Precari: la vita da girovaga di Margherita

Sono il clima temperato di Cadiz, le sue piazzette affollate di giovani e il caldo e trascinante accento andaluso che mi aprono gli occhi per la prima volta su cosa significhi “vivere all’estero”. E così i sei mesi passati in Erasmus in Spagna segnano per me l’inizio di una vita da girovaga. E’ la passione verso la letteratura sudamericana inizialmente a portarmi in giro per il Centro America, in un viaggio che dura quattro mesi e che mi permette di scoprire via terra le bellezze delle terre racchiuse tra Venezuela e Messico. E mentre mungo caprette e cerco di imparare a fare il formaggio presso una fattoria in Emilia e poi mi improvviso cameriera in un ristorante tipico a Dublino mi convinco di voler tornare nella terra che mi ha affascinato più di tutte durante quel viaggio: la Colombia.

L’anno passato tra foreste e Comunità di pace in mezzo al conflitto mi tocca profondamente: il mio compito, insieme a quello degli altri cooperanti che lavorano con me, e’ quello di creare spazi politici per permettere agli attivisti colombiani che si battono per migliorare il proprio paese di fare il loro lavoro senza rischiare la vita.

La tappa successiva e’ il ritorno in Europa, ma non e’ l’Italia, bensì di nuovo la Spagna, Barcellona questa volta, ad accogliermi e a permettermi un reinserimento più dolce rispetto alla fredda Bergamo, mia città natale. Quando finalmente mi convinco che e’ giunto il momento di un reale ritorno a casa, con l’obiettivo di lavorare nell’ambito dell’immigrazione, la vita mi sorprende di nuovo: per amore imbocco una strada completamente diversa, che mi fa riaprire lo zaino e ripartire.

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Divento istruttrice di sub e in questo modo, questa volta in compagnia, mi sposto da un paese all’altro seguendo le condizioni climatiche migliori: così facendo sono testimone della Rivoluzione in Egitto, entro in contatto con la sorprendente fusione culturale di Capo Verde, mi sorprendo a spostarmi tra un’isola e l’altra delle Filippine e scopro la pacifica vita di una piccolo tesoro nel Mediterraneo, Gozo. Tutto questo tra rapidi ritorni a casa, fughe ispirate a Berlino e tanto tempo e ispirazione per scrivere.

E’ così che nasce “Diario di bordo di una precaria. Quando viaggiare diventa necessità” , edito da Arduino Sacco Editore e pubblicato con lo pseudonimo di Margherita Giornoverde: una raccolta di pagine di diario, pensieri e riflessioni su questi anni in movimento, sulle realtà e le persone conosciute, un po’ prosa lirica un po’ saggio.

precari

Un inno alla capacità di adattamento, alle infinite possibilità di reinventarsi dell’essere umano e alla meravigliosa libertà di poter gestire il proprio tempo.

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