L’esperienza di Katia a Walt Disney World

Cosa resterà di questi anni 80? Cantava Raf. Quegli anni ’80, seppur agli sgoccioli che mi hanno vista nascere a pane e cartoni animati: i Puffi, Sailor Moon, Piccoli problemi di cuore! Ma più di tutto i classici Disney sono sempre stata la mia passione, unita ai fumetti di Topolino e la banda più simpatica che esista. Conoscevo tutte le canzoni dei film a memoria: Hercules, Mulan, da Biancaneve fino al capolavoro di Tarzan con le musiche di Phil Collins. Per non parlare di tutti i disegni con cui ho tappezzato casa, ispirati a Paperino, Pippo e tutti i personaggi dei fumetti Disney! Questa piccola premessa è d’obbligo dato che tra meno di un mese partirò per un luogo che si definisce “il più felice della Terra”, in cui ognuno può avere la sensazione di essere il personaggio più importante dello spettacolo, e che mi farà tornare bambina. Ovviamente parlo del “Walt Disney World” di Orlando in Florida! Con una superficie di oltre 100 kmq è il più grande parco a tema del mondo! Comprende quattro parchi tematici, due parchi acquatici, un complesso sportivo, cinque campi da golf, una ventina di hotel, cento ristoranti e due quartieri dedicati allo shopping e alla vita notturna. Ancora non ci credo…e manca poco ormai!

walt Disney world

Ebbene si, passerò il prossimo anno circondata da Cenerentola e Belle, Topolino e Minnie, ma più esattamente in uno dei resort tematici dall’acronimo EPCOT ossia “Experimental Prototype Community of Tomorrow”, che è tutto un programma! Come mi suggerisce la mia ottima guida Lonely Planet, il complesso, in cui Disney nel lontano 1982 (non ero ancora nata!) volle immaginare una città del futuro, è suddiviso in due parti: Future World, con attrazioni e mostre interattive, e World Showcase, che sarà sinonimo di casa tra pochissimo, in cui è offerta una panoramica delle culture di 11 differenti paesi del mondo, tra cui l’Italia. La Disney ha infatti a questo proposito deciso di impiegare nei padiglioni degli 11 paesi, personale di provenienza diretta dei paesi che compongono il World Showcase. Ha quindi pensato ad un programma di un anno in cui è possibile lavorare nel padiglione in cui è rappresentata la propria nazione, contribuendo con il proprio singolo apporto a rendere l’esperienza dei turisti e frequentatori del parco unica e indimenticabile, o in ogni caso autentica e sincera. Le possibilità di lavoro sono molteplici, ma soprattutto concentrate nell’accoglienza dei turisti presso i negozi e ristoranti che sorgono per avvicinare questo angolo di mondo alla nostra piccola Italia. Io andrò a lavorare in uno dei ristoranti del padiglione, avendo sempre fatto la cameriera, il mio primo lavoretto durante gli studi, ma non è affatto indispensabile avere esperienza, poiché tutti vengono formati internamente.

Ma come si fa a fare domanda ed effettivamente arrivare ad un mese dalla partenza come nel mio caso?

Ci sono vari step da seguire, e sarete assistiti, accompagnati passo passo dalla società che si occupa del recruiting per la nostra area geografica, ossia l’International Services, a cui come prima cosa occorrerà inviare una mail con lettera di presentazione e cv in inglese, come per qualsiasi ricerca di lavoro. La risposta non tarderà ad arrivare e se positiva, vi proietterà subito nel primo step ufficiale: ossia l’intervista su Skype con un operatore che vi farà delle semplici domande per capire la vostra effettiva determinazione nel voler partecipare al programma e vi illustrerà il passaggio successivo, le selezioni vere e proprie in Italia, di solito o a Roma o a Milano. Alle selezioni la prima regola è di presentarsi in perfetto “Business look” e fare mente locale sulle proprie motivazioni e come si descriverebbe l’Italia all’estero, ad eventuali turisti, essendo chiamati ad essere “rappresentanti culturali” della propria Terra. Le selezioni constano di due colloqui in inglese, uno con i manager Disney e l’altro con i responsabili effettivi della struttura in cui andrete poi a lavorare, il ristorante italiano nel mio caso.

walt Disney world

Una volta fatta la selezione vi arriverà una mail di conferma o meno della vostra partecipazione al programma, che se siete intenzionati realmente a intraprendere vi porterà a sborsare subito una caparra per il volo, che vi sarà prenotato senza problemi direttamente dall’International Services. Bene, ora si tratta di preoccuparsi di avere tutti i documenti necessari, quindi passaporto, certificato penale, certificato di nascita in inglese, via via fino ad arrivare al Visto. Dalle selezioni passeranno 4 o 5 mesi prima di dover andare effettivamente a richiedere il Visto in Ambasciata, e avrete tutto il tempo per far richiesta dei vari documenti necessari. E una volta ottenuto il Visto non resta che prepararsi psicologicamente alla partenza!!!

In questo periodo di incertezza e precarietà la possibilità di fare un anno di lavoro in America è un’esperienza da non sottovalutare e da cogliere al volo se siete spiriti liberi, un po’ avventurieri e alla ricerca di esperienze sempre nuove per aprirvi al mondo e farne parte tutti i giorni. Di sicuro se avete bisogno di ripassare un po’ d’inglese questa è una fantastica occasione per parlarlo quotidianamente, e finalmente farlo vostro. Certo proprio in questo momento di crisi profonda della nostra società, dover esportare e rappresentare all’estero la nostra “cultura”, fa un po’ pensare. Bisogna fare uno sforzo per non menzionare le pecche contemporanee, quelle che ci stanno mettendo in ginocchio nell’immaginario mondiale….eppure…eppure abbiamo avuto un ruolo così centrale, scrivendo la Storia e illuminandola con i lumi del Rinascimento e il gusto dell’arte e della letteratura italiana. Tanti giovani hanno lottato e sono morti per la patria, per la parola Italia, e oggi noi ci guardiamo male da nord a sud, ci facciamo la guerra internamente e distruggiamo le eccellenze che andrebbero invece tutelate (città della Scienza in primis, o anche i crolli di Pompei). Insomma avrei molto da dire di negativo su questa nostra distorta malandata Italia, ma ho anche nel cuore le sue bellezze, la sua sincerità cordiale; i suoi sapori, profumi e colori, che regalano la pace dei sensi; i suoi dialetti coloriti, testimoni di una varietà culturale inimmaginabile; l’arte di arrangiarsi con poco, con ciò che si ha, sfruttando creatività e saper fare, l’artigianato, la maestria millenaria che si racchiude in uno Stradivari, nel cuoio lavorato in Toscana o ancora nella candida sgocciolante rotondità di una mozzarella di bufala; Fellini, Eduardo De Filippo, Sordi, nella capitale del cinema mondiale: Cinecittà attraverso i loro film, o ancora Pasolini e Camilleri con le loro pagine, ci hanno immortalati per sempre per ciò che eravamo.

Insomma amo questa Italia contraddittoria, dolce e amara, e spero di poter essere una sua degna ambasciatrice e di raccontare le sue vedute, i suoi sapori, umori e il popolo che la abita.

Katia

[email protected]

Link utili:

www.disneyinternationalprograms.com/crp.html

http://italian.italy.usembassy.gov/visti/niv.html