Due mostre celebrano l’artista George Georgiu

Continua senza sosta l’attività espositiva di “Quasi Fotografo”, il laboratorio creativo dedicato alla fotografia voluto da Marco Monari e Luca Antonini, che ormai da più di un anno si sta facendo apprezzare in tutta Verona. Un successo di pubblico e critica che ha spinto, qualche mese fa, gli organizzatori ad inaugurare altri due spazi espositivi: il QF2 e il QF3. Gallerie aperte 365 giorni all’anno, dove oltre a poter osservare fotografie se ne discute anche. «Un grande sforzo di Quasi Fotografo – ci dice Luca Antonini – che con molta passione cerca di portare a Verona la grande fotografia nazionale ed internazionale». Proprio come quella di George Georgiu, fotoreporter dell’agenzia PROSPECT, vincitore di 2 World Press Photo, il più grande e prestigioso concorso di fotogiornalismo internazionale. Venerdì 20 aprile alle 19.00, in QF1 e QF3, saranno, infatti, inaugurate due sue esposizioni dal titolo: “Fault Lines/Turkey/East/West” e “Last Stop”.

QUASI FOROGRAFO MOSTRA

Al centro della prima mostra di Georgiu c’è la Turchia, una terra strategica dal punto di vista geografico e simbolico essendo crocevia tra Europa e Asia, tra la cultura Occidentale e quella Orientale. “Fault lines”, linea di faglia, nel linguaggio della geopolitica indica proprio un confine tra due aree geografiche attigue in conflitto. E proprio questo suo essere terra di mezzo, in cui non mancano contraddizioni, contrasti e tensioni tra modernità e tradizione, tra islamismo e cristianesimo, tra democrazia e repressione, ad essere il filo conduttore degli scatti di Georgiu. Un viaggio di più di duemila chilometri, da est a ovest, in cui il celebre fotografo, documenta i cambiamenti del Paese per sollevare delle questioni e delle domande sul complesso rapporto tra Est e Ovest, Oriente e Occidente, e sulla modernizzazione e urbanizzazione che trovano ostacoli nella religione e nel nazionalismo. Georgiou cerca di raccontare le contraddizioni e i cambiamenti della Turchia fotografando la tranquilla vita quotidiana della popolazione turca. Un progetto fotografico di dimensioni sociologiche, dunque, con uno sguardo verso l’architettura, la città e il paesaggio sociale turco.

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Nato a Londra da genitori greco-ciprioti, Georgiou sarà presente a Verona il 21 e 22 aprile per un workshop con quanti vogliano porgli delle domande e discutere delle sue fotografie. I suoi scatti saranno inoltre protagonisti anche della mostra in QF3 dal titolo “Last Stop” dedicata proprio alla sua città natale, Londra, vista attraverso i finestrini dell’autobus. «L’autobus mi ha permesso di incorniciare la città, per dargli un senso – racconta l’artista -. Il livello inferiore è molto vicino alla strada, dove quasi tocco le persone secondo la tradizionale forma della street photography. Il ponte superiore mi rivela la distanza giusta per catturare gli strati del paesaggio urbano. Un altro elemento che mi ha affascinato è stato il modo in cui le persone usano lo spazio pubblico in una grande città, quel senso di invisibilità condivisa. Seduto dietro il vetro, sono diventato anche io invisibile».

E in questo weekend non mancheranno gli alunni del corso intermedio che in QF2 esporranno, con grandissimo orgoglio, “Maledetti social”, mostra che intende mettere in luce la bellezza della fotografia così come era prima della rivoluzione tecnologica. Perché, come si legge nella presentazione: «La fotografia non è antica come la parola, ma ha ancora a che fare con il mondo sensibile, con cose che possiamo toccare e odorare».

Noi ne siamo convinti, e se anche voi volete ammirare da vicino la bellezza senza tempo di queste immagini non perdete l’occasione di visitare queste tre fantastiche mostre di Quasi Fotografo.

Aperte fino al 13 maggio, saranno visitabili dal martedì al sabato dalle ore 15:30 alle ore 19:30.

Quasi Fotografo

Via Carducci 9_14 e 29  Verona 

[email protected]