ad aprirsi sempre di più agli investitori, con nuove regolamentazioni più chiare e numerosi benefici.</p>
<p>Lo stesso <b>progresso tecnologico</b>, di cui fanno parte anche i <i>Dubai Smart Gates</i>, <b>rafforza la posizione della città come </b><i><b>hub</b></i><b> turistico globale. </b></p>
<p>L’ecosistema <i>Smart Travel</i> è <b>un’intera infrastruttura digitale</b> che, oltre a comprendere i varchi automatici, include anche <b>il servizio più avanzato di </b><i><b>Travel Without Borders – Red Carpet</b></i>. Questo usa la tecnologia basata sull’Intelligenza Artificiale per creare un’esperienza ancora più rapida per i viaggiatori che si sono registrati al programma.</p>
<p>I <i>Dubai Smart Gates</i>, invece, sono <b>attivi negli aeroporti della città</b> e fanno sì che i viaggiatori possano <b>effettuare i controlli dell’immigrazione in maniera più veloce</b>, senza dover passare necessariamente dal bancone tradizionale con l’agente in carne e ossa.</p>
<p><b>Gli </b><i><b>Smart Gates</b></i><b> si basano su:</b></p>
<ul>
<li>Riconoscimento biometrico del volto;</li>
<li>Lettura elettronica dei documenti;</li>
<li>Intelligenza Artificiale;</li>
<li>Collegamento con i database delle autorità dell’immigrazione.</li>
</ul>
<p>Il procedimento è molto semplice: il viaggiatore entra nel varco, il sistema verifica la sua identità attraverso i dati biometrici e completa automaticamente la procedura di controllo.</p>
<p>Gli <i>Smart Gates</i> contribuiscono a <b>rafforzare l’immagine di Dubai</b>, città che <b>nel 2025 ha accolto 19,59 milioni di visitatori internazionali</b>, segnando il terzo anno consecutivo di record turistici e una crescita del 5% rispetto al 2024.</p>
<p>Gestire gli arrivi in maniera pratica e veloce è cruciale per una città come Dubai, che conta milioni di visitatori l’anno.</p>
<p>Inoltre, <b>l’aeroporto è il primo punto di contatto fra il visitatore e la destinazione</b> e un servizio pratico ed efficiente come quello dato dai <i>Dubai Smart Gates</i> testimonia sin dall’inizio del viaggio il progresso e l’elevato livello di tecnologia che Dubai mette a disposizione di residenti e turisti.</p>
<p><b>La crescita del turismo richiede infrastrutture capaci di reggere volumi sempre maggiori di visitatori</b> senza compromettere la loro esperienza e, specialmente nel <i><b>Dubai International Airport</b></i><b>, uno degli aeroporti più trafficati al mondo</b>, il ruolo della tecnologia e degli <i>Smart Gates</i> in particolare è d’importanza fondamentale.</p>
<p><b>Se stai pensando di trasferirti a Dubai o di aprire una società lì, il tuo punto di riferimento è la <a href="https://danielepescaraconsultancy.com/" target="_blank" rel="noopener">Daniele Pescara Consultancy</a></b>, <b>studio multidisciplinare leader nel </b><i><b>company set-up</b></i>. La Daniele Pescara Consultancy, diretta da Daniele Pescara, vanta anni di esperienza nel settore e mette a tua disposizione <b>40 professionisti</b> – fra cui fiscalisti internazionali, avvocati e commercialisti – <b>che ti seguiranno lungo tutto il percorso. </b></p>
<p><b>Per raggiungere la Daniele Pescara Consultancy dall’Italia puoi chiamare il Numero Verde</b> <b>800 180 690.</b></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.voglioviverecosi.com/vivere-a-dubai-smart-gates.html">Vivere a Dubai: gli Smart Gates cambiano il modo di gestire gli arrivi negli aeroporti della città</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.voglioviverecosi.com">Voglio Vivere Così Magazine </a>.</p>
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		<item>
		<title>Viaggi a sorpresa: perché sempre più persone scelgono di partire senza sapere la meta</title>
		<link>https://www.voglioviverecosi.com/viaggi-a-sorpresa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bagaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 08:17:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Viaggiare]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.voglioviverecosi.com/?p=61335</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il 44% dei Millennial si sente sopraffatto nell&#8217;organizzare un viaggio. E se il vero lusso fosse non sapere nemmeno dove si va? Secondo una ricerca di Waynabox, il 44% delle persone considera la fase di organizzazione della vacanza la parte più stressante del viaggio. Un dato che racconta bene un cambiamento nelle abitudini di chi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.voglioviverecosi.com/viaggi-a-sorpresa.html">Viaggi a sorpresa: perché sempre più persone scelgono di partire senza sapere la meta</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.voglioviverecosi.com">Voglio Vivere Così Magazine </a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2><b>I</b><b>l 44% dei Millennial si sente sopraffatto nell&#8217;organizzare un viaggio. E se il vero lusso fosse non sapere nemmeno dove si va?</b></h2>
<p>Secondo una ricerca di Waynabox, il <b>44%</b> delle persone considera la fase di organizzazione della vacanza la parte più stressante del viaggio. Un dato che racconta bene un cambiamento nelle abitudini di chi parte: oggi, prima ancora di fare la valigia, ci si ritrova a confrontare decine di voli, leggere centinaia di recensioni, scegliere l&#8217;hotel e costruire l&#8217;itinerario perfetto. Quello che dovrebbe essere l&#8217;inizio della vacanza, troppo spesso, finisce per assomigliare a un altro impegno da gestire.</p>
<p>È anche da questa esigenza che stanno nascendo formule diverse di vivere una vacanza. Tra queste c&#8217;è Waynabox, la piattaforma che organizza viaggi a sorpresa in Europa: si scelgono le date, si escludono le destinazioni già visitate o quelle che non interessano e il resto viene organizzato dall&#8217;azienda. La meta si scopre soltanto 48 ore prima della partenza.</p>
<p>Più che un semplice format, è il segnale di un cambiamento nel modo di viaggiare. Sempre più persone sembrano cercare esperienze capaci di alleggerire il peso dell&#8217;organizzazione e restituire spazio all&#8217;imprevisto.</p>
<p>Lasciare che qualcosa sfugga al controllo può sembrare insolito in un&#8217;epoca in cui siamo abituati a decidere tutto. Eppure è proprio quel piccolo margine di imprevedibilità a restituire al viaggio una parte della sua magia.</p>
<p>È una tendenza che va ben oltre il turismo. In molti ambiti il nuovo lusso non è aggiungere, ma togliere. Nella moda si riscoprono linee essenziali e guardaroba più consapevoli; nel beauty si parla sempre più di skincare minimale e routine semplificate. L&#8217;idea è la stessa: eliminare il superfluo per fare spazio a ciò che conta davvero.</p>
<p>Anche il modo di viaggiare sembra seguire questa direzione. Meno tempo trascorso a pianificare ogni dettaglio e più spazio per vivere l&#8217;esperienza, lasciando che una parte del viaggio continui a sorprenderci.</p>
<p>In fondo, il fascino della partenza non è mai stato solo nella destinazione. C&#8217;è un momento che la precede e che spesso contiene già metà dell&#8217;esperienza: l&#8217;attesa. Le ipotesi. I messaggi nel gruppo WhatsApp. Le amiche che provano a indovinare. La valigia fatta con un misto di logica e intuito. Le battute, i pronostici, le teorie. È lì che il viaggio comincia davvero, quando non sei ancora partita ma hai già iniziato a uscire dalla tua routine.</p>
<p>Ed è proprio questo il punto. Oggi non sempre sentiamo il bisogno di andare lontanissimo. Spesso sentiamo il bisogno di uscire, anche solo per pochi giorni, dal meccanismo in cui tutto deve essere efficiente, ottimizzato e previsto. Il valore, allora, non sta soltanto nella meta, ma nella qualità della pausa che ci concediamo.</p>
<p>La cosa interessante, però, non è tanto il meccanismo di un viaggio a sorpresa. È quello che produce. Perché toglie di mezzo una parte della fatica organizzativa che spesso soffoca l&#8217;entusiasmo e restituisce al viaggio una quota di emozione che avevamo quasi archiviato. Non sapere tutto non diventa una mancanza, ma uno spazio mentale che si riapre. Una tregua. Un piccolo esercizio di fiducia nell&#8217;esperienza.</p>
<p>Naturalmente non è una formula per tutti. C&#8217;è chi ama studiare la mappa in anticipo, scegliere il quartiere perfetto, avere ogni passaggio sotto controllo. E va benissimo così. Ma per chi sente il bisogno di alleggerire il processo e vivere il viaggio in modo più istintivo, una soluzione di questo tipo può avere senso proprio perché non chiede di consumare l&#8217;esperienza prima ancora di viverla.</p>
<p>Vale ancora di più quando si parte con le persone giuste. Con le amiche, per esempio, quando il bello non è soltanto il posto in cui si andrà, ma la qualità del tempo condiviso. Ci sono viaggi che ricordi per un museo o per una piazza. E poi ci sono quelli che ti restano addosso per una risata in aeroporto, per una strada imboccata a caso, per un aperitivo che si allunga fino a tardi, per quella sensazione di leggerezza che con alcune persone arriva quasi subito, ovunque tu sia.</p>
<p>Forse il vero cambiamento nel modo di viaggiare non riguarda tanto le destinazioni quanto il nostro rapporto con il controllo. Dopo anni passati a pianificare ogni aspetto della quotidianità, cresce il desiderio di concedersi, almeno per un weekend, il lusso di non dover decidere tutto.</p>
<p>Perché, a volte, il viaggio migliore non è quello organizzato alla perfezione. È quello che riesce ancora a sorprenderci.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.voglioviverecosi.com/viaggi-a-sorpresa.html">Viaggi a sorpresa: perché sempre più persone scelgono di partire senza sapere la meta</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.voglioviverecosi.com">Voglio Vivere Così Magazine </a>.</p>
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		<title>Vivere alle Canarie: la storia di Paolo tra amore e nuova vita</title>
		<link>https://www.voglioviverecosi.com/paolo-canarie.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bagaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2026 09:50:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Spagna]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Aveva paura del mare, ha trovato l&#8217;amore: la nuova vita di Paolo Tosto alle Canarie di Enza Petruzziello Il viaggio, spesso, è quello che si percorre lungo la strada. O meglio, lungo il mare. Lo sa bene Paolo Tosto che nel 2022 ha deciso di salire su una nave da crociera nonostante la sua paura [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2><b>Aveva paura del mare, ha trovato l&#8217;amore: la nuova vita di Paolo Tosto alle Canarie</b></h2>
<p>di Enza Petruzziello</p>
<p>Il viaggio, spesso, è quello che si percorre lungo la strada. O meglio, lungo il mare. Lo sa bene <b>Paolo Tosto</b> che nel 2022 ha deciso di salire su una nave da crociera nonostante la sua paura del mare. Quella scelta, nata quasi per mettersi alla prova dopo la fine di una relazione, gli ha fatto incontrare Beatriz, una ragazza delle Canarie.</p>
<p>Da allora è cambiato tutto: una storia d&#8217;amore costruita superando la distanza e le barriere linguistiche, il trasferimento in Spagna, una nuova carriera e il sogno di un futuro insieme.</p>
<p>Trentanove anni, nato a Erice e cresciuto a Trapani, con una qualifica di operatore elettrico, da vent’anni lavora come pizzaiolo, un mestiere che ha sempre svolto con grande passione sia in Italia che alle Canarie.</p>
<p>Oggi Paolo guarda a quel viaggio come al punto di svolta della sua vita e, con il matrimonio ormai alle porte, racconta cosa significa avere il coraggio di ricominciare.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-medium wp-image-61325" src="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/07/Paolo-Canarie-6-480x640.jpeg" alt="" width="480" height="640" srcset="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/07/Paolo-Canarie-6-480x640.jpeg 480w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/07/Paolo-Canarie-6.jpeg 960w" sizes="(max-width: 480px) 100vw, 480px" /></p>
<p><b>Paolo, torniamo al 2022. Dopo la fine della tua relazione hai deciso di prenotare una crociera, nonostante la tua paura del mare. Cosa ti ha spinto a farlo e quale itinerario avevi scelto?</b></p>
<p>«Il 2022 è stato un anno particolare per me. Dopo la fine di una relazione avevo bisogno di staccare dalla quotidianità, ritrovare un po’ di serenità e rimettermi in gioco. Ho deciso di fare qualcosa che non avrei mai immaginato: prenotare una crociera. La cosa buffa è che ho sempre avuto paura del mare, ma quella volta ho deciso di affrontare anche quella paura. Ho scelto un itinerario nel Mediterraneo, pensando semplicemente di concedermi una vacanza diversa. Non avrei mai immaginato che quella decisione avrebbe cambiato completamente la mia vita».</p>
<p><b>Proprio su quella nave incontri Beatriz. Qual è stata la prima cosa che ti ha colpito di lei?</b></p>
<p>«La prima cosa che mi ha colpito è stato il suo sorriso. Aveva una luce negli occhi che trasmetteva serenità e spontaneità. Fin dal primo momento mi sono sentito a mio agio con lei. Non era solo una questione di attrazione fisica, ma di sensazioni. Sembrava che ci conoscessimo da sempre».</p>
<p><b>C’è stato un momento preciso in cui hai capito che non si trattava più di una semplice conoscenza nata in vacanza?</b></p>
