Aprire un B&B a Pantelleria: la storia di Giuliana

 

Ho raccontato nel vostro blog il nostro trasferimento in poche righe (troppo poche per l’importanza del passo!), la nostra decisione di cambiare vita, come, perché e dove. Ho avuto molti riscontri e tantissime domande; in tanti mi hanno contattato perché vorrebbero fare la stessa cosa e, o non hanno il coraggio, o non sanno come fare e dove e quindi mi hanno riempito di domande.

La classica, la prima, la prova del nove: lo rifaresti?

E allora ho pensato di riscrivere qui, a fatto compiuto, le risposte a molte delle domande sperando di trovare le stesse persone che hanno letto la mia storia e hanno sognato di “seguirmi”. Spero di poter chiarire tutti i dubbi, esposti o solo pensati. Prima di rispondere però vi racconto un aneddoto del passato. Era circa il 1995, intervallo pranzo dal lavoro. Con le amiche-colleghe tornavamo verso l’ufficio con in tasca un biglietto del superenalotto di gruppo. Alla domanda “cosa faresti se vincessi ?” io risposi “andrei a vivere al mare, magari in un’isola ed aprirei un b&b”. Ecco perché ora sono qui a raccontarvelo, anche se non ho vinto proprio niente, e invece di un b&b affittiamo dammusi. Passati i primi mesi di entusiasmo, in cui riguardavo la foto della vista da casa dove abitavamo, e mi affacciavo (proprio come sto facendo ora) per guardare quello che vedo da qui, e in cui quindi mi sentivo ovviamente felice, ora posso dare un riscontro con più chiarezza, cercando di raggruppare le tante domande ricevute senza l’entusiasmo della novità.

aprire un b&b

Abitavo in più di 100mq, ora abito in 45mq . Come posso star meglio?

Perché la casa a Pantelleria è solo il rifugio notturno (o, come nel mio caso, lavorativo) e non è il posto dove si invita gente, dove tutto deve essere in ordine e soprattutto dove deve esserci tutto. Non è un posto di rappresentanza: qui non è importante come sia casa tua quanto dove, in che contrada, su che lato dell’isola. Qui si vive all’aperto: anche quei pochi mesi l’anno in cui fa freddo, è difficile che si stia al chiuso, e gli amici si invitano finché si può star fuori. E quindi la casa grande non interessa più. E abbiamo trovato casa in uno dei lati più belli dell’isola.

Da un’hinterland milanese dove c’è tutto a un’isola di 8000 abitanti dove manca tutto.

Risposta: tutto cosa? Amici ne ho. Incontri culturali, conferenze, mostre e presentazioni abbondano durante l’anno, soprattutto in inverno. Lo sport non manca. Il cinema c’è… mancano gli ipermercati, manca la certezza di andare in paese sapendo di trovare quello che si cerca. Una persona che chiede questo dalla quotidianità non avrà mai la vera intenzione di cambiare vita. Manca la folla, evviva! Mancano i vestiti eleganti, evviva!

Il lavoro, i soldi…

Il mio lavoro consiste nell’organizzare i miei spazi, soprattutto in estate, in modo da poter accogliere più ospiti possibili e renderli soddisfatti della loro vacanza. E’ vero, prendo pochi soldi….ma quanta maggiore soddisfazione? E poi, di tutti sti soldi avevo realmente bisogno? Qui no. Mi servono per tornare ogni tanto al nord, fare la spesa per mangiare, e pagare i conti classici (luce, gas, acqua….). Non compro capi d’abbigliamento da quando sono qui (sto utilizzando tutta l’infinita scorta di magliette e pantaloncini che prima usavo 2 settimane l’anno!). E allora rispondo: sono pochi ma sufficienti per quello che mi serve. Però tengo a precisare che per fare questo passo ne servono tanti inizialmente. Per chi pensa di fare questa vita, è importante che sappia che ci si mette molto tempo a guadagnare, quindi pianificate 2 anni e qualche debito prima di rilassarvi e 3 per goderne. Se invece non è questo che vorreste fare, avete tanti soldi e volete solo cambiare vita, allora torno a quanto detto: a che servono tutti sti soldi?

La noia. E no! Questa no!

Io lavoro, non mi annoio. Non ho orari, perché mi alzo e lavoro subito (magari alle 6) oppure vado a correre e poi lavoro. E se serve lavoro anche la sera. Interrompo perché vado a fare un giro al mare o devo fare la spesa o mangiare o sto in giardino o vado a camminare in compagnia. Come un normale lavoratore autonomo, non ci sono sabati o domeniche, ma per noi neppure lunedì, perché il giorno giusto per andare al mare o stare con gli amici non è quasi mai la domenica! E in quest’isola è difficile annoiarsi se ami la natura e ti piace camminare: sono qui da anni e conosco solo una piccola parte dei sentieri e delle discese a mare. Voglio dire: per fare questa vita devi….inventartela. Se non sei in grado di farlo allora sì, ti annoi. Senza contare che annoiarsi guardando un orizzonte così è un po’ diverso che farlo guardandone uno così, no?

