La storia di Alessandro, da 9 anni in America Latina

Alessandro Vetturini, 32 anni, è nato a Bologna dove ha studiato Economia e Commercio e dove si è laureato nel luglio del 2005. La settimana dopo la laurea, Alessandro va in Venezuela e, da quel momento, non è mai più tornato a vivere e lavorare in Italia. Da circa nove anni in America Latina, Alessandro, dal 2011, vive felicemente e soddisfatto a Panama City da dove dirige il suo Emotions Tour Operator: una succursale della prima agenzia di viaggio che Alessandro aprì in Venezuela, sette anni prima, e in collaborazione con altri italiani. Abbiamo fatto una chiacchierata con Alessandro che ci ha raccontato la sua storia e di come sia vivere, fare impresa e viaggiare a Panama, un astro nascente e in continua ascesa del Centro America.

Alessandro, prima di tutto, come sei approdato al Venezuela?

Ho preso la decisione di andare in Venezuela dopo la laurea perché avevo intenzione di passare un anno là con un amico, Davide. Un anno si è poi trasformato in sei anni perché, grazie al primo lavoro in un tour operator locale, io e Davide abbiamo conosciuto altri due ragazzi italiani, Tommaso e Andrea, e – considerato che non c’ era più feeling con il nostro responsabile – abbiamo così deciso di avviare un nostro tour operator indipendente tuttora attivo e nel quale ho lavorato anche io fino al 2011.

Come mai hai deciso di lavorare per un tour operator?

Sono arrivato a questo lavoro in parte per caso perché, durante l’ultimo anno di Università, avevo preso parte a un progetto di stage all’estero e avevo trascorso due mesi in Venezuela, a Puerto La Cruz lavorando per un’ agenzia di viaggio locale. Nonostante non avessi mai lavorato prima in questo settore, mi sono ben presto innamorato sia del lavoro sia del paese e quindi ho deciso di tornare il prima possibile in Venezuela e svolgere la stessa mansione lavorativa.

Conoscevi la lingua spagnola prima di andare in Venezuela?

Sì, durante l’ Università avevo studiato sia spagnolo sia inglese. Avevo fatto alcuni viaggi studio, in Australia e Cuba, e quindi sono arrivato in Venezuela abbastanza preparato, poi ho migliorato il mio livello di lingua direttamente in loco. Ad ogni modo, lo spagnolo per gli italiani è piuttosto semplice e i latini sono molto cordiali e cercano di sforzarsi molto per farsi capire e essere capiti.

Cosa ti ha fatto poi decidere di provare a spostarti a Panama?

Del Venezuela mi ero un po’ stufato, ero alla ricerca di nuovi stimoli e allora ho cominciato a considerare Panama, un paese che la prima volta che avevo avuto modo di visitare (nel 2005) non mi era piaciuto per niente perché sporco e disordinato ma, un paio di anni dopo, lo avevo rivalutato grazie a un viaggio di lavoro, una fiera a cui avevo presenziato, e che mi aveva mostrato un Panama completamente diverso e interessante. Quindi, dopo diverse gite nei week end per esplorare la realtà panamense, le montagne, il mare e la foresta pluviale, mi sono accorto che c’erano dei posti meravigliosi e che nemmeno immaginavo potessero esistere: atolli corallini, foreste e parchi popolati da animali di tutti i tipi e una serie di servizi e infrastrutture molto valide e in continua evoluzione. Così, continuando comunque la collaborazione con i mie colleghi in Venezuela, mi son imbarcato in questa nuova avventura e ho aperto un altro tour operator a Panama City e lo dirigo dal 2011.

Com’era la situazione lavorativa a Panama nel 2011 per il settore del turismo?

All’inizio è stata certamente una sfida perché il turismo italiano a Panama non era particolarmente sviluppato o conosciuto, soprattutto perché si pensava che Panama fosse solo “un canale” e una zona brutta o non meritevole di essere visitata, invece non è assolutamente così e, specialmente in questi ultimi anni, sempre più turisti sono incuriositi e puntano a visitare questo stato del Centro America.

Di cosa ti occupi e che servizi offri ai turisti italiani che vogliono visitare Panama?

Il nostro lavoro è quello di conoscere capillarmente il paese in cui siamo presenti per cui, nel caso di Panama, abbiamo iniziato a visitare tutte le zone del paese (montagna, isole, pianure, foreste, parchi naturali, etc.) e valutare le diverse strutture di accoglienza (Hotel, Posadas, B&B, Bungalow, etc.) per garantire al cliente un servizio di qualità e confacente con le sue aspettative. Dopo di ché, organizziamo il viaggio a seconda delle richieste del cliente e di quanto vuole spendere perciò, ad esempio, forniamo macchina a noleggio se ce n’è necessità, barca se si vuole fare una gita in mare o una guida italiana che accompagni il gruppo ovunque desiderino. Insomma, assistiamo e programmiamo il viaggio dal primo momento in cui il turista mette piede a Panama a quando riprende l’aereo per tornare a casa. Qualunque cosa il cliente chieda noi la troviamo e Panama si presta molto bene a una varietà di offerta perché è un paese molto completo e che offre attività diverse e interessanti. In dieci giorni a Panama si passa da una passeggiata nella giungla, alla gita in montagna e al relax tra le spiagge e le acque cristalline degli atolli: una vacanza molto completa.