<p>«Sì. Durante la crociera passavamo sempre più tempo insieme e ogni giorno diventava più difficile immaginare che tutto potesse finire con lo sbarco. Quando ci siamo salutati, ho capito che non volevo perdere quella persona. Da quel momento abbiamo deciso di dare una possibilità ai nostri sentimenti, nonostante sapessimo che ci separavano migliaia di chilometri».</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-medium wp-image-61326" src="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/07/Paolo-Canarie-7-640x480.jpeg" alt="" width="640" height="480" srcset="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/07/Paolo-Canarie-7-640x480.jpeg 640w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/07/Paolo-Canarie-7.jpeg 1280w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p><b>Come siete riusciti a mantenere vivo il rapporto nonostante la distanza?</b></p>
<p>«Con tanto amore, fiducia e sacrificio. Le video chiamate sono diventate parte della nostra quotidianità. Ogni occasione era buona per prendere un aereo e trascorrere qualche giorno insieme. Non è stato facile, ci sono stati momenti difficili, ma quando due persone credono davvero nella loro storia trovano sempre il modo di superare gli ostacoli».</p>
<p><b>Nell’agosto 2023 decidi di andare per 15 giorni alle Canarie per conoscere la sua famiglia. Cosa hai provato quando hai visitato le Canarie per la prima volta?</b></p>
<p>«È stato un viaggio speciale. Ero emozionato perché finalmente avrei conosciuto la sua famiglia, che mi ha accolto con un affetto incredibile facendomi sentire subito uno di casa. Allo stesso tempo sono rimasto affascinato da Gran Canaria: il clima, i paesaggi, il ritmo di vita e il modo di vivere delle persone mi hanno conquistato. In quei quindici giorni ho iniziato a immaginare che quello potesse diventare il mio futuro».</p>
<p><b>Nell’aprile del 2024 decidi di trasferirti definitivamente alle Canarie. In quale isola vivete oggi?</b></p>
<p>«Oggi viviamo a Gáldar, nel nord di Gran Canaria. È una zona tranquilla, autentica e lontana dal turismo di massa. Qui abbiamo costruito la nostra nuova vita e oggi posso dire di sentirmi davvero a casa».</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-medium wp-image-61327" src="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/07/Paolo-Canarie-1-361x640.jpeg" alt="" width="361" height="640" srcset="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/07/Paolo-Canarie-1-361x640.jpeg 361w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/07/Paolo-Canarie-1.jpeg 721w" sizes="(max-width: 361px) 100vw, 361px" /></p>
<p><b>Com’è la vita quotidiana alle Canarie per un residente? Qualità della vita, costo della vita, lavoro, sanità e servizi corrispondono davvero all’immagine che molti italiani hanno dell’arcipelago?</b></p>
<p>«La qualità della vita è sicuramente uno dei punti di forza. Il clima aiuta tantissimo a vivere meglio e con meno stress. Naturalmente non è tutto perfetto. Il costo della vita è aumentato anche qui e trovare casa non è semplice come molti pensano. È fondamentale arrivare con un progetto concreto e con la voglia di lavorare. La sanità e i servizi funzionano bene, ma come ovunque ci sono aspetti da migliorare. Le Canarie non sono un paradiso dove tutto cade dal cielo: bisogna impegnarsi e costruirsi il proprio futuro».</p>
<p><b>Lasciare la Sicilia è stata una decisione difficile? Cosa ti è costato di più?</b></p>
<p>«Sì, moltissimo. La cosa più difficile è stata lasciare la mia famiglia e gli amici. La Sicilia è casa, è il luogo dove sono cresciuto e dove ho tutti i miei ricordi. Ancora oggi mi manca, soprattutto nei momenti importanti. Però sapevo che, se non avessi seguito il mio cuore, probabilmente me ne sarei pentito per tutta la vita».</p>
<p><b>Oggi lavori come pizzaiolo: come ti trovi nella tua nuova realtà lavorativa?</b></p>
<p>«Mi trovo molto bene. Fare il pizzaiolo è il lavoro che amo e che svolgo da quasi vent’anni. Anche alle Canarie ho trovato un ambiente positivo che mi ha permesso di continuare a crescere professionalmente. Mi rende orgoglioso poter far conoscere la vera pizza italiana anche all’estero».</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-medium wp-image-61328" src="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/07/Paolo-Canarie-5-361x640.jpeg" alt="" width="361" height="640" srcset="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/07/Paolo-Canarie-5-361x640.jpeg 361w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/07/Paolo-Canarie-5.jpeg 721w" sizes="auto, (max-width: 361px) 100vw, 361px" /></p>
<p><b>Tra i tuoi sogni c’è quello di aprire un’attività tutta tua. Che progetto hai in mente?</b></p>
<p>«Il mio sogno è aprire una pizzeria tutta mia dove poter portare le tradizioni siciliane e l’autentico gusto italiano. Vorrei che chi entra nel locale non trovasse solo una buona pizza, ma anche un pezzo della Sicilia, con i suoi sapori, la sua ospitalità e la sua cultura».</p>
<p><b>Come è cambiata la tua vita da quando ti sei trasferito alle Canarie?</b></p>
<p>«È cambiata completamente. Oggi sono più sereno, più felice e guardo al futuro con maggiore ottimismo. Ho trovato l’amore, una nuova casa e una nuova quotidianità. È stato un cambiamento importante che mi ha fatto crescere sia come uomo che come professionista».</p>
<p><b>Negli ultimi anni sempre più italiani scelgono di trasferirsi alle Canarie. Quali sono i veri vantaggi e quali le difficoltà che spesso vengono sottovalutate? Che consiglio daresti a chi sta pensando di fare lo stesso passo?</b></p>
<p>«Il vantaggio principale – come dicevo &#8211; è sicuramente la qualità della vita, ma trasferirsi qui non significa stare in vacanza tutto l’anno. Devi imparare una nuova lingua, adattarti a una cultura diversa e ricominciare quasi da zero. Il mio consiglio è di informarsi bene, venire prima a conoscere il posto e non partire con aspettative irrealistiche. Se si è pronti a mettersi in gioco, però, le soddisfazioni possono essere davvero grandi».</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-medium wp-image-61329" src="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/07/Paolo-Canarie-3-640x512.jpeg" alt="" width="640" height="512" srcset="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/07/Paolo-Canarie-3-640x512.jpeg 640w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/07/Paolo-Canarie-3-1980x1584.jpeg 1980w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/07/Paolo-Canarie-3-1536x1229.jpeg 1536w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/07/Paolo-Canarie-3-2048x1638.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p><b>Hai scelto di chiedere a Beatriz di sposarti proprio su una nave da crociera, chiudendo simbolicamente il cerchio. Vi sposerete a maggio 2027. Lei si aspettava la proposta oppure sei riuscito a sorprenderla?</b></p>
<p>«È stata una sorpresa totale. Ho voluto chiederle di sposarmi proprio su una nave da crociera perché è lì che è iniziata la nostra storia. Mi sembrava il modo più bello per chiudere un cerchio e iniziarne uno nuovo. Vedere la sua emozione è stato uno dei momenti più belli della mia vita. Ci sposeremo a maggio 2027 e non vediamo l’ora di vivere quel giorno».</p>
<p><b>Altri sogni o progetti per il futuro?</b></p>
<p>«Oltre al matrimonio, il sogno più grande è riuscire ad aprire la nostra attività e costruire una famiglia. Mi piacerebbe continuare a crescere sia dal punto di vista personale che professionale, senza mai perdere l’entusiasmo che mi ha portato fin qui».</p>
<p><b>Se potessi parlare al Paolo che stava per salire su quella nave nel 2022, cosa gli diresti oggi?</b></p>
<p>«Gli direi di non avere paura. Di fidarsi della vita e di seguire sempre il proprio cuore, anche quando sembra la scelta più difficile. Quella nave non mi ha portato soltanto in vacanza: mi ha portato verso una nuova vita, verso la donna che amo e verso un futuro che allora non avrei mai avuto il coraggio di immaginare».</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-medium wp-image-61330" src="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/07/Paolo-Canarie-4-640x512.jpeg" alt="" width="640" height="512" srcset="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/07/Paolo-Canarie-4-640x512.jpeg 640w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/07/Paolo-Canarie-4-1980x1584.jpeg 1980w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/07/Paolo-Canarie-4-1536x1229.jpeg 1536w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/07/Paolo-Canarie-4-2048x1638.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p><b>Per contattare Paolo ecco i suoi recapiti:</b></p>
<p><b>Instragram</b>: <a href="https://www.instagram.com/paolotosto_/" target="_blank" rel="nofollow noopener">https://www.instagram.com/paolotosto_/</a></p>
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<p><b>Tik tok</b>: @sicilianoallecanarie</p>
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		<title>Vivere a Miami: i Mondiali FIFA 2026 trainano il turismo internazionale in città</title>
		<link>https://www.voglioviverecosi.com/vivere-a-miami-i-mondiali-fifa-2026-trainano-il-turismo-internazionale-in-citta.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bagaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2026 08:20:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tracking: Curiosità dal Mondo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Miami si sta confermando sempre di più come destinazione internazionale a 360°, puntando su cultura, un calendario ricco di grandi eventi, innovazione, attenzione alla sostenibilità e sport. Oggi, infatti, Miami accende i riflettori sul turismo sportivo in cui eventi come i Mondiali FIFA 2026 – che si tengono tra il 15 giugno e il 18 [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.voglioviverecosi.com/vivere-a-miami-i-mondiali-fifa-2026-trainano-il-turismo-internazionale-in-citta.html">Vivere a Miami: i Mondiali FIFA 2026 trainano il turismo internazionale in città</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.voglioviverecosi.com">Voglio Vivere Così Magazine </a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Miami si sta confermando sempre di più come <b>destinazione internazionale a 360°</b>, puntando su <b>cultura</b>, un calendario ricco di <b>grandi eventi</b>, innovazione, attenzione alla sostenibilità e <b>sport</b>.</p>
<p>Oggi, infatti, Miami accende i riflettori sul turismo sportivo in cui eventi come i <b>Mondiali FIFA 2026</b> – che si tengono tra il 15 giugno e il 18 luglio &#8211; richiamano numerosi visitatori in città. L’obiettivo è quello di continuare a creare <b>una rosa di eventi sportivi </b>così che i turisti scelgano Miami come meta delle loro vacanze. Eventi come la <i>Formula Uno Grand Prix</i> o l’<i>NBA</i> (<i>Miami Heat</i>) contribuiscono, insieme ai Mondiali FIFA 2026, a garantire una costante scia di visitatori alla città.</p>
<p>Le autorità locali hanno <b>investito circa 53 milioni di dollari</b> nei Mondiali FIFA 2026 per organizzazione, sicurezza, promozione, gestione tifosi e molto altro. Secondo le previsioni, i Mondiali FIFA 2026 potrebbero <b>generare circa 1,3 miliardi di dollari</b> per l&#8217;economia del Sud della Florida, sostenendo hotel, ristoranti, trasporti, attrazioni e attività commerciali.</p>
<p>I Mondiali FIFA 2026 generano anche <b>9.000 posti di lavoro</b> temporanei o collegati all’evento. Tra i settori coinvolti ci sono quelli dell’<i>hospitality</i>, della sicurezza, del catering, dei trasporti e del volontariato organizzato.</p>
<p>L’evento tra l’altro cade in un periodo di bassa stagione in città e contribuisce a riempire mesi che generalmente registrano un numero inferiore di visitatori rispetto a quelli con un miglior clima o con le festività. <b>Nel 2025 Miami ha accolto ben 28 milioni di turisti</b> che la scelgono per il mix fra crociere, spiagge, eventi di vario tipo, gastronomia, shopping, lusso, vita notturna e arte.</p>
<p>Eventi come i Mondiali FIFA 2026, dunque, s’incastrano in una panoramica più ampia che vede la città sempre più come un <i><b>hub</b></i><b> di richiamo globale</b> invece di una semplice meta balneare, com’è stata vista per anni.</p>
<p>Inoltre, <b>i Mondiali FIFA 2026 offrono un’enorme pubblicità a Miami</b> attraverso social media,</p>
<p>Ultimamente Miami è nel clou della sua trasformazione da destinazione per gli amanti di spiagge e crociere a una località la cui <b>economia si basa su diversi flussi che coesistono</b>.</p>
<p>I Mondiali FIFA 2026 rappresentano <b>un acceleratore di questa trasformazione</b>, perché mostrano a tutto il mondo una città forte nelle sue infrastrutture, con una spiccata capacità organizzativa, un’offerta multisfaccettata ed eventi sportivi di richiamo globale.</p>
<p>Questa evoluzione fa sì che Miami possa <b>avanzare sempre di più verso l’ambita destagionalizzazione turistica</b>, attirando visitatori anche nei mesi di bassa stagione.</p>
<p>Altri benefici saranno <b>una sempre più evidente diversificazione dell’economia</b>, il rafforzamento della reputazione a livello mondiale e la possibilità di <b>ospitare sempre più grandi manifestazioni in futuro.</b></p>
<p>I Mondiali FIFA 2026, quindi, contribuiscono a riempire gli hotel e i ristoranti della città ma i loro benefici vanno ben oltre, rivelandosi <b>una parte cruciale di una strategia più ampia di posizionamento.</b></p>
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		<title>Vivere a Dubai: la città lancia il primo concorso al mondo per progettare un parco usando l’Intelligenza Artificiale</title>
