NY ieri e oggi nel libro di Gianluca Rocchi

Quanta storia c’è dietro un monumento di NY City? Com’era cento anni fa la Statua della Libertà? Quanto è cambiata negli anni Madison Square? E Times Square? Che evoluzioni hanno avuto nel corso degli anni? Queste sono le domande a cui ha cercato di dare una risposta Gianluca Rocchi con il suo libro “ New York- Ieri e Oggi”. Un libro rivolto, come dice lo stesso autore, non solo a chi si appresta a visitare la Grande Mela, ma anche a chi decide di viaggiare con la mente stando seduto comodamente sul divano di casa. E’ un libro scorrevole che si legge tutto d’un fiato. Sfogliando le sue pagine si può quasi rivivere, in un continuo viaggio temporale, la storia di New York, una tra le città più importanti al mondo. Preciso e puntuale nell’esposizione, oltre a fornire delle piccole curiosità su luoghi, monumenti e piazze, ci permette di fare un salto nel tempo alla scoperta di una storia passata, ma mai dimenticata.

New York city ieri e oggi ny

Gianluca ci parli del tuo libro? Di cosa tratta?

Il libro “New York- Ieri e Oggi” è il risultato dello studio di testi e foto su libri di architettura e storia americana e dei tanti viaggi newyorkesi, viaggi in cui raccoglievo nuove informazioni, visitavo di volta in volta nuovi luoghi, scattando foto e seguendo le indicazioni che trovavo nei libri e nei tanti riferimenti in rete. L’argomento trattato è ovviamente New York, ma non dal punto di vista delle classiche guide turistiche, poiché, come ben sapete, di quelle ce ne sono tante. Con questo libro ho voluto dare al visitatore, all’appassionato di storia e perché no, anche a chi ci vive, un nuovo punto di vista sulla città, mostrandogli com’era quel particolare luogo molti anni fa o il secolo scorso, e come lo stesso luogo è cambiato oggi, se è cambiato. Questo permette sia a chi si trova nella Grande Mela per una vacanza, sia a chi vuole informarsi pur stando seduto comodamente sul suo divano di casa, di poter apprezzare più in profondità la storia di questa metropoli, tornando indietro nel tempo con la propria mente, grazie al supporto delle immagini storiche comparate a quelle di oggi, il tutto correlato da curiosità e storie che normalmente non si trovano nelle guide.

Da cosa è nata l’idea di scrivere questo libro?

L’idea è nata dopo aver osservato, letto e studiato tante guide su New York City. Per quanto fossero interessanti, proponendo diversi itinerari, nessuna era in grado di fornirmi informazioni più dettagliate del luogo che stavo visitando, mostrandomi ad esempio, qualche foto storica che mi permettesse di apprezzare maggiormente il contesto. Partendo da questo punto, mi sono detto: “come vorrei che mi fosse raccontata la storia di questi luoghi?” e da lì è partito tutto. Ogni volta che mi accingevo a visitare nuovamente la città, mi preparavo cercando qualche riferimento sui libri, in rete, per poi andare a verificare sul campo e man mano, il libro ha preso forma.

A chi è rivolto?

Questo libro non è rivolto solo a chi si appresta a visitare la città ma, come dicevo prima, anche a chi, stando seduto comodamente sul divano di casa, vuole saperne di più e viaggiare con la mente. Mi permetto anche di consigliarlo a chi vive a New York, perché tra tutti, sono coloro che, avendone la possibilità, possono apprezzare ancora di più questa incredibile metropoli e la sua metamorfosi.

Di cosa ti occupi nella vita?

Sono un ingegnere elettronico e lavoro in una multinazionale delle telecomunicazioni, come responsabile di un team che gestisce le problematiche di rete di due dei più grossi operatori italiani della telefonia fissa e mobile.

E dove vivi attualmente?

Vivo a Roma, con mia moglie Francesca e un cocker spaniel di nome Daisy.

Gianluca Rocchi ny

Perché hai scelto proprio New York come soggetto del tuo libro?

New York è per noi la nostra seconda casa, ci siamo innamorati subito di questa città, principalmente perché è un vero luogo multietnico, forse anche più di Londra, un’altra città che conosciamo molto bene. Dopo i primi viaggi, in cui per necessità di cose, abbiamo visto quello che il pacchetto “standard” ti obbliga a visitare, abbiamo cominciato a girare senza una meta specifica (ci siamo stati già nove volte e non ci fermiamo qui), cominciando a cercare quei posti un po’ fuori dagli itinerari classici, posti in grado di farti “vivere” e apprezzare New York, posti in grado di farti sentire, anche se per poco tempo, un vero newyorkese.

Quanto credi sia importante la storia di una città, dei suoi luoghi, dei suoi monumenti?

E’ molto importante se si desiderano conoscere a fondo i luoghi che si stanno per visitare e le culture che si stanno per incontrare. Forse sono esagerato, ma quando mi accingo ad organizzare un viaggio, sia per me che per i miei amici, cerco di approfondire più che posso, andando se possibile ad aggiungere qualche itinerario “particolare”, che possa rendere speciale il viaggio, qualcosa che “viri bruscamente” dal solito giro turistico. Tra l’altro, sia io sia mia moglie, amiamo entrare in contatto con le realtà locali e quest’atteggiamento ci ha portato, nel tempo, a conoscere e frequentare tanta gente che ci ha aiutato a capire meglio come si vive in quel luogo e in questo caso, come si vive veramente a New York; molti rimarrebbero sorpresi di come stanno veramente le cose, ma questa è tutta un’altra storia.

