Lorenza, cittadina del mondo

Durante questi 9 anni trascorsi all’estero mi sono resa conto che le motivazioni che spingono noi esseri umani a viaggiare e ad abbandonare la nostra patria per altri luoghi +/- esotici sono tante e svariate, ma tutte con un scopo molto preciso.

Per quanto mi riguarda, ho sempre avuto il pallino dell’estero sin da ragazzina. Ho cominciato a varcare i confini italiani all’età di 14 anni con i classici viaggi studio durante l’estate e da li in poi a periodi alterni non ho più smesso; ricordo ancora bene quella magnifica sensazione di libertà……….sensazione che mi accompagna da ben 20 anni.

Chiaramente ogni età ha una sua fase e i viaggi e la vita all’estero assumono un significato diverso, ma già allora sentivo che il mio posto era là fuori dove “succedono” le cose.

Ricordo una piccola poesia scritta da un mio professore dell’università che raccontava la differenza tra viaggiatore e turista il primo si fonde con l’ambiente circostante e si adatta mentre il secondo parte ma non vede l’ora di rientrare; io mi sono sempre posta nella prima categoria.

La decisione definitiva di andare a vivere e lavorare in un altro paese è arrivata qualche mese prima che mi laureassi in scienze della comunicazione; la mia specializzazione é organizzazione di eventi, ma per arrivare a lavorare in questo campo mi ci sono voluti 7 anni. I miei genitori erano alquanto perplessi poiché ritenevano che Milano potesse offrire tutto quello che una persona cerca, io ovviamente non ero di quell’opinione e anzi non vedevo l’ora di lasciare quel piccolo e circoscritto mondo per scoprirne uno che conteneva al suo interno tanti piccoli microcosmi: quale posto migliore se non Londra?

Loranza Battistini, cittadina del mondo

Avevo un’amica che da qualche anno viveva lì e che era al corrente della mia decisione, un giorno a mia sorpresa mi ha proposto di ospitarmi per qualche mese affinché trovassi una mia sistemazione ed un lavoro. E così un anno è passato ed é stato anche l’anno più divertente della mia vita.

La vitalità e la frenesia emanate da questa città sono incredibili, ogni volta che ci ritorno mi sento avvolgere da queste energie a cui è quasi impossibile sottrarsi. All’inizio mi sono adattata, d’altronde con quello che costava la vita non si poteva essere troppo schizzinosi ed ho fatto diverse esperienze lavorative, tutte tranne quelle che mi interessavano. Alcune utili altre assolutamente noiose, ma ciò mi ha permesso di conoscermi meglio.

Devo dire che il fatto di avere degli amici in altri paesi mi ha molto aiutato, grazie a queste preziose persone ho potuto successivamente trasferirmi a Parigi. Qui ho vissuto per 3 anni ed ho cominciato a lavorare nel settore alberghiero passando un po’ per tutti i dipartimenti e scoprendo un mondo nuovo: ad essere totalmente onesta non avrei mai immaginato di ritrovarmi a lavorare in un albergo.

Parigi mi ha lasciato un doppio sentimento: è una città bellissima e piena di cose da fare, ma non so perché non mi sono mai completamente integrata. Ancora oggi non so cosa esattamente abbia creato questa sensazione, ma ogni volta che ripenso a Parigi la paragono ad un’ elegante scarpa da sera con tacco 12: bella ma difficile da portare tutti i giorni.

Così dopo 3 anni non avendo niente da perdere ho voluto ripartire sia geograficamente, che con la mia vita; l’opportunità è arrivata a Bruxelles città nella quale vivo attualmente da quasi 3 anni e mezzo.

Dopo qualche breve esperienza ancora nel settore alberghiero sono finalmente approdata in una società che organizza eventi. Non mi sono mai chiesta dove fosse collocato geograficamente, sapevo che fosse al nord ma non dove esattamente. Non ho mai sentito alcun commento sul Belgio da parte di amici o conoscenti se non qualche critica riguardante il tempo o il fatto che la Comunità Europea si trovasse lì. Insomma un paese che passa molto spesso inosservato poiché non è Parigi e non è Londra ma che, da quando ci vivo, mi ha dato tutto quello che una grande capitale offre a “taglia umana”.

Ritornando al paragone delle scarpe Bruxelles è come un comodo paio di scarpe da ginnastica che indosseresti tutti i giorni.

Ecco la mia storia e come tutti i viaggi che si rispetti la meta è ancora lontana ed io sono di passaggio.

Non ho accennato al fatto che non tutti i momenti sono stati facili, i sacrifici sono tanti, la solitudine psicologica a volte è stata insostenibile così come i momenti di sconforto ma quando riguardo indietro è come se li avessi dimenticati o forse non sono poi più così importanti come allora. Ognuno di noi li ha vissuti o li vive, semplicemente si impara a gestirli meglio.

Prossima destinazione: To be confirmed.

Lorenza

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