Cambiare vita restando casa

Di Enza Petruzziello

Per cambiare vita non serve spostarsi di molto. A volte basta un divano letto matrimoniale. E la storia di Cristiana Magistro ne è proprio la dimostrazione. Medico omeopata e fitoterapeuta, Cristiana per ora è solo un’aspirante viaggiatrice. Aspetta, infatti, che la sua piccola Bianca cresca un pochino per dedicarci alla scoperta del mondo. Nel frattempo, mentre la sua bimba diventa grande e il mondo aspetta che lei lo raggiunga, ha trovato un modo alternativo per portare quel mondo da lei.

Leggendo le avventure dei viaggi altrui, ad agosto – insieme al suo compagno Bruno – ha iniziato ad ospitare persone gratuitamente nella sua casa, per fare nuove conoscenze e lasciarsi “contaminare” dal nuovo che incontra. Diverse quelle che finora ha avuto modo di accogliere, e da questa meravigliosa esperienza ha tratto ispirazione per la creazione di un blog: www.cambiarevitaospitando.com.

Già dal nome si capisce l’intento: da ogni persona che ospiterà si lascerà ispirare per cambiare almeno una cosa nella sua vita, prendendo spunto dall’esperienza vissuta. Inoltre, come spiega lei stessa, è anche un modo per creare una sorta di diario per sua figlia, che potrà rileggerlo da grande.

«Non è un blog dal quale voglio trarre lavoro – ci tiene a precisare Cristiana – perché fare il medico è la mia passione, e nei periodi in cui non ospito non scrivo nulla ovviamente. Ma di certo quando si scrive è bello essere letti, no?». Oltre alla passione per la medicina, Cristiana ha infatti anche quella per la scrittura. Nelle prossime settimane uscirà il suo primo libro: “Fiabe per l’anima-Guarire con un racconto”, di Ouverture edizioni. La incontriamo dopo aver ospitato un lama tibetano.

Cristiana Magistro viaggiare ospitando

Cristiana come ti è venuta l’idea di ospitare persone gratuitamente nella tua casa?

«All’improvviso! Credo sia successo quando in me, da un giorno all’altro, si è unito il grande desiderio di viaggiare (che ancora non ho per vari motivi realizzato) e il grande piacere di avere ospiti in casa, di coccolarli con piatti sfiziosi e di condividere con loro la bellezza del territorio in cui vivo, la Val di Cornia».

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Per molti potrebbe sembrare un’idea folle. In fondo ospiti persone sconosciute e hai anche una bambina. Non hai paura?

«No, non ho paura, per due motivi. Il primo è che noi utilizziamo la piattaforma Couchsurfing per offrire ospitalità, un sito internazionale dove ogni iscritto ha il suo profilo, con foto, descrizione dei propri interessi e soprattutto recensioni, sia come persona ospitata sia come persona ospitante. Perciò, quando si riceve una richiesta di ospitalità, si ha la possibilità di avere molte informazioni in anticipo, oltre all’assoluta libertà di rifiutare la richiesta. Il secondo è la fiducia che la maggior parte delle persone del mondo sia gentile».

Come avviene in concreto l’ospitalità? Penso ai contatti e all’incontro vero e proprio.

«Dal sito Couchsurfing arriva una richiesta di ospitalità per una data specifica e per un certo numero di notti, accompagnata da un messaggio della persona, che spiega in genere da dove viene, che tipo di viaggio sta facendo e perché le piacerebbe essere ospitata da noi. Quindi c’è già un primo contatto umano diretto, non è come prenotare un b&b. Se noi accettiamo, ci mettiamo d’accordo sull’arrivo. C’è chi viene in macchina, chi con i mezzi, e allora andiamo volentieri a prenderlo alla stazione se possiamo. Insomma molto semplice!».

A disposizione dei tuoi ospiti c’è un comodo divano matrimoniale. Che cosa offri a parte un posto per dormire?

