Cambiare Passo di Arianna Huffington: come ridefinire denaro e potere per imparare a vivere una vita felice

“Una delle ragioni per cui lasciamo che lo stress sia parte integrante delle nostre vite è che non abbiamo realmente tempo per prenderci cura di noi stessi. Siamo troppo impegnati a rincorrere lo spettro di una vita di successo. La differenza tra quello che è il successo e ciò che realmente ci permette di crescere bene e felici non è sempre così chiaro, esattamente come la linea che decidiamo di seguire nelle nostre vite”. Queste parole appartengono a Cambiare Passo. Oltre il denaro e il potere: la terza metrica per ridefinire successo e felicità, l’ultimo libro della fondatrice di uno dei giornali online più influenti e in voga del mondo, The Huffington Post, e che ha come intento quello di diffondere un messaggio certamente non nuovo ma in un certo senso rivoluzionario per la sua estrema semplicità e sincerità, ossia che il successo, come viene concepito dalla nostra società, non funziona perché è solo causa di stress, superlavoro, disconnessione dalla realtà e dalla famiglia e – soprattutto – causa di gravi malesseri per le donne ma anche per gli uomini.

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Chi è Arianna Huffington? Senza troppe esitazioni, chiunque direbbe che Arianna Huffington è una persona di successo che ha saputo reinventarsi e che è sempre apparsa al pubblico come una donna poliedrica: giornalista, capo redattore, ex moglie di un famoso politico statunitense, imprenditrice, multimilionaria, guru spirituale e soprattutto madre di due figlie e donna che sembra non avere mai un capello fuori posto. Insomma, una donna di successo, self-made e sicuramente soddisfatta. La storia di Arianna Huffington è infatti una favola che chiunque definirebbe di autorealizzazione ma non è tutto oro quello che luccica.

Arianna Huffington (prima Stassinopoulou) nasce nel 1950 in Grecia, ad Atene, e all’età di sedici anni emigra con la madre in Gran Bretagna dove si iscrive alla Cambridge University grazie ad una borsa di studio e, dopo solo pochi anni dalla laurea, diventa “una greca più in ascesa di Icaro”, come molti hanno osato definirla. Infatti, negli anni settanta, scrive un libro sull’anti-femminismo e così si guadagna molti ammiratori anche di sesso maschile. Poi, negli anni ’80, si trasferisce negli Stati Uniti dove sposerà un esponente politico dell’ala più conservatrice, Michael Huffington (successivamente dichiaratosi bisessuale e adesso attivista per i diritti degli omosessuali), e diventa così Arianna Huffington. Nota ai più soprattutto per la sua attività politica, Arianna sfida Arnold Schwarzenegger per la guida della California, perde e, dopo soli due anni, nel 2005, fonda l’Huffington Post, quotidiano online liberale e di centro sinistra famoso in tutto il mondo.

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Nel 2007 però succede qualche cosa, Arianna cade svenuta a terra, nel suo ufficio di casa, e si ritrova immersa in una pozza del suo stesso sangue proprio poco dopo essere apparsa sulla copertina del Time perché inserita nella lista delle cento persone più influenti del mondo. Questo malore, causato semplicemente da stanchezza e stress, è come un campanello d’allarme per la Huffington che, durante le attese in ospedale per controllare il suo stato fisico, comincia a chiedersi che cosa sia veramente il successo e se davvero sia il connubio di soldi e potere a darci la felicità che, secondo molti, una vita di trionfi lavorativi dovrebbe testimoniare e validare.

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Appare subito chiaro che il concetto generale di successo è sbagliato non solo per le donne ma anche per gli uomini, per le aziende e per qualunque lavoratore. Arianna ripercorre le tappe della sua vita, della sua carriera e della sua ascesa cercando di avvalorare la sua tesi tramite dati scientifici e analitici e, soprattutto, storie e testimonianze di chi come lei (o prima di lei) ha avuto a che fare con la ridefinizione del concetto di “affermazione nel mondo”. Parla così di una “terza metrica”, una sorta di metro di misura e consigli pratici attraverso i quali sia possibile valutare onestamente quale sia il vero scopo della nostra vita e le cose realmente importanti. Un esempio molto affascinante dell’uso di questa “terza metrica” è come la Huffington vede gli elogi funebri. Le elegie, infatti, non parlano mai di quanto una persona sia stata abile nel procacciare clienti o di quanti soldi abbia guadagnato in un anno ma, piuttosto, di quanto una persona fosse amorevole, generosa, passionale e divertente. Allora perché si passa tanto tempo su cose che, al momento della “resa dei conti”, sembrano non essere così importanti? Insomma, già lo sappiamo ed è estremamente vero che troppa ambizione può portare a disarmonia mentale, stress o insoddisfazione perenne, e per questo motivo è bene saper riconoscere i propri limiti e capire che non è per forza giusto o lodevole ciò che tutti sembrano perseguire con estrema avidità.

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Nasce così questo libro, Cambiare Passo, che la stessa Arianna Huffington definisce come un “libro pensato e scritto per aiutare chiunque a capire cosa stia facendo, valutarlo coscientemente ed eventualmente cambiare rotta”. Che non sia facile cambiare profondamente anche la Huffington lo sa e per questo ammette che un cammino verso una responsabile ridefinizione del successo è una sfida ardua e continua.

La “carne messa al fuoco” dalla Huffington è tanta e scorre attraverso testimonianze di vita, dati e studi medici sullo stress legato al lavoro e tocca persino i temi connessi alla necessità di pensare a un femminismo più moderno e contemporaneo ma, in fin dei conti, uno dei grandi messaggi del libro è che bastano poche e semplici regole per ripensare la nostra vita, molte della quali diamo per scontate: dedicarci a un sonno ristoratore, camminare il più possibile e imparare a donare a noi stessi e agli altri.

Anna Scirè Calabrisotto