		<link>https://www.voglioviverecosi.com/vivere-a-dubai-la-citta-lancia-il-primo-concorso-al-mondo-per-progettare-un-parco-usando-lintelligenza-artificiale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bagaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2026 07:48:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tracking: Curiosità dal Mondo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dubai, nota a livello globale per il suo mix di lusso, tecnologia, attenzione alla sostenibilità e attrazione esercitata sugli investitori, ai quali offre benefici come la fiscalità agevolata, continua a puntare sull’innovazione senza dimenticare la comunità. Dubai, infatti, lancia il primo concorso internazionale al mondo dedicato alla progettazione di un parco pubblico con il supporto [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.voglioviverecosi.com/vivere-a-dubai-la-citta-lancia-il-primo-concorso-al-mondo-per-progettare-un-parco-usando-lintelligenza-artificiale.html">Vivere a Dubai: la città lancia il primo concorso al mondo per progettare un parco usando l’Intelligenza Artificiale</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.voglioviverecosi.com">Voglio Vivere Così Magazine </a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dubai, nota a livello globale per il suo mix di <b>lusso, tecnologia, attenzione alla sostenibilità</b> e attrazione esercitata sugli <b>investitori</b>, ai quali offre benefici come la <b>fiscalità agevolata</b>, continua a puntare sull’innovazione senza dimenticare la comunità.</p>
<p>Dubai, infatti, lancia <b>il primo concorso internazionale al mondo dedicato alla progettazione di un parco pubblico con il supporto dell’Intelligenza Artificiale</b>. L’iniziativa, promossa dalla <i>Dubai Municipality</i> sotto la guida dello sceicco Hamdan bin Mohammed bin Rashid Al Maktoum, si rivolge ad <b>architetti, innovatori e studenti di tutto il mondo</b> che possono lanciare le loro idee per <b>ripensare l’Al Safa 2 Park</b> usando l’Intelligenza Artificiale come strumento di progettazione.</p>
<p>Dubai dimostra ancora una volta di saper guardare al futuro in una maniera che la differenzia dal resto delle destinazioni del globo. Nonostante il recente periodo che l’ha vista protagonista indiretta nel conflitto che ha coinvolto la regione, <b>la città continua a investire nella tecnologia, nella sostenibilità e nel progresso.</b></p>
<p><b>Daniele Pescara, l’interlocutore d’eccellenza per l’informazione nazionale a Dubai, quale imprenditore italiano residente a Dubai</b>, è stata una delle principali voci che hanno raccontato la città nei mesi scorsi e oggi, proprio come la stessa Dubai, continua il suo lavoro di crescita, seguendo gli investitori con il suo studio multidisciplinare, <a href="https://danielepescaraconsultancy.com/" target="_blank" rel="noopener"><b>Daniele Pescara Consultancy</b></a>.</p>
<p>Dubai, infatti, è una città che continua a richiamare investitori provenienti da ogni parte del mondo e il concorso per la progettazione del parco usando l’AI si inserisce bene nel <b>marketing strategico </b>della città. L’iniziativa comunica agli investitori che Dubai è <b>una </b><i><b>smart city</b></i><b> il cui governo finanzia e adotta progetti d’innovazione reale</b>, dove le aziende possono <b>testare la tecnologia su scala urbana.</b></p>
<p>Questo tipo di progetto, inoltre, crea <b>una domanda concreta da parte di </b><i><b>start-up</b></i><b> e imprese</b> che operano in settori come <i>green tech</i>, sostenibilità, consulenza, ingegneria e <i>smart infrastructure</i>.</p>
<p>Il progetto ambisce a <b>mettere insieme competenze diverse fra loro</b> così che tecnologia, architettura e sostenibilità lavorino mano nella mano, dando vita alla città del futuro.</p>
<p>A proposito di sostenibilità, il concorso ambisce a <b>progettare spazi verdi in un ambiente desertico</b> e, attraverso l’AI, sarà possibile simulare in anticipo fattori come la distribuzione dell’ombra durante l’anno, la scelta delle specie vegetali più resistenti al caldo e i futuri costi di manutenzione.</p>
<p>In questo modo, sarà possibile <b>ridurre gli sprechi d’acqua e di energia</b> e, al tempo stesso, creare parchi più resistenti ai cambiamenti climatici.</p>
<p>Un altro punto da non trascurare è <b>il valore dato alle persone</b> nell’ambito dell’iniziativa. Il parco, infatti, dovrà migliorare la vita quotidiana dei cittadini. L’AI sarà utilizzata per analizzare scenari e dati usando criteri di valutazione come inclusività, accessibilità, sicurezza e benessere.</p>
<p>Un’altra prova dell’attenzione data alla comunità è il fatto che, dopo la valutazione tecnica dei progetti, saranno gli stessi residenti a poter votare.</p>
<p>Il concorso rientra in diversi progetti della città, come <i><b>Dubai 2040 Urban Master Plan</b></i>, che prevede <b>l’espansione delle aree verdi</b> e un miglior accesso ai parchi per i residenti.</p>
<p>Questo, quindi, è <b>un periodo perfetto per aprire una società a Dubai</b>. La città continua a dar prova non solo di organizzazione e resilienza ma anche di un <b>progresso senza uguali</b>, continuando a portare avanti <b>benefici fiscali riservati agli investitori</b> e a favorire l’apertura di nuove realtà in un <i>hub</i> sempre più dinamico, da cui <b>raggiungere anche altri mercati</b>, come quello africano o europeo.</p>
<p>Se stai pensando di aprire una società a Dubai, <b>il tuo punto di riferimento</b> <b>è Daniele Pescara, presidente di FenImprese Dubai e fondatore dello studio multidisciplinare Daniele Pescara Consultancy, leader nel </b><i><b>company set-up</b></i><b> a Dubai</b>,</p>
<p>Lo studio multidisciplinare mette a tua disposizione <b>40 professionisti</b> – fra cui commercialisti, avvocati e fiscalisti internazionali – pronti a seguirti nel percorso di apertura della tua società a Dubai.</p>
<p><b>Per raggiungere la Daniele Pescara Consultancy dall’Italia puoi chiamare il Numero Verde</b> <b>800 180 690.</b></p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.voglioviverecosi.com/vivere-a-dubai-la-citta-lancia-il-primo-concorso-al-mondo-per-progettare-un-parco-usando-lintelligenza-artificiale.html">Vivere a Dubai: la città lancia il primo concorso al mondo per progettare un parco usando l’Intelligenza Artificiale</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.voglioviverecosi.com">Voglio Vivere Così Magazine </a>.</p>
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		<title>Italiani in Canada: la vita di Giulia a Toronto senza filtri</title>
		<link>https://www.voglioviverecosi.com/giulia-toronto-canada.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bagaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2026 10:10:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Canada]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Giulia Breda: «Ho lasciato l&#8217;Italia dopo un attacco di panico in ufficio. Oggi vivo a Toronto e non tornerei indietro» di Enza Petruzziello Prima un ambiente di lavoro che le ha fatto perdere serenità e fiducia, fino a un attacco di panico che ha segnato un punto di non ritorno. Poi la decisione di ricominciare [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.voglioviverecosi.com/giulia-toronto-canada.html">Italiani in Canada: la vita di Giulia a Toronto senza filtri</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.voglioviverecosi.com">Voglio Vivere Così Magazine </a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>Giulia Breda: «Ho lasciato l&#8217;Italia dopo un attacco di panico in ufficio. Oggi vivo a Toronto e non tornerei indietro»</strong></h2>
<p>di Enza Petruzziello</p>
<p>Prima un ambiente di lavoro che le ha fatto perdere serenità e fiducia, fino a un attacco di panico che ha segnato un punto di non ritorno. Poi la decisione di ricominciare da capo, lasciando l&#8217;Italia per trasferirsi a Toronto, in Canada, dove oggi ha costruito una nuova vita insieme a suo marito Andrea e ai loro due bellissimi cagnolini. È la storia di Giulia Breda, 35 anni, che ha trasformato una delle esperienze più difficili della sua vita nell&#8217;occasione per ripartire e realizzare un sogno coltivato fin da bambina.</p>
<p>Laureata in Mediazione Linguistica e Culturale, con un master in Commercio, Fiscalità e Arbitrato Internazionale, entrambi conseguiti all’Università Ca’ Foscari di Venezia, Giulia lavora nel settore bancario canadese e attraverso il progetto social <em><i><b>Canada Senza Filtri</b></i></em>, racconta senza idealizzazioni cosa significa davvero trasferirsi all&#8217;estero: dalle opportunità alle difficoltà, dalla burocrazia al lavoro, fino agli aspetti più concreti della vita quotidiana.</p>
<p>Una testimonianza autentica che ogni giorno aiuta e ispira migliaia di italiani che sognano un cambiamento o sono alla ricerca del coraggio di rimettersi in gioco.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-61309 size-medium" src="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/06/giulia-toronto-canada-6-480x640.jpeg" alt="Giulia Toronto Canada" width="480" height="640" srcset="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/06/giulia-toronto-canada-6-480x640.jpeg 480w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/06/giulia-toronto-canada-6-1485x1980.jpeg 1485w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/06/giulia-toronto-canada-6-1152x1536.jpeg 1152w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/06/giulia-toronto-canada-6-1536x2048.jpeg 1536w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/06/giulia-toronto-canada-6-scaled.jpeg 1920w" sizes="auto, (max-width: 480px) 100vw, 480px" /></p>
<p>L&#8217;abbiamo intervistata per farci raccontare il suo percorso, le sfide affrontate e cosa significa, per lei, chiamare Toronto &#8220;casa&#8221;.</p>
<p>Giulia, com&#8217;era la tua vita in Italia prima di partire?</p>
<p>«Sono la classica italiana che ha fatto mille lavori diversi: cameriera, barista, servizio clienti, assicurazioni, amministrazione, logistica, operaia… chi più ne ha più ne metta. Tutti temporanei, con contratti che andavano dallo stage ai tre mesi, fino all’apprendistato infinito (che in Italia dura fino ai 29 anni, per cui puoi ritrovarti apprendista anche dopo i 30). Ero scontenta perché non riuscivo a trovare la mia strada, e gli stipendi erano ridicoli, impossibili da accettare rispetto al costo della vita».</p>
<p><b>In Italia hai anche subito mobbing. Se ti va di raccontarlo, c&#8217;è stato un episodio preciso che ti ha fatto dire &#8220;basta&#8221;, o è stato un accumulo?</b></p>
<p>«Direi che è stato un mix delle due cose: un accumulo e, alla fine, un punto di rottura. Nell’ultimo lavoro che avevo in Italia, prima di partire, ho subito mobbing per quasi due anni da parte delle mie colleghe. All’inizio non mi rendevo conto di quello che stava succedendo; poi, pian piano, sono arrivati gli attacchi di panico, l’insonnia e tutta una serie di sintomi purtroppo legati proprio al mobbing. Ho cominciato ad andare in terapia, e lo psicologo che avevo allora mi ha aiutata a capire cosa mi stesse succedendo davvero. Ma quando l’ho capito fino in fondo, la situazione era ormai fuori controllo.</p>
<p>Il punto di rottura è arrivato un giorno come tanti: sono entrata in ufficio, mi sono seduta e ho sentito che c’era qualcosa che non andava. Dopo poco, ho avuto un attacco di panico così forte da pensare che mi stesse succedendo qualcosa di grave, e sono finita in ospedale in ambulanza. Quell’episodio è stato il culmine di tutto quell’accumulo, e il momento in cui mi sono detta: basta».</p>
<p><b>Perché il Canada, e perché Toronto in particolare?</b></p>
<p>«Sono cresciuta con il classico sogno americano. Da piccola guardavo le serie TV e mi immaginavo a vivere lì. In più, durante l’adolescenza, sono venuta diverse volte in Canada a trovare i parenti di mia madre a Toronto: così ho avuto la possibilità di innamorarmi del Paese di persona».</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-61310 size-medium" src="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/06/giulia-toronto-canada-4-480x640.jpeg" alt="Giulia Toronto Canada" width="480" height="640" srcset="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/06/giulia-toronto-canada-4-480x640.jpeg 480w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/06/giulia-toronto-canada-4-1485x1980.jpeg 1485w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/06/giulia-toronto-canada-4-1152x1536.jpeg 1152w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/06/giulia-toronto-canada-4-1536x2048.jpeg 1536w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/06/giulia-toronto-canada-4-scaled.jpeg 1920w" sizes="auto, (max-width: 480px) 100vw, 480px" /></p>
<p><b>Quanto tempo è passato tra l&#8217;idea di partire e la partenza vera? Avevi paura, dei dubbi?</b></p>
<p>«L’idea è maturata nel 2022, dopo il Covid. Dopo l’episodio dell’attacco di panico e dell’ospedale me n’ero già andata dall’Italia: vivevo e lavoravo in Irlanda. Un giorno ho pensato: se ha funzionato qui in Irlanda, perché non dovrebbe funzionare anche in Canada? La paura che non andasse bene c’era, ovviamente. Ma vedere che in Irlanda ce l’avevo fatta mi ha dato la carica per provarci».</p>
<p><b>Come sono stati gli inizi a Toronto? Penso all’accoglienza della popolazione, alla ricerca di una casa, alla parte burocratica e pratica del tuo trasferimento.</b></p>
<p>«Il Canada accoglie tutti, ma non è per tutti. Immigrare qui non è semplice, perché il sistema è molto selettivo: il mio percorso non è detto che sia adatto a chiunque, e di possibilità ce ne sono diverse. La popolazione è gentile e abituata agli stranieri (la maggior parte ha origini straniere). Trovare casa, invece, non è facile, soprattutto perché all’inizio non hai ancora una “storia” nel Paese».</p>