Quanto ci vuole per una vacanza soddisfacente a Panama?

Il volo Italia-Panama è sicuramente la parte più costosa perché è di circa 700 euro A/R in bassa stagione. Dopo di ché, si possono fare tranquillamente sette o dieci giorni di vacanza con circa 800 euro in più a testa. In conclusione, con 3000 euro si fa una vacanza più che dignitosa per due persone tutto compreso. Poi, se si vuole soggiornare in alberghi di lusso o località particolari allora, ovviamente, il prezzo sale.

Com’è fare impresa in Latino America e a Panama?

Fare impresa in America Latina è piuttosto facile, soprattutto se lo compariamo con l’Italia. Il mio sogno è sempre stato quello di essere un imprenditore ma la mia famiglia non è mai stata ricca e quindi, in Italia, se non hai capitale e una buona idea è difficile avviare una propria impresa. In America Latina, invece, il capitale che serve è praticamente irrisorio e, sapendo fare un mestiere, è facilissimo aprire una propria azienda e fornire un servizio in un mercato in cui c’è richiesta di determinate cose come, nel nostro caso, tour operator con la conoscenza di italiano e inglese. A Panama, più nello specifico e parlando di burocrazia, c’è il vantaggio che la legislazione e la burocrazia sono di stampo americano e quindi esistono leggi e regole ben precise per ottenere servizi o licenze e, seguendole, si arriva sempre al risultato con i tempi necessari.

Com’è vivere a Panama?

Io mi trovo benissimo perché Panama City e lo stato di Panama sono località molto cosmopolite e le comunità presenti sono di tutti i tipi (venezuelani, americani, francesi, italiani, arabi, cinesi, ebrei, etc.). La cosa più ironica è forse quella che sia davvero difficile conoscere dei panamensi o persone che siano nate e cresciute da sempre a Panama perché questa nazione ha subìto, da sempre, forti ondate di immigrazione. Inoltre, Panama è un paese che sta crescendo moltissimo e che, dopo il 2000, ossia l’anno in cui gli americani hanno abbandonato l’egemonia dello stretto, il governo ha cominciato a ricevere l’introito economico relativo al traffico marino e il denaro guadagnato è stato investito moltissimo in opere pubbliche, ad esempio la rete di trasporti, viadotti, rotonde, circonvallazioni marine, l’ambiente e le energie alternative, progetti di risanamento della baia e di depurazione e molte altre cose. Senza contare che Panama è di certo in parabola ascendente per quello che riguarda la sua economia e gli investimenti (stranieri e locali). Insomma, la città è pulita, sicura, la più sicura di tutta l’America Latina, relativamente piccola ma fornita di tutto quello di cui si ha bisogno.

Quali sono le tre cose da non perdere assolutamente a Panama?

La prima, la capitale perché, a differenza delle altre capitali dell’America Latina che, normalmente, offrono poco, Panama City offre invece un bel centro storico, musei interessanti e altre attrazioni e, la sera, Panama City è il fulcro della vita notturna con ambiente molto piacevole. La seconda, le zone di mare. A sole due ore di macchina da Panama City c’è un arcipelago bellissimo, di proprietà di indios locali e interamente gestito da loro, che conta circa 360 isole con atolli da cartolina: spiagge bianche, acque cristalline e palme da cocco. È un posto meraviglioso perché questa popolazione si tramanda gli atolli e le isole da generazioni in generazioni e, non essendoci quasi inquinamento o luci elettriche, si vedono cieli stellati unici e si vive in un’atmosfera meravigliosa. La terza, infine, l’eco-turismo. A Panama più di un terzo della superficie è considerata Parco Nazionale e ci sono parchi da visitare per tutti i gusti, dalla foresta pluviale alla riserva marina patrimonio dell’UNESCO con delfini, tartarughe e molti altri animali. Inoltre, il bello di questi luoghi è che sono a 25 – 30 minuti di macchina da Panama City e quindi si possono anche solo svolgere escursioni di una giornata tranquillamente e senza stancarsi troppo.

Quali sono i vantaggi a livello d’investimento a Panama?

Innanzi tutto, Panama gode di una “Zona Franca”, l’area di Colon, con vantaggi fiscali e di tassazione che, da molto tempo, è appannaggio specialmente della comunità ebrea e araba che stanno investendo molto soprattutto in grandi opere edilizie e grattacieli. Poi, l’IVA a Panama è del 7% e, inoltre, da circa dieci o quindici anni, per chi vuole investire a Panama e creare una società di import-export che però non commerci a Panama ma con l’estero, il governo panamense offre una tassazione zero perché, comunque, gli investitori portano soldi allo stato di Panama creando uffici, assumendo personale, utilizzando un avvocato, etc. Infine, le tasse sono decisamente più basse che in Italia perché, a grandi linee, un’impresa paga circa tra il 15 e il 30 per cento di tasse, ossia quasi la metà che in Italia.