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Dalla tua prima visita ad oggi, in cosa è cambiata principalmente New York?

New York è cambiata molto dalla nostra prima visita, nel 1997. Sicuramente è molto più pulita, curata, sicura, anche in conseguenza dei tragici attentati alle Torri Gemelle del 2001, ovviamente parliamo di Manhattan, che ha avuto sempre un’attenzione particolare nella gestione delle amministrazioni locali, da Giuliani a Bloomberg. Anche da un punto di vista sociale è cambiata sicuramente in meglio, ora c’è molta più voglia di conoscere e di socializzare, anche perché l’aspetto multiculturale e la capacità d’integrazione, è oggi molto più forte rispetto alla fine degli anni ’90. Alle volte però, girando per la città sono pervaso da una strana sensazione nell’osservare il gran numero di poliziotti che girano per Manhattan. La loro presenza dovrebbe dare un senso di sicurezza e tranquillità, ma a volte io la percepisco come la manifestazione di uno stato di costante tensione, dove tutti sono sospettosi di tutti e questo, a lungo andare, può creare un certo disagio.

Hai mai pensato di risiedere stabilmente a New York?

Sì, ci ho pensato e non ti nascondo che mi sto anche muovendo in tal senso, ma non per viverci stabilmente, a meno che non fossi costretto. Sono dell’idea che fare un’esperienza di vita all’estero sia molto importante, ma ritengo anche una buona cosa ritornare e mettere a frutto questa esperienza nel nostro Paese, se le condizioni socio-politiche lo consentono. In questo momento mi rendo conto che è difficile essere d’accordo con me su questo punto, visto quanto sta accadendo, ma sono ottimista di natura e spero che tutto questo sacrificio possa portare l’Italia a tornare ad essere finalmente un Paese “normale”, dove le giovani generazioni riescano a trovare le proprie soddisfazioni e dove tutti coloro che vanno via per un certo periodo all’estero, possano farlo con la ferma convinzione di poter tranquillamente ritornare, senza lo spettro di trovare il “nulla” in Patria.

New York city ieri e oggi ny

Per scriverci un libro, ti sarai sicuramente innamorato di New York. Ma qual è la cosa che ti ha maggiormente colpito della Grande Mela?

Indipendentemente dal libro, quello che mi colpisce maggiormente è che in questa città puoi metterti veramente alla prova, portando avanti il tuo progetto qualunque esso sia, nella piena consapevolezza che, se l’idea è vincente e sei tenace, presto o tardi arrivi alla meta. Il senso di libertà che percepisci in questa città è unico al mondo e l’energia che trasmette, ti prende totalmente. Certo tutto è molto competitivo e le relazioni sociali sono fondamentali per creare la giusta opportunità, ma in ogni caso, poiché questa è una società meritocratica, solo se vali arrivi da qualche parte. Non c’è spazio per le scorciatoie, per i perdenti o per chi non ha le idee ben chiare, che ci piaccia o no, queste sono le regole del gioco se vuoi vivere e lavorare negli States e in particolare a New York, con un certo successo.

Hai mai pensato di scrivere un libro simile anche su una città italiana?

Sì, certo. Uno dei progetti in cantiere, non riguarda un libro, ma un video sulla mia città, da mostrare ai miei amici americani e non solo, che spero di realizzare con un taglio quasi da video-libro. In questo caso, mi farò guidare dalla mia seconda passione, che è la realizzazione di video documentari, realizzati con la mia videocamera HD e tanta fantasia.

Che tipo di riscontro sta ottenendo il tuo libro tra il pubblico di lettori?

Al momento sto ricevendo degli ottimi apprezzamenti. All’inizio pensavo che questo libro non fosse totalmente capito, che fosse scambiato per un’altra guida, poi però, grazie anche allo spazio Facebook del libro, spazio in cui ho la possibilità di rispondere e tenere i contatti con chi è interessato all’argomento, le persone appassionate della città e non solo, si sono rese conto che era qualcosa di diverso e di nuovo. Spero che continui così.

Quali sono i tuoi progetti futuri?

Il mio progetto per il prossimo futuro riguarda la promozione del libro, poiché anche se l’editore fa la sua parte, distribuendolo anche su un portale importante come Amazon.com, molto è lasciato al passaparola che l’autore mette in piedi. Oltre ad Amazon.com, questo è lo spazio autore “ufficiale” su Lulu.com/it www.lulu.com/spotlight/rocgian

Se potessi scegliere il luogo in cui vivere e lavorare, quale sarebbe il tuo posto ideale?

Lontano dalla città, in una piccola realtà come un paese nella campagna laziale, toscana o umbra. Ad ogni modo nella mia Italia, che nonostante il periodo difficile, resta il luogo più bello del mondo.

La mail di Gianluca:

[email protected]A cura di Nicole Cascione

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