Anna: lo Sri Lanka mi ha insegnato a rallentare

A cura di Maricla Pannocchia

L’acqua dell’oceano lambisce la battigia e Anna, seduta a pochi metri dal “Bella Nilaveli Beach”, hotel che gestisce insieme al marito a Nilaveli, nella costa est dello Sri Lanka, osserva il sole che sorge. La sua mente corre a quando è arrivata nel Paese, 11 anni fa.

Prima di andare a vivere in Sri Lanka, Anna, originaria della provincia di Verona, viveva a Parigi, dove lavorava nel settore finanziario di una grande banca. In Italia, Anna ha frequentato il liceo linguistico, imparando diverse lingue, e tradendo sin da giovane una passione per l’estero. Prima ancora di scegliere Parigi come città in cui vivere, Anna ha abitato a Londra per sei anni.

La vita nella capitale francese le piaceva, la banca per cui lavorava le aveva offerto un contratto a tempo indeterminato e, vivendo in un piccolo appartamento vicino a Montmartre, a volte le sembrava di trovarsi in uno di quei film romantici in bianco e nero. Con il passare del tempo, però, Anna ha cominciato a trovare la sua quotidianità frenetica e si è iscritta a un corso di yoga. La donna ha deciso di prendersi un anno sabbatico proprio per andare a fare yoga in giro per il mondo e, magari, aprire un business da qualche parte, su una spiaggia.

La partenza, comunque, non è stata un colpo di testa. Aiutata dal fatto che la Francia ha delle buone leggi che supportano le persone che vogliono prendere una pausa dal lavoro e magari reinventarsi, la donna ha preso l’aspettativa. Questo forse ha calmato un po’ sua mamma, che già non era stata entusiasta della sua prima partenza, perché quelli erano gli anni ’90 e lasciare l’Italia non era così comune come può esserlo oggi.

Ecco che, zaino in spalla e il mondo negli occhi, Anna è salita sul primo aereo. Il viaggio è stato scandito da incontri con gli amici e, una volta arrivata in Sri Lanka, la donna ha trovato quello che, forse, non stava neanche cercando: l’amore. L’uomo che è diventato suo marito gestiva già un’attività a Sigiriya ma lei sognava il mare, così la coppia ha trovato e preso in gestione un hotel senza nome, che poi è diventato il “Bella Nilaveli Beach”. Nonostante gli impegni legati all’albergo e al figlio, che frequenta la scuola ma anche corsi di surf e calcio, Anna ama la sua vita in Sri Lanka.

Dopo la pandemia da Covid, il Paese ha affrontato un periodo di crisi durante il quale a volte la popolazione rimaneva senza corrente anche per dieci ore il giorno. Era molto difficile anche trovare la benzina. Adesso, le cose sono migliorate, tuttavia i costi di molti servizi, come l’elettricità, sono cari, se paragonati a quelli di altri Paesi dell’Asia.

Anna Godi Sri Lanka

Per spostarsi, Anna usa spesso la macchina ma il Paese offre anche mezzi pubblici, seppur spesso affollati e non particolarmente puntuali, e i tuc tuc (che però lei sconsiglia ai turisti di guidare). Dal punto di vista della sanità, lo Sri Lanka offre dei buoni ospedali privati mentre quelli pubblici variano da zona in zona e i migliori si trovano a Galle, Colombo e Kandy.

Quello che rende unico lo Sri Lanka, più di ogni altra cosa, è l’accoglienza che le persone del posto riservano a turisti ed expats. Anna si è sentita particolarmente accolta dai genitori del marito ma, avendo vissuto in varie zone del Paese, può dire che la buona ospitalità è diffusa praticamente ovunque. All’inizio, per l’alloggio, Anna si presentava direttamente in guesthouse e chiedeva se ci fosse una camera libera oppure viaggiava con delle persone incontrate lungo il tragitto. Una volta sposata, la donna ha vissuto con il marito a Nilaveli e poi la coppia ha affittato una casa a Unawatuna, quando il figlio aveva circa 5 anni, per fargli frequentare la scuola lì.

Nilaveli, dove si trova l’hotel di Anna e di suo marito, è un paesino di pescatori, in cui la vita scorre tranquilla. La gente locale si rimbocca le maniche e lavora duramente ed è facile vedere i bambini che giocano e corrono allegramente, sempre seguiti dai nonni o da una zia, mentre i genitori sono al lavoro. Del resto la famiglia – così come la cucina – è un punto cardine delle vite dei locals.

A chi sogna di visitare lo Sri Lanka, Anna consiglia l’inverno europeo, in cui esplorare la costa sud, mentre nell’estate è meglio dirigersi nella zona nord-est. Se qualcuno, invece, sta pensando di stabilirsi definitivamente lì, Anna suggerisce di andarci per almeno due mesi, per farsi un’idea del Paese prima di un trasferimento definitivo. È importante controllare il funzionamento del visto e capire come potersi mantenere. Ancora, chi ha dei figli deve informarsi sulle scuole.

Mentre il cielo è tinto di rosa e il mare continua ad agitarsi davanti a lei, con la schiuma biancastra che le sfiora le dita dei piedi, Anna si rende conto che, anche se la sua vita – come tutte – ha avuto alti e bassi, se potesse tornare indietro, lei non la cambierebbe di una virgola. Anche sua mamma, che all’inizio non ha accolto la sua partenza da Parigi con un grande entusiasmo, adesso trascorre due mesi al caldo dello Sri Lanka.

Il Paese, del resto, insegna proprio a non avere rimpianti e a vivere nel “qui e ora.” Anna ha imparato anche a prendersi del tempo, a vivere in modo più minimalista e sostenibile. I sogni per il futuro, però, ci sono. Anna e la sua famiglia vorrebbero costruirsi una casa nella zona sud del Paese, ma devono ancora decidere dove, e, ovviamente, ambiscono a migliorare sempre di più il “Bella Nilaveli Beach”. Un giorno, poi, vorrebbero andare in Europa per un po’, magari quando il figlio dovrà frequentare le scuole superiori.

Per il momento, Anna si alza, dà le spalle all’oceano e raggiunge il bambino e il marito, che l’aspettano lungo la strada per iniziare insieme la giornata. Un signore locale passa in bicicletta, con una cesta di vimini sul portapacchi. Da qualche parte, un uccello canta. Anna sente la sabbia morbida sotto le piante dei piedi, e, mentre cinge la vita del marito e le spalle del figlio, sa che, qualunque cosa riserverà loro il futuro, adesso hanno tutto quello che potrebbero desiderare.

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