<p><b>Per i visti e i permessi di soggiorno in Canada vigono leggi piuttosto severe. Quali sono i passaggi da seguire per trasferirsi? A te come è andata?</b></p>
<p>«Sono arrivata inizialmente come studente, per un anno, e in seguito ho attivato diversi visti lavorativi. Non esiste una sola strada: dipende molto dal background di ciascuno e da cosa conviene fare. Ogni percorso è a sé, non c’è niente fatto con lo stampino, preconfezionato e pronto per tutti. Di sicuro però non sono più i tempi in cui arrivavi con la valigia di cartone, pochi soldi e tante speranze, e ottenevi qualunque cosa».</p>
<p><b>Città multiculturale, Toronto è famosa per essere il principale polo finanziario ed economico del Paese. Come è vivere qui da residente? </b></p>
<p>«Rispetto a dove vivevo in Italia, la mia qualità della vita si è alzata parecchio. Nonostante il costo della vita sia più alto, ho un lavoro che mi permette di far fronte alle spese, e il mio potere d’acquisto è aumentato in modo notevole. I servizi funzionano bene, la città è ben servita e c’è sempre tanto da fare. La sanità non è a pagamento come negli Stati Uniti e, per quel poco di cui ho avuto bisogno, mi sono trovata bene».</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-medium wp-image-61312" src="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/06/giulia-toronto-canada-2-480x640.jpeg" alt="Giulia Toronto Canada" width="480" height="640" srcset="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/06/giulia-toronto-canada-2-480x640.jpeg 480w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/06/giulia-toronto-canada-2-1485x1980.jpeg 1485w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/06/giulia-toronto-canada-2-1152x1536.jpeg 1152w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/06/giulia-toronto-canada-2-1536x2048.jpeg 1536w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/06/giulia-toronto-canada-2-scaled.jpeg 1920w" sizes="auto, (max-width: 480px) 100vw, 480px" /></p>
<p><b>Di che cosa ti occupi a Toronto? Quali sono le principali differenze lavorative rispetto all’Italia?</b></p>
<p>«Attualmente lavoro in banca. Rispetto all’Italia, nel mondo del lavoro canadese c’è prima di tutto il rispetto: per qualsiasi ruolo e per qualsiasi persona, a prescindere da etnia, sesso, religione e così via. È un ambiente meritocratico, dove se fai un buon lavoro te lo riconoscono».</p>
<p><b>Come è nata l’idea di “Canada Senza Filtri”? Quando hai capito che la tua storia personale stava diventando qualcosa anche per altri?</b></p>
<p>«È nata perché sui social vedevo tante persone parlare di Canada, ma nessuno raccontava com’è davvero: l’immigrazione, i problemi, le difficoltà di chi arriva da fuori… la vita vera, insomma. Così ho pensato: perché non raccontarla io? Alla fine cerchiamo un po’ tutti le stesse informazioni, abbiamo bisogno di capire cosa fare. E allora mi sono detta che le cose che avrei voluto sapere io le avrei raccontate agli altri».</p>
<p><b>Che cosa racconti e a chi ti rivolgi?</b></p>
<p>«Come dicevo, la vita vera. Le cose belle, ma anche i problemi e le difficoltà, perché la vita vera non è un film. Mi rivolgo a tutti coloro che vogliono sapere com&#8217;è davvero la vita in Canada».</p>
<p><b>Che tipo di messaggi ricevi da chi ti segue? C&#8217;è una storia di un follower che ti ha colpita particolarmente?</b></p>
<p>«Soprattutto messaggi di persone che vogliono sapere come trasferirsi in Canada. Non c’è una storia in particolare che mi abbia colpita, ma ci rimango sempre male quando scopro di chi è stato fregato da agenzie farlocche: promettono la vita perfetta in Canada in cambio di soldi, la gente paga e poi resta con un pugno di mosche».</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-medium wp-image-61311" src="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/06/giulia-toronto-canada-3-480x640.jpeg" alt="Giulia Toronto Canada" width="480" height="640" srcset="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/06/giulia-toronto-canada-3-480x640.jpeg 480w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/06/giulia-toronto-canada-3-1485x1980.jpeg 1485w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/06/giulia-toronto-canada-3-1152x1536.jpeg 1152w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/06/giulia-toronto-canada-3-1536x2048.jpeg 1536w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/06/giulia-toronto-canada-3-scaled.jpeg 1920w" sizes="auto, (max-width: 480px) 100vw, 480px" /></p>
<p><b>Dal punto di vista lavorativo, Toronto ti ha aperto diverse porte. Come è la situazione attuale in città e in generale in Canada? A chi consiglieresti Toronto per un trasferimento e un cambio di vita?</b></p>
<p>«In questo momento il Canada sta attraversando una piccola recessione, una cosa a cui i canadesi non sono abituati. Però il lavoro c’è: non è detto che sia facile trovarlo, ma con pazienza e impegno si trova. Consiglierei di venire in Canada a chi cerca davvero l’equilibrio tra meritocrazia e sacrificio, perché qui bisogna mettere in conto di impegnarsi tantissimo, soprattutto all’inizio. Non lo consiglio, invece, a chi pensa di arrivare e trovare la pappa pronta: in quel caso si perde solo tempo e denaro».</p>
<p><b>In che modo è cambiata la tua vita da quando vivi in Canada?</b></p>
<p>«Sicuramente è aumentata la mia tranquillità. Ma la cosa più importante è che mi sento sicura: non solo come persona, ma come donna. Qui andare in giro da sola non è un problema. Non ho paura di essere seguita o aggredita, come purtroppo capita a tante donne in Italia. E poi sto imparando a conoscermi meglio: i miei limiti, ma anche il fatto che sono capace di fare molte più cose di quante immaginassi».</p>
<p><b>Hai altri sogni nel cassetto e progetti per il futuro?</b></p>
<p>«In questo momento il mio obiettivo è ottenere la residenza permanente, per non essere più legata a un visto. È un percorso lungo e difficile, che richiede tempo, soldi, energie e tantissima pianificazione».</p>
<p><b>Per contattare Giulia ecco i suoi recapiti: </b></p>
<p><b>Instagram</b>: <a href="https://www.instagram.com/giulialifeincanada/" target="_blank" rel="nofollow noopener">https://www.instagram.com/giulialifeincanada/</a></p>
<p><b>TikTok: </b><a href="https://www.tiktok.com/@giulialifeincanada" target="_blank" rel="nofollow noopener">@giulialifeincanada</a></p>
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		<title>Vivere a Miami – la World Class Responsible and Sustainable Business 2026 East ha acceso i riflettori su sostenibilità e tecnologia</title>
		<link>https://www.voglioviverecosi.com/vivere-a-miami-la-world-class-responsible-and-sustainable-business-2026-east-ha-acceso-i-riflettori-su-sostenibilita-e-tecnologia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bagaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2026 08:40:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tracking: Curiosità dal Mondo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La World Class Responsible and Sustainable Business 2026 East, una conferenza internazionale B2B dedicata esclusivamente alla sostenibilità aziendale, ha recentemente portato a Miami numerosi professionisti del settore. L’evento professionale &#8211; rivolto a manager e dirigenti che prendono decisioni strategiche nei loro ambiti – si è tenuto nella celebre città della Florida dal 25 al 26 [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La <i><b>World Class Responsible and Sustainable Business 2026 East</b></i>, una <b>conferenza internazionale B2B dedicata esclusivamente alla sostenibilità aziendale</b>, ha recentemente portato a Miami numerosi professionisti del settore.</p>
<p>L’evento professionale &#8211; rivolto a manager e dirigenti che prendono decisioni strategiche nei loro ambiti – si è tenuto nella celebre città della Florida <b>dal 25 al 26 giugno</b>.</p>
<p><b>I temi principali sono stati:</b></p>
<ul>
<li><i><b>Environmental Social Governance</b></i>, toccando argomenti come la misurazione delle emissioni CO₂ e report ESG;</li>
<li><b>Economia circolare</b>, con i riflettori accesi sulla riduzione dei rifiuti, il riciclo e il design sostenibile;</li>
<li><b>Decarbonizzazione </b>per ridurre le emissioni attraverso le energie rinnovabili, i trasporti sostenibili e l’ottimizzazione dei processi produttivi;</li>
<li><i><b>Supply chain</b></i>, dove il focus è stato sul numero crescente di aziende che controllano l’origine delle materie prime e i diritti dei lavoratori;</li>
<li><b>Gestione del rischio climatico</b> con le aziende che si preparano per reagire di fronte ad alluvioni, uragani e ondate di calore che possono danneggiare la produzione o provocare danni alle strutture.</li>
</ul>
<p>Come accennato, la <i>World Class Responsible and Sustainable Business 2026 East</i> non è una fiera aperta al pubblico ma <b>un evento volutamente a numero chiuso</b>. Questo ha portato in città circa <b>150 partecipanti</b>, appartenenti a <b>più di 100 aziende</b>, ma anche <b>20 relatori internazionali. </b></p>
<p>Tra questi ci sono state figure professionali come:</p>
<ul>
<li>Dirigenti delle risorse umane;</li>
<li>ESG Managers;</li>
<li>CEO e amministratori delegati;</li>
<li>Responsabili dell’innovazione;</li>
<li>Consulenti della gestione del rischio.</li>
</ul>
<p><b>La scelta di Miami come location per questa importante fiera non è casuale.</b> La città non è più percepita esclusivamente come una destinazione balneare e crocieristica ma negli ultimi anni è diventata <b>uno dei principali poli dell’innovazione negli Stati Uniti.</b></p>
<p><b>Miami oggi attira numerosi investitori</b> e la <i>World Class Responsible and Sustainable Business 2026 East </i>stessa contribuisce a richiamarne di nuovi perché questo tipo di eventi vede anche la <b>partecipazione di multinazionali, </b><i><b>start-up</b></i><b> </b>e degli stessi investitori.</p>
<p>Miami, inoltre, è una città con dei numeri turistici da record. <b>Nel 2025 ha accolto più di 28 milioni di visitatori </b>e l’insieme di crociere, turismo congressuale, eventi internazionali e investimenti alberghieri fa intuire che anche l’anno in corso darà grandi soddisfazioni in termini di numero di visitatori.</p>
<p>Miami si distingue anche per <b>l’attenzione alla sostenbilità e l’avanzamento tecnologico</b>. La città, infatti, sta investendo negli edifici sostenibili, nelle energie pulite, nei trasporti <i>green</i> e nell’economia circolare.</p>
<p><b>La sostenibilità, al giorno d’oggi, dipende sempre di più dalla tecnologia</b> con l’Intelligenza Artificiale che viene usata, fra le altre cose, per la riduzione dei consumi, l’analisi delle emissioni e l’ottimizzazione della produzione.</p>
<p>I <i>big data</i> permettono di analizzare i dati su settori come acqua, energia, trasporti ed emissioni mentre gli edifici intelligenti sono caratterizzati dal controllo dei consumi, dall’illuminazione automatica e dalla gestione energetica.</p>
<p>La <i><b>World Class Responsible and Sustainable Business 2026 East</b></i> è stata un evento importante per Miami, che ha contribuito a <b>rafforzare il turismo congressuale in città</b> e a portare un turismo business con partecipanti che, in media, spendono più dei visitatori in vacanza.</p>
<p>L’evento, inoltre, rafforza l’immagine della città mostrandola come <b>innovativa, sostenibile, tecnologica e centro economico internazionale. </b></p>
<p>Infine, la conferenza vede un<b> collegamento con lo </b><i><b>Smart City Expo Miami</b></i>, che si terrà dal 5 al 7 ottobre 2026, perché questi eventi affrontano <b>temi complementari</b>.</p>
<p>Le due iniziative fanno sì che Miami si posizioni come <b>una delle città statunitensi più attive nei settori della tecnologia, della transizione ecologica e dell’innovazione urbana. </b></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.voglioviverecosi.com/vivere-a-miami-la-world-class-responsible-and-sustainable-business-2026-east-ha-acceso-i-riflettori-su-sostenibilita-e-tecnologia.html">Vivere a Miami – la World Class Responsible and Sustainable Business 2026 East ha acceso i riflettori su sostenibilità e tecnologia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.voglioviverecosi.com">Voglio Vivere Così Magazine </a>.</p>
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		<title>Vivere a Dubai – come l’Agentic AI facilita il lavoro delle società</title>
		<link>https://www.voglioviverecosi.com/vivere-a-dubai-come-lagentic-ai-facilita-il-lavoro-delle-societa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bagaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2026 08:21:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tracking: Curiosità dal Mondo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.voglioviverecosi.com/?p=61300</guid>

					<description><![CDATA[<p>Dubai, nota in tutto il mondo per il lusso e i benefici per gli investitori, come la fiscalità agevolata, è in continua evoluzione e ambisce a diventare leader mondiale nel settore della tecnologia, trasformando questo progresso in crescita economica. L’Agentic AI rappresenta l’evoluzione dell’Intelligenza Artificiale generativa che non si limita a rispondere alle domande, come [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.voglioviverecosi.com/vivere-a-dubai-come-lagentic-ai-facilita-il-lavoro-delle-societa.html">Vivere a Dubai – come l’Agentic AI facilita il lavoro delle società</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.voglioviverecosi.com">Voglio Vivere Così Magazine </a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dubai, nota in tutto il mondo per il lusso e i <b>benefici per gli investitori</b>, come la <b>fiscalità agevolata</b>, è in continua evoluzione e ambisce a diventare <b>leader mondiale nel settore della tecnologia</b>, trasformando questo progresso in <b>crescita economica.</b></p>