«La piattaforma che usiamo prevede solo l’impegno di offrire un posto letto, in teoria non si è tenuti a fare altro. Ma che gusto c’è? Ci piace moltissimo far conoscere la cucina italiana agli stranieri, e i pasti sono i momenti in cui più facilmente ci si rilassa e ci si predispone al parlare, occasioni preziose per conoscersi. E poi, se gli ospiti non hanno già programmi propri, li accompagniamo nei luoghi che amiamo di più qui intorno, spiagge, piccoli borghi medievali, parchi archeologici etruschi, ecc. Se proprio non possiamo accompagnarli, diamo consigli».

La tua avventura è partita ad agosto. Finora quante persone hai ospitato e che esperienze sono state?

«Abbiamo avuto 6 ospiti, di cui due coppie, tra agosto e settembre, da Austria, Germania, Francia, Australia, Argentina. Ogni persona, nel suo particolare modo, ci ha arricchiti moltissimo di conoscenze storiche, culturali, culinarie, ma anche artistiche e spirituali. E alla fine c’è sempre un grande scambio di link a siti di ogni genere. Una cosa buffa è che quasi sempre gli ospiti ci hanno fatto conoscere qualche realtà italiana di cui noi non sapevamo nulla, mentre per loro spesso era il motivo stesso del viaggio! Nostra figlia Bianca è sempre entusiasta quando arriva qualche “nuovo amico in inglese”, le piace aiutare a mostrare la casa, portare le lenzuola, e con qualcuno si è creata una particolare sintonia con infiniti scambi di sorrisi, è stata una gioia vedere la magia dell’amicizia che sboccia così, semplicemente stando accanto, senza neppure parlare la stessa lingua. Da ottobre non sono arrivate altre richieste, siamo in una zona di mare quindi c’è un turismo prevalentemente stagionale. Forse però nel periodo natalizio qualcosa si muoverà di nuovo».

Ogni persona che dorme da te, ti lascia inevitabilmente qualcosa. Come tu stessa dici ti cambia, a tal punto che hai aperto un blog: www.cambiarevitaospitando.com. Che cosa racconti in questo spazio virtuale?

«È talmente bello godere delle reciproche differenze, che ho deciso di portarle con me non solo nei ricordi, ma in azioni concrete della mia vita. Ho aperto le porte al mondo e sono convinta che se alcune persone arrivano da me è perché dovevo incontrare proprio quelle, affinché potessi imparare qualcosa di nuovo, qualcosa a cui non avrei mai pensato da sola. In fondo la nostra mente tende sempre a mantenerci nell’abitudine, nella routine, è proprio il suo modo di funzionare. Ciò che è noto garantisce la sopravvivenza. Ma nel benessere in cui viviamo non c’è davvero più motivo di stressarsi per questo, abbiamo negozi pieni di cibo, vestiti, risposte ad ogni bisogno materiale. Allora perché non lasciar perdere la mente con le sue abitudini, il suo sopravvivere, e lanciarsi nell’ignoto e nel vivere? Dunque ho deciso che, per ogni persona che ospiterò, mi farò ispirare per cambiare almeno una cosa nella mia vita, che sia leggere un libro o fare un corso, o altro. E nel blog racconto tutto questo».

Sei un medico omeopata e fitoterapeuta, come riesci a conciliare le due cose?

«Ho la fortuna di lavorare come libero professionista, e lo stesso vale per mio marito Bruno, che insegna meditazione, Reiki e altre discipline per il benessere interiore. Quindi riusciamo a organizzarci bene, ritagliarci gli spazi necessari, ma ci concediamo ovviamente anche di rifiutare una richiesta quando siamo sovraccarichi di impegni».

Oltre alla tua professione, un’altra tua passione è quella per la scrittura. Tra qualche settimana uscirà “Fiabe per l’anima-Guarire con un racconto”, di Ouverture edizioni. Parlaci di questo libro, di che cosa racconta?