Com’è il costo della vita a Panama?

Decisamente più basso ma ci sono alcuni aspetti su cui bisogna fare attenzione, ad esempio il costo degli affitti. Infatti, un appartamento di circa 100 metri quadrati può costare di affitto anche 1400 – 1500 euro al mese ma, se si decide di acquistare una casa, lo stesso appartamento comprensivo di piscina, palestra e molti altri servizi, può costare intorno ai 160.000 euro, cosa che in Italia sarebbe impossibile. L’affitto è penalizzante a Panama ma comprare invece no e le banche panamensi, se si ha la residenza, concedono tranquillamente mutui e prestiti. Poi, in generale, la vita è più economica rispetto ad una città italiana come ad esempio Bologna. La benzina costa la metà, il gas è gratis, di luce si spende circa 40 euro al mese per un appartamento di 100 mq che utilizza l’aria condizionata quasi sempre e anche le spese di condominio sono economiche. Infine, se si conosce un po’ la città, si mangia per circa 10 euro o meno.

È facile ottenere la residenza a Panama?

Sì, è molto facile perché esiste un accordo tra il governo panamense e quello italiano per cui un italiano può richiedere la residenza permanente a Panama senza alcun obbligo d’investimento. Questo trattato è stato poi anche ampliato ad altre nazionalità d’Europa ma prima era obbligatorio fare un investimento per ottenere la residenza vitalizia a Panama. Infatti, basta nominare un avvocato che rappresenti l’espatriato, avere la fedina penale pulita e un certificato medico di buona salute e, una volta fatta la richiesta, si ottiene la residenza e tutti i vantaggi correlati (aprire un conto in banca, ricevere prestiti, etc.).

E per comprare casa?

Comprare casa è altrettanto facile e basta avere il passaporto e dei contanti. Se non si hanno contanti allora ci vuole la residenza e si potrà così ottenere un mutuo sull’acquisto della casa.

Ci sono tanti pensionati che scelgono di vivere a Panama?

Sì e soprattutto americani, infatti, Panama – secondo il New York Times – è la destinazione numero uno da diversi anni per i pensionati degli Stati Uniti. Inoltre, la politica panamense cerca di attirare pensionati stranieri concedendo alcuni benefici come la residenza permanente o moltissimi sconti nei ristoranti, nelle strutture alberghiere, sulle isole, etc. Le leggi per favorire il trasferimento di pensionati sono molte e, oltre tutto, a livello di cure mediche, l’assistenza sanitaria di Panama è davvero di ottimo livello. Le cliniche sono eccellenti e una visita specialistica non costa più di 60 – 70 euro.

Avete mai pensato di offrire non solo servizi turistici ma anche aiuto a chi volesse espatriare a Panama?

Sì, ci abbiamo pensato e ci stiamo muovendo da un po’ di tempo anche in questo senso perché molti turisti italiani, in visita a Panama, poi ci chiedono spesso come si possa ottenere la residenza, cosa fare per comprare casa, etc. Perciò abbiamo deciso di creare una nuova compagnia, in collaborazione anche con altri soci, per offrire consulenza e aiutare tutte quelle persone che hanno bisogno di un avvocato onesto per chiedere la residenza a Panama, di un broker per trovare e acquistare casa o di qualunque altra cosa si necessiti per trasferirsi a Panama definitivamente.

Ti manca l’Italia?

A volte mi manca perché, dopo dieci anni all’ estero, sento la mancanza dell’inverno, dello sciare e a volte del cibo. Però non tornerei assolutamente indietro perché in Venezuela e qua a Panama ho avuto l’opportunità di crescere economicamente, personalmente e lavorativamente, tre cose che in Italia non sono certo avrei potuto avere, soprattutto per via della situazione economica attuale. In Italia torno circa due volte l’anno, per alcune fiere, o per fare il turista e godermi le città, l’inverno e ovviamente il meraviglioso cibo.

Un contro di Panama?

Il contro è forse il clima. Qua è molto caldo, umido, e si è obbligati a vivere e lavorare con l’aria condizionata quasi 24 ore su 24, cosa che io non amo molto ma è un’esigenza ed è difficile farne a meno.

Un pro?

Penso che Panama sia una nazione dove le persone sono felici e non si lamentano. Quando torno in Italia, invece, noto che molte persone sono scontente e si lamentano. Al contrario, a Panama qualsiasi persona è positiva e parla altrettanto ottimisticamente. Le persone hanno fiducia nel futuro e questo si respira e percepisce nell’aria.

La mail di Alessandro: av@emotions.travel

http://emotions.travel/

A cura di Anna Scirè Calabrisotto