<p><b>L’</b><i><b>Agentic AI</b></i><i> </i>rappresenta <b>l’evoluzione dell’Intelligenza Artificiale generativa</b> che non si limita a rispondere alle domande, come fanno applicazioni come ChatGPT, ma è in grado di <b>pianificare attività complesse</b>, prendere decisioni in autonomia (entro limiti definiti), <b>collaborare con i dipendenti</b> ed <b>eseguire interi processi aziendali</b> senza che sia necessario il continuo intervento umano.</p>
<p>Con questi passi in avanti, Dubai – che recentemente è stata protagonista indiretta nel conflitto che ha interessato la regione – dimostra ancora una volta <b>la propria capacità di adattamento ed evoluzione.</b></p>
<p><b>Daniele Pescara, l’interlocutore d’eccellenza per l’informazione nazionale a Dubai, quale imprenditore italiano residente a Dubai, </b>è stato come <b>un faro nel buio</b>, specialmente durante il periodo iniziale del conflitto, <b>per i tanti italiani in città e per quelli rimasti in patria</b> che volevano avere notizie reali e aggiornate sulla situazione.</p>
<p>L’autorevolezza e l’esperienza di Pescara sul campo lo rendono ancora oggi <b>una delle voci più affidabili di Dubai </b>e <b>il</b> <b>punto di riferimento per gli investitori che vogliono aprire una società in città.</b></p>
<p><b>L’</b><i><b>Agentic AI </b></i><b>favorisce anche il lavoro delle società</b>. Ben <b>925.000 imprese saranno coinvolte nel progetto </b>e fra queste ci sono <i>start-up</i>, aziende di servizi e società che operano in settori come turismo, sanità, logistica e commercio.</p>
<p>Lo scopo è supportare queste imprese nell’inserimento dell’<i>Agentic AI </i>nei loro piani così che questa diventi una <b>tecnologia a uso quotidiano</b>, con effetti positvi sull’intero tessuto economico.</p>
<p>Nei prossimi due anni, inoltre, saranno progettati degli <b>agenti specializzati</b> che non saranno chatbot generici ma <b>assistenti verticali pensati per specifici settori</b>. Fra questi figurano gli assistenti per gli hotel o le compagnie immobiliari ma anche quelli per il commercio, la finanza e la logistica.</p>
<p>L’ecosistema industriale, quindi, è di fronte a un cambiamento. La città aspira a dar vita ad almeno <b>50 nuove società specializzate nell’</b><i><b>Agentic AI</b></i><i> </i>che potranno sviluppare software, piattaforme AI, sistemi decisionali e molto altro.</p>
<p>Dubai però non punta soltanto sull’Intelligenza Artificiale ma <b>riconosce il valore umano</b> e lo dimostra attraverso il <i><b>Dubai Global Talent Network</b></i> i cui obiettivi principali sono la creazione di una <b>rete internazionale di esperti</b> ma anche attrarre i ricercatori, gli sviluppatori AI, gli investitori e i dirigenti tecnologici.</p>
<p><b>Dubai sta preparando un ecosistema sempre più favorevole per le società</b>, che continuerà ad attrarre investitori da ogni parte del globo. Le imprese che nasceranno a Dubai opereranno in un <b>contesto altamente digitalizzato</b> dove gli strumenti di analisi dei dati, automazione e Intelligenza Artificiale diventeranno sempre più accessibili anche per le piccole e medie realtà.</p>
<p>Questo progresso porterà a una <b>maggiore produttività a costi contenuti</b>, favorirà l’accesso ai talenti internazionali grazie al già citato <i>Dubai Global Talent Network</i>, fornirà un ambiente ideale per le <i>start-up</i> tecnologiche e darà una <b>fiducia ancora maggiore di quella attuale agli investitori</b>.</p>
<p>Questi infatti tendono a preferire <b>mercati con una strategia governativa chiara e di lungo periodo</b>. Gli investimenti che Dubai sta già facendo nelle infrastrutture digitali, nella formazione, nell’innovazione e nell’Intelligenza Artificiale rendono <b>il contesto economico più prevedibile</b>.</p>
<p>Se stai pensando di <b>aprire la tua società a Dubai</b>, non devi far altro che rivolgerti alla <a href="https://danielepescaraconsultancy.com/" target="_blank" rel="noopener"><b>Daniele Pescara Consultancy</b></a>, <b>studio multi-disciplinare leader nel </b><i><b>company set-up</b></i><b> a Dubai</b> che, con i suoi <b>40 professionisti</b> – fra cui fiscalisti internazionali, avvocati e commercialisti – è in grado di <b>guidare gli investitori lungo tutto il percorso di apertura di una società in città</b>.</p>
<p><b>Per contattare la Daniele Pescara Consultancy dall’Italia puoi chiamare il Numero Verde 800 180 690.</b></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.voglioviverecosi.com/vivere-a-dubai-come-lagentic-ai-facilita-il-lavoro-delle-societa.html">Vivere a Dubai – come l’Agentic AI facilita il lavoro delle società</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.voglioviverecosi.com">Voglio Vivere Così Magazine </a>.</p>
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		<title>Il successo di costituire società a Dubai: l&#8217;esempio di VPS Dubai</title>
		<link>https://www.voglioviverecosi.com/il-successo-di-costituire-societa-a-dubai-lesempio-di-vps-dubai.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Castagna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Jun 2026 09:52:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dubai]]></category>
		<category><![CDATA[Tracking: Curiosità dal Mondo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il successo di costituire società a Dubai: l&#8217;esempio di VPS Dubai Da 300 mila euro a oltre 15 milioni di euro di fatturato in dieci anni. È il percorso che ha portato VPS Italy a diventare una realtà consolidata nel settore dei servizi industriali e che oggi trova una naturale prosecuzione in un progetto di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.voglioviverecosi.com/il-successo-di-costituire-societa-a-dubai-lesempio-di-vps-dubai.html">Il successo di costituire società a Dubai: l&#8217;esempio di VPS Dubai</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.voglioviverecosi.com">Voglio Vivere Così Magazine </a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>Il successo di costituire società a Dubai: l&#8217;esempio di VPS Dubai</strong></h2>
<p>Da 300 mila euro a oltre 15 milioni di euro di fatturato in dieci anni. È il percorso che ha portato <b>VPS Italy</b> a diventare una realtà consolidata nel settore dei servizi industriali e che oggi trova una naturale prosecuzione in un progetto di espansione internazionale.</p>
<p>La costituzione di <b>VPS Dubai </b>rappresenta, infatti, uno dei passaggi più significativi nella crescita del gruppo, confermando come sempre più imprese italiane guardino agli Emirati Arabi Uniti come piattaforma strategica per lo sviluppo del proprio business.</p>
<p>L&#8217;internazionalizzazione non è più una scelta riservata alle grandi multinazionali. Sempre più aziende italiane stanno valutando l&#8217;apertura di strutture operative all&#8217;estero per rafforzare la propria competitività, diversificare i mercati di riferimento e cogliere nuove opportunità commerciali. In questo scenario, <a href="https://www.voglioviverecosi.com/il-mondo-raccontato-dagli-italiani-che-lo-abitano/dubai"><b>Dubai</b></a> continua a occupare una posizione centrale.</p>
<h2><strong>Perché Dubai continua ad attrarre le imprese italiane</strong></h2>
<p>Negli ultimi anni l&#8217;emirato si è affermato come uno dei <b>principali hub economici e logistici</b> a livello globale. La posizione geografica strategica, le infrastrutture all&#8217;avanguardia, la rapidità amministrativa e la capacità di attrarre investimenti internazionali rendono Dubai una destinazione particolarmente interessante per le aziende orientate alla crescita.</p>
<p>La scelta di costituire una società negli Emirati non rappresenta una delocalizzazione, bensì una strategia di espansione. Per molte imprese italiane significa poter <b>accedere con maggiore facilità ai mercati del Medio Oriente, dell&#8217;Asia e dell&#8217;Africa</b>, operando all&#8217;interno di un ecosistema fortemente orientato al business internazionale.</p>
<p>È proprio questa la logica che ha guidato VPS Italy nella creazione di VPS Dubai, società nata per sostenere lo sviluppo del gruppo sui mercati esteri e consolidarne la presenza internazionale.</p>
<h2><strong>VPS Dubai: una crescita costruita con visione</strong></h2>
<p>Dietro questo progetto vi è la visione imprenditoriale del Dott. <b>Manuel Manzoni</b>, fondatore e amministratore di VPS Italy, che nel corso degli anni ha accompagnato l&#8217;azienda in un percorso di crescita costante basato su investimenti, organizzazione e sviluppo delle competenze.</p>
<p>Un percorso supportato anche dalla consulenza del commercialista Dott. <b>Marco Scardeoni</b>, professionista che segue l&#8217;azienda sin dalle sue prime fasi e che ha contribuito alla costruzione di una strategia orientata al lungo periodo.</p>
<p>L&#8217;apertura di VPS Dubai rappresenta quindi l&#8217;evoluzione naturale di un modello di crescita costruito nel tempo e non una scelta dettata dalle contingenze del mercato.</p>
<h2><strong>Il ruolo di Daniele Pescara</strong></h2>
<p>Per guidare il progetto emiratino è stato scelto il Dott. <b>Daniele Pescara</b>, nominato <b>Amministratore Delegato di VPS Dubai.</b></p>
<p>Presente negli Emirati Arabi Uniti da oltre dieci anni con l’omonima Boutique <a href="https://danielepescaraconsultancy.com/"><b>Daniele Pescara Consultancy</b></a>, l’imprenditore affianca imprenditori e investitori nei processi di internazionalizzazione ed è oggi riconosciuto come uno dei principali esperti italiani del mercato emiratino. Oltre a ricoprire il ruolo di Presidente di FenImprese Dubai, opera quotidianamente sul territorio, supportando aziende che intendono sviluppare la propria presenza negli Emirati.</p>
<p>La sua esperienza rappresenta un elemento strategico per la corretta strutturazione dei progetti internazionali. Costituire una società a Dubai richiede, infatti, competenze specifiche, conoscenza del contesto normativo locale e una rete consolidata di relazioni istituzionali e professionali.</p>
<h2><strong>Un mercato che continua a guardare al futuro</strong></h2>
<p>Nonostante le tensioni geopolitiche che interessano diverse aree del Medio Oriente, Dubai conferma la propria capacità di attrarre imprese, capitali e investitori internazionali.</p>
<p>La stabilità economica, la continuità operativa e la visione di lungo periodo adottata dalle istituzioni emiratine continuano a rappresentare fattori determinanti per le aziende che scelgono di investire sul territorio.</p>
<p>L&#8217;esempio di VPS Dubai dimostra come una strategia di internazionalizzazione costruita con competenza e pianificazione possa trasformarsi in un&#8217;importante leva di crescita. Un modello che sempre più imprese italiane stanno osservando con interesse, nella consapevolezza che il futuro passa sempre più dalla capacità di competere su scala internazionale.</p>
<p>Per chi desidera valutare opportunità di sviluppo negli Emirati Arabi Uniti, il supporto di professionisti radicati sul territorio è oggi uno degli elementi più importanti per trasformare un progetto di espansione in un percorso di crescita concreto e sostenibile.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Roma d’estate: guida alla scoperta della Città Eterna sotto il sole</title>
		<link>https://www.voglioviverecosi.com/roma-destate-guida-alla-scoperta-della-citta-eterna-sotto-il-sole.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bagaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2026 09:12:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Viaggiare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scopri Roma in estate Roma esercita da sempre un fascino magnetico, ma durante la stagione estiva la capitale si trasforma, offrendo un’atmosfera vibrante, fatta di luci calde, serate all&#8217;aperto e un ritmo più rilassato. Sebbene le temperature possano rivelarsi elevate nelle ore centrali della giornata, pianificare con cura l’itinerario permette di scoprire una città magica, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>Scopri Roma in estate</strong></h2>
<p>Roma esercita da sempre un fascino magnetico, ma durante la stagione estiva la capitale si trasforma, offrendo <b>un’atmosfera vibrante, fatta di luci calde, serate all&#8217;aperto e un ritmo più rilassato</b>. Sebbene le temperature possano rivelarsi elevate nelle ore centrali della giornata, pianificare con cura l’itinerario permette di scoprire una città magica, capace di svelare i propri tesori più intimi proprio quando il sole comincia a calare dietro i sette colli.</p>
<h2><strong>Ottimizzare il tempo a disposizione grazie a un servizio di deposito bagagli</strong></h2>
<p>Quando si organizza un soggiorno estivo, la <b>gestione del tempo</b> diventa fondamentale per evitare inutili fatiche sotto il sole cocente. Spesso gli orari dei voli o dei treni non coincidono con quelli di check-in e check-out delle strutture ricettive, costringendo i viaggiatori a trascinare pesanti valigie tra i sanpietrini della capitale. Per ovviare a questo inconveniente e godersi ogni singolo minuto di vacanza in totale libertà, usufruire di un servizio di <a href="https://radicalstorage.com/it/deposito-bagagli/roma/roma-termini" target="_blank" rel="noopener">deposito bagagli a Roma Termini</a> si rivela la soluzione <b>strategica ideale per esplorare il centro storico senza impedimenti</b>. Tra le opzioni più affidabili spicca senza dubbio <b>Radical Storage</b>, un network globale che collabora con attività commerciali locali per offrire spazi sicuri e convenienti dove lasciare i propri effetti personali. Grazie a una prenotazione rapida tramite applicazione e a una tariffa fissa estremamente vantaggiosa, questo servizio garantisce la <b>massima tranquillità</b>, permettendo di iniziare il tour della città immediatamente dopo l&#8217;arrivo o di sfruttare appieno le ultime ore prima della partenza.</p>