Sanità. Dolenti note

Qui c’è poco da scherzare e da accontentarsi e quindi spiego come funziona la sanità qui: Gli strumenti sono pochi, l’ospedale ha pochi reparti, ma i medici ci sono tutti. A turno. L’ospedale funziona, lo posso garantire in prima persona, avendo subito un intervento con attesa di MENO DI 24 ORE e un trattamento da ospite speciale. A Milano avrei dovuto aspettare sicuramente qualche mese ed essere trattata normalmente (ovvio!). E’ chiaro, c’è poca gente e quindi se il medico c’è, non si aspetta. E se non c’è si aspetta non più di una settimana. Anche il P.S. funziona ottimamente. Purtroppo non bisogna avere malattie che richiedono strumenti particolari, perché bisogna andare a Trapani. E’ solo un disagio (e una spesa di aereo a/r), ma niente di più. Sapete qual’è il problema vero? Il medico generico, quello di famiglia: ecco, per quello abbiamo avuto (e abbiamo ancora) un po’ di problemi. Voglio dire: considerati i problemi sanitari che ci sono normalmente al sud, qua si sta bene: non funziona bene come al nord ma non ci sono lunghe attese. Questa però è Pantelleria: non so in altre località. Su questo vi do un consiglio spassionato: informatevi prima da chi abita sul luogo da poco tempo, è importante. I locali sono sempre di parte (e non sempre una parte positiva).

vivere a pantelleria

E Toni, il mio compagno? Cosa ne pensa?

Lui è stato di noi il primo a insistere per venire qui e ora non è felice della scelta, perché lui fa parte di quella fetta di persone che necessitano di strumenti medici che qui non esistono. E quindi sta male e non può fare tutto quello che avrebbe fatto se avesse avuto assistenza dal primo giorno. Si sappia: la prima assistenza che non c’è stata ha origini lombarde! La cosa qui è peggiorata perché le condizioni climatiche (sole, tanto sole e tanta luce) non hanno fatto che aggravare una situazione instabile. Ecco perché lui non lo rifarebbe. Ma è anche vero che alla domanda: ok, potessi andartene da qua, ricominciare una vita, dove vorresti andare? La risposta è stata “no, non me ne andrei”. E’ quindi solo una questione di stato d’animo. La salute è importante nella scelta della vita ed è fissa nei suoi pensieri, ma ormai c’è poco da fare.

Riassumendo: noi viviamo in una casa che è meno della metà rispetto a prima. Lavoriamo più di 5 giorni la settimana ma i giorni non sono stabiliti da nessun calendario. Abbiamo pochi soldi. Vediamo continuamente persone che sappiamo di non rivedere più (i nostri ospiti paganti). C’è il sole, il mare, il vento, la pioggia torrenziale e niente nebbia, né pioggerellina né cielo grigio. Un solo semaforo in tutta l’isola e la gente che parcheggia dove capita (malissimo! Non è capace a fare la manovra!!!) ma un posto dove fermarmi con l’auto lo trovo sempre. Conosco e saluto tutti i commessi, si scelgono i negozi e non si va in un unico grande magazzino. Non c’è il riscaldamento e d’inverno (lungo 2-3 mesi) in casa fa veramente freddo. C’è una stufetta. Amici ne ho ma mi mancano tutti quelli che ho lasciato, soprattutto quelli con cui condividevo eventi speciali a cadenza mensile misti di sport e di donazioni (i Podisti da Marte). Piango realmente un’unica cosa: la famiglia lontana. Lo sapevo dal primo giorno e lo ripeterò per sempre.

E quindi, alla domanda più importante, quella che interessa tutti, quella che stupisce gli amanti del classico, dell’ordine, del posto fisso e delle certezze: lo rifaresti? La risposta è sì, senza esitazione. Ma non aspetterei così tanto, lo rifarei prima, molto prima, perché la vita è mia, è unica, senza possibilità di riscatto, e allora voglio che sia veramente mia. Ce l’ho fatta, ho realizzato il mio sogno e ho fatto la scelta giusta. Ne ho conferma la sera, quando guardo fuori dalla finestra e vedo questo.

Giuliana

duegattibb@gmail.com

Dammuso due gatti