«Alcuni anni fa, durante un mio percorso di crescita interiore, meditazione e grandi cambiamenti, mi sono letteralmente “sgorgate dall’anima” quattro fiabe, profonde, con tanti significati e simbologie. Non avevo mai pensato di pubblicarle, le consideravo semplicemente una sfaccettatura del mio periodo di crescita. Poi l’anno scorso, ci eravamo da poco trasferiti qui, ho conosciuto Giulia Norcini, titolare della casa editrice Ouverture edizioni, e anche insegnante di yoga in gravidanza. Prima siamo diventate amiche, poi ho saputo del suo lavoro e mi sono tornate in mente quelle fiabe. Giulia le ha lette, per lei l’effetto è stato terapeutico, benefico e pacificante per l’anima. E ha deciso di pubblicarle, con la speranza che possano essere di beneficio anche per altri. Trovo che questo sia in perfetta armonia con il mio lavoro di medico: in fondo la salute non è solo corpo, passa anche dall’anima».

E poi c’è l’amore per i viaggi. In attesa che la tua piccola Bianca cresca, hai deciso di portare il mondo nella tua casa. Ma immagino non durerà per sempre. Dove ti piacerebbe andare appena potrai?

«Intanto inizieremo presto a girare un po’ l’Italia, c’è così tanto da vedere! E poi i luoghi da cui sia io che mio marito ci sentiamo maggiormente attratti, che sono quelli dove c’è una forte tradizione spirituale, di medicine naturali e di sciamanesimo. Quindi Perù, Amazzonia, Nepal, India per fare qualche esempio, ma nella maggior parte dei paesi del mondo ci sono aree in cui queste tradizioni sono conservate, seppure a livello non ufficiale, quindi potremmo andare davvero ovunque!».

Altri progetti per il futuro?

«Per ora due, un sito e un altro libro. Il sito è online da pochi giorni, www.omeopatiaefitoterapia.com. Qui pubblicherò gli studi scientifici in questi ambiti, con linguaggio accessibile a un pubblico di non addetti ai lavori. Esistono grandi database internazionali con studi pubblicati su riviste autorevoli, ma sono di difficile comprensione e sempre in inglese. Quello che si può trovare in italiano su internet è un mare magnum, dove ci si perde tra luoghi comuni e informazioni corrette. Le persone avranno quindi un riferimento serio, perché in ogni articolo è riportata la fonte. Potranno inoltre partecipare alla costruzione del sito, proponendomi piante o rimedi sui quali vorrebbero informazioni certe da fonti affidabili. Mi sono già arrivate due richieste, per l’artiglio del diavolo e per la salvia. Il mio secondo libro, sempre di Ouverture Edizioni, uscirà l’anno prossimo a inizio estate circa. Questa volta sarà per bambini, in rima e illustrato. Trae ispirazione dalla quarta fiaba del libro “Fiabe per l’Anima – Guarire con un racconto”. Questa è l’unica fiaba il cui protagonista è un bambino, ed è come le altre piuttosto complessa, adatta a un lettore giovane/adulto. Sentivo però che quel messaggio doveva arrivare anche ai piccoli e l’ispirazione mi ha portato dei versi, che presto troveranno un’abile mano che li illustrerà».

In che modo possono contattarti i nostri lettori?

«Su Facebook, oltre al mio profilo personale, ho due pagine: Cambiare vita ospitando, dove pubblico gli articoli del blog sulle esperienze di ospitalità, e Cristiana Magistro Medico Omeopata e Fitoterapeuta, dove ci sono non solo gli articoli del mio nuovo sito, ma anche miei eventi (come corsi sui rimedi naurali, sulla depurazione dell’organismo, le difese immunitarie, ecc) e tutte le informazioni riguardanti nello specifico le visite mediche che effettuo, come luoghi, orari, e così via. Quindi per seguire una, o l’altra o entrambe le pagine basta mettere Mi piace. Ma amo molto la comunicazione diretta, quindi sono a disposizione per ricevere messaggi su Messenger o via email all’indirizzo cristianamagistro@gmail.com. Ho anche Instagram, d.ssa_cristianamagistro, ma praticamente da ieri, ci sto prendendo confidenza, infatti c’è solo una foto».