<h2><strong>Le meraviglie dell’archeologia nelle ore più fresche della giornata</strong></h2>
<p>Affrontare le visite ai monumenti millenari richiede una pianificazione intelligente per evitare la calura diurna. Il <b>Parco Archeologico del Colosseo</b>, il <b>Foro Romano</b> e il <b>Palatino</b> assumono una veste monumentale suggestiva se visitati nelle prime ore del mattino, quando l’aria è ancora frizzante e la luce dorata dell’alba illumina i marmi antichi. Molti dei siti storici più importanti offrono inoltre <b>aperture straordinarie serali durante i mesi estivi</b>, consentendo di passeggiare tra le rovine illuminate da un sapiente sistema di luci artificiali che esalta i dettagli architettonici e crea un&#8217;atmosfera sospesa nel tempo.</p>
<h2><strong>Parchi urbani e ville storiche per una sosta rigenerante nel verde</strong></h2>
<p>La capitale vanta una straordinaria ricchezza di parchi pubblici e giardini storici, che rappresentano veri e propri polmoni verdi dove trovare rifugio nelle ore più calde. <b>Villa Borghese</b>, con i suoi viali alberati, i laghetti e i musei di fama internazionale, offre ampie zone d&#8217;ombra ideali per una passeggiata rilassante. Poco distante, <b>Villa Pamphili</b> e <b>Villa Ada</b> rappresentano la scelta perfetta per chi desidera immergersi nella natura incontaminata, mentre il <b>Giardino degli Aranci sull&#8217;Aventino</b> regala una vista panoramica mozzafiato sulla cupola di San Pietro, particolarmente suggestiva al momento del tramonto.</p>
<h2><strong>L&#8217;intrattenimento serale lungo le sponde del Tevere</strong></h2>
<p>Con l’arrivo della sera, la vita sociale si sposta lungo gli argini del fiume, che ospitano la celebre manifestazione estiva con eventi culturali, cinema all&#8217;aperto, mercatini e spazi gastronomici. Camminare lungo le banchine illuminate da <b>Ponte Sisto</b> fino a <b>Ponte Sant&#8217;Angelo</b> consente di vivere l&#8217;estate romana in modo autentico, circondati da una scenografia unica al mondo. Le serate nei quartieri storici come <b>Trastevere</b> e <b>San Lorenzo</b> si animano di tavolini all&#8217;aperto, dove la <b>tradizione culinaria locale</b> si sposa con la freschezza della tipica &#8220;ponentina&#8221;, il vento leggero che rinfresca le notti della città.</p>
<h2><strong>I musei climatizzati come rifugio culturale pomeridiano</strong></h2>
<p>Le ore centrali del pomeriggio sono il momento perfetto per dedicarsi alla scoperta del patrimonio artistico custodito all&#8217;interno dei numerosi musei statali e comunali, dotati di moderni impianti di climatizzazione. Dai <b>Musei Vaticani</b> ai <b>Musei Capitolini</b>, fino alla <b>Galleria Nazionale d&#8217;Arte Moderna</b>, le opzioni culturali sono pressoché infinite e permettono di unire l&#8217;esigenza del comfort termico alla contemplazione di capolavori assoluti della storia dell&#8217;arte. Questa strategia consente di alternare l’esplorazione all&#8217;aria aperta con momenti di profondo arricchimento intellettuale.</p>
<h2><strong>Escursioni fuori porta e il fascino del litorale romano</strong></h2>
<p>Qualora si desideri fuggire temporaneamente dal contesto urbano, i dintorni offrono splendide alternative facilmente raggiungibili. Le storiche località di <b>Ostia Antica e Tivoli</b>, con le magnifiche <b>Villa d&#8217;Este e Villa Adriana</b>, combinano la frescura della vegetazione con la maestosità di parchi archeologici unici. Per gli amanti del mare, il <b>litorale laziale</b> dista pochi chilometri e permette di trascorrere una giornata di relax sulle <b>spiagge di Fregene o di Sabaudia</b>, coronando la serata con una cena a base di pesce fresco di fronte al tramonto sul Mar Tirreno.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Dai tavoli allo schermo: i giochi che hanno vinto</title>
		<link>https://www.voglioviverecosi.com/dai-tavoli-allo-schermo-i-giochi-che-hanno-vinto.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bagaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2026 07:36:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tracking: Curiosità dal Mondo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I giochi da casinò tradizionali che hanno conquistato il mondo online Quando i primi casinò sono comparsi su internet, a metà degli anni Novanta, in molti dubitavano che il fascino del tavolo verde potesse sopravvivere lontano dal feltro e dalle fiches vere. Eppure alcuni giochi storici hanno fatto il salto digitale meglio di altri, conservando [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2><b>I giochi da casinò tradizionali che hanno conquistato il mondo online</b></h2>
<p>Quando i primi casinò sono comparsi su internet, a metà degli anni Novanta, in molti dubitavano che il fascino del tavolo verde potesse sopravvivere lontano dal feltro e dalle fiches vere. Eppure alcuni giochi storici hanno fatto il salto digitale meglio di altri, conservando intatta la loro essenza e guadagnando perfino qualcosa nel passaggio. Capire quali titoli hanno vinto questa transizione, e per quali ragioni, racconta molto di come funziona oggi l&#8217;intrattenimento da casinò. Non è stata solo una questione di grafica, ma di equilibrio tra fedeltà alla tradizione e vantaggi che solo lo schermo poteva offrire.</p>
<h2><b>Perché alcuni giochi hanno fatto il salto</b></h2>
<p>Non tutti i giochi nascono uguali davanti alla sfida del digitale, e il passaggio online ha premiato gli uni e penalizzato gli altri. Quelli che hanno funzionato meglio condividono alcune caratteristiche precise, che li hanno resi naturalmente adatti allo schermo. Capirle aiuta a spiegare il successo di certi titoli e le difficoltà di altri.</p>
<ul>
<li aria-level="1">Regole chiare e immediate, che non perdono nulla senza la presenza fisica al tavolo.</li>
<li aria-level="1">Un ritmo adattabile, capace di funzionare sia in partite rapide sia in sessioni lente.</li>
<li aria-level="1">Un equilibrio tra fortuna e strategia, che mantiene viva l&#8217;attenzione del giocatore.</li>
<li aria-level="1">La possibilità di giocare da soli, senza dipendere da altri partecipanti al tavolo.</li>
<li aria-level="1">Una forte riconoscibilità, che rende il gioco familiare fin dal primo sguardo.</li>
</ul>
<p>Messe insieme, queste qualità spiegano bene perché la roulette e il blackjack siano stati tra i primi a imporsi online con successo, mentre i giochi più legati alla dimensione collettiva e sociale hanno richiesto soluzioni tecniche più elaborate per funzionare davvero a distanza, lontano dal tavolo fisico.</p>
<h2><b>Roulette, blackjack e poker sul feltro virtuale</b></h2>
<p>I giochi da tavolo storici sono il cuore di questa transizione, e ciascuno ha trovato la propria strada nel mondo digitale. La roulette ha conservato tutta la sua suspense, sostituendo la pallina reale con un generatore di numeri casuali che ne replica l&#8217;imprevedibilità. Il blackjack ha portato online la sua componente strategica, arricchendosi di varianti come quella europea o atlantica e di strumenti utili a chi vuole affinare il gioco. Il poker ha trovato nella rete un terreno fertilissimo, capace di mettere in contatto giocatori da ogni parte del mondo attorno allo stesso tavolo virtuale. Non a caso questi tre titoli restano oggi il cuore dell&#8217;offerta di un <a href="https://casino-winnita.com/it/" target="_blank" rel="noopener">casino online winnita</a> o di qualsiasi altro operatore. È il segno di una popolarità che il digitale ha amplificato anziché spegnere.</p>
<h3><b>Le slot, regine della semplicità</b></h3>
<p>Se i giochi da tavolo hanno richiesto adattamenti, le slot machine sono passate al digitale quasi senza attrito. La loro logica, basata su simboli e combinazioni, era già perfetta per lo schermo, e i nuovi formati hanno potuto aggiungere temi, animazioni e meccaniche impossibili nelle macchine fisiche. È così che le slot sono diventate il prodotto più diffuso nei casinò online, capaci di attrarre sia i nostalgici sia chi non aveva mai messo piede in una sala da gioco.</p>
<h2><b>La tecnologia che ha cambiato le regole</b></h2>
<p>Il vero punto di svolta è arrivato con due tecnologie distinte. La prima è il generatore di numeri casuali, che ha permesso di riprodurre in modo affidabile la casualità di una mano di carte o di un giro di ruota. La seconda, più recente, è il gioco con croupier dal vivo, che trasmette in alta definizione un mazziere reale da uno studio dedicato, ricreando l&#8217;atmosfera del tavolo fisico sullo schermo. Oggi lo stesso gioco può esistere in due forme, automatica o con un dealer in carne e ossa, e la scelta spetta al giocatore. È questa doppia anima ad aver reso il passaggio definitivo, unendo la comodità del digitale al calore dell&#8217;esperienza tradizionale.</p>
<h2><b>Come si gioca oggi rispetto a ieri</b></h2>
<p>Il confronto diretto tra la sala fisica e lo schermo mostra con chiarezza cos&#8217;è cambiato nel passaggio al digitale e cosa invece è rimasto sostanzialmente intatto. La tabella qui sotto riassume le differenze principali tra le due esperienze di gioco.</p>
<table class="table">
<thead>
<tr>
<th>Aspetto</th>
<th>Casinò fisico</th>
<th>Versione online</th>
</tr>
</thead>
<tbody>
<tr>
<td>Accessibilità</td>
<td>Limitata agli orari e ai luoghi</td>
<td>Disponibile sempre e ovunque</td>
</tr>
<tr>
<td>Ritmo</td>
<td>Dettato dal tavolo</td>
<td>Scelto dal giocatore</td>
</tr>
<tr>
<td>Varianti</td>
<td>Poche per ragioni di spazio</td>
<td>Numerose e sempre nuove</td>
</tr>
<tr>
<td>Atmosfera</td>
<td>Sociale e immersiva</td>
<td>Ricreata dal croupier dal vivo</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Letta nel suo insieme, la tabella mostra che il digitale non ha affatto cancellato l&#8217;esperienza tradizionale, ma l&#8217;ha affiancata con una versione più flessibile e accessibile. La spinta più recente arriva dal mobile, visto che ormai la grande maggioranza delle sessioni di gioco dal vivo parte da smartphone e tablet anziché dal computer.</p>
<h2><b>Una tradizione che continua a evolversi</b></h2>
<p>I giochi da casinò che hanno superato la prova del digitale non lo hanno fatto rinnegando le proprie origini, ma traducendole in un linguaggio nuovo. Roulette, blackjack, poker e slot restano riconoscibili a chiunque li abbia mai provati, eppure offrono oggi possibilità che nessun tavolo fisico potrebbe garantire. La direzione futura punta verso esperienze ancora più immersive, dai croupier dal vivo sempre più realistici alle prime sperimentazioni in realtà virtuale. La storia di questi giochi insegna una lezione semplice: ciò che ha radici solide non teme il cambiamento, ma lo usa per raggiungere un pubblico più ampio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.voglioviverecosi.com/dai-tavoli-allo-schermo-i-giochi-che-hanno-vinto.html">Dai tavoli allo schermo: i giochi che hanno vinto</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.voglioviverecosi.com">Voglio Vivere Così Magazine </a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Cambiare vita significa anche cambiare il modo in cui consumiamo?</title>
		<link>https://www.voglioviverecosi.com/cambiare-vita-significa-anche-cambiare-il-modo-in-cui-consumiamo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bagaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2026 09:46:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tracking: Curiosità dal Mondo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.voglioviverecosi.com/?p=61272</guid>

					<description><![CDATA[<p>Quando si decide di cambiare vita, spesso si pensa a trasformazioni importanti come un nuovo lavoro, un trasferimento, una relazione diversa o un percorso di crescita personale. Tuttavia, esiste un aspetto che viene spesso sottovalutato ma che ha un impatto significativo sul nostro benessere e sulla nostra quotidianità: il modo in cui consumiamo. Le nostre [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.voglioviverecosi.com/cambiare-vita-significa-anche-cambiare-il-modo-in-cui-consumiamo.html">Cambiare vita significa anche cambiare il modo in cui consumiamo?</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.voglioviverecosi.com">Voglio Vivere Così Magazine </a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Quando si decide di cambiare vita, spesso si pensa a trasformazioni importanti come un nuovo lavoro, un trasferimento, una relazione diversa o un percorso di crescita personale. Tuttavia, esiste un aspetto che viene spesso sottovalutato ma che ha un impatto significativo sul nostro benessere e sulla nostra quotidianità: il modo in cui consumiamo. Le nostre abitudini di acquisto non sono semplicemente gesti automatici, ma rappresentano una manifestazione concreta dei nostri valori, delle nostre priorità e della visione che abbiamo del mondo.</p>
