Lilla ci racconti un po’ come è cominciato tutto?

Io ho fatto studi classici e linguistici, laureandomi in lingue e letteratura straniera e perfezionando i miei studi in Inghilterra, dove ho vissuto per un certo periodo quando ero molto giovane. Al ritorno per diversi anni ho lavorato presso la sede italiana di una compagnia americana dove ho raggiunto una certa posizione poi, ad un certo punto, la società è stata smembrata e venduta a pezzi ad altre società straniere e italiane. A quel punto io me ne sono andata, non mi piaceva la nuova politica e nemmeno i nuovi dirigenti.

Ma già scrivevi?

Sì io mi dilettavo a scrivere racconti surreali, a quel tempo mi piaceva quel filone, ma finivano tutti in un cassetto. Così siamo arrivati agli anni ’90 e una volta a casa mi sono procurata un computer, mi sono connessa a Internet, che nel frattempo era diventato accessibile a tutti e ho cominciato a mandare in giro le mie storie che nel frattempo avevano cambiato soggetto: dalle avventure surreali al mare. Alcune sono state pubblicate da siti web, poi la mia prima pubblicazione su carta: la rivista americana “Lighthouse Digest” ha pubblicato alcuni miei articoli su fari e faristi.

Fari del Mondo passione

Cosa ti ha spinto a scrivere proprio di mare e fari?

Quello che aveva cambiato tutto all’inizio era stato l’incontro casuale a Carloforte, dove ero in vacanza, con un docente di biologia marina dell’Università del Sud Carolina a cui avevo fatto da interprete. Una parole tira l’altra e ho saputo che lui era lì per vedere la tonnara, era in particolare uno studioso del tonno. Quando gli ho detto che anche a Camogli esisteva una tonnara mi ha chiesto se potevo fare delle ricerche per lui, ed io ho accettato immediatamente. John M. Dean, questo è il suo nome, è poi venuto a trovarmi a Camogli e insieme abbiamo messo insieme un bel materiale sulla mia tonnara, da cui poi è nato il mio primo libro “IL TONNO, LE TONNARE CHE PARLANO GENOVESE” dedicato alle due tonnare di Camogli e Carloforte.

Questi scritti vengono notati ad un certo punto e comincia qualcosa di nuovo mi sembra

Sì, infatti vengo invitata dall’Università di Sassari e dal Comune di Stintino per curare una mostra dedicata a Camogli e Stintino, legate da un’antica storia di pescatori. La mostra è rimasta aperta un mese, nell’estate del 2001, ed è stata un successo. Sono stata poi invitata a Convegni di Biologia Marina e i miei interventi sono tutti pubblicati sugli atti dei Convegni.

AMORE PER I FARI passione

E questo comincia a farti venire l’idea di usare il web per allargare e approfondire le tue scritture?

Esatto. Comincio a sviluppare due siti web a cui avevo già dato vita: il primo è stato www.mareblucamogli.com in cui ho raccolto molto del materiale delle mostra di Stintino e sulla tonnara, e in seguito www.ilmondodeifari.com dedicato solo alla mia passione per i fari, che nel frattempo, dopo un primo incontro con un faro, era cresciuta fino a farmi decidere di dedicargli molto tempo.

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Il mare è presente in tutta la tua vita, non c’è aspetto che non ne sia toccato

Io amo il mare, sono nata sul mare, ho un passato di pallanuotista, nuotatrice, subacquea e velista, quindi il mare l’ho vissuto in tutti i suoi aspetti, sopra e sotto la superficie.

Intanto continui a scrivere. Poi cosa succede? Come si concretizza questo percorso?

Ad un certo punto è avvenuto il miracolo: una nota casa editrice, la White Star (partner del National Geographic) mi ha commissionato un libro fotografico sui fari, di cui io avrei dovuto scrivere i testi. E’ stato un lavoro esaltante, ma anche lungo e faticoso, con molte ricerche, ma alla fine, nel 2005 è uscito un magnifico volume, che è stato tradotto in molte lingue, e che ancora adesso è in circolazione.

A quel punto ho deciso di ampliare le mie ricerche, visto che era un campo in cui mi muovevo bene, e sono usciti altri due volumi: nel 2006 (ristampato nel 2008) “RACCONTI DI FARI E ALTRE STORIE DI MARE”, una serie di racconti con vari soggetti sempre legati al mare e poi nel 2008 “CACCIATRICI DI BALENE”, una storia insolita, in cui raccontavo la vita delle donne americane del New England che nel 1800 viaggiavano sulle baleniere di cui i loro mariti erano capitani. Queste storie le ho ricavate dai diari che queste donne hanno scritto durante i lunghi anni di navigazione e sempre da ricerche fatte sul luogo in musei e biblioteche.

Racconti di Fari passione

E adesso stai scrivendo qualcosa?

Ora ho scritto altri due libri, di cui per ora non voglio rivelare i titoli, ma che sono già in mano di un editore che li pubblicherà quest’anno. Un’altra casa editrice mi ha commissionato altri due libri, ai quali sto iniziando a lavorare, con la lena e l’entusiasmo di sempre.

Una volta diventata “famosa” sono stata molto richiesta per tenere conferenze sui miei temi preferiti sia in Italia che all’estero. In USA tengo ogni anno conferenze in Università e centri culturali. In Brasile e Venezuela sono stata invitata nel 2007 dalle Ambasciate Italiane di quei paesi per partecipate alla “VII settimana della lingua italiana nel mondo” e anche lì ho tenuto conferenze in varie Università.

Scrivo anche per alcune riviste: “Nautica” e altre in Italia e in USA “The Keeper’s Log” e “Lighthouse Digest”.

Questo è tutto, o quasi, ma ecco come una passione per l’elemento acqua ha trasformato la tesoriera di una società americana in una scrittrice di storie e avventure di mare. La vita riserva sempre qualche sorpresa.

A cura di Geraldine Meyer

Fari di Minorca: Cavalleria passione