<p>Negli ultimi anni, il concetto di consumo ha subito una profonda evoluzione. Se in passato l&#8217;attenzione era rivolta principalmente alla quantità e alla convenienza, oggi sempre più persone cercano qualità, sostenibilità e trasparenza. Questo cambiamento è legato a una maggiore consapevolezza dell&#8217;impatto che le nostre scelte possono avere sull&#8217;ambiente, sulla società e persino sul nostro equilibrio psicofisico. Di conseguenza, chi intraprende un percorso di cambiamento personale tende spesso a rivedere anche il proprio rapporto con gli acquisti e con ciò che utilizza ogni giorno.</p>
<p>Cambiare il modo di consumare significa innanzitutto imparare a distinguere tra bisogni reali e desideri momentanei. Viviamo in una società caratterizzata da una continua esposizione a messaggi pubblicitari, offerte e stimoli che ci spingono ad acquistare sempre di più. Tuttavia, molte persone stanno riscoprendo il valore della semplicità e della consapevolezza, preferendo comprare meno ma meglio. Questo approccio non implica necessariamente una rinuncia, ma piuttosto una scelta più attenta e ragionata.</p>
<p>Uno degli ambiti in cui questa trasformazione è particolarmente evidente riguarda il benessere personale. Sempre più consumatori cercano prodotti che possano contribuire a migliorare la qualità della vita in modo naturale e sostenibile. L&#8217;interesse verso ingredienti naturali, prodotti biologici e soluzioni orientate al relax e all&#8217;equilibrio psicofisico è cresciuto notevolmente. In questo contesto si inserisce anche la diffusione dell&#8217;<a href="https://mamakana.it/">olio di CBD</a>, che molte persone scelgono di integrare nella propria routine quotidiana come parte di un approccio più consapevole al benessere.</p>
<p>La ricerca di un maggiore equilibrio tra mente e corpo rappresenta infatti una delle principali motivazioni che spingono a modificare le proprie abitudini di consumo. Quando una persona decide di prendersi maggiormente cura di sé, tende a prestare più attenzione non solo all&#8217;alimentazione e all&#8217;attività fisica, ma anche ai prodotti che utilizza, ai materiali che indossa e alle aziende da cui acquista. Si sviluppa così una sensibilità diversa, orientata a valutare la qualità e la provenienza dei prodotti piuttosto che il semplice prezzo.</p>
<p>Anche la sostenibilità ambientale gioca un ruolo sempre più importante. Molti consumatori comprendono che ogni acquisto rappresenta una sorta di voto a favore di un determinato modello economico e produttivo. Scegliere prodotti realizzati con materiali riciclati, sostenere aziende attente all&#8217;ambiente o ridurre gli sprechi significa contribuire concretamente a un cambiamento positivo. Questa consapevolezza è particolarmente diffusa tra le nuove generazioni, che mostrano una crescente attenzione verso temi come l&#8217;economia circolare, la riduzione dell&#8217;inquinamento e la responsabilità sociale delle imprese.</p>
<p>Un altro aspetto interessante riguarda il rapporto tra consumo e felicità. Per molto tempo si è pensato che accumulare beni materiali fosse una strada per raggiungere una maggiore soddisfazione personale. Oggi, invece, numerose persone stanno riscoprendo il valore delle esperienze, del tempo libero e delle relazioni umane. In molti casi, cambiare vita significa proprio ridimensionare l&#8217;importanza attribuita agli oggetti e investire maggiormente in attività che favoriscano la crescita personale e il benessere emotivo.</p>
<p>Questa evoluzione culturale si riflette anche nelle scelte quotidiane più semplici. Dall&#8217;acquisto di prodotti alimentari alla selezione di cosmetici, integratori, articoli per la casa o strumenti tecnologici, cresce il desiderio di informarsi e comprendere cosa si sta acquistando. Le recensioni, le certificazioni e la trasparenza delle aziende diventano elementi sempre più importanti nel processo decisionale. Il consumatore moderno non vuole soltanto comprare, ma desidera conoscere la storia e i valori che si nascondono dietro un prodotto.</p>
<p>In definitiva, cambiare vita significa spesso rivedere anche il proprio modo di consumare. Le scelte di acquisto rappresentano una parte integrante del nostro stile di vita e possono influenzare il nostro benessere, l&#8217;ambiente che ci circonda e la società nel suo complesso. Adottare un approccio più consapevole non significa rinunciare al piacere di acquistare, ma imparare a farlo con maggiore attenzione e responsabilità. Ogni decisione, anche la più piccola, contribuisce infatti a definire la persona che vogliamo essere e il mondo in cui desideriamo vivere.</p>
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		<title>Vivere a Los Angeles: la storia di Federica tra danza e spettacolo</title>
		<link>https://www.voglioviverecosi.com/federica-los-angeles-danza.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bagaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2026 09:10:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Stati Uniti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Federica Rizzo, da Venezia a Los Angeles: &#8220;In Italia mi sentivo nel posto sbagliato&#8221; di Enza Petruzziello “A Los Angeles un ballerino non viene visto solo come qualcuno che danza, ma come un artista completo, con competenze che possono evolversi in tantissime direzioni diverse. Questo mi ha insegnato a non sentirmi limitata a un’unica definizione [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2><em><b>Federica Rizzo, da Venezia a Los Angeles: &#8220;In Italia mi sentivo nel posto sbagliato&#8221;</b></em><b> </b></h2>
<p><b>di Enza Petruzziello</b></p>
<p>“<i>A Los Angeles un ballerino non viene visto solo come qualcuno che danza, ma come un artista completo, con competenze che possono evolversi in tantissime direzioni diverse. Questo mi ha insegnato a non sentirmi limitata a un’unica definizione artistica, ma a vedere la creatività come qualcosa di molto più ampio</i>”.</p>
<p>Sono le sette di mattina nella “città degli Angeli” e <b>Federica Rizzo</b> è già in sala prove. Prima che la città si svegli, lei ha già sudato, contato, ricominciato. Trentacinquenne originaria di Mestre, Venezia, la giovane artista ha nelle gambe oltre venti anni di danza e una compagnia tutta sua in cantiere.</p>
<p>Ballerina, coreografa, attrice, insegnante: Federica ha costruito la sua carriera internazionale un passo alla volta, dai palcoscenici di New York fino ai set californiani, passando per i video musicali di Imagine Dragons e Tiziano Ferro. Specializzata in contemporaneo, hip hop, street jazz ed heels, vive da ormai 4 anni a Los Angeles, dove lavora nel mondo dello spettacolo tra pubblicità, cinema e insegnamento.</p>
<p>L’abbiamo intervistata per farci raccontare il suo percorso artistico e la vita professionale nella capitale mondiale dell’intrattenimento.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-61279 size-medium" src="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/06/federica-danza-los-angeles-4-480x640.jpg" alt="federica danza los angeles" width="480" height="640" srcset="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/06/federica-danza-los-angeles-4-480x640.jpg 480w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/06/federica-danza-los-angeles-4-1485x1980.jpg 1485w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/06/federica-danza-los-angeles-4-1152x1536.jpg 1152w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/06/federica-danza-los-angeles-4-1536x2048.jpg 1536w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/06/federica-danza-los-angeles-4-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 480px) 100vw, 480px" /></p>
<p><b>Federica, quando e da dove nasce la tua passione per la danza?</b></p>
<p>«La mia passione per la danza è nata quando avevo 9 anni, guardando i video musicali di Britney Spears. Da quel momento non facevo altro che ballare e cantare a casa tutto il giorno. Vedendo quanto fossi coinvolta, mia madre decise di iscrivermi a un corso di danza e, da allora, non ho più smesso».</p>
<p><b>Hai quindi iniziato a ballare da piccolissima, cosa ricordi dei tuoi primi anni di formazione?</b></p>
<p>«La mia prima formazione è stata principalmente focalizzata sulla danza moderna e sulla danza spettacolo. Fin dall’inizio, però, non l’ho vissuta solo come una passione, ma anche come un vero impegno. Ero molto piccola, ma già allora ero costante e determinata a imparare e migliorarmi. Per me la danza non è mai stata soltanto un divertimento».</p>
<p><b>Nel tuo percorso hai studiato diversi stili, dal contemporaneo all’hip hop fino agli heels. Quale senti più vicino alla tua personalità artistica?</b></p>
<p>«Attualmente, gli stili che sento più vicini a me sono sicuramente l’heels e il contemporaneo. In particolare, la danza contemporanea rappresenta per me una vera e propria forma di meditazione: è il momento in cui riesco a connettermi completamente con me stessa, liberare le emozioni e trasformarle in movimento. Mi permette di esprimermi in modo autentico e di trovare equilibrio, sia mentale che emotivo».</p>
<p><b>Nel 2014 ti diplomi al Broadway Dance Center di New York, dove hai l’opportunità di esibirti in alcuni dei programmi televisivi e palcoscenici più famosi: Good Morning America, Love Lust and Run, Blue Note Jazz Club, World of Dance, solo per citarne alcuni.</b> <b>Che esperienza è stata quella newyorkese?</b></p>
<p>«L’esperienza a New York è stata per me una formazione non solo accademica, ma soprattutto pratica e “sul campo”. Ho avuto la possibilità di studiare e approfondire diversi stili di danza, confrontandomi quotidianamente con insegnanti e professionisti provenienti da realtà artistiche molto diverse. Oltre alla crescita tecnica e artistica, queste esperienze mi hanno permesso di sviluppare anche competenze fondamentali per il lavoro sul set, imparando a gestire ritmi intensi, adattarmi rapidamente e lavorare in modo professionale in contesti performativi differenti. New York, inoltre, mi ha dato l’opportunità di creare connessioni importanti con coreografi, danzatori e professionisti del settore, arricchendo non solo il mio percorso artistico, ma anche la mia visione della danza e del mondo dello spettacolo».</p>
<p><b>Nel 2022 decidi di trasferirti a Los Angeles. Come mai la scelta di trasferirti all’estero e perché proprio a Los Angeles?</b></p>
<p>«Los Angeles è una città che ho sempre sognato e che mi ha sempre affascinata profondamente. Per me rappresentava il luogo in cui tutto sembrava possibile, soprattutto dal punto di vista artistico e professionale. Ovviamente vivere lì mi ha anche messa di fronte a molte difficoltà e sfide personali, ma proprio quelle esperienze mi hanno fatta crescere sia come artista che come persona.</p>
<p>Trasferirmi dall’altra parte del mondo significava uscire completamente dalla mia zona di comfort, mettermi in gioco ogni giorno e imparare ad adattarmi a un ambiente estremamente competitivo e stimolante. In Italia ho avuto diverse opportunità lavorative e ne sarò sempre grata, ma spesso sentivo di non essere completamente nel posto giusto per esprimere a pieno la mia personalità artistica. Negli Stati Uniti, invece, ho trovato un ambiente in cui mi sento davvero libera di essere me stessa e di sperimentare senza limiti.</p>
<p>Los Angeles mi ha dato la possibilità di confrontarmi con una realtà internazionale, dove l’entertainment è parte della vita quotidiana e dove esistono opportunità enormi per chi vuole costruire un percorso nel mondo della danza e dello spettacolo. Essere lì mi ha insegnato ad avere ancora più ambizione, disciplina e fiducia nelle mie capacità».</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-61280 size-medium" src="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/06/federica-danza-los-angeles-2-480x640.jpg" alt="federica danza los angeles" width="480" height="640" srcset="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/06/federica-danza-los-angeles-2-480x640.jpg 480w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/06/federica-danza-los-angeles-2-1485x1980.jpg 1485w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/06/federica-danza-los-angeles-2-1152x1536.jpg 1152w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/06/federica-danza-los-angeles-2.jpg 1500w" sizes="auto, (max-width: 480px) 100vw, 480px" /></p>
<p><b>Com’è stato l’impatto con il mondo dello spettacolo a Los Angeles?</b></p>
<p>«L’impatto è stato sicuramente intenso. Il primo anno per me è stato soprattutto un periodo di rodaggio: ho impiegato del tempo per capire davvero come muovermi a livello professionale, come funzionassero le dinamiche del settore e quali fossero i passi giusti da fare. All’inizio avevo la sensazione che tutto andasse velocissimo e che il livello fosse altissimo, ma con il tempo ho capito che, una volta trovata la propria direzione e il proprio spazio, le opportunità iniziano ad arrivare.</p>
<p>Los Angeles è una città estremamente competitiva, soprattutto nel mondo dell’entertainment. Ho imparato che non basta il talento: servono disciplina, resilienza e la capacità di continuare a lavorare anche nei momenti più difficili. A Los Angeles un ballerino non viene visto solo come qualcuno che danza, ma come un artista completo, con competenze che possono evolversi in tantissime direzioni diverse. Questo mi ha insegnato a non sentirmi limitata a un’unica definizione artistica, ma a vedere la creatività come qualcosa di molto più ampio».</p>
<p><b>Com’è la vita professionale di una ballerina italiana qui e in generale negli Stati Uniti?</b></p>
<p>«In Italia la vita professionale di una ballerina è più strutturata ma anche più limitata nelle opportunità, soprattutto se si guarda al mondo commerciale e dell’entertainment. Ci sono realtà importanti e percorsi di formazione solidi, però il mercato è più piccolo e le occasioni di lavoro sono meno frequenti e più concentrate su contesti specifici come teatri, programmi televisivi o produzioni locali. Negli Stati Uniti, invece, il settore è molto più ampio e dinamico: ci sono tantissime possibilità tra musica, TV, tour, video musicali e progetti internazionali. È però anche molto più competitivo e veloce, quindi richiede grande adattabilità, costanza e capacità di mettersi in gioco continuamente».</p>
<p><b>Quali sono state le maggiori difficoltà che hai affrontato vivendo e lavorando all’estero?</b></p>
<p>«Le principali difficoltà sono state soprattutto l’adattamento a un ambiente molto competitivo e la necessità di costruire praticamente da zero la mia rete professionale e trovare una nuova quotidianità. All’inizio ho dovuto capire come muovermi e orientarmi nel settore, oltre a gestire l’indipendenza totale lontano da casa. Sono state sfide importanti, ma mi hanno resa più forte, autonoma e determinata nel mio percorso»</p>
<p><b>Lavori come ballerina, coreografa, attrice e insegnante: quale di questi ruoli senti più tuo?</b></p>
<p>«Tra i diversi ruoli che ricopro, mi è difficile sceglierne uno solo perché ognuno fa parte del mio percorso in modo diverso. In questo momento, però, mi sta attirando molto il mondo delle pubblicità, che trovo estremamente stimolante, veloce e creativo. Per questo sto iniziando a orientarmi sempre di più verso il ruolo di coreografa e movement coach in questo settore, dove posso unire danza e recitazione.</p>
<p>La recitazione la sto scoprendo da poco e nasce sempre un po’ dalla danza. Mi piace sia interpretare personaggi lontani da me, sia quelli più vicini. Nelle pubblicità, però, la cosa più difficile è proprio questa: non si tratta davvero di “recitare”, ma di essere autentici al 100%, senza costruzioni. L’insegnamento, invece,, è un ruolo che svolgo da più di dieci anni: ho insegnato molto e insegno tuttora vari stili per workshops e open classes, ma non mi sono mai limitata a insegnare e basta. In generale faccio fatica a definirmi con un solo titolo, perché tutte queste parti convivono e si influenzano a vicenda nel mio percorso».</p>
<p><b>Hai collaborato con artisti e produzioni importanti, tra cui Imagine Dragons, Becky G, Charli XCX. C’è un progetto che porti particolarmente nel cuore?</b></p>
<p>«Il progetto che probabilmente porto più nel cuore è stato uno degli ultimi lavori negli Stati Uniti, quando ho avuto l’opportunità di ballare nel video musicale di Charli XCX. Essere parte di una produzione internazionale di quel livello, accanto a una delle artiste più influenti e riconoscibili degli ultimi anni, è stato un momento molto forte per me. Mi sono resa conto di quanto percorso e lavoro duro avevo fatto per arrivare lì. È stata un’esperienza intensa, stimolante e piena di energia creativa, che mi ha dato ancora più motivazione per continuare a crescere e puntare sempre più in alto».</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-medium wp-image-61281" src="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/06/federica-danza-los-angeles-1-483x640.jpg" alt="federica danza los angeles" width="483" height="640" srcset="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/06/federica-danza-los-angeles-1-483x640.jpg 483w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/06/federica-danza-los-angeles-1-1493x1980.jpg 1493w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/06/federica-danza-los-angeles-1-1158x1536.jpg 1158w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/06/federica-danza-los-angeles-1-1545x2048.jpg 1545w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/06/federica-danza-los-angeles-1-scaled.jpg 1931w" sizes="auto, (max-width: 483px) 100vw, 483px" /></p>
<p><b>In Italia e negli Stati Uniti hai insegnato a molti ragazzi che hanno poi ottenuto importanti risultati. Che rapporto hai con loro? Cosa cerchi di trasmettere ai tuoi allievi?</b></p>
<p>«Ho iniziato a insegnare più di dieci anni fa, sempre vari stili di danza a diverse età e livelli. Una volta negli Stati Uniti ho iniziato a insegnare anche a Los Angeles: è stato un altro traguardo raggiunto, poter insegnare all’estero. Vedere ballerini principianti che poi diventano addirittura insegnanti non ha prezzo: senti che hai ispirato persone a fare meglio, hai trasmesso loro una passione a cui non possono fare a meno, è come una catena. Nella mia carriera ho anche fatto da giudice a svariati contest e competizioni di danza, e mi è capitato di premiare ballerini che a loro volta ora si esibiscono su palchi internazionali. È davvero incredibile!».</p>
<p><b>Quali differenze hai trovato tra il mondo della danza in Italia e quello americano?</b></p>
<p>«Il mondo della danza italiano è più legato alla formazione accademica, alla tecnica e alla tradizione artistica, mentre quello americano è molto più dinamico e orientato all’industria dell’intrattenimento. Negli USA contano molto versatilità, performance e adattabilità. Credo che la mia formazione italiana mi abbia dato basi solide, e il contesto americano rappresenti per me un’opportunità di crescita artistica e professionale internazionale.»</p>
<p>Negli ultimi anni i talent show hanno dato grande visibilità al mondo della danza. Da ballerina e insegnante, che opinione hai di questi programmi? Pensi siano una vera opportunità per i giovani artisti oppure credi che il percorso professionale richieda anche altro oltre alla visibilità televisiva?</p>
<p>«Assolutamente sì, i talent show oggi possono essere un grande trampolino di lancio per un ballerino, soprattutto perché danno una forte visibilità mediatica. Oltre alla televisione, aumentano moltissimo anche la presenza sui social, che oggi sono fondamentali nel mondo della danza. Per un artista, avere visibilità online può aprire tante opportunità lavorative e permettere di raggiungere un pubblico internazionale. Naturalmente, però, la preparazione e la professionalità restano essenziali per costruire una carriera solida nel tempo».</p>
<p><b>Qual è stato il lavoro più importante della tua carriera negli Stati Uniti?</b></p>
<p>«Sicuramente la prima volta sul set a Los Angeles come ballerina principale per una pubblicità a Hollywood non la dimenticherò mai: tutti gli occhi su di me, telecamere addosso, tutti che mi facevano sentire una star. Sono veramente grata a quel momento. Non so se posso fare il nome del brand, ma si tratta di un famoso marchio americano di assicurazioni, noto in tutto il Paese. Lavorare sia in Italia che negli Stati Uniti mi ha permesso di confrontarmi con realtà molto diverse, crescere tanto e adattarmi a contesti internazionali. È qualcosa che mi rende orgogliosa, perché rappresenta anni di studio, sacrifici e determinazione».</p>
<p><b>Che consiglio daresti ai giovani italiani che desiderano intraprendere una carriera internazionale nel mondo della danza?</b></p>
<p>«Direi di credere davvero nel proprio percorso e di non avere paura di uscire dalla propria comfort zone. Oggi il mondo della danza è sempre più internazionale, quindi oltre alla tecnica è fondamentale essere versatili, aperti a nuove esperienze e capaci di adattarsi. Ma soprattutto, credo che continuare a essere autentici sia la chiave di tutto.</p>
<p>Non è sempre un percorso semplice: ci saranno momenti difficili, delusioni e ostacoli. Però è importante imparare ad accettarli, perché non possiamo avere il controllo su tutto. Spesso è proprio nei momenti più negativi che si costruiscono la forza, la maturità e la determinazione necessarie per crescere davvero, sia come artisti che come persone».</p>
<p><b>C’è un sogno professionale che desideri ancora realizzare?</b></p>
<p>«Il mio sogno e obiettivo futuro è riuscire a coreografare un’importante campagna pubblicitaria internazionale, unendo danza e recitazione. Mi affascina l’idea di creare progetti in cui il movimento e l’interpretazione possano raccontare emozioni, storie e identità in modo autentico. In questo momento, inoltre, sento il desiderio di riconnettermi maggiormente con creativi italiani. Dopo quattro anni lavorando all’estero, ho percepito di aver perso un po’ di legami e collaborazioni sul territorio, e mi piacerebbe tornare a creare connessioni artistiche qui. Sono assolutamente aperta a collaborazioni, confronti e supporto artistico».</p>
<p><b>Per contattare Federica Rizzo ecco i suoi recapiti:</b></p>
<p><b>Instagram</b>: @federicarizzo_it</p>
<p>Sito ufficiale <a href="http://www.federicarizzo.it/">www.federicarizzo.it</a></p>
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		<title>Vivere a Miami – ResilientSea, il progetto che unisce comunità e sostenibilità</title>
		<link>https://www.voglioviverecosi.com/vivere-a-miami-resilientsea-il-progetto-che-unisce-comunita-e-sostenibilita.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bagaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2026 08:10:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tracking: Curiosità dal Mondo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da tempo ormai Miami, celebre città della Florida, non è più solo una destinazione balneare ma un hub ibrido in cui natura, lusso, lifestyle, tecnologia e sostenibilità si prendono per mano. In questo scenario, il Miami Community ResilientSea – progetto dell’University of Miami – coinvolge i cittadini nella presa in cura delle dune della città. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Da tempo ormai <b>Miami</b>, celebre città della Florida, non è più solo una destinazione balneare ma un <i><b>hub</b></i><b> ibrido</b> in cui natura, lusso, lifestyle, tecnologia e sostenibilità si prendono per mano.</p>
<p>In questo scenario, il <i><b>Miami Community ResilientSea</b></i> – progetto dell’<i>University of Miami </i>– <b>coinvolge i cittadini nella presa in cura delle dune</b> della città. Gli abitanti fanno rifiorire le dune con piante native, <b>ricostruiscono barriere coralline</b> e <b>puliscono le spiagge</b> nell’ottica che la partecipazione di persone comuni, invece che esclusivamente di scienziati, sia cruciale per rendere la costa della città più resistente agli eventi climatici avversi e più sana.</p>
<p><b>L’iniziativa si rivolge principalmente alle comunità più colpite</b> da caldo estremo e allagamenti, come Little Havana, Overtown, Little Haiti e Little Bahamas di Coconut Grove, che tra l’altro in passato non hanno avuto molta voce in capitolo al riguardo.</p>
<p>Miami ultimamente è diventata una città in grado di superare i suoi stessi record, arrivando a segnare un numero di <b>oltre 28 milioni di visitatori nel 2025</b>, con le <b>previsioni per il 2026</b> che parlano di <b>più di 85 milioni di arrivi internazionali negli Stati Uniti</b>, con <b>Miami come porta d’ingresso centrale</b> in quanto collegamento tra Nord America e America Latina.</p>
<p>Miami è nota come <b>capitale delle crociere</b> ma è anche in grado di attirare visitatori da ogni parte del globo grazie a <b>un ricco calendario di eventi</b>, sportivi e non, a <b>hotel e ristoranti di lusso</b>, <b>spiagge e natura</b>. Proprio per questo, il progetto <i>Miami Community ResilientSea</i> ambisce a difendere le dune unendo <b>protezione ambientale e giustizia sociale</b>, dato che l’iniziativa coinvolge per prime proprio comunità che solitamente sono un po’ dimenticate.</p>
<p><b>La tecnologia gioca un ruolo importante nel progetto</b> e non c’è da stupirsene perché Miami sta diventando in fretta un <b>polo </b><i><b>tech</b></i><i> </i>con varie iniziative legate all’Intelligenza Artificiale e di <b>mobilità autonoma</b> come il servizio di robotaxi di Waymo. La città attira inoltre <i><b>start-up</b></i><b> di AI, aziende di </b><i><b>cibersecurity</b></i><b> e </b><i><b>data centers</b></i><b>.</b></p>
<p>Insomma, sostenibilità e tecnologia vanno di pari passo a Miami ed è per questo che un progetto come il <i>Miami Community ResilientSea</i> <b>sfrutta proprio l’Intelligenza Artificiale per permettere ai cittadini di effetturare una raccolta dati</b>. La tecnologia, quindi, è uno strumento a favore dell’inclusione e della protezione delle dune.</p>
<p><b>Miami è una città che guarda sempre avanti.</b> Riconosciuta a livello globale come polo di tecnologia e innovazione, la città della Florida, attraverso il progetto <i>Miami Community ResilientSea,</i> dà <b>un bell’esempio di attenzione alla sostenibilità e lavoro comunitario</b>. Ricercatori, studenti e cittadini si muovono in simbiosi, accomunati dallo stesso obiettivo, ovvero la salvaguardia e protezione delle dune e dell’ambiente naturale in generale.</p>
<p><b>La </b><i><b>citizen science</b></i> (scienza partecipativa) <b>fa sì che le persone non siano più semplici spettatori esterni ma attori protagonisti di questo cambiamento. </b></p>
<p>L’iniziativa, dunque, accende i riflettori su una Miami già nota come <b>magnete per il turismo</b>, signora del regno delle crociere, attenta alla sostenibilità e agli avanzamenti tecnologici, che <b>dimostra una volta in più come sia possibile far convivere turismo, sostenibilità e progresso tecnologico. </b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.voglioviverecosi.com/vivere-a-miami-resilientsea-il-progetto-che-unisce-comunita-e-sostenibilita.html">Vivere a Miami – ResilientSea, il progetto che unisce comunità e sostenibilità</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.voglioviverecosi.com">Voglio Vivere Così Magazine </a>.</p>
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